Chiarimenti

  • Questo topic ha 3 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 10 mesi fa da Audrey_.
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  • #4054
    Audrey_
    Partecipante

    Ecco Audrey che ancora vi scrive per avere dei chiarimenti sull’anoressia!

    Circa un mese fa io e mia madre abbiamo litigato. Per farla breve e non andare in off topic giungo subito al dunque. Mi ha dato della “malata”. Aveva visto un programma in cui si parlava di disturbi alimentari, in più lei ha sofferto per un breve di periodo di bulimia a causa dei problemi che aveva con papà e con la sua famiglia e ha frequentato dei corsi di psicologia all’università per passione (lei comunque già lavora in ambito medico, è fisioterapista…e pure brava!). Mi ha dato della “anoressica mentale”. Perchè per studiare preferisco mettermi in posti piccoli e riservati, come la mia camera o le sale della biblioteca invece del balcone o della cucina. Perchè ho fatica a socializzare, soprattutto con i ragazzi. Perchè ho cominciato ad uscire poco. E poi ha cominciato con il cibo, che per di più a pranzo mi ha sbattuto in faccia (un’altra volta invece me l’ha buttato nel secchio perchè le avevo detto che era bruciato e sciapo e che se non aveva tempo per cucinare poteva dirlo a me che lo avrei fatto al posto suo).

    Comunque io e il mio rapporto col cibo:
    sono alta 1,60 e peso 47/48 kg.
    Non sono mai stata una mangiona, mangio per vivere, non il contrario. Fino a qualche anno fa è vero, ero limitata nell’alimentazione. Mangiavo pasta, carne, insalata, legumi e dolci (che principalmente preparo io). Frutta e verdure di pochissimi tipi ed era una noia quando erano a tavola… . Da una parte non mi interessava proprio provare perchè non mi attiravano nè il colore, nè l’odore, nè come erano cotti. Dall’altra per punto preso nei confronti di chi voleva per forza farmi mangiare tutto, ad esempio alle elementari la suora non mi faceva alzare dal tavolo se non finivo la pasta col sugo, anche se mia madre mi preparava il riso o la pasta in bianco. oppure i parenti che per merenda ti tirano fuori tutto per merenda perchè ti vedono sempre “sciupata” solo per far dispetto a mamma. Insomma cose così. Poi qualche anno fa sono diventata intollerante al lattosio. Però non mi credevano che stavo male, anche il dottore pensava fosse solo stress da esami o che mi mancava il ragazzo (ora ex) perchè ero partita per le vacanze. Mangiavo 80gr di pasta e stavo a posto quasi tutto il giorno accompagnata da sensazione di sazietà e forti dolori di stomaco. Poi mia madre si è accorta che nel giro di 20 giorni ero arrivata a 45kg scarsi. Di corsa mi ha fatto fare il breath test al lattosio, ed ovviamente è risultato molto positivo. Ho seguito una dieta per riprendere i kg persi (e non vi dico che fatica…perdere peso non ci vuole niente rispetto a metterlo su!!) e per ristabilizzare lo stomaco in modo sano e naturale. Ora ho di nuovo il mio peso e sono stabile ed ogni tanto mi posso permettere di fare qualche vizio con la nutella senza prendere la pasticca di lattasi. In più ho ampliato notevolmente la mia alimentazione, ora mangio con gusto molte verdure e alla fine di ogni pasto cerco sempre di mangiare almeno un frutto. L’unico mio grande rifiuto, da sempre è il pomodoro. Non sopporto nemmeno l’odore.

    I dubbi mi sono cominciati a venire pensando che comunque ho sempre avuto paura di essere grassa, non tanto per un fatto di salute, ma proprio per un fatto estetico. Per la paura di non piacere. Infatti non vorrei mai superare la soglia dei 50kg. Mi piace essere magra, sapere di poter indossare ogni tipo di vestito e non avere difficoltà a chiedere se hanno o non hanno la mia taglia nei negozi, sapere di poter andare al mare senza dover nascondere niente del mio corpo. Cose così, insomma. Ho pensato anche che nei momenti in cui sono giù di morale oppure quando faccio uno stravizio in più andando dal mac e magari mi mangio qualche dolce (spesso di cioccolata) poi mi sento un po’ come se avessi ingerito qualcosa che sto mangiando solo perchè sto in compagnia, o perchè mi piace particolarmente e faccio la golosa…non perchè magari ho veramente fame o ne sento un forte bisogno. Insomma quegli sfizi che ci si concede tanto per… . Però è una cosa che si ferma con il pensiero. Cerco magari di impegnarmi di più nello sport (pratico nuoto da quando sono nata, adoro l’acqua e trovi i movimenti del nuoto energici ed aggraziati nello stesso tempo. nuotare mi fa sentire in forza e leggiadra. mi piace sfidare il tempo.). Ma non avrei mai coraggio di infilarmi un dito in gola e vomitare. Da piccola ho sofferto di acetone e quando vomitavo era una tortura. Qualche anno fa mi aveva fatto allergia un farmaco e non ce l’ho fatta a vomitare, ho rifiutato anche l’aiuto di mia madre nel farmi mettere il dito in gola…è dovuto intervenire il medico con i farmaci! Ogni qual volta che finisco di mangiare mi lavo subito le mani e se devo lavare i piatti uso i guanti. Potrei tranquillamente resistere di fronte a mia madre che mi offre un dolce, di meno se mi chiede di andare a fare shopping. A volte mi da fastidio mangiare in pubblico, altre volte no. Dipende con chi sto. Se tipo sto con i miei genitori o mio fratello mangio tranquillamente. Lo stesso se sto con gli amici che conosco da una vita. Se sto invece con dei conoscenti, o tipo ad un appuntamento…un po’ mi da fastidio. Visto che io sono molto attenta a come mangiano gli altri, mi da fastidio chi avvicina il viso al piatto invece che far avvicinare la forchetta, chi fa rumore, chi succhia… . Quindi magari temo che chi ho davanti potrebbe pensare le stesse cose ed io fare una qualche brutta figura!

    Non mi viene in mento altro…

    Secondo voi…sono solo dei dubbi senza capo nè coda scaturiti da uno stupida affermazione. O forse c’è una punta di verità?

    #16031
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Audrey!
    Secondo me non hai proprio nulla che non va.
    Sei longilinea di costituzione, e mangi per nutrirti.
    Non ami mangiare in presenza di estranei perchè dai importanza al comportamento a tavola, se con la tua famiglia mangi tranquillamente non mi sembra ci sia un problema alimentare.
    Quello che invece mi sembra abbastanza fuori posto è la reazione di tua madre. Mi dispiace dirti queste cose, ma anche in questo caso mi sembra che perda di vista un po’ i confini.
    Sei abbastanza grande per iniziare a guardare il mondo attraverso i tuoi occhi senza farti troppo influenzare dalle sue posizioni…non credi? E cosa c’entra il luogo dove preferisci studiare?
    Ciao cara. a presto :-) :-)


    #16042
    Volontario
    Moderatore

    Tranquilla Audrey!

    non sei proprio tra quelli che devono preoccuparsi per eventuali disturbi alimentari.

    La tua forse è un po’ di inappetenza che ti ha portato a scegliere certi prodotti e a scartarne altri. Questo è però un aspetto ormai superato; mangi un po’ di tutto e se anche non sopporti i pomodori…, beh, non sono indispensabili.
    E’ importante solo avere una dieta variata.
    Le altre problematiche; non superare i 50 kg, non mangiare rilassata se sei con estranei perché temi comportamenti che non sopporti, ecc,, sono solo l’espressione di una ragazza che ci tiene a se stessa e alla buona educazione.
    Quindi, se non esageri, sono solo aspetti positivi.

    Ciao cara, Sorrisi. :-)


    #16062
    Audrey_
    Partecipante
    wrote:
    Sei abbastanza grande per iniziare a guardare il mondo attraverso i tuoi occhi senza farti troppo influenzare dalle sue posizioni…non credi? E cosa c’entra il luogo dove preferisci studiare?

    Sono cosciente che non dovrei più farmi influenzare da qualsiasi cosa che mia madre dica (tengo a precisare che ciò accade solo con mia madre, non anche con altre persone), ma negli ultimi due anni circa, forse un po’ meno, sta diventando sempre più difficile. Prima non era così, prima la lasciavo parlare e parlare, cercavo di risponderle, cercare un confronto per smorzare la sua rabbia, anche se a volte i suoi discorsi sono più monologhi. Ma non le davo un grandissimo peso. Cioè, ci rimanevo male, certo, ma nell’arco di poco tempo mi passava. Le offese non le sentivo come un peso. Invece ora è diverso, ora che dovrebbe essere diventata abitudine sentire le stesse parole, ogni volta che le sento è come se fosse un boccone amaro da mandare giù per forza e difficile da digerire. Perché vorrei convincerla del contrario, ma non ci riesco in nessun modo. Lei tenta ancora di plasmarmi a sua immagine e somiglianza, ma non lo capisce che non può più farlo. Mi rinfaccia di essere “la figlia di mio padre”. Ma cosa vuol dire?! Forse quando si hanno diciassette anni si è più inclini a pensare di essere padroni della propria vita, di essere invincibili, di non poter essere scalfiti da niente e nessuno. Dolce incoscienza?! Io lo so che anche mio padre ha delle colpe, forse più gravi, già nello stesso momento in cui invece di separarsi solo da mia madre, si è proprio separato dal concetto di famiglia, ma è esattamente per il fatto di essere uscito di scena che con lui me la prendo di meno. Il fatto di essere ripresa ed ancora ripresa da mia madre, mi genera un perenne stato d’ansia ogni qual volta che le devo chiedere o dire qualcosa ho sempre timore che si arrabbi o che smorzi il mio entusiasmo o che mi dica di aver fatto la cosa sbagliata. Ecco, io non sbaglio mai per conto mio. E se sbaglio perché ho seguito lei, lei non si prende la briga nemmeno di chiedermi scusa. Mi dice che tanto è colpa mia, che avrei potuto non ascoltarla, che lei non ha la palla di vetro, o peggio ancora, se è andata male seguendo i suoi consigli, seguendo me stessa solo peggio poteva andare. Nemmeno io ho la palla di vetro, ma se devo sbagliare, se devo imparare…non dovrei sbagliare per conto mio?

    Guarda, per quanto riguardo il luogo dello studio, non so veramente cosa risponderti. Sarà una delle tante scemenze che avrà detto per urtarmi. Come quella volta che ha detto che mi fa interdire, o che per risolvere la mia persona non ci vuole uno psicologo, ma un neuropsichiatra… . Vattela a pesca!

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