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ARGOMENTO: Incertezze sul futuro

Incertezze sul futuro 26/08/2018 01:22 #1

Ciao a tutti,
Innanzitutto vi ringrazio tantissimo per il lavoro che fate e per la disponibilità che date a noi giovani. Sono una ragazza di 19 anni e cercavo qualcuno con cui poter parlare...diciamo che non ho così spesso la possibilità di confrontarmi con qualcuno.
Sono in quel bivio dove,finito il liceo, è necessario decidere che strada imboccare. Sono anni che ci penso, sono anni che la soluzione non c'è o muta da un giorno all'altro.
Ho sempre avuto problemi di autostima, insicurezze, disagi vari, timidezza, sensi di colpa, sono da sempre quella strana, quella "pazza". Sono figlia unica in una famiglia di "ricchi decaduti", dove i matrimoni erano anche e soprattutto accordi "economici". I miei genitori non si amano, entrambi si insultano e si fanno torti quando manca l'altro dicendo quanto vorrebbero divorziare e di come io sia il "problema" di mezzo da sempre, sfogano le loro frustrazioni su di me e mi obbligano, specialmente mio padre, a fare ciò che a loro nella vita è stato impedito e che sognavano di fare, senza pensare ai miei desideri. Sono cresciuta con tante regole da seguire, nessun affatto per me, insulti, ricatti e minacce, così con i miei non parlo da praticamente sempre, vivo una vita con loro che non mi appartiene. Sono le persone che meno mi conoscono ma che più mi condizionano.
Crescendo ho sofferto molto di bullismo, ho subito tante brutte esperienze, soprattutto perché ho sempre voluto arrangiarmi da sola anche quando non ero in grado. Non ho mai parlato dei miei problemi o di chi me ne creava e cosí la mia insesperienzia mi ha giocato brutti scherzi. Ho da sempre sofferto di incubi notturni e attacchi di panico, ansia a "caso" , fenomeni che con l'adolescenza si sono accentuati. Non riuscivo a dormire per settimane, avevo paura ad andare a dormire per quel che sognavo, ho avuto anche di paralisi del sonno e sonnambulismo. Al liceo ero presa di mira da tutti, non avevo nessuno, mi sentivo terribilmente sola e sempre peggio, ho iniziato a fumare e bere, bere fino allo star male e vomitare, spesso, specialmente da sola. Ho iniziato a fumare erba e a frequentare "cattive" compagnie, tuttavia il mio malessere aumentava soltanto. Il mio vero sfogo però, la mia piccola droga, che già conoscevo ma che ho terribilmente accentuato, è stato l'autolesionismo. Ho iniziato in terza media e per la quinta liceo ho smesso totalmente ma ancora ci penso. Ho iniziato a soffrire di crisi, sempre più frequenti e pesanti, in cui il tempo scorreva e io perdevo il controllo delle mie azioni e mi ritrovavo tra lividi e sangue, prendevo a pugni il muro, avevo mal di testa costante, piangevo, giravo e rigiravo in tondo, la mia testa scoppiava di pensieri terribili e non riuscivo a controllarli più.
Ovviamente nessuno ha mai visto niente, dubito di essere una brava attrice, era più la gente attorno che non voleva vedere. Ho rischiato la bocciatura in prima e seconda superiore e nemmeno mi importava, ero sempre più apatica e meno attaccata alla vita.
Un'estate, a 16 anni, un ragazzo di 19 anni si è innamorato di me, ho cercato di mandarlo via: era un bravo ragazzo e io frequentavo gente molto diversa, eppure qualcosa di lui mi attirava. Dopo qualche settimana quel ragazzo è diventato il mio fidanzato e ci siamo innamorati sempre di più. Ho cercato di apparire "perfetta" come agli altri ma lui è stato l'unico a guardarmi veramente e, con grande impegno, mi ha aiutata. In tre anni mi ha tirata fuori da quasi tutto, sono uscita dalle brutte compagnie, ho smesso di fumare canne, di bere, di tagliarmi (con una grandissima fatica), non faccio più incubi, non ho più attacchi di panico, la mia vita è tornata a colori. Mi ha convinta ad andare in un consultorio, ho fatto un anno con una psicologa (cosa che non volevo assolutamente fare, ha impiegato un anno per riuscire a convincermi) soprattutto per le mie crisi e l'autolesionismo, dove ho scoperto di soffrire di dissociazione ma ora ho superato anche quello. A 18 anni ho dovuto smettere la terapia per problemi economici, il fatto che i miei genitori erano completamente contrari e in carenza di soldi...non mi hanno voluto dar soldi per una cosa che consideravano inutile.
Ho finito il liceo scientifico con la media dell'8 e anche a scuola ho sconfitto ogni bullo, nonostante certi problemi rimangano lo stesso, sebbene in modo meno accentuato...ma credo purtroppo di essere fatta così. Sono molto apatica tutt'ora, ho ancora i miei profondi attacchi di tristezza, amo la solitudine, sono abbastanza asociale e mi trovo male tra la gente.
Mio padre quando avevo da poco 17 anni si è ammalato di sclerosi multipla, sono stati mesi difficili, l'equilibrio in casa è cambiato e non in meglio. Lui dice che non è malato. Ci sono infiniti problemi su questo fronte ma non ne parlerò. Aggiungo che anche mia madre ha dei problemi di salute anche abbastanza importanti.
Nonostante i miei miglioramenti, agli occhi di moltissimi sono peggiorata. Le mie vecchie compagnie le ho perse perché ovviamente ho uno stile di vita diverso, sono più "matura" dei miei coetanei, i miei "amici" se ne sono andati tutti perché non vado in discoteca, sto spesso con il mio ragazzo, non parlo dei loro stessi argomenti... Inoltre nei miei momenti più bui non uscendo con nessuno, nessuno è venuto a cercarmi o aiutarmi, soprattutto da quando mio padre si è ammalato e avevo ancora piú compiti in casa. Eppure mi sento terribilmente più immatura di loro per le scelte da fare. Non so che università fare, che fare, con chi stare....mentre gli sltri sembrano tutti cosí sicuri di sé. La mia famiglia è pressante e assillante, non vogliono che io stia con questo ragazzo perché non ha un centesimo, la sua famiglia è numerosa e solo il padre lavora, lui ha 22 anni ma al momento non ha un lavoro, lo sta cercando. Secondo i miei "non è un appoggio, non mi può dar niente". Inoltre abitiamo a 90 km di distanza e nessuno dei due in città, è spesso una relazione a distanza. I miei coetanei dicono che ormai mi comporto da "vecchia" e che devo cambiare e fare quello che fanno i ragazzi, che devo cambiare ragazzo, fare esperienze diverse, che con lui sono cresciuta troppo in fretta, che devo frequentare nuovi ragazzi e miei coetanei...ma sono tutti così stupidi, noiosi e mediocri i miei coetanei. La mia famiglia (compresi nonni, zii e cugini) è ormai decisa che io debba stare con qualcuno di più altolocato e ogni scusa è buona per mettermi i bastoni tra le ruote. Passo ore e ore a sentirmi dire di come sto sbagliando tutto, che devo fare questo o quest altro. Devo andare all'università secondo tutti, tra pochi giorni devo fare dei test d'ingresso ma non credo di passarli, dubito molto delle mie capacità intellettive, mi considero abbastanza stupida per certe cose, molte. Me ne sentirò dire di tutti i tipi. La verità è che vorrei fare un anno sabbatico, studiare meglio le lingue come l'inglese e il tedesco, trovarmi un lavoro da fare e poi, con molta più maturità (che mi auguro di trovare facendo così) e dei miei soldi, fare l'università che a quel punto magari saprò scegliere con più consapevolezza e trasferirmi magari con il mio ragazzo. Non capisco perché dovrei abbandonare chi amo, che mi ama, che mi rispetta, che rispetto, che ha visto il mio peggio e mi ha amata ancora di più, quando pure io conosco i suoi difetti e i suoi lati più negativi e amo anche quelli. Non mi ha mai dato appoggi economici, è vero, tuttavia mi ha dato un grande aiuto psicologico e mi ha sempre ascoltata, aiutata e supportata.
Tuttavia mi continuo a chiedere...dove sbaglio? Cosa sbaglio? Perché nessuno e dico nessuno è d'accordo con questa mia scelta? Perché nessuno sostiene che io debba restare con lui? Da quando sono i soldi a pilotare il cuore? Parlano e parlano dicendo di come io non sappia niente del mondo e loro sì, eppure i miei coetanei non hanno visto nulla del mondo, come me, e i miei famigliari, come i miei genitori, si detestano e si tradiscono a vicenda, si insultano e non sanno nemmeno cosa sia l'amore. Alla fine della mia vita non me ne farò niente delle macchine, delle case o delle carte di credito se non avrò al mio fianco una persona che amo con cui condividere tutto questo. Mi dicono che devo conoscere più persone, farmi delle amicizie e dei contatti sociali, non per vera amicizia ma solo per convenienza. È più che sensato pensare ad avere degli agganci...ma non è quello che cerco e non capisco perché nessuno la pensa come me, che cosa non vedo? Vorrei delle persone vere con me, non degli "agganci convenienti" o "appoggi economici". Che cosa me ne faccio di altre relazioni con ragazzi diversi dal mio se tanto sono persone più ricche ma che dentro sono più povere che mai? Perché mai dovrebbero scegliere me? Io non sono ricca nè posso offrire chissà cosa. Dove sta la logica? Devo studiare, devo andare all'università e non perdere un anno...ma se uso quell'anno in un 'università che non mi piace, non lo spreco di più che lavorando e maturando?
Sto sbagliando qualcosa nel mio ragionamento? Il mio ragazzo è l'unico che la pensa come me, cosa stiamo sbagliando? So di essere giovane e sicuramente ingenua e immatura su certi aspetti, ma vorrei sapere perché nessuno concorda con le mie scelte...
Ho passato periodi per me molto difficili e temo sempre che ritornino, che facendo ancora le scelte sbagliate io possa ritornare in quel vortice buio e tetro che mi ha già lasciato una trentina di cicatrici indelebili.
Vi ringrazio tanto per il tempo, grazie tante!
Ultima modifica: Da .

Re: Incertezze sul futuro 30/08/2018 21:36 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Sele 42,
benvenuta nel forum del Sorriso.
Hai fatto benissimo a scriverci, noi siamo qui per darti la possibilità di parlare, di sfogarti, di far si che i pensieri, le tue incertezze, il tuo senso di incapacità,no n rimangano dentro di te ingigantendosi , ma scrivendo prendano forma ridimensionandosi Tranquilla Sele, ti abbiamo letto attentamente e forse non ti sei accorta, ma spiegando, molto bene, i grandi problemi che hai affrontato, ti sei già data delle giuste risposte.
Apprezza il ragazzo che ti ha aiutato e se lo ami hai un dono grande.
Rifletti bene per il corso universitario. Ognuno di noi sa cosa vorrebbe fare nella vita, oppure dove è più portato come attitudine . Fare i test d'ingresso sono sempre un esperienza che potrebbero essere significativi per comprendere che cosa vuoi, anche se non li superi . Il tempo nella vita è un bene prezioso, ma se non sai dove andare ,cosa scegliere, non c'è bisogno per forza di correre per scegliere. L'importante è non buttare via il tempo, sentendoti inferiore, o ripiegandoti su te stessa. Sei intelligente, crediamo che con quello che hai passato e vissuto tu sappia usare il tempo, chiarendoti le idee e guardandoti dentro saprai ,scegliere la tua strada.

Cerca di essere serena, sorridi, noi ci siamo!
Ultima modifica: Da .
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