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ARGOMENTO: Consigli?

Consigli? 03/05/2019 20:56 #1

Ciao a tutti, sono un ragazzo di quasi 18 anni di Roma molto chiuso ed introverso, scrivo qua perché parlare con persone che vedo mi crea problema ma ho bisogno di sapere qualche consiglio da qualcuno che magari é nella mia stessa situazione.
Abito con mio padre, mia madre é un ex alcolizzata, e in casa mia c'è molta tensione per tutto (per esempio litighiamo anche solo per un bicchiere messo in un punto anziché in un altro). Recentemente ho iniziato una terapia con una psicologa e uno psichiatra e durante questa terapia sono riuscito a dare un nome ad alcune cose che avevo... Niente in pratica da 12 anni soffro di alcuni disturbi.
Recentemente poi sono entrato in una depressione (causata soprattutto da questi) che mi ha portato poi all'autolesionismo e a tentare due volte il suicidio. Questa situazione va ad aggravare lo stress dentro casa. Per quanto io cerchi di limitare la "visione" di quello che producono i miei disturbi non riesco a nascondere tutto e mio padre continua ad affermare che quello che io faccio é solo una cosa che faccio "apposta" che posso benissimo smettere e che se non smetto é solo per una mia fissazione alimentando così il fatto di sentirmi in colpa ecc... Qualcuno può dirmi come posso provare a ridurre questo stress continuo? Magari non so fare qualcosa per calmare le acque? O magari qualcuno può darmi un consiglio su cosa dire per fargli capire che non è uno scherzo?
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 08/05/2019 18:45 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Benvenuto Karma !
Innanzitutto, ci scusiamo se non ti abbiamo risposto subito.
A volte, per le persone è difficile accettare le problematiche degli altri per diversi motivi. Magari tuo padre sta vivendo un senso di colpa per quello che tu stai passando e quindi prova a difendersi a riccio… attaccandoti. La nostra è solo una supposizione a titolo di esempio.
Sarebbe interessante ed utile che tu chiedessi a tuo padre il motivo per cui lui dice che le tue difficoltà ed i tuoi comportamenti siano una tua fissazione; se non riesci o non vuoi farlo a voce, prova a scrivergli una lettera di modo che, non sentendosi in imbarazzo per doverti dare una risposta (quanto meno immediata) possa riflettere su quelli che sono i suoi pensieri sul vostro rapporto.
Potrebbe essere anche utile che la psicologa e/o lo psichiatra da cui sei in cura parlino con tuo padre e – perché no ? - anche con tua madre per spiegare quali sono le tue difficoltà. Può darsi che una spiegazione “tecnica” possa essere una modalità utile perché tuo padre possa comprendere che non si tratta di tuoi comportamenti volontari ma conseguenze delle difficoltà che stai attraversando.
E, soprattutto, non sentirti in colpa per il fatto che tuo padre non accetti le tue difficoltà; passaci il termine ma questo è un problema suo, di cui tu non hai nessuna colpa.
Anzi, con quello che ti abbiamo detto (o con altre modalità che tu reputerai più opportune e migliori) potresti aiutarlo nel suo percorso di accettazione con possibili ricadute positive sulla vostra relazione.
Cosa pensi di quanto ti abbiamo detto ?
Speriamo che tu condivida con noi le tue riflessioni a tal riguardo.
Un abbraccio !
Ultima modifica: 08/05/2019 18:47 Da Volontario del Sorriso

Re: Consigli? 09/05/2019 11:04 #3

Ciao, innanzitutto ti ringrazio per avermi risposto, poi vorrei dire una cosa... Io ho chiesto a mio padre perché lui dice che queste cose siano una mia fissazione e lui semplicemente mi ha risposto dicendo che lui non le ha mai viste e che sono uscite ora ecc... Ora... Io da quando ho iniziato ad avere certe difficoltà gli ho sempre detto che vedevo le cose in una maniera che non capivo e comunque l'ha sempre visto che facevo delle cose in alcuni modi, ma non mi capiva e pensava che siccome ero piccolo stessi giocando. Due anni fa iniziai a reprimere ogni mio comportamento particolare ed in questo anno purtroppo ho avuto un esplosione e questo ha comportato un evidenza nelle mie azioni, di conseguenza mi hanno portato in terapia dove sono risultate queste cose. Ovviamente mio padre ha avuto un colloquio con lei dove gli ha spiegato che ci sono varie problematiche da affrontare perciò il colloquio é stato fatto ma lui non riesce o non vuole (questo non lo so) accettare che ci sono vari problemi. Secondo te ci può essere un modo alternativo per farglielo capire? O magari hai un qualche consiglio su come lavorare sulle mie azioni per non farle risultare troppo evidenti? (Considerando che uno dei miei disturbi é il DOC ed é quello più evidente che poi va a creare situazioni di stress in casa).
Ti ringrazio ancora per la risposta
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 14/05/2019 18:49 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Karma

Per prima cosa vorremmo dirti che la maggior parte delle persone è abituata a pensare che tutto debba avere un senso logico e che ogni azione dipenda per forza dalla volontà di chi la compie.

Perciò quando improvvisamente hanno a che fare con un comportamento che non è nè logico, nè volontario, può essere difficile per loro accettarlo. Questo richiede impegno, la capacità di mettersi in discussione e il coraggio di affrontare un cambiamento enorme!

In più, quando si tratta di un genitore, c'è anche il coinvolgimento emotivo a complicare ulteriormente la situazione! Quale padre troverebbe facile ammettere che il proprio figlio sta male, che non c'è una soluzione immediata e che nemmeno lui, come genitore, può fare qualcosa per cambiare la situazione?

Può anche capitare che sentendosi impotente qualcuno provi rabbia verso ciò che provoca la sua frustrazione. In questo caso quindi, paradossalemente, il padre si arrabbia proprio con il figlio che farebbe di tutto per aiutare, senza esserne in grado.

Questo te lo diciamo perchè magari ti è d'aiuto guardare le cose da un'altra prospettiva e pensare che tuo padre può volerti bene anche se non ti capisce.
Cosa ne pensi? Le nostre parole hanno un senso per te?

Detto questo siamo anche convinti che comunicare e cercare di spiegarsi sia sempre la cosa migliore, è molto positivo che tu stia cercando di farlo!

Prova a chiedere di nuovo alla tua psicologa o alla psichiatra di spiegare bene a tuo padre in cosa consistono i disurbi di cui soffri e qual è la cura prevista, in modo che riceva un ulteriore chiarimento e un conforto.

Per concludere, noi non sappiamo quali siano le tue "azioni" e "quello che producono i tuoi disturbi", se hai voglia di raccontarcelo più nel dettaglio siamo felici di ascoltarti.

Ci sembra però di capire che non si tratti di qualcosa che puoi controllare, quindi cercare di farlo non può che aumentare il tuo senso di insadeguatezza e il senso di colpa.
Oltre a pensare al bene di tuo padre, pensa al tuo, che viene prima di tutto!

Speriamo di ricevere presto tue notizie,

un grande abbraccio e tanti sorrisi
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 17/05/2019 16:15 #5

Ciao, penso che abbiate ragione su questo e che le vostre parole siano sensate, purtroppo ho spiegato a mio padre la situazione anche con la dottoressa ma non la vede come una cosa diciamo reale e quindi non la vuole comunque accettare, anche se sembra che piano piano mi stia avvicinando alla sua accettazione. Per quanto riguarda i miei disturbi...beh diciamo che oltre alle ossessioni e le compulsioni ho una serie di cose come il disturbo evitante di personalità ed il disturbo di ansia sociale, che mi complicano non poco la vita... soprattutto perché abito in una città... Ho il disturbo dissociativo di depersonalizzazione e derealizzazione che, nel mio caso, si trascina dietro tutto quello che riguarda le dissociazioni e anch'esso mi complica non poco le cose anche perché ultimamente ho delle situazioni particolari dove mi distacco completamente dal senso di realtà (per chi non lo sapesse nelle dissociazioni di solito un minimo di senso di realtà lo si ha comunque e si riesce a capire che quello che sta succedendo non è del tutto finto) senza parlare di alcuni momenti di dissociazione dove ho delle "allucinazioni" visive, uditive e corporee... Un'altra cosa brutta che mi provocano le dissociazioni é l'amnesia dissociativa...e anche qui sono problemi perché mi dimentico moltissime cose, anche quelle importanti... Ho anche i disturbo dissociativo dell'identità e che ve lo dico a fare... Insomma sono un po' incasinato e questo visto da fuori insomma... Posso anche capire la preoccupazione di mio padre... Però non so proprio come fargli accettare questo fatto...anche perché oltre all'unico amico che ho lui è l'unico con cui parlo e vorrei che capisse che non sto scherzando
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 17/05/2019 20:31 #6

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Karma!
Ci racconti che hai spiegato la situazione a tuo padre anche con la dottoressa,e questa ci pare proprio una cosa importantissima, ottima!
Pensiamo che tu abbia fatto la cosa migliore, ora bisognerà anche lasciare del tempo a tuo padre perche' pian piano possa comprendere cio' che ti sta succedendo.

Che cosa ne pensi ?

Ti andrebbe di raccontarci qualcosa di te? per esempio che cosa ti appassiona, oppure se hai degli hobby, oppure se hai qualche sogno nel cassetto....o cosa fa' battere forte il tuo cuore?

a presto!
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 20/05/2019 08:04 #7

Ciao, beh in realtà non è che io abbia proprio molti hobby o cose del genere... Tempo fa imparai a suonare la chitarra ma mi passò subito la fantasia, andai in palestra e mi passò subito la voglia, e così per tutto quello che ho fatto... Ad oggi in realtà sto ancora cercando qualcosa che mi piaccia ma non la trovo mi annoia tutto e vedo tutto piatto
Ultima modifica: Da .

Re: Consigli? 21/05/2019 17:32 #8

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Karma,
siamo andati a rivedere il primo tuo scritto al nostro Forum e non so se te ne sei accorto, ma piccoli passettini, sono stati fatti da te in meglio.
Tu dirai dove? come? Molte volte vorremmo subito grandi passi in avanti, ma non è così. L'obiettivo, o il raggiungimento di un risultato si raggiunge poco per volta e molto lentamente.
1) Il tuo papà si è reso conto di più dei tuoi problemi. Se non altro ci ha pensato , li ha considerati.
Un piccolo passo, ma c'è stato.
2) Poi hai cercato e trovato una via che ti potesse andare bene per comunicare. Ti pare poco.
Hai iniziato il dialogo con noi dicendo che eri introverso chiuso, però seguendo il tuo bisogno di avere consigli ti sei mosso hai cercato e trovato. Bravo!

Ora tu ci scrivi che non hai nulla che ti interessi, che è tutto piatto.
Allora ti chiediamo quali sono i tuoi bisogni in questo momento che fai fatica a mettere a fuoco?

Sentiti libero di risponderci!
Noi comunque siamo qui e ti aspettiamo anche solo per un saluto!
Ultima modifica: Da .
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