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Non ce la faccio più
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ARGOMENTO: Non ce la faccio più

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128109

Ehi.
Ero certa di aver già risposto, ma evidentemente ho cancellato il messaggio al posto di inviarlo.
Tanto meglio, che ora ho più cose da dire.
Mi piacerebbe poter dire di essere in grado di ascoltarle, ma probabilmente tradirei il mio pensiero. Per tanto tempo ho dato loro ascolto,fino ad ignorare la vita "reale", ora non ne posso più. Vorrei semplicemente smettere di pensare e vivere davvero.
No, non le ho parlato. Il giorno dell'assemblea, alla fine, ho solo chiesto aiuto alla mia amica e mi sono limitata a guardarla. Sono certa che si sia accorta di me, un paio di volte mi ha pure guardato. Spero solo che non rida di me con le sue amiche.
È finita, ho perso ogni possibilità di parlarle.
And it never really began
But in my heart it was so real
-"I know it's over"- The Smiths

Non sono riuscita a parlarle, certo, ma un ragazzo di quarto ci ha provato con me. È stata la prima volta che mi succedeva qualcosa del genere, se si esclude un ragazzino della mia classe alle medie che però era più un gioco di bambini che altro. Era così divertente che l'ho lasciato fare, fino a che non mi ha abbracciato.
Gli ho urlato di non toccarmi.
Non è successo null'altro.
Ma mi sono comunque sentita in colpa, sporca, ridicola.
Oso solo immaginare come mi sarei potuta sentire se fosse successo altro.
Le invidiavo principalmente perché erano la rappresentazione fisica della mia idea di adolescenti: uscivano insieme, si consideravano migliori amiche, parlavano di ragazzi, si fidanzavano, facevano sport, erano felici. Ed io, che odiavo uscire, la mia migliore amica aveva iniziato ad odiarmi perché "ero cambiata" -e provaci tu a non cambiare dopo una diagnosi di una fottuta malattia cronica!-, di ragazzi non me ne poteva importare di meno, vedevo un fidanzamento come una cosa rivoltante -e così è ora-, lo sport era un qualcosa che pensavo che non avrei potuto praticare mai più a causa dell'artrite e non so quanto potessi essere felice allora, non lo ricordo. Per quanto fossi piena di me all'epoca, non volevo altro che essere una normale adolescente che fa schifo in matematica e si innamorava ogni giorno di un ragazzo diverso.
So che sono libera di scegliere quali parti di me mostrare agli altri, ma probabilmente mi sentirei tradita se scoprissi che qualche mia amica mi nasconde qualcosa di questo tipo, quindi...
Due o tre settimane fa è venuta la psicologa della scuola a dire che avevano aperto lo sportello d'ascolto. Non vedevo l'ora di ottenere l'autorizzazione dei miei genitori per poterci andare. Il giorno seguente, parlando con mia madre, siamo arrivati al punto che lei mi ha detto che qualsiasi cosa avessi voluto fare, nei limiti del possibile, mi avrebbe accontentato.
Ne ho approfittato per chiederle dello psicologo.
Preferirei non averlo mai fatto.
L'autorizzazione che tanto desideravo non è mai arrivata.
E non capisco perché! Non ho chiesto nulla di troppo strano, mi sembra, perché questo rifiuto?! Non capisco. Magari non riesce a rassegnarsi che potrei aver bisogno di aiuto.
Ma cazzo, non posso rimanere uguale a come ero a undici anni dopo tutto ciò! Ho creduto di non poter più correre nella mia vita, mi sono vista perdere l'udito e temevo di perdere tutti i sensi, sono rimasta traumatizzata dal terremoto e da quelle due settimane d'inferno in cui casa mia non era più mia, con quale arroganza puoi pretendere che rimanga uguale a come ero prima?!
Mi sono sentita molto triste dopo il rifiuto di mia madre per lo psicologo, qualche minuto dopo sono improvvisamente diventata felice. Ma non felice in modo normale, dentro ero ancora triste, ma fuori sembravo la persona più felice del mondo. Per una settimana circa mi sono convinta di stare benissimo, di non avere nessun problema di nessun tipo, rimanendo in quella felicità artificiosa.
Non è stata la prima volta che mi è successo.
Un altro esempio è stato quando mi hanno detto, dopo una visita medica, che avrei dovuto continuare a prendere il cortisone quando ero certa me lo togliessero: qualche ora terribilmente triste, poi la felicità.
Per quanto tutti coloro a cui l'ho detto l'abbiamo considerata una cosa positiva, a me ha sempre inquietato.
Non so quanti giorni fa, ho avuto troppi sbalzi d'umore immotivati. Prima ero triste, poi senza alcun motivo mi sono messa a ridere. Mia madre mi ha detto che le facevo paura. Mia madre mi ha preso per pazza e pure innamorata. Speravo quantomeno che sarebbe bastato questo per farmi mandare dalla psicologa, ma nulla.
Il problema è che mi prendo troppo sul serio. Dovrei imparare a rilassarmi, a non essere sempre concentrata su me stessa.
Mi sono sempre lamentata di come il diritto di essere infelici venga trascurato da tutti, come se l'ordine di sorridere possa fare davvero qualcosa, ma se pretendo che mi venga riconosciuto dagli altri, mi sono resa conto di essere la prima a negarmelo. Altra cosa da risolvere.

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128153

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Bentornata carissima, è bello risentirti
sono successe tante cose in questo periodo e siamo molto contenti che finalmente nella tua scuola hanno aperto uno sportello psicologico, però ci dici che è obbligatorio avere un'autorizzazione da parte dei genitori e che tua madre non ha dato il consenso senza dare delle spiegazioni, per caso tu hai provato a chiederle il perchè? Oppure potresti consigliare a tua madre di andare a conoscere lo psicologo della scuola, magari se lei sapesse qualcosa di più sarebbe meno spaventata dalla cosa.
Poi ci racconti di quello che è successo con questo ragazzo, crediamo sia un bene che tu abbia dato un secco rifiuto a qualcosa che non volevi però ci dici di esserti sentita 'in colpa sporca e ridicola', come mai hai provato questa sensazione? Inoltre, riguardo alla ragazza della tua scuola, come mai pensi che "it's over" per usare le parole di Morrisey (a proposito hai ottimi gusti musicali:-) ), come mai dici di non avere più occasioni per parlarle o che lei possa ridere di te?
Infine ci dici che non vorresti essere così concentrata su te stessa, hai pensato a un modo con cui potresti riuscire a farlo?
Un abbraccio, speriamo di ricevere presto tue notizie

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128157

No, non le ho chiesto il perché -al momento della mia prima richiesta e del suo rifiuto ci ero rimasta troppo male-. Magari farle parlare con lo psicologo della scuola potrebbe cambiare idea, ma non ne sono sicura. Da quello che mi ha detto, penso possa derivare un po' dalla sua paura che non porti a nulla, un po' per il fatto che non accetti che anche io possa vivere un'adolescenza negativa come la sua -più volte mi ha detto che se avesse visto uno psicologo alla mia età probabilmente sarebbe stata meglio-. Ho visto più volte come le madri tendano a non riconoscere che i propri figli abbiano problemi che loro non sono in grado di risolvere, credo sia lo stesso per la mia.
Sinceramente non lo so... È probabile sia stata colpa della mia avversione per il contatto fisico -l'altro ieri una mia compagna di classe mi ha toccato il braccio per avere la mia attenzione ed io ho quasi avuto un attacco di panico-, odio già quando la mia famiglia invade il mio "spazio vitale" con il contatto fisico, figurarsi uno sconosciuto. È che probabilmente non si aspettavo che si "corresse" così tanto: l'ho letto in più libro, ma tutta questa fretta mi sembra esagerata.
Perché lei frequenta la mia scuola ma alla sede centrale e fa l'ultimo anno, mentre io sono alla succursale e andrò alla centrale solo in terzo, quando lei ormai sarà all'università. Le uniche possibilità di rivederla sono durante le assemblee d'istituto e non so se quest'anno ce ne saranno altre. E poi, per quanto riguarda il "possa ridere di me", è perché è palese che l'abbia guardata, lei se n'è accorta di sicuro e solitamente tra amiche si tende a commentare queste cose. E grazie, loro sono una delle band che ascolto di piu

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128158

No, non le ho chiesto il perché -al momento della mia prima richiesta e del suo rifiuto ci ero rimasta troppo male-. Magari farle parlare con lo psicologo della scuola potrebbe cambiare idea, ma non ne sono sicura. Da quello che mi ha detto, penso possa derivare un po' dalla sua paura che non porti a nulla, un po' per il fatto che non accetti che anche io possa vivere un'adolescenza negativa come la sua -più volte mi ha detto che se avesse visto uno psicologo alla mia età probabilmente sarebbe stata meglio-. Ho visto più volte come le madri tendano a non riconoscere che i propri figli abbiano problemi che loro non sono in grado di risolvere, credo sia lo stesso per la mia.
Sinceramente non lo so... È probabile sia stata colpa della mia avversione per il contatto fisico -l'altro ieri una mia compagna di classe mi ha toccato il braccio per avere la mia attenzione ed io ho quasi avuto un attacco di panico-, odio già quando la mia famiglia invade il mio "spazio vitale" con il contatto fisico, figurarsi uno sconosciuto. È che probabilmente non si aspettavo che si "corresse" così tanto: l'ho letto in più libro, ma tutta questa fretta mi sembra esagerata.
Perché lei frequenta la mia scuola ma alla sede centrale e fa l'ultimo anno, mentre io sono alla succursale e andrò alla centrale solo in terzo, quando lei ormai sarà all'università. Le uniche possibilità di rivederla sono durante le assemblee d'istituto e non so se quest'anno ce ne saranno altre. E poi, per quanto riguarda il "possa ridere di me", è perché è palese che l'abbia guardata, lei se n'è accorta di sicuro e solitamente tra amiche si tende a commentare queste cose. E grazie, loro sono una delle band che ascolto di più e quella è una delle canzoni alle quali sono particolarmente affezionata, siccome ci rivedo abbastanza la mia situazione dell'anno scorso. In quel periodo ero in un gioco di ruolo su whatsapp, dove ruolavo me stessa. Nonostante mi piacesse, mi sono resa conto ora di come mi abbia fatto più male che bene. Bene, in quel gdr tutti i personaggi (alcuni di un libro, altri che ruolavano loro stessi) o quasi erano fidanzati. Tranne me (nonostante fosse solo un gioco, ho subito iniziato a considerarlo quasi come la realtà, molto stupidamente, quindi mi riferirò al mio personaggio come me stessa). Finché non mi sono "fidanzata" pure io. Naturalmente quella che ruolava il personaggio con cui ero fidanzata si è lamentata della mia freddezza. Ci sono rimasta molto male, perché io ero davvero così e magari era per quello che ero sola pure nella realtà. Ora ho capito come ciò derivi dell'asessualità e aromanticità e nonostante ora mi accetti secondo questo punto di vista ho paura come potrebbero finire le mie eventuali relazioni amorose. Che nel mio ideale sarebbero più amicizia che altro. Mi pare abbastanza difficile trovare qualcuno, maschio o femmina che sia, a cui vada bene. Fatto sta che il pezzo della canzone che fa "If you're so funny
Then why are you on your own tonight?
And if you're so clever
Then why are you on your own tonight?
If you're so very entertaining
Then why are you on your own tonight?
If you're so very good looking
Why do you sleep alone tonight?
I know because tonight is just like any other night
That's why you're on your own tonight
With your triumphs and your charms
While they are in each other's arms" mi ricorda quel periodo, perché nonostante tutti mi dicessero che fossi intelligente, che gli facevo ridere, che ero "speciale", poi ero comunque da sola alla fine e ciò mi dava davvero fastidio. Su questo argomento ho tanto da dire quindi è probabile che apra un topic per parlarne più specificamente.
No, non sono arrivata a conclusioni, se non a quella di dover cercare di vivere e basta, di ignorare ciò che mi fa stare male come mi dicono di fare anche se così secondo me non si risolve nulla.
Oggi italiano ha riportato i temi ed io ho preso otto meno, uno dei voti più alti della classe se non il più alto. Mi sono sentita particolarmente orgogliosa, perché il tema non era su epica o cose del genere e la professoressa mi ha fatto i complimenti per come scrivevo, consigliandomi anche di partecipare a qualche concorso quando ce ne sarà l'occasione. Amo scrivere e sentirsi dire che non faccio così pena come pensavo è una cosa molto positiva.
Ciao

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128218

Ieri mi è successa una cosa strana, mentre ascoltavo la musica. La canzone che ha causato il tutto era "I am robot", della band "Nostalghia", che è una delle mie canzoni preferite. La cosa che più mi aveva colpito della cantante, durante i primi ascolti, era la passione che metteva nelle sue canzoni: soprattutto durante i concerti e per alcuni pezzi, è un qualcosa di molto particolare che non riesco a spiegare a parole. Fatto sta che dopo aver riascoltato questa canzone per la miliardesima volta, mi sono sentita strana: avevo voglia di piangere, di scrivere, di suonare o di correre al buio, sotto le stelle. Non riuscivo a stare ferma, tanto che mi sono dovuta mettere a torturare un pezzo di fil di ferro attorcigliandolo fino a romperlo; non riuscivo a sopportare la luce del sole o il suono del mio respiro, che era diventato piuttosto affannoso ed in generale non avevo idea di cosa mi stesse accadendo, per quanto ero scossa. Non so se considerarla una bella esperienza o brutta, più probabile bella. Che fossi estremamente sensibile a determinate canzoni già lo sapevo da tanto, considerando quanto spesso mi sentissi "vuota" per la tristezza che mi provocavano, ma una cosa del genere mi è proprio nuova.

Re: Non ce la faccio più 4 Anni, 10 Mesi fa #128219

Me ne sono dimenticata prima, il link della canzone è questo
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