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ARGOMENTO: Questa sono io

Questa sono io 11/12/2017 13:34 #1

Ciao, è la prima volta che scrivo su questo forum. Ho 17 anni e frequento l'ultimo anno del liceo (e questo è possibile perché ho fatto la cosiddetta "primina"). Ho un problema che mi tormenta sin dall'inizio dell'anno e che mi rovina molto spesso le giornate. Il clima scolastico è pessimo, perché mi rendo conto ogni giorno sempre di più, che i miei compagni si sono comportati con gentilezza durante questi 4 anni solo per motivi utilitaristici, per la loro sola convenienza. Tutti gli "amici" che avevo si sono rivelati semplicemente dei "colleghi", fra cui ora, nell'ambiente scolastico, il cui clima è diventato tesissimo, è iniziata una competizione spietata volta solo alla ricerca di un benessere puramente personale. La classe come gruppo unito, con un obiettivo comune, non conta più nulla. Conta solo la sfera individuale. Ingenuamente, in passato avevo creduto di avere degli amici fantastici, che se non avrei definito proprio migliori amici, avrei definito almeno persone affidabili. Ebbene, tutto questo si è rivelato una falsità. In quinto non si pensa a favorire la classe, ad aiutare i compagni con cui hai passato cinque anni della tua vita. Si pensa a se stessi, e non facendo uso di un giustissimo sano egoismo. Si cerca di mettere i bastoni fra le ruote a coloro che pedalano meglio e più in fretta di te. Non si aiuta chi ne ha il bisogno. E questo, non in senso puramente scolastico, ma soprattutto parlando di benessere psicologico. Io ho paura di alzarmi la mattina, perché so che devo andarmi a rintanare in un luogo pieno di persone infide, in cui una parola in più o una in meno può rovinare la tua reputazione e portare la gente ad "allearsi" contro di te, ad allontanarti. Non riesco a sopportare le persone false. Una delle mie compagne dice di avere molti problemi psicologici, di avere tendenze suicide. Io le sono stata vicino per quanto ho potuto, ma so di non poter risolvere un problema del genere (se pure esiste veramente, oserei dire). Le ho consigliato di parlarne con qualcuno di specializzato, ma stando a quanto ne dice lei, tutti gli sportelli d'ascolto a cui è andata sono stati inutili e su questo le do ragione, nella nostra piccola cittadina c'è un solo sportello di ascolto pubblico e si occupa principalmente di problemi riguardanti la sessualità. Però, gli psicologi esistono. e lei, che ormai è più che maggiorenne, potrebbe benissimo andare a parlare con uno di questi senza problemi e cercare di fare qualcosa di concreto per se stessa e non semplicemente lamentarsi con gli amici che le sono attorno (che si sentono pure in colpa per il fatto che non riescono ad aiutarla concretamente). Come ho detto, cerco di ascoltarla quando ha bisogno, ma il punto è che, quando si arriva al punto in cui io ho veramente bisogno di qualcuno con cui sfogarmi, lei (ma, ovviamente, non solo lei) sparisce. Letteralmente. Quando le persone si sono prese ciò che vogliono da me, se ne vanno per non doversi assumere la fatica di ascoltare allo stesso modo in cui io ho fatto con loro, parlando non solo di persone con una presunta fragilità psicologica, ma in generale. Con questo, non intendo dire che io sono la santa della situazione e che loro sono gli orchi brutti e cattivi. Sono piena di difetti, mi inquieto molto facilmente e sono fragile, ho bisogno di qualcuno che per una volta capisca la situazione in cui mi ritrovo e non la liquidi in poche parole, conferendo la colpa solamente a me. Voglio solo parlare con qualcuno, in modo sincero, di questa situazione, non potendo visitare uno psicologo, perché dovrei poi dirlo ai miei, che non ritengono che la mia salute psicologica sia importante. Infatti, sanno che ho molto spesso attacchi di panico e ira improvvisa e non fanno nulla, ritenendo che tutto questo sia dovuto al maledettissimo cellulare (quante vittime ha mietuto secondo loro sto cellulare, solo il cielo lo sa) e che io non necessiti di un aiuto concreto. Ho di questi attacchi soprattutto davanti a palesi ingiustizie e ogni volta che mi rendo conto del menefreghismo delle persone, in particolare del menefreghismo degli studenti, di tutte le età. Non ho più fiducia in niente, in nessuno di loro, ho toccato con mano il loro comportamento saccente e menefreghista, e non credo che nessuno possa più cambiare... ogni volta che penso a questo, mi rendo conto di non voler vivere in un mondo del genere. So che esistono persone buone... ma qui non le vedo. Tutto ciò che i miei genitori sanno dirmi è che devo aspettare la fine della scuola affinché tutto cambi e io raggiunga una situazione più felice (e inoltre mi danno degli stupidi e inutili integratori per la tiroide, vendendomeli come medicinali utili a calmare l'ira...) . Ma io vorrei essere serena ora, vorrei trovare un modo, capire come posso sopravvivere in una situazione del genere. Vorrei riuscire a capire come rapportarmi con delle persone di cui non posso fidarmi e che alla prima occasione sono pronte a tradirmi, come tra l'altro è già successo. Vorrei non farmi più schiacciare da una situazione del genere, che ogni giorno di più mi lascia senza speranze, vuota e sconfitta. Grazie mille per aver prestato attenzione, spero di aver presentato il problema nel modo più chiaro possibile.
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 11/12/2017 16:04 #2

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Benvenuta Vidia ,
sei nel posto giusto! Abbiamo letto con attenzione le tue parole e il bisogno di essere ascoltata, faremo il possibile per aiutarti.
La prima cosa che vorremo chiederti, oltre a quello che ci hai raccontato,su cosa altro ti andrebbe di sfogarti? In cosa ti sei sentita tradita in passato? Ci rendiamo conto che l'ultimo anno di liceo è molto impegnativo e che le richieste dei docenti e le aspettative dei genitori sono molto alte, ma è una difficoltà che immagini di avere solo tu oppure è presente anche nei tuoi compagni di classe?
Per quanto riguarda la tua amica, ci sembra di capire che si sia aperta molto con te e che invece lei non abbia colto il tuo bisogno di essere ascoltata. Credi che il suo sia egoismo oppure tu non sei riuscita a comunicarglielo? Ci piacerebbe capire un po' meglio qualcosa sulla tua famiglia, inoltre, considerato l'ultimo anno di liceo, hai già pensato cosa fare al termine della maturità? Ti aspettiamo, un abbraccio
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 24/12/2017 10:32 #3

Buongiorno, mi scuso per non aver risposto prima, ma ho avuto delle settimane abbastanza impegnative e non un momento per fermarmi a riflettere. Buona vigilia però! Riguardo alla mia amica, posso dire solamente che si vede benissimo quando sto male o sono alterata, perché inizio a comportarmi in maniera diversa dal solito. Una volta che ero molto alterata e la situazione stava sfociando in un litigio molto acceso (con un'altra persona), lei (che prima era con me) se ne è andata via senza dire una parola. Io con le mie amiche non ho mai fatto così, anche quando hanno avuto reazioni peggiori per altre situazioni. E va bene che siamo tutti diversi, ma non capisco come mai io non sia degna dell'attenzione delle mie amiche quando sto male. È per questo che ora l'ho lasciata cuocere nel suo brodo, d'altra parte non aveva bisogno di me, le persone che le stanno accanto non cercano mai di approfondire il discorso con lei: se lei si intristisce per qualcosa, non tentano di consigliarle soluzioni, ma la liquidano e basta, come fa lei con gli altri. Io non sono fatta così, anche se vorrei imparare a fregarmene di persone di questo genere. I miei compagni avranno pure la mia stessa situazione scolastica, ma tentano sempre di saltare le interrogazioni il giorno in cui tocca a loro e riescono sempre a passarla liscia, saltano compiti senza che nessuno dica loro niente, mentre se coloro che sono considerate "brave"(come me) saltano qualcosa, è l'apocalisse. In quinto ognuno pensa al proprio bene, ma sinceramente, facendo così ci sto arrivando esaurita alla fine dell'anno. Dopo la maturità vorrei fare Lettere perché è l'unica materia che ho veramente studiato con piacere, sempre, dalle elementari al liceo. Ho, comunque sia, paura di fare una scelta sbagliata pur sapendo già cosa voglio fare dopo... spero che le mie decisioni non cambieranno in futuro, altrimenti non so dove andrò a finire...Per ora la priorità è fuggire da questo posto, andarsene, cambiare regione e abbandonare parenti e quant'altro. A casa a volte è molto difficile stare. Mia madre a volte dà di matto per nessun motivo e io devo stare lì a prendermi ogni insulto di questo mondo (non avendo fatto nulla). Finisce che do di matto anche io, perché quello che mi dice non vorrebbe mai sentirlo nessuno, soprattutto dai propri genitori, e va a finire che mi metto a urlare di lasciarmi in pace, lei continua a urlarmi contro ancora più forte e io mi ritiro a nascondermi e piangere in camera. Non ho alcun mezzo per difendermi.. da niente e da nessuno. Ho una relazione a distanza (come se non bastasse) ed oltre a vederci molto poco, ultimamente io e il mio ragazzo litighiamo molto frequentemente. Questa volta abbiamo litigato perchè a quanto pare lui non riesce a "cercare" le persone (nel senso che se stanno male o si sentono giù, lui non riesce a stare loro dietro, a scrivere o a chiamare di sua spontanea volontà). E questo vale anche per me. Lui alla fine lo ha ammesso, ha detto che non riesce a farlo e che devo cercare un altro migliore di lui. Mi sembra una cosa così irreale... se tieni a qualcuno, dovresti volerlo cercare, dovresti volerlo accanto a te, dovresti tentare almeno di consolarlo spontaneamente... ma a lui a quanto pare non si è mai interessato a me... Mi ha detto di andarmene a cercare un altro che lo faccia, sempre dicendo che mi ama e perciò è meglio per la mia felicità che io me ne vada... Quindi in sostanza mi ha detto di levarmi dalle balle perché lui non ha voglia di dirmi un "mi dispiace" se gli dico che mi è morto il gatto (esempio deficiente). Io ora vorrei fare pace con lui, ma vorrei anche fargli capire che non è giusto che in ogni caso debba sempre e solo io ritornare sui miei passi e rivalutare sempre io ciò che ho detto... non mi scrive più da un po' e mi chiedo quanta fatica stia facendo a non scrivermi... perché io ne sto facendo molta ma purtroppo penso che lui stia molto meglio ora... e che non abbia più voglia di sentirmi.. tutto questo dopo mesi di "ti amo e mi manchi tanto, non ci riesco a non sentirti"... tutte bugie, una dopo l'altra...
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 26/12/2017 15:21 #4

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Vidia
urka, quanti casini! Per sintentizzare, se abbiamo capito bene, tu in questo momento soffri di una sindrome piuttosto chiara: tu soffri per mancanza di considerazione!! Tutti, da tua madre, ai compagni di classe, al ragazzo a distanza, alla tua amica, non sono disposti a fare uno sforzo nei tuoi riguardi, a mostrarti "umano rispetto e considerazione", ad ascoltarti, cercare di mettersi nei tuoi panni, di consolarti, mostrandoti empatia e dandoti quell'attenzione che tu meriti assolutamente (come qualsiasi essere umano!) che però sono capacissimi di pretendere o di gradire quando si tratta di se stessi.
Ci descrivi una situazione che metterebbe a disagio chiunque: di chi ti puoi fidare se senti che nel momento del bisogno le persone "più care" si mostrano egoiste e ti girano incurantemente le spalle?

Dice la saggezza Zen che i problemi che affrontiamo in ogni fase della vita sono quelli giusti per ognuno di noi che ci aiutano a "crescere" interiormente"; i problemi servono a mettere in moto quelle forze interiori inizialmente "sensazioni o emozioni" che diventeranno pensieri e poi atteggiamenti e comportamenti diversi, che ci porteranno a superare i nostri problemi. Se volessimo provare a seguire questo principio, secondo te, cosa ci potrebbe essere di "utile" per te da imparare per superare queste situazioni? Azzardiamo un paio di ipotesi, solo per chiarire il concetto: per esempio, potresti avere un criterio "da rivedere" per giudicare le persone che ti scegli come amiche? Potresti avere involontariamente qualche atteggiamento che irrita le persone e le mantiene a distanza quando si tratta di raccogliere le tue confidenze?

L'"esame di coscienza" è molto importante, ma non è l'unica cosa che si può fare: dal tuo racconto non ci è chiaro se tu hai provato a dire esplicitamente a ognuno dei tuoi "amici" esattamente cosa ti aspetteresti da loro e come ti fa sentire quando fanno invece tutto il contrario?
Hai provato a esporre i tuoi sentimenti facendoli sentire "responsabili" di quello che ti causano con le loro azioni/mancanza di azioni? Hai provato a chiedergli "ma tu come ti saresti sentito se quella volta in cui io sono stato 3 ore a sentirti e consigliarti, ti avessi girato le spalle e me ne fossi andata in modo codardo come hai fatto tu con me?" e sentire un po' cosa hanno da dire a loro discolpa?

In particolare ci ha stupito quel che ci racconti di tua mamma: insulti gratuiti e a ripetizione urlati con violenza. Se sei sicurissima di non avere innescato tu - magari senza intenzioni, con un gesto banale o una parola equivocata - la "furia" della mamma, come ti sei spiegata questi suoi improvvisi scoppi di rabbia nei tuoi riguradi?
Sta forse passando un "brutto periodo"? E' da molto che ha cominciato a "insultarti gratuitamente"? Succede spesso?

Cara Vidia, noi siamo qua per ascoltarti anche sotto le Feste e quindi intanto auguri per un po' di serenità in questi giorni e quando avrai voglia di raccontarti sai che ci troverai sempre qua!
Ultima modifica: 26/12/2017 15:41 Da Volontario del Sorriso

Re: Questa sono io 18/01/2018 19:12 #5

Ciao! Grazie di aver risposto e scusate ancora per il ritardo.
Non mi sembra di avere comportamenti fastidiosi nel far capire se c'è qualcosa che non va, ma le persone capiscono abbastanza in fretta che sto male...e infatti si allontanano. Non vado a dire loro che sono giù, ma si capisce dal mio atteggiamento... so di non sembrare un dinosauro pronto a sbranarli, ma di mostrare sacrosanta insofferenza per il fatto che mi ignorano. Se piango in classe, le persone si allontanano. Ultimamente, una ragazza si è messa a piangere e le amiche tutte accanto a consolarla... Non riesco a trovare una risposta a questo. Forse sono io che non sono altrettanto "popolare", pur avendo amiche, forse sono io che non piango in maniera esatta (??). Non riesco a capire il perché e sono sicura che dicendo questo si possa pensare che sono paranoica e che vedo cose dove non ci sono... ma giuro che è così,probabilmente sono vista come strana o diversa, forse perché troppo sensibile... All'apparenza sembro una ragazza molto solare, ma quando la gente inizia a prendere in giro quello che sono o le mie passioni, molto spesso tiro frecciatine. Non penso di avere un comportamento sbagliato, se qualcuno ha intenzione di mettermi i piedi in testa deve rivedere la sua strategia. La scelta degli amici è praticamente nulla perché vivo in un paesino, non sono maggiorenne e sono bloccata in quel buco opprimente che è la mia scuola, dove a nessuno importa nulla l'uno dell'altro... ma penso di aver già parlato a sufficienza di questo... mia madre ha dei momenti peggiori e dei momenti migliori a causa del suo lavoro, che le fa schifo e non posso biasimarla per questo. Diciamo che a me dispiace sempre molto quando i suoi periodi migliori finiscono, perché so che la situazione famigliare sarà un disastro per un bel po'... mio padre è perennemente assente e quando torna a casa è solo per ristabilire il "controllo" su tutto, e questo consiste nel dirmi che la mia situazione scolastica non è quella che vorrebbe (e questo quando prendo un e nel fare battute spassosissime (si fa per dire) su come abbia allentato la "presa" (ovviamente riguardo alla scuola, non sia mai che si parli di me) l'ultimo periodo. Io mi incavolo per questo, perché ce la metto sempre tutta in ogni cosa che faccio e pur essendo veramente demotivata. Mi sento come se nessuno dei miei sforzi venisse riconosciuto e come se tutti ci volessero sputare sopra, i miei compagni, i professori, i miei genitori. Non riesco a sentirmi felice e motivata nello studio, non riesco a sentirmi dire che devo solo aspettare... perché io voglio solo mollare tutto, essere trattata come tutti vengono trattati... sono troppo spesso troppo triste e vorrei solo che tutto questo finisse, e non credo di poter mai raggiungere una piena felicità... sembra che stia facendo un discorso tragico per farmi compatire, ma io la penso molto sinceramente così. Io non mi sento felice. Ho cercato continuamente qualcosa che potesse spazzare via la sofferenza e che mi potesse far rivalutare tutto, per poi tornare delusa di nuovo di fronte alla realtà. Ma ora sono stanca... non voglio continuare a stare così, non voglio continuare a rendermi conto ogni giorno di quanto fa tutto schifo... ma è così. Ogni giorno è uguale, e ogni giorno capisco meglio la situazione di mia madre. Stare in un luogo orribile con persone orribili... lei non crede che io possa capire, pensa che sia ancora piccola... sono giovane, è vero, ma questo non vuol dire che non possa percepire questo genere di sensazioni negative... Vorrei soltanto essere come tutti gli altri... sento continuamente che mi manca qualcosa, quel qualcuno che riesca veramente a capirmi, quel qualcuno che non esiste. Mi sono sempre tirata su da sola, motivata da sola, ed è per questo che i risultati che ho mai ottenuto in ogni cosa hanno avuto un valore quasi sacrale per me. Perché sono fatti di sudore e lotta personale, di motivazione interiore... che ora non sento più di avere. Sento di non avere uno scopo... per chi dovrei alzarmi la mattina? Per chi dovrei studiare? Per me stessa? Non so neanche cosa voglio fare uscita da questo liceo. Per i bei voti? A che serve un bel voto e un pomeriggio perso a studiare? Per i miei? Vogliono sempre di più. Sento di non poter più riuscire a rientrare negli schemi di tutti, neanche nei miei... non ho obiettivi, quello che faccio mi sembra inutile, senza senso. Non serve a darmi cultura, perché sono sempre un passo dietro a tutti (e ne ho le prove) pur faticando da morire. Non c'è nulla che mi interessi veramente e non ho giornate da dedicare a me stessa a causa dello studio, non riesco mai a dedicarmi ai miei hobby e i miei continuano a dirmi che se non ho tempo è solo colpa mia, non rendendosi conto che 60 pagine di storia non si studiano da sole. Odio la scuola, odio quello stupido perbenismo che divulga, odio quell'abominio di gioventù che sta producendo, tra cui me stessa. Sono sicura di non aver risposto a tutto, ma mi sento veramente svuotata in questo momento... e so che nessuno crederà a una singola parola di quello che ho detto, perché ho 17 anni e devo solo essere felice.
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Re: Questa sono io 18/01/2018 19:15 #6

Al posto della faccina intendevo il numero 8 ^.^""
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 23/01/2018 16:38 #7

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Vidia e bentornata!

ci dispiace di tutte le tue peripezie, però permettici di arrivare subito al cuore della questione, che tu stessa hai individuato con una chiarezza e lucidità straordinarie per una ragazzina adolescente:
Mi sono sempre tirata su da sola, motivata da sola, ed è per questo che i risultati che ho mai ottenuto in ogni cosa hanno avuto un valore quasi sacrale per me. Perché sono fatti di sudore e lotta personale, di motivazione interiore...

Si lo sappiamo che poi hai scritto anche altro, ma per ora fermiamoci un attimo qua!
Che frase meravigliosa, quanta saggezza esprime!
Questi frutti di sudore e lotte non sono dolcissimi? Non sono loro che danno pienezza alla nostra vita riempiendoci di soddisfazione? Ognuno di noi quando si sente "sacralmente" orgoglioso di sè stesso, fa del bene alla sua "anima" (o mondo interiore), si aiuta a restare motivato anche per il futuro! Premia, celebra e rinforza le qualità che ha sviluppato in modo positivo!

Venendo quindi alla seconda parte cruciale del tuo post
... che ora non sento più di avere. Sento di non avere uno scopo... per chi dovrei alzarmi la mattina? Per chi dovrei studiare? Per me stessa?
Ecco anche qua, meravogliosamente e spontaneamente la domanda e la risposta!
Se lo chiedi a noi, SI, assolutamente per TE STESSA.

Chi sei tu, giovane Vidia? Il tuo cuore, la tua mente, la tua personalità, le tue sensazioni, le tue emozioni, la tua volontà, i tuoi desideri, il tuo conscio, il tuo inconscio, il tuo senso del dovere, i tuoi sensi di colpa, quello che tu pensi di essere, quello che gli altri pensano che tu sia, la tua paranoia, le voci che ti dicono che sei fatta così, ma dovresti essere cosà? Uh quante cose - molte in contraddizione tra loro - chiamiamo "io" Ti sei mai chiesta, se fossi un'anima immortale, cosa potresti essere scesa a fare su questo pianeta? Quali sono i tuoi talenti, le tue propensioni, le cose che ti attirano e che ti fanno sperimentare gioia mentre le pensi o le fai? Come potresti metterli a frutto in questa tua vita appena allo sbocciare? Qual sarà la tua strada? Queste sono domande importanti a cui oggi non si pensa gran chè, tutti preoccupati di "cosa farò dopo il liceo", preoccupati dalla disoccupazione, preoccupati dalla crisi economica e di dover espatriare...

Chi comincia con le ragioni del cuore, senza troppe preoccupazioni, ma cercando di andare incontro al proprio destino con fiducia, curiosità e gratitudine, farà sempre una vita ricca e densa. Qual è l'importanza della vita, qual è il senso del nostro essere vivi? Da dove veniamo e dove andiamo? La ricerca della risposta a queste domande coincide con la ricerca del nostro posto in questo mondo, ed è l'avventura più entusiasmante che a ognuno di noi capiterà di vivere, tra un episodio e l'altro del nostro furuto!

Un grande sorriso in attesa di sentirti!

PS A proposito del fatto che gli altri ti trattano in modo "diverso" (in confidenza questa è una sensazione che prima o poi nella vita provano tutti, che solitamente non è del tutto oggettiva, ma mediata dalla nostra emotività del momento un po' particolare).
Però se vuoi approfondire, hai mai pensato di "nascondere" il telefono in modalità "videoregistrazione" in un punto dove tu stai per fare o dire qualcosa di particolare e poi in privato, a fatto avvenuto, ti riguardi e vedi/senti, se quello che ti rimanda il video corrisponde a quello che volevi esprimere?
Molte volte noi vorremmo dare un'impressione ma ne suscitiamo un'altra, che non volevamo. La prima cosa da chiederci - che tra l'altro è l'unica su cui "abbiamo il controllo" - è, "può dipendere da noi"? Quale atteggiamento viene equivocato? Tu stessa hai parlato di sudore e lotta per "conquistare" qualcosa di interiore e della soddisfazione che questo ti ha portato. Non vorresti impiegare le stesse risorse per cercare una risposta a questa tua domanda esistenziale?
Ultima modifica: 24/01/2018 13:23 Da Volontario del Sorriso

Re: Questa sono io 24/01/2018 22:19 #8

Grazie per la pazienza e l'attenzione rivoltami, ma mi sento in dovere di dire che buttare unicamente su di me il fatto che non sono felice non sia la soluzione esatta. Io posso 'sentirmi' felice, e ci ho provato, per rendermi conto però che non lo ero veramente. Non voglio dilungarmi tanto, perché non ho intenzione di scrivere ulteriormente qui per le ragioni che esporrò. Vi rivolgerò una critica che spero sia abbastanza costruttiva e un consiglio: a volte le persone hanno solo bisogno di essere ascoltate, comprese e consolate e io, primariamente, mi sono illusa di poter trovare in questa associazione un sostegno del genere: sia parlando di persona, sia nel forum, se una persona cerca di esporre un proprio problema e la propria REALE sofferenza, almeno che non dica esplicitamente di essere andato da uno psicologo, le viene subito detto che deve farsi un esame di coscienza e che deve rivedere i suoi modi di fare. Tutte cose giustissime, per carità, ma, andando a parlare da un professore, un conoscente, avrei potuto ottenere lo stesso risultato. Sono venuta qui per ottenere un risultato diverso, non per vedere la mia sofferenza, per l'ennesima volta, minimizzata. Io non so in quanti siate a gestire il forum, ma devo farvi presente che secondo me non è costruttivo per nessuno che, a ogni messaggio mandato in un certo topic, risponda una persona diversa, perché si crea un guazzabuglio di idee e opinioni diverse. Ovviamente non c'è soluzione a questo, perché è impossibile che una sola persona si occupi di un solo topic. Ma, comunque, anche in questo il forum è strutturato male. Questo è un sito che dice di accettare tutti, ma io tutta questa accoglienza l'ho vista poco, anche andandomi a spulciare altre conversazioni. La prossima volta, per far sì che qualcuno comprenda che sto male, scriverò di soffrire di depressione e che non riesco neanche a comunicare con la mia psicologa, forse in questo modo riuscirò a farmi ascoltare seriamente
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 25/01/2018 09:28 #9

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Vidia
abbiamo letto con molto dispiacere la tua risposta. Ci dici che non ti sei sentita accolta e ascoltata ma solo giudicata. Ci dici che non ti sei trovata bene qua sul forum perchè "ti sei sentita dire di farti un esame di coscienza e che devi rivedere i tuoi modi di fare". Ci puoi dare qualche maggiore appiglio per capire come tu hai ricevuto la nostra risposta, che ci pareva molto "neutra"?

Vedi il nostro compito qua è accogliere le sofferenze, e ascoltare, ma non solo, perchè nel raccogliere e riproporre possiamo offrire uno "specchio" a chi ci scrive, per ragionare ancora sulle sue sofferenze. Ecco che quindi dall'ascolto nascono ipotesi e proposte.
La nostra "proposta" per te era "cosa ti dice il tuo cuore?". Cosa ti piace, ti motiva, ti rende felice?

In che modo questo ti è suonato "giudicante" o non ascolto?

Non riusciamo a trovare nelle nostre parole cosa di preciso ti abbia dato così fastidio, la nostra intenzione era semplicemente elogiare il tuo approccio alla vita, alla sacralità dei tuoi "successi"... cercando di rispondere alla tua domanda "perchè devo alzarmi tutte le mattine, per me stessa?".

Se vorrai chiarirci meglio cosa ti ha dato più fastidio e cosa avresti voluto sentirti dire, ne faremo tesoro!

Un grande sorriso
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 25/01/2018 23:13 #10

Buonasera. Riguardo alla sacralità dei successi, probabilmente non mi sono spiegata bene. Gli unici successi che ho sono dei voti, per la maggior parte non apprezzati dai miei, che minimizzano in continuazione i miei sforzi. Ora, io ho vissuto in questa situazione fino ad ora, ma adesso non ce la faccio più. La soluzione al problema non mi sembra puramente evidenziare il fatto che è il frutto dello sforzo che dà soddisfazione, perché, in un ambiente pieno di gente che lavora poco e ottiene gli stessi risultati che ottengo io sforzandomi il triplo, è un discorso inutile da porre. Ho iniziato a scrivere qui proprio per questo, perché non vedo più un senso nel mio andare avanti, e le ragioni che avevo prima e che mi avete, giustamente, riproposto, si sono sfaldate. Dopodiché, avete chiaramente detto che sono paranoica, considerazione che, se riesco ad aspettarmela benissimo in una conversazione fra "amici", non me l'aspetto altrettanto nel dialogare con delle persone più competenti. Inoltre, chiedermi di seguire le mie passioni e "ciò che mi rende felice" è praticamente una presa per i fondelli perché ho esplicitamente detto che non ho nulla da seguire, la mia vita è fatta di studio sfrenato di materie che non mi interessano, e non ho nessun momento per pensare a ciò che mi piacerebbe perseguire. Non so dire cosa mi rende felice, perché anche stando con il mio ragazzo (la persona con cui sto meglio in assoluto) mi sento vuota, svuotata. Se avessi ancora della pienezza in me, seguirei il vostro consiglio. Mi sono chiesta "per chi devo andare avanti? per me stessa?" perché andare avanti per qualcuno che non ha aspirazioni è un controsenso. Se la soluzione fosse così facilmente ricavabile come è stata ricavata qui, mi dispiace, ma non sarei qui. Io non ho posto per talenti e aspirazioni personali, tutto ciò che sono ridotta a fare è stare dietro alla scuola e prendere buoni voti, studiare in continuazione per non sentire i miei che si lamentano di me. Anche se alla fine, lo fanno lo stesso, pur ottenendo buoni risultati. Ripeto, a me non frega nulla, NULLA, di questi risultati, se potessi essere veramente libera, non più vincolata da questi obblighi che mi sono stati imposti da uno schifo di genitori (e sì, mi possono solo far schifo da come mi hanno cresciuta), io potrei faticare di meno, avrei meno casino in testa... Se voi aveste letto i miei messaggi in maniera uniforme e non solamente uno ad uno, probabilmente molte ridondanze si sarebbero potute evitare, ma questo è ovviamente solo un consiglio impossibile da realizzare. E sì, con questa vostra leggerezza nell'affrontare il problema mi sono sentita abbastanza giudicata, anche considerando il fatto che, per altri casi simili al mio, avete chiaramente mostrato più attenzione.
Ultima modifica: Da .

Re: Questa sono io 26/01/2018 19:28 #11

  • Volontario del Sorriso (moderatore)
Ciao Vidia,
mi dispiace che tu non senta di ricevere la giusta attenzione. Mi rendo conto che il forum ha delle limitazioni, purtroppo non può risponderti sempre la stessa persona. Questo però ha anche un aspetto positivo: ognuno ha il suo punto di vista e magari riesce ad aiutarti in modo più efficace. Sfortunatamente ogni tanto capita di trovare qualcuno che non riesce a entrare in sintonia con te...

Io credo che tu sia una ragazza molto matura, molto più dei tuoi coetanei. Hai capito rapidamente che puoi contare solo su poche persone nella vita, persone che forse non hai ancora incontrato.

In questa situazione sinceramente non so come aiutarti, l'unica cosa che posso dirti è che noi siamo sempre qui pronti ad ascoltarti. A certi problemi non si può rispondere con la ricetta per stare meglio, vanno vissuti e compresi (e mi sembra che tu lo stia facendo).

Vorrei però dirti anche che probabilmente non sarà sempre così. Il prossimo anno andrai all'università, magari andrai a vivere da sola, conoscerai persone nuove. Hai già pensato in quale università ti piacerebbe studiare? E quale indirizzo di Lettere vorresti intraprendere? Cosa ti piace in questa materia tanto da scegliere di approfondirla?

Un'altra questione che mi sembra importante è il rapporto con il tuo ragazzo. Dici che ti senti vuota quando stai con lui. Sei ancora convinta di stare con lui? Avresti paura di rimanre sola? Ti capita mai di avere questi pensieri scomodi? Se vuoi, parlamene.

Se vuoi darci un'altra possibilità, ci troverai qui
Un abbraccio, speriamo di sentirti presto
Ultima modifica: Da .
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