Alcune domande sul Sorriso Telefono Giovani
Di cosa si occupa la Help Line?
Contribuire ad alleviare e prevenire il disagio giovanile tramite una linea telefonica di aiuto che garantisca :
| * | un aiuto che si colloca tra famiglia e istituzioni |
| * | un ascolto qualificato fatto da volontari che per disposizione personale e tramite una formazione mirata e continua sono in grado di fornire un ascolto proattivo ed empatico |
| * | una possibilità concreta di aiuto a tutti gli adolescenti e giovani per i quali il sostegno offerto dal sistema formale e/o informale (famiglia, scuola, amici, rapporti d'amore) non è, per ragioni diverse, utilizzabile o non è sufficiente (o quanto meno non è ritenuto tale dagli stessi ragazzi) |
| * | la riservatezza, l'immediatezza dell'ascolto e della risposta, sia ai problemi sollevati, sia al bisogno di comunicare |
| * | un "counseling" mirato che aiuti i giovani a comprendere la natura e la portata dei loro specifici problemi e che li aiuti a trovare in se stessi le risorse e li stimoli ad attivarle per affrontare i problemi emersi. Il counseling telefonico, infatti, grazie al sovrapporsi di potenzialità "fredde", l'anonimato, e "calde", l'ascolto del volontario, può predisporre condizioni relazionali altrove non attuabili |
| * | fornire quindi strumenti atti ad aiutare i ragazzi a ripensare al proprio itinerario evolutivo e costruire spunti per una sua ristrutturazione in termini più autorealizzanti |
Attraverso il telefono chi chiama fa il primo passo verso un importante chiarimento con sé stesso su ciò di cui ha bisogno e sulle risorse a cui può attingere. L'anonimato telefonico, oltre ad aiutare ad esternare problematiche specifiche, è molto importante anche perché permette di esprimere quella fragilità e quella incertezza del vivere che nei rapporti reali appare talvolta difficile da affermare e che di fatto configura un disagio giovanile "aspecifico" sempre più diffuso e sofferto. La linea telefonica di aiuto "Il Sorriso - Telefono Giovani" permette di parlare dei propri problemi con una "voce" che non obbliga ad affrontare il timore o l'imbarazzo, se non si è ancora pronti, di recarsi presso un servizio socio-sanitario o una associazione per parlare direttamente con un operatore. Gli adolescenti nutrono infatti timore e diffidenza verso le istituzioni, temono l'auto-etero-etichettamento come giovani "disagiati" o "devianti", e spesso non vogliono venir meno ad un'immagine trasgressiva che si sono costruiti come segno delle proprie specificità.
