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Mi presento
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ARGOMENTO: Mi presento

Re: Mi presento 1 Anno, 6 Mesi fa #134024

  • Arda
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Grazie per il messaggio incoraggiante

Per fortuna in questo periodo riesco a mangiare in modo regolare e con il tempo dovrei riuscire a rimettere su un po' di peso. Ho già iniziato ad allenarmi a casa da alcuni mesi, anche se nelle ultime due settimane ho rallentato il ritmo perché mi sentivo senza energie, cosa che mi succede tutte le volte che sono giù di morale (un motivo in più per impegnarmi a coltivare la serenità). Non so se ciò che faccio a casa sia sufficiente, quindi mi sto informando su come funzionano le palestre ora che hanno riaperto. Vedrò che fare.

Vorrei tornare a riflettere con voi sul mio rapporto con l'università. So di essere ripetitiva, perdonatemi, ma credo che sia importante per capire cosa c'è alla base del mio malessere.

Ieri ho studiato circa 4 ore distribuite tra mattina e pomeriggio, e alla fine ero stanchissima. So che sembra strano, perché 4 ore sono poche per gran parte degli studenti, ma è ciò che mi succede SEMPRE: dopo poche ore di studio, anche se intervallate da lunghe pause, la testa diventa pesantissima e i miei occhi iniziano a bruciare. E ieri nelle pause ho fatto passeggiate all'aperto e ho scambiato delle chiacchiere in famiglia, cioè ho fatto tutto quello che di solito è sufficiente per rilassarsi e staccare per davvero.
Quando studiavo in università mi succedeva la stessa cosa, ovvero dopo poche ore di studio mi sentivo esausta. Solo che a quel tempo mi costringevo a continuare a studiare, perché vedevo i miei amici che studiavano mediamente 8 ore al giorno (nette, di solito anche nel weekend) e mi sembrava sbagliato cedere alla stanchezza dopo sole 3 - 4 ore. Quindi mi imbottivo di caffeina e andavo avanti, pur senza riuscire a sostenere i ritmi degli altri studenti.
Il prezzo che ho pagato in termini di salute per questo mio comportamento ve l'ho già spiegato. Ogni volta che in questi anni mi sono rivolta a dei medici per risolvere dei problemi la risposta è stata sempre la stessa: "studia meno".

La verità è che non riesco ad accettare questa cosa. Per rispettare i miei ritmi devo impiegare ancora diverso tempo per finire gli esami e l'idea che mi servano così tanti anni per concludere una triennale mi fa stare malissimo.

Analizziamo il problema.

-Mi sento indietro rispetto ai ritmi richiesti dalla società e questo mi fa sentire in difetto.
-Fatico a gestire la curiosità della gente: le persone che mi conoscono continuano a chiedere quando finirò gli esami e avverto del giudizio nelle loro parole. Non sopporto di poter essere considerata una perditempo che non ha voglia di impegnarsi.
-Il mio ritardo negli studi mi ha portata ad accantonare quasi tutti gli interessi che avevo, tra cui cinema e lettura, perché ogni volta che vi dedico del tempo il mio stupidissimo subconscio mi dice: "non puoi dedicarti agli hobby, devi studiare!!!" e io mi sento in colpa, anche se comunque non riuscirei ad impegnare tutto quel tempo con lo studio. Questo ha reso la mia vita grigia e spenta.
-Sono recidiva: ogni volta che ho un esame finisco per studiare più di quello che la mia resistenza mentale mi consente e poi mi devo fermare per settimane intere per rimettere insieme i cocci.
-Prima di iniziare l'università ero già una persona con pochissima autostima ma ci tenevo tantissimo alla mia formazione. Ora, il fatto di sentirmi inadeguata allo studio ha fatto venire meno l'unico motivo che mi rendeva orgogliosa di me stessa.

Giorni fa vi ho scritto: "Apparentemente i miei problemi ruotano intorno all'università, ma credo che più in generale derivino dalla mia incapacità di accettare i fallimenti e affrontare il giudizio degli altri". (E c'è anche un problema di autostima). Intendevo esattamente questo. Tutto questo casino è venuto fuori con l'università, ma potrebbe capitare anche in altri ambiti della mia vita.

A ben vedere, i motivi che mi hanno portata a questa situazione sono futili, ma le conseguenze che hanno prodotto non lo sono, perché la sofferenza che ho vissuto e che sto cercando di superare è reale e soffocante.

Ecco, scrivere questo papiro mi ha aiutata a sciogliere un po' la matassa.

Re: Mi presento 1 Anno, 6 Mesi fa #134037

  • volmoreno
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Carissima Arda,
Innanzitutto ci fa piacere sapere che scrivere ti aiuta a fare chiarezza dentro di te e ci permettiamo di darti un consiglio: quando ricevi una nostra riposta, non avere la fregola di rispondere subito. Leggi la nostra risposta una prima volta, meditala, rileggila un’altra volta a distanza di tempo dopodiché, se lo riterrai opportuno, rispondici.
Ti diciamo questo perché in quello che noi scriviamo ci sono dei pensieri e degli inviti a riflettere che devono essere lasciati sedimentare in modo che possano attecchire come semi nel terreno arato; lo diciamo per il tuo bene.
Si tratta della regola fondamentale dell’ascolto anche se tra di noi avviene in modalità scritta.
Siamo contenti dei tuoi piccoli passi riguardo al tuo rapporto con il corpo, il fatto che ti stai allenando un po’ e che ti stai informando per frequentare una palestra.
Se tu pensi che alla base del tuo malessere ci sia la dinamica dello studio è senz’altro importante approfondirla per cui seguiamo e cerchiamo di arricchire il tuo ragionamento.
Il primo pensiero che ci viene in mente è: “Ma chi l’ha detto che per andare bene all’università bisogna studiare 8 ore al giorno ?”.
Forse per te è sufficiente seguire la lezione, studiare “solo” 4 ore e coltivare anche i tuoi interessi nelle restanti 4 permettendoti di ricaricare le energie.
Questo che ti diciamo non è LA “formula magica” ma un invito a trovare la tua modalità di studio; quella che ti porta risultati anche se è diversa da quella che usano gli altri ragazzi. Tutti coloro che studiano così tanto superano sempre tutti gli esami od ottengono sempre voti brillanti ?
Quindi non è necessario omologarsi alla società ma trovare la propria specificità. Quale pensi che possa essere la tua modalità di studio ?
Trovare la tua modalità ti permette di risolvere i problemi pratici che tu stessa noti:
- ritagliati del tempo per dedicarti ai tuoi hobbies che non devi vedere come “tempo sottratto allo studio” ma come modalità per ricaricarti;
- ottimizzando il tuo tempo di studio, non sei costretta a fermarti per intere settimane per rimettere insieme i cocci;
- trovando la tua modalità di studio non ti sentirai inadeguata perché avrai uno schema tuo, che è funzionale per te e – siamo certi – a breve otterrai i risultati che tanto speri (superare gli esami senza essere fisicamente distrutta).
Pertanto ti diamo un “compito”: trova la modalità di studio adatta a te, senza fare paragoni con i tuoi compagni di classe. Anche perché, per la società sono più importanti i risultati !
Un grande abbraccio e speriamo di leggerti presto (ma non troppo ! ).

Re: Mi presento 1 Anno, 6 Mesi fa #134049

  • Arda
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Ciao!
Vi chiedo scusa se vi ho dato l'impressione di non ascoltare le vostre parole, vi assicuro che continuo a riflettere sui vostri post anche dopo una risposta un po' impulsiva. Ora vi risponderò con più calma

"Il primo pensiero che ci viene in mente è: “Ma chi l’ha detto che per andare bene all’università bisogna studiare 8 ore al giorno ?”."

Avete ragione, è una cosa estremamente soggettiva e ciò che conta di più non è la "quantità", ma la "qualità" dello studio.
Mi sono resa conto che non ho espresso bene ciò che volevo dire con quella riflessione, ora cerco di spiegarmi meglio.

"Forse per te è sufficiente seguire la lezione, studiare “solo” 4 ore e coltivare anche i tuoi interessi nelle restanti 4 permettendoti di ricaricare le energie.'

Purtroppo io sono una lumachina. Per un semestre, quando ero al terzo anno, questo è stato sostanzialmente ciò che ho fatto. Ho cercato un equilibrio: ogni giorno seguivo le lezioni, studiavo e poi, quando mi sentivo troppo stanca, invece che continuare a "spremermi", andavo a fare delle passeggiate nella natura o in città per rilassarmi e ricaricare le energie. In quei mesi ho anche iniziato a dedicarmi all'attivismo per i diritti umani, che è una cosa che mi sta profondamente a cuore. Quel periodo per me ha rappresentato una parentesi felice: avevo studiato in modo lucido ed efficace, avevo ridotto lo stress, ero felice e super motivata, e per una volta ero arrivata alla sessione senza sembrare uno zombie.
Il punto è che questo tentativo a livello di rendimento mi era sembrato un fallimento, perché non sono riuscita a raggiungere neanche lontanamente i risultati che avevo ottenuto con lo studio stressante di prima, perlomeno in termini quantitativi. A quel tempo ho pensato "se continuo a studiare con questo ritmo mi laureo a cent'anni".

Con quel ragionamento sulle ore di studio intendevo dire questo. Ispirarmi ai ritmi dei miei compagni di corso è stato l'unico modo che mi ha permesso di passare un buon numero di esami in tempi contenuti, ma si è capito che non fa per me. Studiare in modo diverso - in un modo più adatto a me - mi consente di stare meglio, ma mi fa procedere in modo lento.

"Quindi non è necessario omologarsi alla società ma trovare la propria specificità. Quale pensi che possa essere la tua modalità di studio ?"
Di certo omologarmi alla massa è stata una cosa nociva e inutile. La mia modalità ideale di studio è quella che vi ho descritto sopra, senza dubbio, ora devo solo adattarla alla situazione attuale, dato che nel frattempo mi sono trasferita. Ma questa cosa non rappresenta un problema. L'ostacolo è solo accettare che impiegherò ancora diverso tempo per concludere il mio percorso, ma ci sto lavorando. Ciò che mi ha mandata in crisi è proprio il fattore tempo, per tanti motivi.
Non esiste un metodo di studio che mi consenta di mantenere i ritmi che vorrei, ma va bene così, non c'è nulla di male e non significa che io sia sbagliata. Ho iniziato a interiorizzare questa cosa mentre scrivevo il post precedente. Sembra assurdo che io ci arrivi solo ora, ma la verità è che per anni mi sono autoconvinta di essere sbagliata, di non fare abbastanza, sempre in preda ai sensi di colpa.

"trovando la tua modalità di studio non ti sentirai inadeguata perché avrai uno schema tuo, che è funzionale per te e – siamo certi – a breve otterrai i risultati che tanto speri (superare gli esami senza essere fisicamente distrutta)."

Sicuramente ci guadagnerò in serenità, in salute, e anche in interesse per ciò che studio, perché la fretta e lo stress uccidono la curiosità e la voglia di imparare, che vengono sostituite dalla smania di passare l'esame.

Re: Mi presento 1 Anno, 6 Mesi fa #134051

Ciao Arda

diciamo che l'università si avvicina a ciò che ci aspetta nella vita dopo gli studi: il lavoro. Sforzarsi per il diploma di laurea finisce solo per stancarci quando il vero obiettivo, che ha una durata decisamente superiore, deve ancora arrivare difficile reggere così tanto...

Siamo molto felici della conclusione alla quale sei arrivata e la condividiamo a pieno. Vogliamo comunque offrirti un piccolo spunto di riflessione.

La domanda che sta alla base è la seguente: cosa desideriamo davvero?
Nel mondo molte persone per ottenere determinati successi nella vita sono disposti a varie rinunce: dalle intuitive rinunce sociali a quelle individuali, più nascoste. Quando una persona decide di assumere sostanze per migliorare la sua performance a lavoro lo fa a scapito della salute, quando una persona decide di "esagerare" a livello quotidiano, a livello di stress, sta rinunciando alla sua serenità e salute, certo a livelli diversi. Non vogliamo certamente mettere alla pari due situazioni ben diverse ma solo sottolineare quanto a volte i nostri obiettivi veri possano sfuggirci di vista e confondersi con altri.
Purtroppo viviamo in un mondo dove la competizione è esasperante e di certo non costruttiva come dovrebbe. Questo sicuramente non ci aiuta

Ci dici che hai vissuto, ai tempi, quella sessione come un fallimento ma visto dal nostro occhio esterno così non è! a meno di certi momenti in cui ci possiamo permettere di chiedere al nostro corpo uno sprint, la norma deve essere fare il massimo mantenendo serenità. Senza parlare di tutti i vantaggi della serenità a livello mnemonico/lavorativo visto che li hai già sottolineati tu stessa.

Tante parole per ribadire un concetto che ci hai già detto: NON SEI SBAGLIATA. E' normale preoccuparsi ma siamo qui per supportarti e darti anche una visione esterna. Ciò che ci viene da suggerire è una ricerca per degli hobby che possano essere leggeri ma comunque costruttivi come per esempio lo studio di una nuova lingua, l'acquisizione di una nuova competenza, la pratica di qualche sport. Insomma ci sono moltissimi modi per liberare il cervello da un pensiero fisso rimanendo momenti fonte di soddisfazione. Che ne pensi? idee a proposito?
Ultima modifica: 1 Anno, 6 Mesi fa Da volleonardo.
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