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Amarsi troppo è dannoso?
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ARGOMENTO: Amarsi troppo è dannoso?

Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 10 Mesi fa #127460

Ciao a tutti.
So che è sbagliatissimo iniziare così, ma devo anticiparvi che non so come argomentare questo discorso.
Non ho mai parlato a nessuno in modo serio di questa cosa e quindi potrebbe sembrare superficiale. Vi prego di prenderla come una cosa seria.

Ho tantissima autostima. Mi guardo allo specchio e sorrido per quanto sono bella.
Mi basta vedere una mia foto dove sorrido per riuscire a sorridere.
Penso di essere fantastica. Se dico qualcosa la dico solo perché sono sicura che sia la cosa giusta e infatti parlo sempre e ho sempre ragione.
Oggettivamente, non sto proprio esagerando, non sull'ultima parte almeno.
Soggettivamente, sento di "amarmi troppo".
Va bene non pensarsi come una pattumiera, ma io arrivo al punto di dirmi "sei bellissima" più volte al giorno e tendo a sottolinearlo se mi guardo allo specchio e ci sono altre persone con me.
Ma questo non è il vero problema, cioè, non faccio del male a nessuno se mi amo tanto da avere occhi solo per me stessa, no? Perché anche questo è un altro punto: i ragazzi non mi fanno più effetto. Non riesco a commentare nessun ragazzo o ragazza in modo positivo. Il massimo che riesco a dire è "non è brutto/a", che non è mai stato un complimento secondo me.
L'unica bellezza che riconosco è la mia.
Forse questo potrebbe diventare un problema più grande.
Ma quello che ho descritto fino adesso è solo la parte "esterna" di quello che mi affligge.
Ho dei forti blocchi emotivi.
Se una mia amica è triste, vuole sfogarsi con me, ha bisogno di parlare e di consigli, non mi interessa.
Non riesco a dare consigli che abbiano un senso perché i loro problemi non mi "prendono".
Posso capire come si sentono, anche se meno di prima.
Qualche tempo fa ero empatica, riuscivo a consigliare, mi interessavo degli altri.
Adesso mi scoccia anche chiedere "è successo qualcosa?". Perché in realtà la risposta non mi interessa.
Sono egoista: pongo i miei pensieri e i miei bisogni prima di chiunque altro. Ad esempio, se devo andare a dormire ma ad una mia amica serve parlare con qualcuno (in particolare con me) io me ne vado a dormire perché secondo la mia opinione è più importante il mio stare bene il giorno dopo e non avere troppo sonno rispetto al suo bisogno di sfogarsi.
Sta sera mi è venuto in mente il mito di Narciso, così ho cercato su internet le varie caratteristiche di chi ha la sindrome di Narciso.
Mi rispecchio in tre/quattro punti, per quelli che rimangono non saprei sinceramente, dovrebbero commentare quelli che mi conoscono, suppongo.

In sintesi, questo mio amarmi troppo mi fa escludere gli altri, cosa che prima non facevo assolutamente, e non mi piace ignorare i bisogni degli altri, specialmente sapendo che sono importante per quelle persone, anche se poche, che cercano specificatamente me.
Sarebbe utile almeno capire da dove nasca tutto questo amore verso me stessa e menefreghismo verso gli altri, ma non ne ho proprio idea.

Re: Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 10 Mesi fa #127482

  • vollucia
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Ciao francysleepy e benvenuta nel nostro forum!

Ci dispiace risponderti con un certo ritardo, non era nostra intenzione trascurarti, ma a volte può capitarci che un messaggio venga visualizzato dopo alcuni giorni che è stato scritto.

Siamo davvero contenti che ci abbia scritto, prima di tutto perché hai dimostrato grande umiltà e lucidità nel raccontarti sinceramente senza mezzi termini. Il ritratto che fai di te stessa potrebbe facilmente generare un biasimo, un sorrisetto beffardo, un fastidio del tipo: "Ma senti questa quanto se la ..." Tu hai affrontato questo rischio, ti sei esposta, facendoci anche capire come questo tuo modo di porti ti faccia sentire a disagio e quindi avendo l'enorme coraggio di chiedere un riscontro, un sostegno. Secondo noi, questo fa veramente dire di te: "sei bellissima!".
Desideriamo a questo punto chiederti alcune cose: come vivi questa sensazione che il tuo atteggiamento non sia proprio encomiabile? Ti sembra non giusto in base a dei valori in cui credi o che ti hanno insegnato, ma di cui non sai se sei convinta? Provi un disagio più razionale (della serie: so che dovrei comportarmi in modo diverso) o emozionale, viscerale (provi dispiacere per non essere più empatica e interessata agli altri).
E hai mai pensato a cosa vorresti ricevere tu dagli altri? E' possibile che, in fondo, per quanto ti sforzi, non abbia ancora incontrato persone che ti interessino davvero e da cui senti di poter imparare e ricevere qualcosa e con cui ti viene spontaneo scambiare qualcosa? Oppure ti sembra di avere qualcosa che non va e di non essere più capace di vedere il bello che c'è negli altri?
E ora qualche domanda più "soft": cosa fai nella vita? Come passi le giornate? Che tipo di amici e di famiglia hai o hai avuto? E un'ultima cosa: ti va di raccontarci come mai hai scelto questo nickname?

Grazie davvero se ci vorrai rispondere, ti aspettiamo francy!

Re: Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 10 Mesi fa #127495

Sinceramente credo di essere fin troppo spensierata per qualcuno che si ritrova con questo atteggiamento dopo anni che si è sempre occupata degli altri. Infatti, il motivo per cui penso che sia un problema è proprio la mia coscienza del "passato", trasformata in semplice razionalità, perché già solo qualche mese fa io pensavo molto agli altri e mi mettevo spesso a loro disposizione per qualsiasi cosa, anche il più infantile dei problemi. Quindi, provo un disagio più razionale, perché so che dovrei avere un comportamento diverso ma non riesco.
Riflettendo sulle domande devo dire che una cosa in più mi è venuta in mente: quello che vorrei ricevere dagli altri.
Non ho mai voluto chissà cosa in cambio del mio aiuto, che sia solo per sostegno o direttamente qualche favore, ma spesso mi ritrovavo a pensare che comunque qualche sforzo in più potessero farlo anche loro, ma era più una cosa come "io lo faccio, è mia abitudine farlo, perché loro non riescono?" ma subito dopo interrompevo il ragionamento perché siamo tutti diversi ed è normalissimo che alcuni miei atteggiamenti siano diversi da quelli degli altri e viceversa. Ma ammetto che mi irritavano un po'. Però, anche se questa fosse una causa, non penso possa essere l'unica. Quindi dovrò continuare a pensarci un po', sicuramente.
Per quanto riguarda incontrare persone che mi interessino davvero, non credo. Ho pochi amici dove vivo io, forse ne ho di più in altre città sparse per l'Italia. Quelle persone sono le stesse di cui mi è importato tantissimo per anni e di cui adesso non riesco più a pensare. Forse è questa la cosa che più mi preme: sono diventata importante per loro e vale lo stesso per me, ma perché adesso non significano più tanto? è davvero possibile cambiare così tanto il sentimento che si prova verso qualcuno che ha fatto parte della tua vita e che continua ad esserci, anche in modo rilevante? Mi sembra troppo tragico come cambiamento e mi ha spiazzato.
Credo che il problema sia solo dentro di me. Forse ho cambiato il modo di vedere le cose.
Quest'estate ho letto "Se questo è un uomo", sinceramente in diciotto anni di vita non avevo mai avuto il coraggio di leggerlo, ma era un compito per la scuola e l'ho fatto. Devo dire che ha cambiato il mio modo di vedere il mondo: le priorità, la felicità, la tristezza, la famiglia, le piccole cose di tutti i giorni. In un certo senso, potrei anche dire che da quando l'ho letto vivo meglio. E non so quanto sia riconducibile a questo problema. Può essere che cambiando le mie priorità qualcosa sia scattato facendomi capire che penso troppo agli altri? Magari mi serviva più spazio per me stessa e me lo sono procurata, solo che è avvenutp tutto a mia insaputa, senza che io ne fossi consapevole.

Per quanto riguarda le domande "soft":
Studio commercio e sono in quinta superiore.
Come già detto, ho pochi amici, però sono veri. Una mia amica la conosco dalla prima elementare, altre due le ho conosciuto l'anno scorso a scuola e quelli "a distanza" gli ho conosciuti circa tre anni fa e siamo in bellissimi rapporti, sono anche riuscita ad incontrarli quasi tutti. Avere pochi amici mi è sempre piaciuto, credo, perché ho modo di dedicare più tempo ad ognuno di loro, senza essere sommersa da persone che hanno solo "bisogno" e non voglio realmente starti accanto. Secondo me si instaurano legami più forti quando le persone a cui pensare sono di meno. Ovviamente non bisogna escludere nessun potenziale amico solo perché "di meno è meglio", però nemmeno circondarsi di persone per paura di rimanere soli.
Ho scelto questo nickname perché un mio caro e vecchio amico "a distanza", che conosco da circa sei anni, mi sembra, una volta, parlando, mi ha detto che dormo sempre e mi ha chiamata "sleepy", è una parola troppo bella per non essere usata come soprannome/nomignolo, lo uso spesso quando devo iscrivervi su qualche social o sito, mettere il mio nome di fianco me la fa sentire più mia come parola e mi piace tantissimo.

Non fa niente per le risposte "in ritardo", senza fretta, vedo anche che avete tanto da fare su questo sito, quindi non ho problemi ad aspettare qualche giorno in più.
Grazie mille per la risposta e per quello che fate tutti i giorni per i ragazzi. Buon lavoro!

Re: Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 10 Mesi fa #127525

  • volmanuela
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Ciao Carissima Francy,
troviamo il tuo nick sleepy delizioso... Come la nostra Bella Addormentata... ma questo bosco c'è?

Sei una persona di una grande presenza mentale e lucidità.... in quello che scrivi hai già dato delle risposte. Questa tua fase chiamiamola "narcisista" sembra essere una reazione ad un tuo periodo forse troppo altruistico in cui non ti vedevi nemmeno ma davi solo priorità agli altri... E' così? Sai chi chi era innamorata di Narciso? Eco. Eco si consumò d'amore per Narciso, tanto che ne rimasero solo le ossa e la voce dalla caverna dove si rinchiuse, la sua voce così flebile si udiva solo dopo che gli altri avessero parlato, e si ridusse a pronunciare delle parole degli altri solo le ultime sillabe. La sua voce, quindi la sua essenza era subordinata alla presenza di Narciso e degli altri.... Si era donata troppo forse... Narciso ed Eco possono essere viste come due parti di una stessa medaglia e due estremi a cui a volte noi oscilliamo.... quando andiamo troppo da una parte, abbiamo la tendenza ad andare dall'altra per compensare... perchè il troppo storpia dice il proverbio....

Cosa facevi prima per gli altri? ci fai un esempio?

A volte noi ci anestetizziamo dalle emozioni perchè sono troppe e ci fanno soffrire, o perchè è successo qualcosa di così forte che ci siamo ritirati nella razionalità per poter gestire questo turbinio emotivo.... E' successo qualcosa di particolare tra queste due fasi?

Cosa ti pensa ora sentire le confidenze e i vissuti dei tuoi amici? I tuoi amici hanno notato questo cambiamento?

Comunque se ci scrivi in questo forum forse dentro di te una vocina ti sta dicendo che qualcosa non va... se dessimo ascolto a questa vocina cosa direbbe?

Bella FrancySleepy... nel bosco incantato ti aspettiamo presto...

e non pensare che ti abbiamo risposto dando la priorità ad altri, perchè non è così...

Un abbraccione!!!

Re: Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 9 Mesi fa #127612

Ciao c:

Per prima cosa vorrei scusarmi davvero tanto per averci messo tutto questo tempo a rispondere.
Ho avuto delle giornate piene e quando avevo un po' di tempo libero non avevo mai la cosa giusta da scrivere.
Penso ci sia stato un periodo in cui gli altri erano molto al di sopra di me e quindi non davo loro modo di concentrarsi su di me e mi preoccupavo solo per i problemi che riguardavano gli altri.
In quel periodo non stavo bene con me stessa perché mi pesava non parlare di quello che mi passare per la testa.
Ad esempio, se una mia amica aveva un problema con il ragazzo, per quanto leggero potesse essere, davo totale importanza a quel problema sopprimendo tutto quello che girava direttamente intorno a me, che poteva essere da un brutto voto a un semplice ricordo non troppo felice.
Io sono una persona che parla davvero tanto, e mi piace parlare davvero di qualsiasi cosa. Adoro le discussioni anche se sono accese specialmente con persone che pensano completamente il contrario di quello che penso io, quindi non dire quello che ho in mente mi pesa tantissimo e lo sento, si accumulano le cose e iniziano a buttarmi giù.
Però in quel periodo la mia "domanda" era: come posso caricare i miei problemi su di loro che ne hanno già? Se non dico i miei loro continueranno ad essere tranquilli e a confidarsi con me, perché questo li fa stare bene".
Ed è così che ho iniziato a pensare che il motivo per cui si sentissero sicuri a confidarsi con me dipendesse dalla mia persona, dal mio carattere, dai miei modi, dalla tranquillità che riuscivo a trasmettere. In quel momento deve essere scattato qualcosa perché ho iniziato a dire i miei "problemi" senza chiedere consigli e a dare consigli che non avevano senso perché quello che succedeva a loro era superficiale, non rispetto a quello che capitava a me, lo era e basta.
In quel periodo ho anche rotto con il mio ex ragazzo, è stato un brutto inizialmente, perché da quello che mi ha fatto capire, che non è molto (non è mai stato in grado di capire bene quello che gli passa per la testa e di esprimerlo, non lo dico come copertura, ma perché lo conosco da più di tre anni e prima di metterci insieme eravamo grandi amici ed è capitato più volte che non sapesse dirmi quello che voleva o pensava), lui non provava più un affetto di quel genere per me per il mio essere troppo gelosa.
Ed è successo a fine marzo. Sono stata due, quasi tre mesi ad incolparmi per la rottura, ma poi ho capito che andava bene così, non dovevo darmi la colpa, non dovevo pensare di aver sbagliato, non dovevo darmi addosso per quello che avevo detto o fatto, perché sono stata me stessa senza mai fingere e lo dovevo accettare. Mi dovevo accettare.
Così mi sono perdonata, lui pensava potessi odiarlo, invece stavo iniziando a disprezzare me stessa e allora ho capito che tutto questo non aveva senso e che l'unica persona per cui devo andare bene al 100% sono io.
Ho trovato molto più confortante perdonare me stessa che il pensiero di dover perdonare lui.
Perché alla fine era una cosa tra me e me.
L'ho risolta, ma ho messo me sopra gli altri per evitare di essere ferita nuovamente.
È vero che quello che dice o pensa la gente su di me non mi fa più effetto da anni ormai, ma il pensiero che, anche solo un'amicizia, possa finire per come sono io è sempre stato un mio incubo.
Il passaggio da "sono più importanti gli altri di me stessa" a "valgo solo io" è stato abbastanza graduale, da quanto posso capire, il colpo è arrivato quando me ne sono davvero accorta.
Non pensavo di diventare mai completamente indifferente agli altri.
L'ho notato quando una mia amica ha iniziato a sfogarsi sul brutto periodo che stava passando e io leggevo ma non ero attenta a quello che davvero volesse dire per lei e nel momento della risposta mi sono accorta che non avevo nulla da dirle perché non ero abbastanza interessata al problema da voler buttare giù due righe di cose che nemmeno pensavo per rassicurarla. Ho iniziato a pensare che fosse una cosa solo sua e che dovesse lavorarci da sola, perché poteva risolverla senza troppi problemi dicendosi "è solo una cosa mentale, non sta succedendo niente, andrà bene" e quindi sarebbe andata bene. Ed è più o meno quello che mi sono ripetuta per quei due o tre mesi "passerà, andrà bene, starai bene perché devi stare bene".
Per me tutto si poteva e si può risolvere con un "passerà", perché alla fine è così, finiscono le cose belle, cosa impedisce a quelle brutte di fare lo stesso? Solo noi che le prolunghiamo nel tempo perché è più difficile smettere di lamentarsi piuttosto che iniziare a sorridere. Perché si vedono di più le macchie nere su un vestito bianco, no? Ma nessuno pensa che comunque il vestito rimane bianco e con chissà quali dettagli per far vedere la sua bellezza.
Non so quanto possa avere senso questo ragionamento, per me ne ha.
Ho iniziato a pensarlo una volta finito "se questo è un uomo" e questo pensiero penso che me lo porterò dietro per sempre perché mi ha reso le giornate più felici.
Su una decina di persone circa, io ho risposto "sì" alla domanda "se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?", la frase di Steve Jobs che si ripeteva ogni mattina davanti allo specchio.
Ho detto sì perché anche se mi sto alzando per andare a scuola, sto andando a passare delle ore con alcune persone a cui tengo, dopo andrò a casa e mangerò con la mia famiglia e il pomeriggio farò i compiti ma avrò il tempo di guardare qualche serie TV e messaggiare con dei miei amici.
Insomma, non ci trovo niente di così orrido in una mia giornata, per quanto monotona possa essere.
Però, sono entrata troppo nel mio mondo, tanto che il resto è sparito. Per rispondere alla domanda, no, nessuno si è accorto di questo mio cambiamento.
Adesso c'è una piccola novità.
L'altra sera una mia amica, che è anche una mia compagna, mi ha raccontato una cosa che è successa con due nostre compagne a cui lei tiene, dalle loro risposte però è rimasta delusa, specialmente per una delle due, quando me l'ha detto ho sentito qualcosa, una specie di dispiacere. Ero delusa come avrebbe dovuto esserlo lei, cosa che non dovrei sentire dato che la delusione non l'hanno data a me, ma a lei, a meno che non mi sia messa un attimo nei suoi panni e abbia provato a sentire quello che sentiva lei.
Non so se significhi qualcosa, ma è stato il primo sentimento estraneo, quindi non partito da me, provato da tempo.
Mi scuso ancora per la risposta in ritardo... e per aver scritto tantissimo, non riuscivo più a fermarmi.
Spero di essere stata abbastanza chiara.

Re: Amarsi troppo è dannoso? 4 Anni, 9 Mesi fa #127624

  • volangelo
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Ciao carissima Francy,
leggiamo sempre con interesse le tue parole, non neghiamo che qualche volta riesci a spiazzarci; inoltre ci dai sempre degli spunti interessanti su cui riflettere con te.

Noi pensiamo che l'essere umano sia un "animale" sociale e che la condivisione, l'empatia, la comprensione siano fondamentali.
Siamo convinti che il nostro benessere venga prima di tutto, solo se stiamo bene, se siamo in armonia riusciamo a donarci.
Cosa ne pensi ?
Non è necessario necessario farsi carico dei problemi degli altri, a volte basta solo tendere una mano per alleggerirli. Cosa ne dici ?
Forse quel sentimento estraneo,come tu l'hai definito,provato per la tua amica è il segno di un nuovo cambiamento?

Che cosa è successo esattamente con il tuo ragazzo ?
Tu credi sia possibile vivere senza gli altri ?
Cose ne pensi della parola compromesso ?

Ci incuriosisce questo passaggio

"Per me tutto si poteva e si può risolvere con un "passerà", perché alla fine è così, finiscono le cose belle, cosa impedisce a quelle brutte di fare lo stesso? Solo noi che le prolunghiamo nel tempo perché è più difficile smettere di lamentarsi piuttosto che iniziare a sorridere"

Credi quindi che le due situazioni siano equiparabili ?
Potrebbe invece essere che forse il dolore che ci cattura in certi momenti è così difficile da mandare via che anche tutta la nostra volontà non basta ?


Ti aspettiamo ti mandiamo un abbraccio
Ultima modifica: 4 Anni, 9 Mesi fa Da volangelo.
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