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ARGOMENTO: Attenzioni?

Attenzioni? 01/07/2016 05:00 #1

Salve...
Torno in questo sito dopo alcuni mesi, aprendo un nuovo topic...
Come previsto, non so bene come prendere il discorso, perciò, ripartirò dall'inizio.
Mi chiamo Shannon, ho 18 anni...ho passato parecchio tempo a scrivere qui, ed è servito a calmarmi. I discorsi aperti nel topic precedente erano tanti, perciò, ho pensato fosse meglio aprirne un altro qui per evitare ulteriore confusione.
In questi ultimi mesi sono accadute davvero parecchie cose e sto ancora cercando uno spigolo su cui spaccarmi la testa...e l'unico aspetto positivo di tutta questa situazione è il fatto che riesca a vederne il lato divertente...che non è divertente.
Mesi fa ho avuto esperienze con il bdsm (che credo sappiate cosa sia)...ebbene, io ero ancora minorenne e ne ignoravo ogni rischio...anzi, non ero nemmeno a conoscenza, di rischi...e sono stata parecchio ingenua.
Vi avevo già accennato ad una relazione finita male, beh, era questa. Non so bene come io sia potuta finire in una relazione del genere, soprattutto tenendo conto dei miei anni, e dei suoi anni. L'idea di dovermi fidare completamente di qualcuno, ad un certo punto, iniziò a tentarmi tantissimo, così cedetti...
Ero consapevole del fatto di essere sfruttata, me ne rendo conto solo ora...credevo di essere innamorata e non mi interessava (sì, essenzialmente strano anche letto da me). Quando lui chiuse il rapporto, sembrava l'avesse fatto per essersi reso conto di aver creato un danno... Io avevo creato una sorta di dipendenza da lui, il che è normale in una relazione sottomessa/dominante...ha continuato a tenere contatti con me, credo principalmente per evitarmi qualche crisi (dovute alla mia situazione generale, che lui conosceva già).
Il problema che sto riscontrando ora è il mio incessante bisogno di attenzioni...sue o di chiunque altro.
Circa un mese fa ho conosciuto un ragazzo, fidanzato...nessun interesse in comune, due persone totalmente diverse. È riuscito a farmi aprire in due giorni...è poi bastata un po' di comprensione e una dose di dolcezza per finire a letto insieme...e -per quanto patetico sia pure pensarlo, ora- io credevo di provare qualcosa, per lui...e glielo dissi pure.
Nel frattempo, ero andata a letto con un altro, una persona con cui mi frequentavo già prima... Lui venne a saperlo e litigammo davvero ma davvero di brutto..mi disse che ero una persona orrenda..."provi qualcosa per me ma ti scopi un altro?" Passai la mattinata a piangergli al telefono.
Risolvemmo...più o meno. Ma cambiò tutto...ormai l'avevo fatta e lui l'aveva presa parecchio male. Ed era una situazione pericola in quanto lui sapeva troppo su di me...e gli bastava davvero poco per distruggermi...Infatti, iniziò a trattarmi male, "tanto so che ti piace"... E non potevo tenergli testa, o rispondergli...in quanto ero praticamente terrorizzata dall'idea che potesse andarsene anche lui, quindi gli permisi di trattarmi così, di farmi dare della troia...e di sottomettermi. Riusciva a confondermi le idee, sapeva come farlo...come alternare momenti di dolcezza con momenti di panico...
In tutto ciò, mi sentivo ancora con il mio ex...nessun rapporto sessuale o altro del genere, semplicemente si faceva sentire, qualche volta, per sapere come stavo. Evitando particolari, io finì per dirglielo (o meglio, finì per dirgli di aver contattato il mio ex dominatore, perché in quel momento stavo avendo una crisi di panico) e diede di matto, nuovamente. Mi disse di essere malata, di aver bisogno di uno psicologo per uscire da questa cosa (con il mio ex), che non era normale e non era sano...
Un giorno, mentre litigavamo, mi sentì così male per il modo in cui mi parlava, che lo supplicai di continuare ad offendermi, lo intimai di dirmi cosa davvero pensasse di me...volevo sentimi male a tal punto da farmi distruggere così. Lui lo capì...e cercò di calmarmi. Andò avanti in questo modo per alcune settimane...poi decisi di riprendere un po' in mano la situazione e cercai di allontanarlo (...e non l'avrei fatto comunque)...mi "minacciò" dicendomi che sapeva parecchie cose su di me, che avrebbe potuto divulgarle in giro...non credo lo farebbe mai, credo abbia detto così per rabbia...ma il dubbio mi sta facendo impazzire...e non so come comportarmi...credo di essere entrata in un enorme guaio e non so come poterne uscire
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Re: Attenzioni? 04/07/2016 16:43 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Shannon,

bentornata sul forum!

Ci hai raccontato in modo concitato le tue vicissitudini sentimentali. Di primo acchito quello che si avverte è molta confusione... come se ti stessi muovendo in un mare in burrasca...

Crediamo che il tuo desiderio di riprendere le fila della tua vita sia cosa buona e giusta; hai bisogno di fermarti per far depositare la sabbia sul fondo e cominciare a vedere un po' più chiaro.
Ci sembra che i partner di cui ci hai parlato non siano il massimo ... sono persone che ti hanno usato in vari modi e ora ti stanno velatamente minacciando ...l'amore è un'altra cosa.

Più nello specifico di che cosa hai paura? Come potrebbe ricattarti e in che modo?

Un grande abbraccio!!
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Re: Attenzioni? 26/07/2016 04:22 #3

Me. Ho paura di me stessa... Non smetterò mai di farmi sfruttare...credo di aver sviluppato una sorte di dipendenza, è l'unica spiegazione che riesco a trovare...non capisco, provo piacere nel permettere loro di trattarmi così o lo faccio solo per accertarmi di ricevere la mia solita dose di attenzioni? Non badando al fatto che a nessuno freghi realmente qualcosa, di me...
Noto di star provvedendo alla mia distruzione, lentamente...quindi sì, possiamo ritenere anche questo autolesionismo.
Ma un taglierino fa meno male.
Non so nemmeno cosa voglio...stare bene o stare male? Mi sento una stupida, sto qui a lamentarmi per problemi che ho semplicemente voluto crearmi. E non basta essermene resa conto, perché la confusione non va via...non so cosa voglio, non so nemmeno perché sto qui a scrivervi
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Re: Attenzioni? 26/07/2016 19:34 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Shannon,

certo che smetterai di farti sfruttare quando veramente vedrai quanto vali come persona...
Quando ti rispetterai per quello che sei. Non giudicarti da questi tuoi comportamenti, noi li vediamo come reazioni ad un dolore molto profondo. Di chi in realtà stai cercando le attenzioni? Da chi vorresti veramente essere accolta e abbracciata? A volte ricerchiamo dei sostituti di persone che vorremmo vicine e che ci guardessero per quello chi siamo.. purtroppo questi "sostituti" approfittano del bisogno di amore incredibile che abbiamo...

A volte l'autolesionismo sembra una sorta di autopunizione. Ti senti in colpa di gualcosa?
Ci creiamo dei problemi per spostare l'attenzione su quelli che realmente abbiamo e che fanno talmente male che a volte meglio crearne altri per non pensarci e non sentire il dolore... Riesci a vedere cosa ti fa veramente male? riesci a descriverlo?

Cosa invece ti fa stare bene? Quali sono i tuoi valori? Cos'è veramente importante per te?

E'un momento di grande confusione, ma noi sappiamo che hai le risorse e la forza per fare chiarezza in te, vedere le tue qualità (vorresti descriverle?) e superare queto periodo.

Ti abbracciamo forte forte carissima
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Re: Attenzioni? 27/07/2016 18:38 #5

Vorrei solo che qualcuno mi stesse vicino, dicendomi che andrà tutto bene, che starò meglio, che la confusione andrà via...che non impazzirò. Vorrei le attenzioni di qualcuno che mi voglia bene, e che me ne voglia davvero...qualcuno che stesse con me perché mi vuole bene. Credo di non aver mai desiderato così tanto un abbraccio come negli ultimi mesi...
L'autolesionismo per me è una distrazione...non fa andar via la confusione, ma la distrae...e la alimenta, me ne rendo conto. Un po' come le sigarette, ti illudono di poterti calmare quando sono loro stesse a creare nervosismo (o almeno, contribuiscono). Un po' lo stesso meccanismo.
Odio farmi vedere così, rendere evidente il mio star male...mi sento inerme, le mie difese crollate. Ho allontanato i miei amici, frequento persone che conosco poco, e che mi conoscono poco...il perché mi è chiaro solo ora.
Riguardo allo star bene, avevo tante cose che mi facevano star bene...il pianoforte, la chitarra, l'equitazione. Adoravo la musica, mi piaceva ascoltarla, mi piaceva crearla, soprattutto crearla, era soddisfacente. Ho perso ogni interesse, sono completamente disinteressata a tutto
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Re: Attenzioni? 29/07/2016 18:01 #6

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Shannon,
intanto auguri per i tuoi giovani anni.

Dai tuoi post sembra di capire che la tua esperienza di pratica BDSM fatta o subita nel periodo della tua adolescenza abbia creato o rallentato il cammino verso la maturazione della giovane donna quale tu stai diventando.
Questa pratica secondo le nostre scarse informazioni a proposito va gestita, dato i rischi, tra persone adulte reciprocamente responsabili della propria vita e della proprie scelte. La completa responsabilità permette di prendere decisioni alla pari, fare al meglio le proprie scelte e da queste trarne motivo di crescita continua e di permanente soddisfazione.
Dunque sembra chiaro che un adolescente, cioè una persona ancora in formazione psicofisica, quindi non ancora in possesso di una acqisita maturità e di una esperienza adulta, non può che restarne disorientato,. e a soffrirne pensiamo possa essere una ritardata maturazione della autostima.

Ciò detto, da quanto scrivi, risulta che non hai frequentato,e non stai frequentando, partner responsabilizzati e maturi a sufficienza malgrado l’età. Vedi pratiche, vedi minacce, ecc…, e
una legge che protegge l’inesperienza dei minori, e che sembra non sia stata osservata.

Ti invitiamo a continuare il cammino intrapreso, prendere in mano la tua vita dimenticando un passato difficoltoso,. magari sostenuto da discussioni o da interventi di un preparato professionista che ti permetteranno, sgombrando i fantasmi del passato, un più chiaro e rapido percorso sulla strada della conoscenza e della serenità.

Un forte abbraccio da Sorriso
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Re: Attenzioni? 30/10/2016 02:55 #7

Parte dei problemi sono andati via. Non mi sento più col dominatore, l'ho bloccato, è completamente fuori dalla mia vita.. e questo è davvero un grande traguardo. Sono tranquilla, non sento il bisogno di sentirlo, non ho ansia addosso.
E ho cambiato scuola...l'ho fatto principalmente per "segnare una svolta", quindi con l'intento di farmi nuove amicizie e cambiare aria, visto che la scuola non si trova nel mio paese. Certo, a livello scolastico non è stato particolarmente cauto cambiare scuola all'ultimo anno, ma me la caverò.
Sto cercando di risolvere un problema alla volta... Non sento più il bisogno di "essere sottomessa", ma riguardo le attenzioni, sì, ho ancora tanto bisogno di attenzioni...e questo mi sta creando tanto problemi, principalmente col mio ragazzo...alla prima litigata scappo via, a farmi consolare da qualcuno. Non l'ho mai tradito, ma mi rendo conto di essere dannatamente trasportabile e facile da soggiogare, e ho paura di poter rovinare tutto. Lui conosce ogni dettaglio della mia situazione, quindi cerca di chiudere un occhio ad ogni mia cazzata, ma le litigate sono comunque disastrose e, cristo, non le reggo davvero. Spesso mi ripeto di dover troncare la relazione, e accuso me stessa per non riuscirci, perché questo è egoismo.
E non mi piace mentirgli...i patti erano "stai con me, ma smetti di bere e drogarti", ho risposto "sì, smetto"...prenderebbe meglio un tradimento al sapere che gli ho mentito, e che sto continuando farlo. Forse dovrei parlargli e cercare una soluzione con lui, perché questa situazione non piace nemmeno a me...non voglio creare delle dipendenze...Dovrei parlargliene? Dirgli che gli ho solo mentito per tutto questo tempo? Ho paura...
Non riesco a star in intimità con lui, appena prova solo a toccarmi mi raggiunge un senso di nausea e di paura. Non riesco nemmeno a baciarlo senza farmi prendere dall'ansia...dall'ansia che possa eccitarsi e provare a toccarmi.
Mi sono detta che è normale, che passerà col tempo, ma è dannatamente frustante
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Re: Attenzioni? 04/11/2016 22:04 #8

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Shannon

Siamo felici che il tuo lato di necessità di sottomissione si sia un po' fatto da parte; è un peccato, però, che tra te e il tuo ragazzo ci siano molte cose non dette.
Quando si dice a qualcuno "smetti per me" non lo si chiede per farsi fare un favore. Lui lo ha fatto per te. Nella vita è importante sapersi muovere senza inciampare sulle stringhe delle proprie scarpe; è importante in primis per noi stessi, ma in secondo luogo per tutte le relazioni che intessiamo.
Noi pensiamo che parlarne con lui sarebbe una buona idea. Forse non è la strada più comoda.. ma tu stai cercando di crescere, no? Pensaci un po' e prendi le decisioni di conseguenza cosa pensi possa aiutarti a migliorare te stessa sia come sistema autonomo sia come elemento di una relazione?
L'importante è riuscire a porsi in modo costruttivo nei confronti del vostro legame e parlare seriamente e confrontandosi. Si incontreranno sempre delle difficoltà.. il punto focale è il modo in cui le si affronta, e anche il non farsi sopraffare dalla paura.
È importante che si capisca bene cosa si vuole dall'altro e da se stessi, giusto? Se ti tieni tutto dentro non potrai mai crescere come desideri

Dicci cosa ne pensi di quanto detto e raccontaci le tue decisioni e i tuoi motivi
A presto cara Shannon
Ti mandiamo un grosso abbraccio e una marea di sorrisi! Fatti forza
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Re: Attenzioni? 07/01/2017 04:07 #9

Le cose non sono andate come avrei voluto. Aspettavo il momento adatto per parlargli, un giorno tranquillo, ma non l'ho trovato. C'era molta tensione tra di noi ultimamente, e la colpa -come sempre-, era mia.
Lui era esageratamente geloso, non potevo uscire senza di lui, non me lo vietava espressamente ma non mi poneva altra scelta, o non uscivo e litigavamo. Perché discutevamo per sciocchezze e la colpa veniva riversata sempre e solo su di me, insisteva nel dirmi che in realtà io stavo solo cercando di essere lasciata, inconsciamente. Me lo ripeteva in continuazione e io iniziavo a credergli.
Sapevo che la colpa era veramente mia, che avevo iniziato tutto io, che lui era stato fin troppo buono con me e che qualsiasi altra persona, al suo posto, senza la sua stessa pazienza, mi avrebbe lasciata alla prima cazzata fatta. Ma la situazione si era fatta davvero insostenibile.
Qualche settimana fa sono stata invitata ad una festa, inizialmente non volevo andare ma i miei amici insistevano. Avevo litigato precedentemente con lui e con i miei genitori. Mi sono detta "ma sì, invento una scusa e vado", e così ho fatto, ho detto lui che stavo male e sarei andata a letto presto... A metà serata mi sono sentita veramente male, e spaventata l'ho chiamato, non mi ha parlato per un giorno, poi altre litigate... sono successe così tante cose che fatico ad elaborarle tutte.
Sono single, mi ha lasciata. Sarà la decisa volta in un mese che mi lascia, ma questa credo sia la volta buona, anche perché, da ciò che mi ha fatto capire, si è pure trovata un'altra.
Giorni fa l'ho chiamato, da ubriaca, se ripenso a quel poco che ricordo, rido... rido anche perché ho speso 5 euro per una chiamata di pochi minuti, perché ero ridotta così male da non tenere presente che in quel momento non si trovava in italia. Ciò che mi preoccupa è la mia apatia, perché ricordo bene le sue offese, ho ben stampato in mente quel preciso arco di tempo in cui ha cercato di demolirmi ricordandomi di essere circondata da persone che si divertono a vedermi ubriaca sperando magari di riuscire ad ottenerci una scopata. Ricordo il modo in cui mi ha umiliata e il modo in cui io mi sono umiliata, da sola... Ma non mi tocca completamente, non sono triste, non ne risento emotivamente. Se ripenso a quella chiamata provo solo un enorme senso di frustrazione e poca rabbia, dovrei star pingendo in questo momento, ma non riesco nemmeno sforzandomi. È un bene?
Continuo a ripetermi tutto ciò che mi ha detto, me lo ripeto più volte, parole per cui un tempo avrei pianto parecchio, disperandomi in un modo assurdo, ma adesso non provo nulla, e mi sono resa conto ora di essere nervosa, solo perché il mio labbro sanguina e mi fa male, nonostante ciò continuo a non provare nulla. Ma evidentemente non sto bene, o non mi rifugerei in alcol e droga... perciò, davvero, come dovrei comportarmi?
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Re: Attenzioni? 10/01/2017 19:48 #10

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Shannon, come stai?

Prima di risponderti abbiamo riletto i tuoi messaggi precedenti, per entrare in sintonia con te, ricordandoci la tua storia. Sarebbe davvero bello poterti scrivere in prima persona perché, come tu immagini, risponde il Sorriso, ma il Sorriso è ognuno di noi, una persona fisica, che in questo momento vorrebbe essere lì con te a farti sentire un caldo abbraccio.
Proviamo a essere sintetici (proviamo! ).
Hai già letto libri di psicologia? Come mai hai usato la parola "dipendenza" per descrivere il tuo vissuto con alcuni uomini, oltre che con alcol e droga? Forse non c'è nemmeno bisogno di spiegarti il perché e il percome dei tuoi comportamenti, perché molto probabilmente lo sai già: un po' traspare dai tuoi scritti, un po' lo affermi esplicitamente, un po' probabilmente lo sa il tuo cuore. Non c'è bisogno di essere Freud per sapere e capire che l'imprinting ricevuto dalle prime figure adulte di riferimento, le prime che ci accudiscono, segna moltissimo il nostro sviluppo fisico e psichico e influenza la nostra vita, spesso frenando la vitalità, l'affettività e la crescita sana in una persona di per sé molto intelligente e piena di potenzialità. L'imprinting si mescola ad altri fattori: genetici, ambientali, singole esperienze che ci spingono a reagire in un modo o in un altro agli stimoli e a elaborare il tutto dentro di noi. Non siamo psicologi, non tutti almeno, ma molte delle dinamiche che hai messo in atto o in cui ti sei lasciata trascinare sono abbastanza riconducibili a schemi noti. Ma c'è un ma: tu sei unica e puoi far evolvere in modo unico la tua situazione rispondendo creativamente alla legge della dipendenza, affettiva o da sostanze che sia, che poi è la stessa cosa, hanno la stessa radice. Hai tutte le possibilità di trovare la chiave per dare una svolta alla tua vita in modo creativo, ossia inaspettato, frutto dell'immaginazione, della capacità di vedere le stesse cose da punti di vista inusuali e dar loro nuovi significati. E come si fa tutto questo, potresti chiederti? E' un lavoro delicato e appassionante che puoi fare da sola, ma anche confrontandoti con persone esperte sul tema delle dipendenze e delle relazioni affettive. Noi sappiamo una cosa: che hai già fatto passi avanti molto rilevanti nel prendere coscienza della tua situazione, nell'indagarne le cause, nel valutare da te stessa se ciò che fai ti fa bene o male, nell'ascoltare le tue sensazioni e sentimenti, nell'allontanare la persona per te nefasta e nell'avere il coraggio di pensare a una vita nuova per te, a cominciare dalla nuova scuola.
Ora c'è da considerare questo: quante forze ti senti tu? Pensi di farcela da sola? In caso rispondessi di no, stai serena: è assolutamente normale. Quando si avverte quella fame profonda di attenzione e di amore può capitare di sentirsi forte, ma spesso prevale poi quella voce che richiama il bisogno che abbiamo dentro che, se non è soddisfatto, ci spinge a soddisfarlo nei modi che già conosci: relazioni, dolore fisico, stordimento.
Ci permetti di chiederti se hai la possibilità di rivolgerti a degli esperti? Per esempio nei consultori potrebbe esserci un servizio qualificato e anche gratuito. Immaginiamo che possa essere difficoltoso aprirsi con un estraneo faccia a faccia, magari sospettando che lo faccia per denaro e non col cuore, provando imbarazzo, reticenza o vergogna. Con noi in anonimo e da lontano è più facile e noi saremo sempre qui per sostenere il tuo coraggioso cammino e, fin dove possiamo, anche darti un supporto concreto.
Le dinamiche che ci hai descritto però non denotano alcuna pazzia, stai tranquilla, ma un vissuto che richiede un'elaborazione nel profondo che è delicata e richiede di entrare nel tuo vissuto e sarebbe meglio farla dal vivo. Da soli si rischia un po' di farci prendere la mano dal senso di non farcela e questo porta ad aumentare l'impulso di autoannullamento: il successo ci rafforza, le ricadute ci indeboliscono perché sembrano darci conferma del nostro poco valore e si entra nella spirale per cui inconsciamente si attuano tutte le strategie per confermare il disvalore anziché valore e forza (questo potrebbe spiegare le "manovre" per farti abbandonare?). E se all'annullamento psicologico aggiungiamo quello fisico e cerebrale dato dalle droghe, alla fine potresti "uccidere" quella forza vitale che ancora senti.
Cara Shannon, speriamo davvero di averti aiutata con queste parole e non ferita o spaventata: le abbiamo scritte provando molto affetto vero per te. Se ti va riflettici con calma, dicci cosa ne pensi, raccontaci anche del rapporto con questo fidanzato: cosa rispecchia dei tuoi sogni e della tua immagine di rapporto ideale, come ti fa sentire, cosa ti permettere di dare all'altro di te stessa.
Quando vuoi, siamo qua. Ti abbracciamo forte forte e cal do caldo!
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Re: Attenzioni? 11/01/2017 01:37 #11

Volevo innanzitutto ringraziarvi per il vostro tempo e la velocità con cui avete risposto. Ci tenevo questa volta, ho davvero bisogno di parlare con qualcuno... Credo vi chiamerò, in realtà avevo già provato ore fa, ma la linea era occupata... a dirla tutta mi sono sentita sollevata, provo davvero tanto disagio a parlare di me, soprattutto riguardo tematiche come queste, ma so che mi farebbe bene.
Ciò che avete scritto non mi ha spaventata o offesa, anzi, mi è servito per prendere maggiore atto della mia situazione... Sì, mi ero già spiegata il perché dei miei comportamenti, il perché delle mie dipendenze e il danno che mi stanno creando, mi conosco e so per bene che non riuscirò ad uscirne da sola, non completamente almeno. Ho bisogno di farmi aiutare, ma non posso contare sul l'aiuto dei miei genitori, perché non voglio allarmarli nuovamente... In quanto sapevano del mio malessere, dell'autolesionismo e delle svariate "relazione" avute in quel periodo. Ne risentivano tanto di quella situazione, mio padre in particolare, era distrutto, e io mi sono sentita maledettamente in colpa per questo, per quanto non abbia mai avuto un buon rapporto con loro... Ora le acque si sono calmate e io non voglio riscuoterle, perciò dovrei fare tutto di nascosto, tenendo in conto che non ho soldi con me.
Riguardo al rapporto col mio fidanzato, non voglio dire molto... In realtà non mi va di parlarne o di pensarci, non ora. Magari ve ne parlerò, perché so che mi farebbe piacere, in un altro momento. Anche perché ormai non è più il mio fidanzato, ma il mio ex fidanzato, definitivamente. Ho deciso di chiudere questa cosa, o almeno di bloccare tutto per un bel po'...quindi mi sono resa irrintracciabile, lui non l'ha presa molto bene, per quanto abbia tentato di nasconderlo a tutti i costi, da solito orgoglioso. Semmai vorrà parlami dovrà venire di persona, ma non glie lo permetterò. Ho bisogno di resettare tutto, proprio tutto, di concedermi un po' di tranquillità, o scoppierò nuovamente, perché so già di esserci vicina,per quanto non senta ancora i sintomi... scoppierò all'improvviso
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Re: Attenzioni? 12/01/2017 21:19 #12

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Shannon e ben ritrovata.
Al Sorriso troverai sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e a condividere i tuoi pensieri.
Ci dispiace che tu abbia trovato occupato,purtroppo può capitare.
Ti invitiamo a non desistere e a riprovare; ci farebbe molto piacere sentirti.

Ogni volta che leggiamo i tuoi post ci rendiamo conto che sei davvero una ragazza in gamba.
Hai passato e stai vivendo un momento complicato, ma hai una forza davvero straordinaria e il cambiamento che stai realizzando ne è la prova.

Ti rendi però conto anche tu che in questo momento hai bisogno di un sostegno.
Sai che esistono strutture pubbliche e gratuite per questo ?
Cosa ne dici se provassimo a cercarne una insieme nella tua zona ?

Ci vengono in mente altre possibilità, per esempio a scuola esiste uno sportello d'ascolto ?
A volte possiamo trovare sostegno anche nelle persone che conosciamo, per esempio un prete, un professore, un amico o un parente. Cosa ne pensi ?

Ci hai parlato del tuo senso di colpa nei confronti dei tuoi genitori, ci tenevamo a dirti che durante l'adolescenza viviamo dei grandi cambiamenti e cercare conforto nelle persone che ci hanno cresciuto è assolutamente normale.
Anche se adesso non vuoi rivolgerti a loro, considera che quando lo hai fatto e se lo vorrai fare in futuro è un tuo diritto.

Ci fa piacere questa tua voglia di tranquillità.
Hai voglia di raccontarci qual'è la cosa che ti fa stare bene ?
Ci hai parlato della tua passione della musica, del piacere di comporre, pensi che questo potrebbe essere un modo ?
Ci puoi raccontare qualcosa di più delle tue 'creazioni' ?
Cos'altro ti piacerebbe fare ?

Ti aspettiamo presto e ti mandiamo un abbraccio
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Re: Attenzioni? 14/01/2017 02:10 #13

Sì, farebbe piacere anche a me parlarvi, spero solo che "sul vostro forum mi chiamo Shannon" possa risparmiarmi di fare un riepilogo di tutta la mia situazione, perché davvero non ce la farei, credo che scoppierei semplicemente a piangere... È questo che mi blocca, principalmente, l'idea di reagire in questo modo. Ma chiamerò, devo iniziare a togliermi questi blocchi...
Per quanto non mi sia ancora informata, non credo ci siano sportelli di ascolto nella mia scuola... Probabilmente se chiedessi alla preside mi consiglierebbe di parlare col prete che insegna religione, ma non mi sentirei davvero per nulla a mio agio a parlare di me con lui, o con qualsiasi altro professore... a questo punto preferisco rivolgermi ad uno sconosciuto e sì, potreste aiutarmi a trovare delle strutture gratuite per questo? ...Il mio ex insisteva tanto perché ne cercassi una, in realtà, se non ricordo male, me ne aveva anche trovata una, perché sono stata vittima di abusi, mesi fa, dei ragazzi si sono approfittati del fatto che non fossi lucida, mettendomi le mani addosso... Ho portato dei lividi per settimane, sul fondoschiena e sulle gambe, non ho mai elaborato bene nemmeno questa cosa, mi ripetevo solo in continuazione di essermela cercata... Non ne ho parlato mai con nessuno, per qualche ragione mi vergognavo, ero spaventata, il mio ex era fuori di senno, mi rimproverava in continuazione la cattiva idea della mancata denuncia, ma io non ne volevo sapere, e alla fine riuscii a calmarlo, accantonando il discorso, che non venne più ripreso.
Sì, adoro "comporre"...o almeno, lo adoravo. Amo la musica e ho sempre sognato di comporla, fin da piccola mi dilettavo a provarci, in quanto suono il piano da una decina di anni, e devo dire che mi riusciva bene sperimentare qualche pezzo, magari creandolo sfruttando la base di qualche brano, ho iniziato così... Quando ho cominciato a suonare anche la chitarra ho provato a creare qualche pezzo utilizzando entrambi gli strumenti, era soddisfacente riuscire ad assemblare entrambe le melodie, mi sentivo entusiasta e realizzata, mi faceva star bene. Per un paio di mesi, ricordo, dopo aver imparato discretamente a suonare la chitarra, avevo preso questa cosa del "comporre" in modo davvero serio, cercavo di studiare bene i pezzi, il tempo, le note, registravo e editavo tutto, aggiungendo qualche effetto sonoro computerizzato, l'idea era quella di creare una o più colonne sonore, ma non ho mai continuato... Non ho più interesse, né voglia di riprendere... ed è così per un po' tutte le cose che mi piaceva fare, che mi facevano star bene... come leggere, l'equitazione...ma sto cercando di riprendere, per quanto non mi entusiasmi più come una volta, mi sforzo di riprendere, perché so di dovermi tenere occupata, di dover fare qualcosa
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Re: Attenzioni? 17/01/2017 22:06 #14

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Shannon, è bello risentirti
sentiti libera di chiamarci quando vuoi, noi siamo qui per te. Inoltre il telefono ci permette di risponderti in modo più immediato. Non sei obbligata a dire nulla che non vuoi dire. noi al Sorriso troviamo sempre un modo di risponderti.
Saremmo felicissimi di aiutarti a trovare un servizio che faccia al caso tuo però ci dovresti dire in quale zona geografica abiti. Per esempio i consultori di molte città offrono un servizio psicologico gratuito.
Quello che ti è successo non è colpa tua, non te la sei andata a cercare in nessun modo e nulla giustifica quelle persone. Crediamo sia terribile il senso di colpa che provi senza motivo e crediamo che sarebbe importante per te affrontare questa cosa, magari assieme ad un professionista, anche se potrebbe essere difficile. tu che cosa ne pensi?
E' bello che ci parli di questa tua passione per la musica e la composizione, sarebbe bello poter ascoltare qualche tuo pezzo . Crediamo inoltre che questa tua passione possa aiutarti ad affrontare con più serenità i momenti difficili, non credi?
Speriamo di risentirti presto Shannon
Un abbraccio
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Re: Attenzioni? 26/01/2017 00:10 #15

In realtà non ho mai fatto ascoltare i "miei pezzi" a nessuno, nemmeno al mio insegnate di pianoforte, solo ai miei genitori, ma involontariamente, perché mi capitava di suonare con loro in casa... O pensandoci bene sì, ho fatto ascoltare qualche mio pezzo a una mia cugina, una bambina di 10 anni che stravede per me, e io per lei, è adorabile, mi chiede sempre di suonarle qualcosa. In generale mi sono sempre sentita a disagio a suonare pezzi davanti a qualcuno, ansia da palcoscenico, con i miei pezzi sarebbe ancora più difficile, non è solo musica, per me è qualcosa di veramente personale, perché asprimo me stessa, le mie emozioni e tutto ciò che provo, ogni pezzo è "una storia", la mia storia, influenzata da momenti sereni o non. Sì, credo anche io che questa mia passione possa aiutarmi ad affrontare con senerità i momenti difficili, perché è una distrazione sana, ma spesso non basta..

Non giustifico quelle persone, ma credo comunque di essermela cercata, se fossi rimasta lucida sicuramente non sarebbe successo nulla, invece è successo e io credo sia prevalentemente colpa mia, perché sapevo che sarebbe potuto accadere, lo sapevo ma non mi importava.

Quando vi chiamerò vi dirò in quale zona geografica vivo (sì, ho provato a richiamarvi ma risultava nuovamente occupato, riproverò appena potrò)... Credo che il consultorio del mio paese abbia un servizio psicologico gratuito, ma preferisco recarmi nella città dove studio, paradossalmente mi verrebbe più semplice spostarmi lì che qui dove vivo, e potrò far tutto in tranquillità.
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