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ARGOMENTO: Non sono sicura di quello che sto scrivendo...

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 06/12/2017 16:48 #16

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
ciao Giulia,
che bello risentirti,

ho letto d'un fiato la tua storia con Israel e leggo che qualcosa non funziona con Fernando.

Il lungo racconto di ciò che
É stato il mio momento di crescita. Il mio primo e unico amore. Sono stata fidanzata prima e dopo di lui... ma non ho mai sentito amore vero, come quello che ho provato per lui. Lui accendeva in me una luce 
fatica a rapportarsi con la storia che oggi stai vivendo.

tutto questo movimento emotivo da dove nasce? da cosa è stato messo in moto?
Ci hai parlato di quello che Fernando non è...
E purtroppo ho capito che Fernando non ha nessuna di queste qualità.  È una persona molto dolce, simpatica... ma non è forte, non ha voglia di correre, di provare, di curiosare nel mondo. Io invece si. Non riuscirei mai a passare ogni fine settimana chiusa in casa a vedere film e giocare a carte


Cosa ha scatenato questi ricordi?
Perchè hai titolato questo post: non sono sicura di quello che sto scrivendo!
Ti aspettiamo presto.

Ultima modifica: 06/12/2017 17:10 Da Volontario del Sorriso

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 06/12/2017 20:40 #17

Ciao...
Cosa ha scatenato questi ricordi?
Beh credo che l'essere umano so basi sempre su comparazioni per prendere delle decisioni o per capire se sta bene o male.
Ecco, io lo faccio spesso, anche sapendo che è sbagliato.
Ogni giorno della mia vita mi stendo sul letto e penso a come ero felice in quel periodo e cerco di capire se sono più o meno felice ora (normalmente meno). E ogni volta che conosco qualcuno o devo capire se voglio iniziare una relazione con qualcuno, penso se questa persona mi può  rendere più felice di quello che ero con Israel,  se mi può insegnare più di quello che mi ha insegnato Israel.
Ecco... Israel é un ricordo che vive ogni giorno con me.
Cerco di sopprimerlo, alle volte cerco di non pensare a lui, ma semplicemente a quel bel periodo che era caratterizzato anche dalla scuola, dal lavoro, dalla famiglia, dalle amicizie... ma tanto lui torna sempre nella mia mente.
Non so come spiegarlo...
Avete mai conosciuto QUELLA persona? Che magari potrebbe anche non avere un fine amoroso,  ma potrebbe essere un amico o un parente. Ecco... lui è la mia persona.

Alle volte credo che forse la lontananza e la mancanza mi faccia parlare così bene di lui... ma mi ricordo quanto ero felice con lui. Mi ricordo quanto era buono quel periodo in tutti i sensi.
Boh...

Ultimamente ci stiamo parlando un po sui social... ma abbiamo orari strani, io sono sempre in facoltà o a lavoro, anche lui, e se magari io ho un minuto lui ha da fare... quindi le nostre conversazioni sono minime. Ma non mi scriveva da tanto.
Credo che sia tutto emerso da Fernando... quando ho capito che mi stavo per immergere in una situazione nella quale sarei annegata.... e non sarebbe stata la prima.

Quando sono arrivata in Italia ho avuto una relazione di 9 mesi con un ragazzo. Una brava persona... ma un ragazzo di paese, che non riusciva a capirmi... non avevamo molte cose in comune, ma mi ha aiutata un po a integrarmi in Italia.
Inizialmente non mi sembrava male, mi sentivo molto bene con lui... poi ho iniziato a notare che lui non aveva mai voglia di uscire dal paese, non voleva fare vacanze all'estero  (siamo dovuti andare a firenze), era un pochino razzista (pochino perché aveva solo dei problemi con gli immigranti), non gli piacevano le cose nuove, non gli piaceva l'arte... non aveva voglia di correre, scoprire. Cosa che io ho capito solamente comparandolo con Israel... ma mi sentivo così sola che per un periodo sono cambiata, mi sono adeguata a lui, in un modo così grande che non ero più la stessa. Improvvisamente, sentendo mia madre parlare di Israel e di quello che facevamo insieme, sono annegata dentro alla relazione che stavo vivendo e, siccome non mi piace far male alle persone, ho avuto molta difficoltà a mettere fine a tutto...
Lui non era sbagliato nel complesso,nn era giusto per me.

Ecco... mi sono sentita così con Fernando. Mi sono sentita annegare di nuovo in una relazione per pura solitudine. Sono sicura che rimarremo amici... ma... ma non credo che possa esistere altro.
E emotivamente non sono pronta ad avere un amicizia fraintendibile con una relazione.

Perché "non sono sicura di quello che sto scrivendo"? È il titolo iniziale che avevo dato al primo post e non l'ho mai ricambiato,  perché comunque mi sento insicura di quello che scrivo ogni volta.
Ogni cosa potrebbe essere sbagliata, potrei ripensarci... o cose simili.

Ho fatto alcuni test sulla depressione,su internet. Beh si, gran cavolata... eppure tutti dicono che sto sulla "cattiva strada" e che dovrei cercare aiuto. Effettivamente io ho cercato voi. Boh vabbe. Saranno cavolate.

Comunque domani torno a casa da mamma, tornano anche le mie amiche da Bologna finalmente. Mi mancano tutti così tanto.
La mia vita negli ultimi 3 anni si basa solo sulla mancanza... mi mancano gli amici dell'angola, la famiglia in Romania,  mia madre e mia sorella da quando mi sono trasferita, le mie amiche del liceo in Italia,  ma soprattutto Israel, la mia migliore amica in Angola e il mio migliore amico in Portogallo.
Voglio andare in Portogallo.

Grazie di tutto.
Ciao...
Ultima modifica: Da .

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 14/12/2017 14:31 #18

Ciao...
Ho bisogno di parlarvi, di nuovo.
Sapete quando state male, ma quel male che gli altri non vedono e che alle volte neanche voi vedete? Ma poi vi mettete nel letto, o sotto la doccia,  o a studiare, o qualsiasi cosa e iniziate s sentire che state morendo dentro? Che dentro di voi qualcosa sta veramente sparendo?
Ecco, io mi sento così.
Durante il giorno ho sempre il sorriso, vado all'università, a lavoro, a fare spesa, mi occupo della casa e di tutte le cose che ho... ma poi, quando mi fermo, capisco di stare male. Non è adatto dire "mi fa male il cuore", ma qualcosa, dentro di me, mi sta veramente facendo male e non è un dolore fisico, è come una stretta al cuore e una voglia di piangere che non so neanche descrivere.

Lunedì sera ho lavorato a un catering di una amica di mia sorella... è stato un disastro. Un grande disastro.
Non vogliono pagare ne me, ne le altre 3 ragazze che stavano con me, perché siamo le "responsabili".
A dire il vero non lo siamo... e se ne sono resi conto tutti, ma ovviamente hanno bisogno di dare la colpa a qualcuno e... questo qualcuno siamo noi.
Io sto così giù di morale che ormai non mi interessa più essere pagata,  non voglio che l'amica di mia sorella perda il lavoro, perché non ne ha colpa. Ma le altre 3 ragazze vogliono fare un casino e... io sono la prima a difendere i nostri diritti, ma in questo caso... non me la sento assolutamente.
Non so cosa fare...

Poi ritorniamo al problema dei soldi e di mia nonna, ma quello ormai già avete capito più o meno come funziona, no?!

In fin dei conti gira tutto intorno a quello, la vita gira intorno a quello.

E mi sento sola... mi sento così sola che mi ripeto ogni giorno "Dai, domani andrà meglio". Ma ca**o sono 3 anni che me lo ripeto. E domani non va mai meglio e se per qualsiasi caso va meglio, dopodomani va male il doppio e continuo a degradare on una maniera allucinante.
Io non ce la faccio più. Sono sola in un mondo di adulti dove interessano soltanto i soldi, dove sono dovuta crescere da sola, dove ho dovuto farmi il culo per tutto quello che volevo e non ho mai respirato liberamente. Ho 19 anni, ma qualcuno se ne rende conto? Non riesco più a reggere i problemi di tutti e anche i miei! Non riesco più a reggere mia madre e a litigare con mia nonna,  e a risolvere i problemi di mia sorella e quelli delle mie amiche e a stare dietro alle operazioni del mio amico transessuale, e ad andare all'università, a studiare, a lavorare, a sentirmi morire ogni volta che vedo la foto dei miei amici tutti insieme e io sono o troppo lontana o troppo impicciata per poter stare con loro.
Io non ce la faccio più. Non mi dite che non sono sola che non devo reggere tutto perché potrei dire alle persone che se li risolvano da soli i problemi, perché non è così.
Perché non sono capace a far del male agli altri. Non sono capace a lasciarli soli. Perché so cosa si prova... io lo so.
E tiro avanti, sopravvivo, perché un giorno voglio essere qualcuno e fare qualcuno e fare qualcosa di grande... ma mi sento sola e triste.

Gli altri non lo vedono. Io non permetto a nessuno di vederlo.
Ma sono sola e triste.

Scusatemi se mi sono... boh, elogiata da sola o come si dice. Ma mi sento troppo piccola per quello che il mondo pretende da me.
Io non ce la faccio più.

Grazie di tutto.
Ciao.
Ultima modifica: Da .

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 15/12/2017 20:10 #19

Ciao... non capisco perché stiate rispondendo a tutti e a me no. So che ci sono situazioni molto più urgenti della mia, forse avete solo bisogno di tempo... ma ho detto qualcosa di sbagliato? Potete dirmelo per favore? Grazie di tutto... ciao.
Ultima modifica: Da .

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 16/12/2017 11:02 #20

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
ciao Pandina! eccoci, non ci siamo dimenticati di te e tu non hai assolutamente detto niente di sbagliato!!! La risposta ai post del forum non va strettamente in ordine cronologico e in questi giorni pre natalizi i nostri volontari sono occupati anche con tante altre necessità del nostro Servizio, quindi i "turni" sono un pochino meno presidiati Ma infine eccoci qua!

Vedi Panda non è facile rispondere al tuo ultimo post, perchè in realtà, tu poni un tema esistenziale. In questo momento il tuo problema principale in cui annegano tutti gli altri è "la solitudine".
Sei impegnata nelle tue solite attività e all'improvviso ti prende una botta di malinconia, ti fa male il cuore e ti fa venire voglia di piangere. Ti senti piccola, schiacciata, sola contro il mondo.

Senti un carico enorme, fatto non solo dei tuoi dolori personali: tu senti come tuoi i dolori di tua mamma, di tua sorella, di tutta la famiglia, dell'amico transessuale, dei soldi... Ne porti il peso e ovviamente essendo tu UNA - per quanto tu sia forte e matura, molto più forte e matura della media dei tuoi coetanei e di molti adulti! - se prendi i problemi di tutti come fossero tuoi e te ne fai carico "da sola", cosa succede?
Detto con tutto il possibile rispetto, non sei mica Gesù Cristo tutta quella mole di dolore ti schiaccia, non ce la fai, non ce la puoi fare! Sei umana, hai i tuoi limiti!

Imparare a conoscere i propri limiti, ad accettare che non si può fare tutto, tutto insieme (e certamente non tutto da soli) è un momento di crescita importante! Dare priorità, discriminare, relativizzare, non prendere tutto sullo stesso piano con la stessa intensità potrebbe aiutare? Quali sarebbero le una o due (massimo) questioni urgenti e per te "possibili" da gestire, a cui dare il tuo aiuto e cosa può o deve per forza aspettare?

Una delle caratteristiche della gioventù è quella di prendere tutto di petto, proprio "sul personale". Tu sei completamente identificata con tutto quello che capita (non solo a te) e resta poi ancorato nel cervello; tu certamente confabuli, chiacchieri dentro di te per ore e ore su questi temi dolorosi, di fatto rinforzando il "punto di vista identificato", e ti trovi spossata, stanca e triste: le cose sono cambiate (e poche in meglio), gli amici sono andati ognuno per la sua strada, tu combatti da anni e cerchi di dirti ogni giorno che domani tutto andrà meglio, ma ora sei stanca perchè non succede.

Dicono "mal comune, mezzo gaudio" proprio per aiutare a disidentificarsi dai propri problemi, imparare a relativizzarli anche se sono veri, seri e importanti, non siamo gli unici che stanno vivendo tempi tribolati . Se ci accorgiamo che stiamo male in tanti, ci fa meno male perchè ci sentiamo meno soli nel nostro dolore, allora non è l'universo intero che è stato creato solo per torturare "me", è una questione generale, nazionale, mondiale, che riguarda tutti perchè ognuno nella vita avrà la sua dose di problemi. Se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo che ogni giorno ci sono persone con problemi anche più gravi dei nostri, terremotati, migranti, malati.
Ma la bella notizia per tutti è che i problemi non durano per sempre! Quel che "non ammazza, ingrassa" (i dolori che superiamo ci rafforzano), quindi è proprio vero che nella vita "col tempo passa tutto", prova a immaginare: tra 5 o 10 anni (che detto tra noi sono un battito di ciglia) quanto sarà diversa la tua vita? Vivrai in Papuasia? Sarai mamma? Come guarderai a questi problemi oggi tanto incombenti?

Notavamo dai tuoi racconti come per nessuno dei tuoi amici più cari le cose siano rimaste come erano ai tempi della scuola. Chi è andato di qua, chi è andato di là... tu non pensi che tutti si sentano in qualche modo soli nelle loro nuove vite? Non ne parlate mai quando vi sentite o vi trovate o anche con una telefonata via what'sapp? Condividere la solitudine è un modo per conoscerla e imparare a gestirla con meno ansia o dolore.

Vedi Panda, tu avevi paura che ti dicessimo "ma tu non sei sola!", invece stavolta - dando voce al lato esistenziale della tua richiesta di aiuto - ti diciamo che siamo tutti soli La solitudine è un tema centrale per tutti nella vita, non importa quante persone fisicamente ci siano vicine (famiglia, compagni di scuola, amici anche in modo "virtuale", ecc). La solitudine è qualcosa che ognuno deve imparare a gestirsi da solo e ci dà la misura di quanto ognuno "sta bene con se stesso". Ovviamente è un viaggio che dura una vita, l'approfondimento della conoscenza di se stessi non ha limiti e prosegue finchè c'è vita! Il traguardo a cui mirare è sapere che quando si sta davvero bene con se stessi, non ci si sente mai soli!

Imparare sempre meglio a stare bene con se stessi, cioè "da soli", è una cosa fondamentale nella vita. Si dice "si nasce soli, si muore soli", significa che solo tu e nessun altro che tu sei il protagonista, l'autore e l'attore, della tua vita! Le scelte sono tue, non puoi vivere la vita per gli altri, ognuno ha la sua, ognuno può cercare di aiutare gli altri quando glielo chiedono ma alla misura delle sue forze del momento. E siccome "Te stesso" è l'unica compagnia che ti accompagna sempre e non ti lascia mai, nei momenti belli e quelli brutti, volersi bene, accettarsi coi propri limiti mentre pian piano ci si sforza di migliorare ancora, è un equilibrio importante da raggiungere per ogni essere umano.

Dicono che quando uno si vuole bene e sta bene con se stesso, gli altri, la compagnia, l'amore vero, arrivano come "premio" in sovrappiù ... chissà se è vero però ci sembra una bella immagine che ci può spronare a fare il possibile per evolvere e stabilizzarci emotivamente sempre meglio.

Che ne dici della nostra risposta? Noi speriamo ti sia piaciuta e aspettiamo di leggerti presto!!!
Un abbraccione caldo caldo, da cuore a cuore, perchè come dice Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

claro che il nostro Salvatore non era il re degli ottimisti , ma persino per lui la solitudine di ognuno di noi incontrerà certamente il suo raggio di sole

xxx
Ultima modifica: 16/12/2017 17:13 Da Volontario del Sorriso

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 24/01/2018 10:03 #21

Ciao...
Scusate che non vi scrivo da un bel po, ma ho avuto dei giorni molto confusi.
Comunque vi vorrei ringraziare per la vostra risposta dell'ultima volta perché è stata molto soddisfacente e molto bella. Grazie veramente.
Spero anche che le vostre vacanze siano andate bene e che vada tutto bene...
Oggi non vi scrivo per di me... vi voglio solamente far vedere l'ultimo messaggio che ho mandato a mio padre e la sua risposta, ho bisogno che qualcuno la legga.
Premetto che a inizio gennaio le sue figlie hanno messo sui social diverse foto con tutta la famiglia nella loro casetta in montagna... capirete presto perché.

Ciao F******o... ho bisogno di parlare con te e visto che non riusciamo mai a vederci faccia a faccia, te lo dirò per messaggio.
Ho bisogno di una mano da parte tua, ho bisogno di una certezza...
Non ti ho mai chiesto niente, non ti ho mai chiesto di essere presente in nessun momento della mia vita, non ti ho mai chiesto di farmi da padre, di conoscermi per quella che sono, anche se avrei tanto voluto che sapessi almeno un po della mia vita. Non dico che fossi presente alle occasioni importanti come Natale o compleanni... ma sai, alle volte, speravo che tu fossi li anche quando sapevo che non c'eri: durante le recite cercavo tra la folla, sperando di riconoscerti, sperando di trovare qualcuno simile a me soltanto per poter immaginare che fossi tu; non sai quante volte quando facevo le visite guidate speravo di vederti arrivare travestito da turista... Avrei voluto averti presente tutte le volte che avevo la febbre e mi svegliavo la notte, avrei voluto che tu ci fossi per tranquillizzarmi ad ogni esame, compito o interrogazione, oppure a tutte le cerimonie a cui sono stata perché avevo vinto concorsi o perché avevo fatto mostre di pittura, alle premiazioni della miglior studentessa della scuola.
Avrei voluto che tu ci fossi la prima volta che un ragazzo mi ha spezzato il cuore, soltanto per abbracciarmi e dirmi che tutto sarebbe andato bene.
Avrei voluto che tu ci fossi quando ero sola... ma non ci sei mai stato e io non ti ho chiesto nulla, anche se avrei voluto.
Mi sono sempre sforzata,  per raggiungere ogni mio obbiettivo, lavoro ormai da 3 anni... Mamma mi ha sempre appoggiata, in tutto e per tutto, è sempre stata li.
Ma in questo momento non può permettersi di appoggiarmi dal punto di vista monetario e neanche io glielo sto chiedendo, perché ha fatto anche troppo, perché non può.
Mi sto impegnando molto per permettermi di vivere a Roma, sto lavorando e sto studiando, faccio i salti mortali, ma non riesco ad arrivare a fine mese.
Ho bisogno di essere sicura che posso contare su di te e di stare tranquilla che i primi del mese mi arrivino i soldi per l'affitto,  per il resto me ne occupo io, ma l'affitto non riesco a pagarlo.
Tra qualche giorno dovrò pagare l'affitto di febbraio e ancora non ho pagato quello di gennaio, so che è pesante, ma io lo devo pagare entro il 5 del mese e se ogni mese riuscissi a farmi avere questi soldi in tempo, per me sarebbe di grande aiuto perché non dovrei preoccuparmi ogni mese di come riuscire a pagare l'affitto e non si accavallerebbero più rate.
Ho bisogno che tu mi dia questa certezza, perché non voglio chiederti le elemosina e non voglio sentirmi umiliata, ogni mese, chiedendoti una cosa di cui ho realmente bisogno. Se non vuoi dimmelo, se non puoi dimmelo, non mentire, non mi raccontare scuse... dimmelo e io troverò un altro modo per cavarmela senza di te, come ho sempre fatto.
Ho bisogno di una sicurezza e se non posso contare su di te lo vorrei sapere.
Grazie...


E questa è stata la sua risposta:Ciao. Mi hai mandato un sms bellissimo scritto con il cuore. Hai ragione su tutto hai completamente ragione ma sotto l'aspetto economico no. Ho sempre fatto i salti mortali per aiutare ale ed ora per aiutare te. Non intento scuse e voglio aiutarti per quanto mi è possibile. Lo farò anche stamattina. A dopo.


Ne sono rimasta delusa, molto... come sempre, speravo che potesse importaria un minimo, ma un minimo di più.
Invece niente... assolutamente impassibile.
Io sto bene, si... passerà.
Boh...

Grazie di tutto.
Ciao...
Ultima modifica: Da .

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 24/01/2018 18:17 #22

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Panda, complimenti per il messaggio e per il coraggio che hai avuto nell'esprimere il tuo stato d'animo. Deve essere difficile sentirsi poco considerati dalla persona che ci ha messi al mondo. Cosa intendeva tuo padre con "lo farò anche stamattina?". Ha colto la tua richiesta? Ma soprattutto avevi altre aspettative oltre a quella economica? Il sostegno di un genitore dovrebbe essere una cosa naturale, una certezza! Nonostante la sua assenza, però,sembra che tu sia diventata comunque una persona forte e consapevole delle sue capacità. Noi abbiamo fiducia in te e siamo sicuri che riuscirai a realizzare i tuoi obiettivi. Ti aspettiamo e un abbraccio
Ultima modifica: 24/01/2018 19:32 Da Volontario del Sorriso

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 24/01/2018 23:13 #23

Ciao...
Si avevo altre aspettative oltre a quella monetaria.
Cioè sono 2 anni che corro dietro di lui per poterli vedere. E ovviamente, come per i soldi, ogni volta ha una scusa.
Non avevo mai espesso come mi sentivo nei suoi confronti, non gli avevo mai detto niente di me, della mia vita, non mi ero mai e poi mai aperta con lui... è stata la prima volta. E si, mi aspettavo di più.
Mamma dice che è normale, che da lui non posso aspettarmi altro che soldi e tanta umiliazione... effettivamente.
Boh, non lo so neanche io cosa mi aspettassi... sono stata solo stupida a desiderare di più.
Lasciamo perdere, è una sciocchezza.
Grazie di tutto.
Ciao...
Ultima modifica: Da .

Re: Non sono sicura di quello che sto scrivendo... 25/01/2018 21:15 #24

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Panda!
no non è una scicchezza e non sei stupida, hai fatto una grande cosa invece!
Hai espresso con tutto il tuo cuore ciò che sentivi a tuo padre e questo non è facile.
Non è facile aprire il proprio cuore a un genitore che mette le distanze...
e anche se con poche e striminzite parole tuo padre ha dichiarato che il tuo messaggio lo ha colpito

Molte persone sono così, non sono in grado di esprimere i propri sentimenti, di contattare ciò che sentono o non si permettono proprio di farlo.
Probabilmente tuo padre è parte di questa razza diffusa

Ma tu sei una grande! hai aperto il tuo cuore, ti sei sbilanciata e lui ti ha dato ragione, ha riconosciuto la verità di ciò che hai scritto, per ora non riesce a fare di più...
E se provassi a scrivergli ancora e lo invitassi a fare qualcosa con te? quel "a dopo" cosa significava?

Noi speriamo che qualcosa si incrini nel suo atteggiamento e faccia di più per venire verso di te ma se anche non fosse possibile per ora, tu sei comunque la persona meravigliosa che sei e magari un giorno riuscirà a capirlo anche lui!
Vanne fiera!

Sai che noi ci siamo per te e Ti abbracciamo col cuore
Ultima modifica: Da .
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