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ARGOMENTO: .

. 11/04/2018 22:46 #1

Alcune volte, che dico sempre mi sento così vuota ho solamente 16 anni e mezzo ma sento che questa vita non fa per me. Non sento più nulla, emozioni? cosa sarebbero? Ci sono momenti in cui piangere è l’unica cosa di cui avrei bisogno ma è difficile far scendere queste maledette lacrime e se si decidessero durerebbe un istante. Mi conosco, conosco me stessa e so che parlarne non mi è mai piaciuto e quello che vorrei è affetto, non credo di chiedere troppo ma a quanto pare sì. Sto rinchiusa in camera dalla mattina alla sera, solo il buio mi è vicino, so per certo che non è un bene, so che i miei problemi non migliorerebbero ma va bene così in fondo non tutto dura per sempre. Anche se molto distaccata sono molto abile a socializzare e entrare nella mischia, non mi faccio problemi. Diciamo che non ho mai avuto complicazioni ad averli questi cosiddetti “amici”. Visto che il mio aspetto non credo sia poi così scarso. Non so se è il mio carattere.. essere così solare e avere sempre la batutta pronta, ma so per certo che è una qualità che non mi dispiace poiché riesce a far nascondere il mio malessere così bene. Mentirei se vi dicessi che ci sono giorni, periodi che il mio stato d’animo così negativo e insensibile si mette in mostra davanti al palcoscenico, al centro della piattaforma ma che ci posso fare? se scappa, scappa dal momento che fa parte di me. Be’ questo è passato, sono 3 anni che mi manca la voglia di alzarmi e interagire con la gente. Ci sono stati attimi di dura debolezza, non me ne pento ma se potessi vorrei ritornare indietro e far in modo che la cosa sia decisiva, già decisiva in modo di non rivivere questo maloro ogni giorno della mia misera vita.
Ultima modifica: Da .

Re: . 12/04/2018 00:37 #2

Di affetto ne abbiamo bisogno più o meno tutti, mi dispiace che provi queste emozioni. Non sò se dare la colpa ai tempi o cosa. Non dovresti stare cosi a 16 anni. L'egoismo imperversa, purtroppo la maggioranza della gente di oggi ha affetto per se stessa e non per il prossimo...non sà ascoltare come si dovrebbe, non prova interesse a mettersi nei panni degli altri, a sentire ciò che provano gli altri e questo ci rende soli. Ripenso a quando dici i cosi detti amici..L'emozione che abbiamo dentro difficilmente è condivisa o capita... rimane nella nostra solitudine, ma non disperare! dall'altra parte ci sono le Coscienze, che hanno empatia, sanno e vogliono ascoltare ciò che hai dentro, è effettivamente difficile trovarle ma ci sono..vedrai l'alba arriverà, magari troverai chi è talmente interessato a te a sapere del tuo interno da innamorarsi di te. Cerca una Coscienza, chi sà guardare dentro e non solo fuori...chi sà ascoltare te piuttosto che parlare di se. Forse credo tu abbia bisogno di un compagno con il quale condividere le tue emozioni, questo ti farebbe sentire meno sola, e che ti ami, che voglia che tu stia bene, quindi in grado di guarire ogni tua ferita, di soddisfare ogni tuo bisogno. Non conosco il tuo rapporto con i tuoi genitori, ma alla tua età io già avevo un mio mondo non condiviso con i miei per varie ragioni, credo lo abbia anche tu. Fortunatamente alla tua età io ho trovato una compagna con la quale ho condiviso il mio mondo, per me le sofferenze sono iniziate dopo, quando ero più grande... ma su per giù sono le stesse.. se cerchi amore, affetto cercalo fra le coscienze, cercalo fra gli angeli, allontanati dagli egoisti che ti fanno solo soffrire.. impara a distinguerli ed anche a perdonare. Fatti forza delle esperienze. La vita è una scuola, ciò che non ti piace negli altri non averlo tu, ciò che vorresti siano gli altri cerca di esserlo tu, ma ripeto, non dare perle ai porci, trova la persona giusta. Ama le coscienze, cresci e costruisci con loro e allontanati dagli egoisti, questo comunque è un mio punto di vista. Un abbraccio Virtuale!
Ultima modifica: Da .

Re: . 12/04/2018 19:58 #3

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Carissima sconosciuta ,
Innanzitutto, benvenuta !
Ci fa piacere che tu abbia condiviso con noi quello che stai vivendo.
Nel tuo post parli di malessere, debolezza, insensibilità, solarità,… in sostanza di stati d’animo che sono delle declinazioni delle emozioni, quindi anche tu le vivi ma forse non le riconosci.
L’età dell’adolescenza è un turbine di emozioni che tu ci hai descritto in maniera molto chiara: socializzi con facilità ma un attimo dopo vorresti piangere a dirotto, ma non ci riesci.
Nella nostra società a volte non si riconosce l’importanza delle emozioni, specie di quelle considerate negative come tristezza, rabbia e paura ma esse sono molto importanti perché dovrebbero permetterci di connetterci con il nostro senso più profondo per fare chiarezza a se stessi.
Certo, è molto difficile ma questa è la strada che tutte le persone, in un modo o nell’altro percorrono.
Ci parli di attimi di dura debolezza di cui non ti penti ma...

ma se potessi vorrei ritornare indietro e far in modo che la cosa sia decisiva, già decisiva in modo di non rivivere questo maloro ogni giorno della mia misera vita.


Ci vuoi parlare di questi attimi ? Che cos’hai vissuto ? Forse quello che provi è nato da quegli attimi.
Ci colpisce anche il titolo del tuo post; quel punto che può essere interpretato come non aver ancora messo a fuoco qual è la difficoltà che stai vivendo.
L’uomo è un animale sociale, vive e si nutre d’affetto e lo ricerca con tutta la sua forza per cui comprendiamo profondamente la tua necessità.
Noi speriamo di leggerti quanto prima per cercare di accompagnarti nel cammino (che però dovrai fare tu) alla ricerca di quelli che sono i tuoi bisogni e le tue necessità più profondi, a dare loro un nome.
A presto !
Ultima modifica: 12/04/2018 19:58 Da Volontario del Sorriso

Re: . 14/04/2018 16:53 #4

diciamo che quando le persone non riescono a sopportare le loro vite difficili si rifugiano in questi attimi di debolezza dandole la colpa ma la vera ragione è che probabilmente non hanno altre vie da percorrere. Non ci sono altre vie, allora scelgono quella che permette loro di non proseguire. E’ come se ti avessero costruito una gabbia e tu sei lì come un involucro vuoto che necessitava di qualcuno per muoversi e fingere almeno di vivere.
Ultima modifica: Da .

Re: . 17/04/2018 19:11 #5

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Unknown

È una prospettiva, la tua se si crede nel destino, nel fato, o in qualunque altra cosa che preveda delle "strade", allora è un'idea condivisibile. Ci piacerebbe dirti che è così, ma non lo pensiamo.
Noi sosteniamo che in qualunque momento prendiamo un enorme numero di scelte, alcune legate all'azione, altre legate alla stasi... e non potremmo credere altrimenti, perché verremmo meno al nostro ruolo qui come volontari, se fossimo convinti che tutto è destino.
Noi valorizziamo il presente: quel singolo attimo che non passa mai e che permette il pensiero, la scelta e l'azione. L'unica cosa che ostacola il divenire della nostra incredibile potenzialità è la "forza". "Non ne ho la forza"; ma, in cuor nostro, quando pronunciamo quella frase sappiamo che al 90% dei casi è una scusa.

Da una parte può essere un pensiero vertiginoso, perché mette nelle nostre mani (nostre e di nessun altro) il nostro esito; ma dall'altra parte ci piace pensare che non siamo (come hai detto tu) in gabbia.
Poi ovviamente ci sono casi limite, ma sono molto rari, e comunque permettono un margine di scelta e azione.
Cosa ne pensi?
Secondo noi è un pensiero molto più a misura d'uomo.

Se ti va di raccontarti in modo più pratico, noi siamo qui pronti a accoglierti
Che è successo?

A presto Unknown
Ti mandiamo un abbraccio e ti attendiamo
Ultima modifica: 17/04/2018 19:12 Da Volontario del Sorriso
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