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ARGOMENTO: Penso che sia troppo tardi ma tanto vale vuotare il sacco.

Penso che sia troppo tardi ma tanto vale vuotare il sacco. 26/05/2019 03:45 #1

Premetto che sto scrivendo questo messaggio alle 3:30 di notte, quindi mi scuso in anticipo se:
-Faccio errori ortografici
-Esagero con le espressioni
-Divento troppo melodrammatico.


Prima di tutto vi ringrazio di dedicare del tempo per leggere il sottoscritto. Apprezzo il vostro sforzo ma anche la vostra passione nel leggere e cercare di risolvere i problemi delle persone in difficoltà: spesso lo si dà per scontato, ma ho pensato che sia giusto puntualizzarlo di tanto in tanto.

Allora...

-Chi sono?
Sono un ragazzo di 28 anni, laurea triennale eseguita in Francia. Ho vissuto in Italia centrale, settentrionale, poi, per motivi familiari sono andato a vivere 3 anni in Spagna, poi 11 anni in Francia. Da 1 anno sono ritornato a vivere in Italia.

-In che situazione economica/sociale mi trovo?
Ho un lavoro che nonostante mi piaccia un sacco poiché tratta proprio della mia passione (nonché sia estremamente comodo visto che lo faccio a casa), non mi soddisfa più (magari proprio a causa di questo stato psicologico in qui sono ora) e per di più non riesco ad arrivare a fine mese.
Vivo per ora in un appartamento con mio padre (disoccupato, percepisce una pensione di invalidità), ma fra qualche mese dovrei trasferirmi in un appartamento da solo, non appena trovero' un lavoro che sostituisca il mio lavoro attuale e che mi consenta di arrivare alla fine del mese.

-Che rapporti ho con la mia famiglia?
Con mio fratello (ha 20 anni) ho un rapporto di quasi indifferenza. Vive all'estero. Ci si saluta, ma niente di più: lui fa la vita sua, io faccio la mia. Abbiamo un carattere totalmente diverso.
Con mio padre ho un buon rapporto, ma in molti episodi si é sempre dimostrato una persona alquanto inaffidabile nonché deludente, non solo per me ma anche per mio fratello e mia madre.
Mia madre é una persona che ha sofferto molto nella sua vita. Vive all'estero. Con lei ho un buon rapporto ma sto cominciando a diventare diffidente pure con lei, per i motivi che vi diro' in seguito.
Economicamente parlando ho aiutato parecchio la mia famiglia. Ho pure fatto un prestito e mi sono indebitato con la banca fino al 2024 (sto pagando i debiti dal 2015) per poter aiutare la mia famiglia quando era in crisi economica.

-Qual é la mia situazione sentimentale?
Single. Ho avuto solo una breve storia durata 1 mesetto quando avevo 18 anni.

-Amici?
Ho degli amici, ma da come avete potuto leggere precedentemente, sono sparsi un po' per tutta Europa. Quindi, dove mi trovo ora, sono solo.
E alla mia età comincia difficile farsi dei nuovi amici, specie in un ambiente relativamente nuovo. Ma anche quando ero all'estero, non ero felice. Uscivo raramente.

-Perché sono qui?
Qui sorge un problema. Già perché ho paura di scrivere troppo e di annoiare o confondere chi mi sta leggendo. Quindi mi scuso in anticipo.
E poi c'é un altro problema non da poco. Da dove comincio?
Vedete... il mio é un malessere generale che non é causato da un solo fattore ma da un insieme di fattori e circostanze che sono maturate via via in questi ultimi 20 anni.
Ma tra questi problemi ed incertezze c'é una certezza: non ce la faccio più, e l'idea di farla finita con tutto (per non essere espliciti) mi sta solleticando ogni giorno sempre di più. Quindi, siccome ancora un minimo di ragione mi é rimasta (a differenza dell'amor proprio e autostima che sono esauriti molto tempo fa...), ho voluto compiere lo sforzo di chiedervi aiuto.
Si perché per me é uno sforzo enorme chiedervi aiuto, non per orgoglio, ma perché la mia negatività vuole convincermi che chiedervi aiuto sia inutile e ormai troppo tardi.
Ma prima di iniziare a raccontarvi i miei problemi, vorrei mettere in chiaro una cosa: vorrei dirvi che non sono venuto qui per fare la vittima e cercare delle parole di conforto. Sono venuto qui per cercare delle soluzioni logiche (semmai ci siano) ai miei problemi.

-Quali sono i miei problemi?
Diciamo che per aiutarvi a capire posso cominciare farvi un elenco dei miei problemi e, come potrete immaginare, alcuni sono connessi tra loro:
- Autostima uguale a 0
- Voglia di fare inesistente (ogni volta devo forzarmi per continuare il mio attuale lavoro che in teoria dovrebbe piacermi, come vi ho scritto prima).
- Nessuna voglia di legare con le persone e allo stesso tempo sofferenza atroce della solitudine.
- Invidia e sofferenza nel vedere le altre persone felici o insieme, in particolar modo le coppie.
- Carisma ridicolo (beh, quello da sempre...).
- Come conseguenza ho un carattere chiuso (ma non timido) che cerco di nascondere comportandomi normalmente con gli altri. Ma ultimamente, nascondere il mio malessere sta distruggendo la mia "maschera".
- Fisicamente mi sto lasciando andare... ma logicamente é una conseguenza psicosomatica. Di viso non sono bello, ma non sono nemmeno un cesso. Di corpo sono magro (62kg e 1.71).

-Quali sono le cause dei miei problemi?
Molteplici. Per farla "breve"...
La mia famiglia é una dei motivi principali. Fin da piccolo ho ricevuto un'educazione molto ferrea dai miei genitori che si é protratta anche dopo la mia adolescenza. Forse la loro eccessiva dominanza nei miei confronti, ha plasmato il carattere che ho oggi, ovvero: chiuso, senza carisma, mi sento quasi sempre sottomesso verso gli altri.
Il ché, mi ha portato non poche difficoltà nel relazionarmi con gli altri. Infatti in 28 anni di vita, una "relazione" (se cosi' possiamo chiamarla) di un mese é qualcosa di ridicolo. Questa relazione é stata possibile perché io piacevo a lei ed io a 18 anni (già all'epoca soffrivo di solitudine) avevo bisogno di affetto, quindi mi sono messo insieme a lei anche se non provavo un vero e proprio amore per questa persona. La storia é finita perché poi ho dovuto traslocare e abbiamo deciso insieme di terminare tutto e di restare in buoni rapporti.
Per fare una parentesi breve e pietosa sulla mia vita sessuale, ho perso la verginità molto tardi, a 23 anni. L'ho fatto solo 2 volte con 2 ragazze. Se la prima volta sono riuscito a malapena a completare l'atto, la seconda volta é stato un flop totale e a quel punto mi sono accorto di soffrire di impotenza. Anche se i preliminari non sono mancati, penso che sia stato un mix tra ansia da prestazione e della mia mancanza di autostima. Non vi dico la vergogna che ho provato in quel momento. Ancora oggi ci rido sopra per non piangere.
Durante la mia infanzia, specie alle medie, ero preso di mira e spesso ridicolizzato o per il fatto che venivo dal centro Italia (all'epoca mi trovavo al Nord) o perché avevo questo carattere da "sottomesso" o per altri motivi che ora non ricordo. Ma il fatto di essere preso di mira all'epoca, mi fa soffrire ancora oggi. Credo di rappresentare la tipica figura del perdente nato.
Oggi non riesco più a relazionarmi con nessuno, né per l'amicizia, né per le relazioni sentimentali. Anzi fare la prima mossa per iniziare una relazione sentimentale... non é che sia timido... é che mi da come l'impressione di essere il classico "morto di fi*a" ed ho del ribrezzo per me stesso del mio comportamento. Quindi siccome un minimo di dignità e ritegno mi sono rimasti, preferisco non fare niente.
I miei amici coetanei cominciano a sposarsi, fare figli, far decollare la loro carriera lavorativa, mentre io me ne sto a marcire, sia di testa per la depressione, sia di corpo, visto che sono magro e credo che mi stiano pure cominciando a cadere i capelli (cosa assurda visto che NESSUNO nella mia famiglia NE da mio padre NE da mia madre ha sofferto di calvizie). Cioé, in certi casi mi sto addirittura convincendo di non contattare più le persone che conosco perché non mi sento più degno di parlare con loro visto la mia situazione economica/sociale/sentimentale di m****.
Alla fine mi sto convincendo di non voler più vedere nessuno e non uscire più di casa se non per andare a fare la spesa.
Anche economicamente parlando la situazione non é rosea: ho molte cose da risolvere ma il mio malessere fa di tutto per frenarmi e non farmi fare assolutamente niente.


-Quindi? che cosa voglio chiedere? Che cosa potete fare per me?
"aiuto"? Sapete... ho riso nel scriverlo. Ho riso perché so' che malgrado le vostre buone intenzioni, malgrado i vostri sforzi nel aiutarmi, so' che per me ormai é troppo tardi.
E' troppo tardi perché ormai ho 28 anni.
E' troppo tardi perché una persona (specie alla mia età) non puo' cambiare carattere. Dire di cambiare carattere a qualcuno é come se diceste ad un etero di diventare omosessuale. Cioé, certo si puo' anche fare lo sforzo e fingere di quello che non si é: infatti potrei cambiare il mio carattere e cominciare ad andare in discoteca (che tra l'altro non sopporto) e cominciare di punto in bianco a parlare con delle persone a caso e iniziare nuove relazioni. MA questo non sono io. Mi viene innaturale farlo. Cioé, non solo si noterebbe molto palesemente il fatto che mi stia sforzando, ma anche proverei del dispiacere nel farlo (nonché un senso di vergogna).
Non ho mai preso e non voglio cominciare a prendere dei medicinali antidepressivi (e neanche per i miei problemi sotto la cintura) primo perché non sopporto di essere sotto l'effetto di sostanze che modifichino il mio essere, secondo perché ho una paura fott**a di rimanerne dipendente per anni.

Quindi care lettrici, cari lettori, vedete: mi trovo in un tunnel in cui non riesco più a vedere l'uscita.
Anche se ho sprecato e buttato nel cesso 28 anni della mia vita che nessuno mai mi darà più indietro, io sono ancora relativamente giovane.
E se é vero che esista una remota possibilità di fare una vita NORMALE, é anche vero che questa situazione possa continuare per altri 28 anni (e anche oltre se non muoio prima).

Io sto soffrendo. Come milioni di persone in questo mondo. Ma il fatto di non essere l'unico non mi interessa: non mi da conforto, né mi fa sentire meglio.
So' che é sbagliato dirlo, ma mi sento davvero patetico in questo momento. Mettere a nudo i miei problemi (anche quelli più ridicoli) é un bello sfogo ma anche un duro colpo a quel che rimane della mia dignità.

Pero' si... il mio é un grido di aiuto. Uno psicologo non posso permettermelo. E non ho nessuno che sia disposto ad ascoltarmi.

Quindi... ecco tutto.
Scusate ancora per avervi fatto leggere fino a qui. Probabilmente c'é chi é messo peggio di me e che ha bisogno delle vostre attenzioni.

Cordiali saluti.
Ultima modifica: Da .

Re: Penso che sia troppo tardi ma tanto vale vuotare il sacco. 27/05/2019 18:26 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao QualcunoDel91!

Vogliamo cominciare col dire che leggerti e risponderti non è una perdita di tempo e che non è mai troppo tardi per nulla nella vita. Siamo felici di ascoltarti e faremo il possibile per aiutarti.

Hai vissuto molto tempo in diverse parti del mondo, quindi è comprensibile che tu ti senta lontano dai tuoi amici d'infanzia, ma questo non vuol dire che tu non possa trovare persone nuove con cui relazionarti e condividere interessi e passioni.

Ci scrivi che stai per andare a vivere da solo, e crediamo che questo sia già un passo molto importante per essere indipendenti e sentirsi più "sicuri".

Provare a cambiare lavoro, se non ti soddisfa, può essere utile; attualmente, lavorando da casa, non sei stimolato a relazionarti con gli altri. Un lavoro diverso, a contatto con il prossimo, potrebbe aiutarti a trovare delle altre persone con cui poter avere un'intesa maggiore e forse anche qualcosa di più. Nessuno è lì per valutarti ad ogni tuo passo, siamo tutti presi dalla vita e dalle nostre cose, per cui nessuno si fermerà ad osservarti più di tanto.

Dici che ti verrebbe innaturale provare ad andare in discoteca o "cambiare carattere", ma potresti provare con piccole cose a rimetterti in gioco, magari andando in palestra o cercando un attività di volontariato che ti porti ad uscire di casa e conoscere gente.

Chiedere aiuto è un punto di partenza, e parlare con uno psicologo non significa necessariamente che tu debba prendere dei medicinali, ma questi potrà ascoltarti e capire meglio il modo per aiutarti. Potresti rivolgerti ad un consultorio, presenti in quasi tutte le città, dove i costi sono anche molto contenuti. Se ci dici in che zona vivi potremmo aiutarti a trovarne uno congeniale.

E' molto coraggioso mettere a nudo le proprie insicurezze e debolezze come hai fatto tu con noi, e non vi è nulla di poco dignitoso o patetico. Anzi pensiamo quasi che questo sia il primo passo per uscire dal tunnel.

Ti aspettiamo, a presto
Ultima modifica: Da .

Re: Penso che sia troppo tardi ma tanto vale vuotare il sacco. 09/06/2019 22:51 #3

Mi sono iscritta apposta solo per poterti chiedere :COME STAI?ho quasi pianto a leggere le tue parole perchè conosco il dolore e il malessere che provi,e purtroppo mi ritrovo in tante cose,sensazioni,emozioni,che hai descritto,vorrei dirti che non sei solo.
Ultima modifica: Da .

Re: Penso che sia troppo tardi ma tanto vale vuotare il sacco. 11/06/2019 16:42 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao QualcunoDel91!

sono passati un po di giorni dall'ultima volta che ti abbiamo risposto.
Desideravamo sapere come stai? Se è successo qualcosa di diverso? oppure se sei riuscito a cambiare lavoro?

Facci sapere qualcosa di te! Ti aspettiamo e ti pensiamo!!!
Ultima modifica: Da .
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