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ARGOMENTO: Cory Monteith: la morte di un amico

Cory Monteith: la morte di un amico 14/07/2013 13:38 #1

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Uno se lo aspetta da Lindsay Lohan, da sempre sulle pagine dei tabloid. Da tutte quelle star che vengono considerate borderline.
Non da uno come Cory Monteith, il Finn Hudson della serie televisiva Glee. Faccia da bravo ragazzo, fidanzato con la collega Lea Michele da due anni, Cory non cavalcava la fama tra lo scandalo e il talento. Cory teneva un profilo basso. Cory era identificato come il ragazzo della porta accanto, non troppo diverso dal nostro fidanzato, dal nostro amico di sempre, da nostro cugino, dal nostro compagno di scuola...
Per questo la sua morte ci appare ancora più sconvolgente.
Era per la celebrità? Per il non riuscire a gestire la fama, giustificazione che spesso viene affibbiata all'ennesima celebrity finita in rehab, come era successo all'attore all'inizio di aprile?
Era una brutta persona? Un tossico?
No, forse Cory era semplicemente un ragazzo che aveva fatto una scelta sbagliata.
Come può succedere al fidanzato, all'amico di sempre, al cugino, al compagno di scuola... un drink di troppo in discoteca, una pastiglia, solo una volta...e poi un'altra...

“Prendi un adolescente, in una famiglia dove c’è sofferenza e tensione, vuoi perché i genitori sono separati, vuoi uniti. Prendi una scuola che non funziona più come collante sociale, che lascia indietro i più fragili e abbandona chi lascia le aule (sempre di più, un esercito di oltre due milioni di ragazzi). Prendi un sedicenne che si metta a bere, o si impasticchi in discoteca per noia o sballo, senza magari manifestare poi chissà quali comportamenti antisociali o crisi manifeste. Forse è ora di dire che no, non è tanto più al sicuro di un attore come Cory. “ scrive Elisabetta Ambrosi su Vanity Fair.

Quanto Cory ci sono vicino a noi, nella penombra della vita di tutti i giorni?
Cosa ne pensate di questa storia e delle altre che sfiorano la nostra vita ogni giorno?
O che magari fanno parte più profondamente della nostra vita...

p.s. La causa della morte non è ancora stata accertata ma l'ipotesi dell'overdose è rimbalzata un po' su tutti i media.
Ultima modifica: Da .

Re: Cory Monteith: la morte di un amico 14/07/2013 19:11 #2

penso che pero' ha vissuto. e che le dipendenze sono come un programma nocivo nel cervello,si puo' disattivare,ma e' sempre disponibile e pronto se non ci dedichiamo abbastanza ai controprogrammi funzionali che ci costruiamo sopra.
penso che tra una caduta e l'altra ha fatto grandi cose: e' stato capace di ottenere il lavoro dei suoi sogni,di diventare un bravo musicista,ha ottenuto successo e amici. poteva morire quando abusava di droghe da ragazzino,come da lui stesso raccontato, ma diceva di essere stato fortunato a non rimanerci e di essere molto felice di aver concluso un periodo cosi' scuro della sua vita. uscire dal baratro,farcela,gioire tanto e diventare bravo con l'impegno nelle cose cui si tiene sono cose che non tutte le persone attraversano in una vita intera. meritava di vivere fino alla vecchiaia,come tutti, ma ha comunque il merito di aver vissuto,di essere stato molto piu' di un drogato e di averci creduto e averla superata con successo per anni. ne valeva la pena.
Ultima modifica: Da .

Re: Cory Monteith: la morte di un amico 16/07/2013 20:03 #3

sinceramente non lo conosco come attore, quindi non posso giudicare la sua carriera.

in ogni caso, fosse stato il "fattone" di turno o l'ingenuo che si è ingollato la pastiglia sbagliata al momento sbagliato, è sempre una persona giovane che lascia qualcosa di incompiuto... e solo per questo bisogna rispettarlo e ricordarlo
"My prescription for my own healing and the healing of others is to dance.
Dance alone to discover who you are.
Dance with others to discover who you are with.
Dance in a group to discover your place.
Put your psyche in motion and it will heal itself"

- Gabrielle Roth, 5Rhytms creator -
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Re: Cory Monteith: la morte di un amico 18/07/2013 18:59 #4

Ciao,

W. Burroughs un poeta americano ha scritto :
Si scivola nel vizio degli stupefacenti perché non si hanno forti moventi in alcun' altra direzione.La droga trionfa per difetto.

quando l' ho letto ho pensato che a volte e' proprio così

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