#6599
euphralia
Partecipante

    Binario 20. Milano Centrale. 09/09/09.
    La data sembra uno scherzo del destino. Eppure credo che mi porterà fortuna.
    Ho appena messo piede giù dal treno, sono un pò stanca ma felice. Anche se il mio fisico mi ricorda che 4 ore e mezzo di sonno non bastano.

    La partenza da Bologna stamattina è stata meno malinconica del solito.
    Il treno è arrivato in orario, sono salita. Carrozza 12, posto 54. Tanta, troppa gente.
    Ho riposto la valigia sopra di me, mi sono seduta vicino al finestrino.

    Anche stamattina ho sentito pezzi di vita ululati tra un sedile all’altro. Mariti che chiamano per sapere come sta andando il viaggio, bambini che cantano o colorano per passare la noia, la gente che sale per lavoro che sembra non volersi mai fermare e si mette a lavorare con il portatile perfino lì.

    Il treno prende velocità, intravedo la prima zona di Modena. Affianchiamo l’A1.
    La signora di fianco a me ha borbottato tutto il tempo perchè non riusciva a caricare il cellulare a causa del suo carica batteria danneggiato.
    Quella davanti a me si nascondeva come fosse in trincea dietro lo schermo del suo portatile. E l’altra raccontava con quella di fianco dettaglio per dettaglio della sua vacanza in Croazia.

    Vedo il ponte di Reggio Emilia, il treno emette fischi che sembrano grida dei binari impazziti per la forte velocità. 300 Km/h.
    Forse le nuvole di oggi hanno reso tutto un pò più meno artistico il paesaggio. Mi perdo nei miei pensieri guardando fuori.
    E penso a mia madre che stamattina mi ha visto per l’ennesima volta partire da sola e che, in religioso silenzio, non ha fatto altro che sorridermi e augurarmi buon viaggio. So che ci stava male. Ma non ho potuto farci niente.

    La signora di fianco a me ogni tanto mi butta qualche battuta, ha voglia di parlare. E forse anch’io.
    Mi chiede di me, mi domanda perchè sto partendo da sola anche se indirettamente.
    Quante cose avrei voluto dirle in quel momento, quante follie avrei avuto da descriverle nei minimi particolari, quante motivazioni avrei voluto darle.
    Ma alla fine cosa vorrai mai dire…ti limiti allo stretto necessario. Farti pubblicità non è l’ideale con chi non conosci, non tutti sono disposti ad accettare le tue follie.

    Piacenza, ponte sul Po.
    Cala il silenzio. Un pò perchè si hanno esaurito gli argomenti, un pò perchè il viaggio si trasforma in un rito in cui sono inclusi anche silenzi da rispettare.
    Aspetto 15 min e poi mi alzo. Il treno rallenta, esce dalla linea ad alta velocità. Questo mi fa intuire che Melegnano è alle porte. Ci siamo.

    L’entrata in centrale è più veloce del solito. Il capotreno informa dell’arrivo.
    Scendo.

    E lui è lì. Buon anniversario Amore. :-)

    Immenso è l’amore dell’umano donare
    piantare una vita in chi deve morire
    è il dono più grande che si possa fare.
    madre-figlio-donare-vita.jpg

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