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ARGOMENTO: vita.

vita. 15/05/2018 19:24 #1

Ho 25 anni,a volte penso alla morte come soluzione, come fine dovuta e agoniata, semplice.
Ho un figlio piccolo, il padre mi ha fatto del male, seguita, offesa, picchiata, stalkerata. IL bambino è stato cresciuto assieme a me dall'uomo che amo, che mi ha da poco lasciata per un altra, bella, leggera, più semplice. Mio figlio è splendido, intelligente, sveglio dolce e coraggioso, ma io non ce la faccio più. Lui cerca il papà, che non è suo padre, io lavoro 50 ore a settimana per pagare avvocati, affitto cose per il bambino. Son stanca, sono sola. IL padre biologico voleva avere contatti con il bambino, l'uomo che amavo voleva questa persona fuori dalle nostre vite, ho mentito e tradito i miei principi per far coesistere le cose,La mia vita e il mio amore,con quello che era giusto anche se l'altro mi aveva fatto del male. So che era un periodo difficile per il padre biologico del bimbo, so che non è una giustificazione, ma avevamo entrambi 20 anni.
A quindici ho subito un abuso da una persona che per me era davvero molto importante. Sono stata rifiutata da molti amici per questa cosa.Ho sempre pagato troppo, gli errori degli altri o gli errori che per paura ho fatto. Sono una persona che lavora sodo, che si guadagna quello che ha. Sempre gentile e disponibile con tutti. Non ho problemi con alcol e droga, non frequento cattive compagnie. Cos'ho fatto di male per meritarmi tutto questo? Io non ce la faccio più, volevo solo essere felice, e oramai è troppo tempo che mi vedo portar via la felicità.
Ultima modifica: Da .

Re: vita. 16/05/2018 16:41 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Tess ciao e benvenuta sul nostro forum Sorriso

Ci racconti la tua giovane vita, ma così densa di avvenimenti come se avessi quasi il doppio dei tuoi anni. Per fortuna hai pur sempre 25 anni e - come si dice a ragion veduta - tutta la vita davanti!

Ci racconti di come hai cercato di salvare capra e cavoli, scendendo persino a dolorosi a compromessi coi tuoi principi, per trovarti oggi sfinita e sola, senza compagno, avendo tu perso sia il padre biologico del tuo bambino, che il "nuovo papà" successivo.

Però non ci dici niente del tuo bambino, come si chiama, quanti anni ha, come sta crescendo, chi te lo cresce mentre sei al lavoro? Se abiti vicino alla tua famiglia di origine o sei lontana e completamente sola? Se vivevate insieme voi tre oppure stavate insieme in case separate? Quanto tempo lui ha fatto il papà putativo?

Possiamo chiederti in questo momento in che rapporti sei col padre biologico?
Hai pensato se sarebbe possibile ridargli una possibilità, essendo quello che "dovrebbe" garantire una presenza di lungo periodo come "padre" a suo figlio (mitigando gli scossoni se tu perdi il compagno)? Essendo passati anni, magari ora è maturato anche come padre... pensi ci sia una possibilità in questo senso?
Tu nella tua vita avrai altri compagni, magari solo uno definitivo, ma in ogni caso non sarà mai il padre di tuo figlio. Per questo è importante mantenere se possibile aperto un canale col padre naturale.

Prima di salutarti vorremmo toccare anche un altro argomento importante.
Non devi pensare che quello che ti è successo o ti succede sia una forma di tortura del destino contro di te. Se volessimo provare a guardare in modo più costruttivo alla tua storia dolorosa, ma con distacco, come se fosse la storia di qualcun altro, quale pensi dovrebbe essere la prima cosa a cui mettere mano per sistemare un po' le cose o migliorarle un cicinin? Quali sono le esigenze più immediate? Solo per farti qualche esempio a caso: Una vacanza con tuo figlio, insieme per ritrovarvi e dimenticare, oppure portare il piccino dai nonni e riprenderti con calma da sola per un po'? Pensi ti aiuterebbe un sostegno psicologico? Prova a pensarci e se vuoi potrai poi dirci cosa ti sembra avresti più bisogno ora.

Se avrai voglia di confidarti con noi, cercheremo di aiutarti a riflettere e trovare una via per andare avanti con la tua vita, in modo più sereno!

Coraggio per ora e tanti tanti sorrisi
Ultima modifica: 16/05/2018 16:54 Da Volontario del Sorriso

Re: vita. 18/05/2018 22:26 #3

Mio figlio ha tre anni, è un bambino splendido. É intelligente, sveglio e incredibilmente maturo per quanto sia piccolo, ha perso l'ingenuità e la spensieratezza, persa urlando il nome di suo padre quando gli mancava tanto da strapparsi i capelli, mentre io strappavo i miei di capelli perché non sapevo come consolarlo. Ora stiamo meglio, ma lui mi dice che da grande vuole essere un bravo papà come me, quando avrà un bambino nella sua pancia, povero non capisce ancora queste cose. Ama i cartoni dove il papà non c'è o se ne va, e a me questa cosa fa piangere il cuore, fa due occhi incredibili quando vede un papà giocare con un bambino, o una famiglia. Siamo forti, noi siamo una famiglia e noi vinciamo assieme, in ogni gioco e in ogni difficoltà, io lo dico a lui e lui lo dice a me. Non dirò il suo nome, ma è il nome giusto per lui,forte e coraggioso e denso di significato. Mentre lavoro se ne sta o all'asilo, con qualche parente, amico o baby sitter. Non mi piace lavorare così tanto, vedo le giornate scivolare via troppo velocemente mentre vorrei poterle vivere con lui, ma ogni secondo libero lo dedico a lui, e lui sa che ci sono sempre, che molllo tutto per raggiungerlo se ne ha bisogno, ho pensato più volte di chiedere al padre biologico di rendersi presente, non può o non vuole, ha avuto dei problemi con la giustizia e per i prossimi mesi non si muoverà, una famiglia unita non é possibile,c'è una linea sottile che fa da limite e lui con me l'ha superata, non voglio più avere paura, i segni sul volto e certe altre cose non le cancello così facilmente. Non mi schiero contro il destino per quello che ho vissuto. Ma sto diventando un automa e non faccio altro che aspettarmi che scoppi qualche altra bomba che mi distrugga, ho solo finito le forze, le ho finite ma vado avanti, perché non ci sono solo io, ma c'è mio figlio, che di abbandoni ne ha già vissuti abbastanza, e sono l'unica persona che lo cresce dal primo giorno in cui ha iniziato d esistere, senza mai aver messo una pausa. Non é tutto nero, siamo felici ma sempre un po' tristi, andiamo al mare, in montagna, ci coccoliamo giochiamo e facciamo gli "stupidi" come ogni famiglia. É solo tutto più difficile perché la condivisione divide la fatica, in questo caso invece la sento tutta e la sto iniziando a somatizzare troppo. Inizio ad aver paura di ammalarmi.
Ultima modifica: Da .

Re: vita. 22/05/2018 17:55 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Cara Tess bentornata nel nostro forum

Come ci racconti tuo figlio è la tua vita e, per questo motivo, deve avere bellezza e serenità, come merita un bambino.
Ci racconti del grande sforzo che fai a vivere, ad andare avanti un giorno dopo l'altro per tuo figlio, per quella che è ora la vostra famiglia.
Se ti volti indietro è indubbiamente tutto nero, però questo periodo oscuro è alle tue spalle.
Non che questo non comporti delle conseguenze ma, guardando avanti, puoi vedere anche il sereno che può esserci, per te e il tuo bambino.
E' sul futuro, su tutto quello che potrà riservare a te ed al tuo bimbo, che devi concentrare le tue energie cercando un pò alla volta di rinascere per tutti e due.
Tu sei la madre ed il padre, sei tutto per lui, e questa consapevolezza ti potrà dare la forza per continuare.
Un grande abbraccio Tess ed a presto
Ultima modifica: Da .
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