• Questo topic ha 8 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni fa da Volontario.
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  • #5116
    Audrey_
    Partecipante

      Ciao a tutti!
      Sono Audrey e ho ventun’anni!

      La mia è solo una situazione un po’ complicata che si è venuta a creare qualche anno fa.
      I miei genitori si sono separati quando andavo alle elementari, ma fino a qualche anno fa siamo continuati ad essere una famiglia. Le feste comandate le passavamo tutti insieme, le vacanze anche…sapete, cose così. Poi le cose sono degenerate. E da quella data è guerra legale fino all’ultima sentenza. Ammetto che entrambi i miei genitori non siano dei santi. Mio padre ha smesso di rimborsare mia madre e non si vuole accordare in nessun modo con gli avvocati. A parole dice di volermi aiutare, ma davanti al giudice sono oggetto di difesa, pessimamente. Mio fratello più grande è sempre stato il “cocco” della casa…il primogenito assoluto. Per di più laureato, specializzato cum laude, dottorato, ricercatore…un numero primo, direi. Ma quando si tratta della questione genitori si comporta come un perfetto adolescente protagonista di un qualsiasi teen drama americano. Non fa niente dentro casa, non aiuta mamma, pur lavorando non partecipa nemmeno pagando una bolletta…e le cose che non fa lui, le devo fare necessariamente ed obbligatoriamente io. Lui è stato sempre un passo avanti a me, la maturità era più importante della mia licenza elementare, gli esami universitari erano più importanti della mia licenza media, la sua laurea era più importante della mia maturità, il suo lavoro – misto dolce far nulla è più importante dei miei esami universitari. Ho provato a puntare i piedi e mi sono presa un calcio. Mio padre solo ora ha capito tutto ciò, si è reso conto che forse l’educazione non è stata il suo punto forte, ma mi risponde che non sa che fare. Mia madre invece ha sempre evitato di fare differenze. Mia madre…io e lei abbiamo avuto sempre un buon rapporto. Però ora non andiamo più d’accordo. Anche per lei sono diventata oggetto d’attacco con gli avvocati. M’incolpa perché non riesco a far ragionare papà. Io parlo con mio padre, ma lui non vuole sentire ragioni, ci ho litigato tantissime volte, ma niente. Non so veramente cosa inventarmi! Per ripicca come mio fratello apre bocca lo rimborsa anche delle spese più futili…per me invece non c’è lo stesso trattamento perché “stai diventando come tua madre”. Giusto per fare un esempio, mi sono ristrutturata la camera quest’anno. E non ho visto un soldo. Tutto di tasca mia grazie al lavoro che ho fatto per dei mesi.I soldi miei che erano destinati per la mia macchina…sono stati spesi per l’avvocato. Io giro la mia città con gli autobus, mio fratello non si muove se non ha la macchina. Potrei andare avanti con questi esempi. Ma questi sono tra i più eclatanti, credo. A causa quindi di questa situazione cui non se ne riesce ad uscire, io e mia madre litighiamo spesso. Lei non mi apprezza. In niente. Mi chiama stupida, cretina, deficiente, autistica, ritardata. Dice che quando parla la devo guardare ma se la guardo mi dice di non guardarla perché i miei occhi sono brutti e privi di ogni forma di intelligenza (quando in realtà ho degli occhi bellissimi…). Mi ha detto che faccio schifo come donna, che sono la più grande delusione della sua vita, che tutti i sacrifici che ha fatto non sono serviti a niente, in un momento di rabbia è arrivata a dirmi che sono una m***a. Dice che ho i geni di mio padre e che non riesce in alcun modo a togliermeli, dice che non sono come lei. Lei litiga, lei urla, lei offende, lei alza le mani su se stessa, su di me…perché dice che non sa più come scuotermi, come svegliarmi (da cosa?!). Lei ha paura per me perché dice che sono una succube e crede che io sia la tipica “donnetta” o “sciacquetta” che si cala le mutande davanti al marito ed il giorno è serva ed umiliata… . Dice che ho sbagliato facoltà, che non ho le palle per fare quel mestiere, che se non so difendere lei da papà…come potrò difendere gli altri? Dice che so solo leggere libri, che sto con la testa altrove… . Io invece non voglio essere come lei, ne come mio padre, ne come mio fratello.

      Io studio Legge, sto al terzo anno e ho preso l’indirizzo penale-canonico. Ok, non sto proprio para con gli esami, ma quattro esami rispetto a tutti quelli che ho dato, e visto che ho una media piuttosto alta…non credo siano una tragedia. Non sono un’attaccabrighe, penso che il dialogo e la diplomazia possano fare molto. Sono contro ogni forma di violenza, fisica e psicologica. Sono una persona che tende ad organizzarsi, ma che sa anche quanto la vita sia imprevedibile. Mi piace stare in compagnia ed apprezzo chi sa leggere negli occhi, chi sa ascoltare i silenzi, chi sa guarire una brutta giornata con un sincero abbraccio, chi dona il suo sorriso. Ok, non sono stata fino ad ora fortunata con i ragazzi. Sono timida e a forza di sentirmi dire che sono stupida o per paura di apparire o d’essere trattata come una “usa e getta” faccio difficoltà a socializzare. Ho avuto un paio di ragazzi, ma li ho lasciati, non erano quelli giusti. Ho provato a frequentare altri due ragazzi…ma ho detto di no. Per uno un po’ mi è dispiaciuto…ma mia madre ha creato il finimondo! Ho tante conoscenze e qualche amico. Sarà strano ma…se conosco un ragazzo con cui è solo amicizia, per me è solo amicizia e sotto diversi punti di vista la trovo anche più bella rispetto a quella tra due ragazze. Se invece il ragazzo in questione mi piace…mi blocco. Non è che non sia in grado di dialogare…ma non so apparire interessante. Divento la ragazza di scorta. Mi passa davanti una più spigliata qualsiasi, poi dopo qualche mese mi si chiede “scusa” e mi si chiede se c’è ancora qualche possibilità…”sai, l’altra non si è rivelata poi tanto seria ed affidabile…”. E poi divento molto selettiva. Perché non voglio avere un ragazzo che possa ricordarmi il carattere ne di mio padre, ne di mio fratello. So bene che tipo di ragazzo voglio, e non ho mai avuto intenzione di stare con il primo che mi capitava solo perché tutte le mie amiche erano fidanzate, o di fare sesso solo perché l’hanno già fatto tutte. Non sopporto essere messa da parte, essere data per scontata. No, una relazione per me si basa sul rispetto, sulla fiducia, sulla sincerità, sulla creatività, sul cambiamento, non sulla routine. Solo perché i miei genitori hanno portato al fallimento il loro matrimonio non vuol dire che io non ci creda a certi valori. Credo nell’Amore con la A maiuscola, sono solo un po’ più realistica. E comunque… non sono nemmeno brutta. Non lo dico per vantarmi, ma di complimenti ne ricevo proprio in generale. Le persone vedono in me eleganza, raffinatezza, tranquillità, delicatezza, c’è anche chi a me si aggrappa per ricevere un sostegno, un aiuto perché in me vedono tanta forza d’animo… “mi ricordi tanto Audrey”. Ma io non ci credo più. Mi guardo allo specchio e non vedo niente di tutto questo, non vedo più la persona che mi piaceva essere. Perché anche mia madre non vede più tutto questo da quando papà le ha dichiarato guerra? Io ho messo me stessa in secondo piano per mia madre, per la casa in cui vivo. Ma non è mai niente abbastanza di tutto quello che faccio. Sbaglio sempre qualcosa. E a me fa male. Mi manca così tanto la mia vita di prima. Vorrei voltare pagina e ricominciare da zero, ma ogni volta c’è questa maledetta causa che mi blocca… .

      Forse ho scritto un po’ troppo…
      Grazie comunque (:

      #16014
      Volontario
      Moderatore

        Ciao Audrey! Benvenuta sul nostro forum :-) :-)
        Non hai scritto troppo, anzi, hai descritto molto chiaramente la situazione che ti circonda.
        Sei una ragazza molto matura, da tutto quello che ci hai raccontato emerge una persona lodevole, piena di umanità, e ben salda. Non puoi cambiare i tuoi genitori, hanno scelto lo scontro e hanno perso di vista il confine tra il loro conflitto e il rispetto per i figli.Anche se è comprensibile che la rabbia, il rancore, il dolore portino a spiacevoli conseguenze, non farti influenzare. Non ascoltare gli insulti di tua madre, e non cercare soluzioni per loro.
        Pensa alla tua vita, hai 21 anni e ti affacci all’età adulta.Non potrai tornare alla tua vita di prima, ma puoi impostarne una nuova, determinata da te . Stai andando bene negli studi, anche se hai un pò rallentato puoi sempre continuare con successo. Con tuo fratello avrai la possibilità di recuperare se lo vorrete, quando il momento sarà quello adatto.
        Una domanda, in che senso non sai apparire interessante quando un ragazzo ti piace?
        Ciao cara, a presto :-) :-)


        #16016
        Audrey_
        Partecipante

          Grazie della risposta!

          Non saprei bene come spiegare…c’è che io non sono una di quelle ragazze che sa prendere l’iniziativa, che sa rompere il ghiaccio. Aspetto sempre che siano gli altri a fare il primo passo. Ho sempre il timore di apparire stupida, o di essere fraintesa. Cerco sempre di pesare le parole prima di affermare un giudizio. Non so mai che tipo di argomentazione affrontare, se troppo frivolo, se troppo impegnato, se troppo noioso…qual è la soluzione? Poi ho il timore di essere rifiutata. Ricevo già tante negazioni in famiglia, non mi va di stare male anche per qualcosa in cui mi sono andata ad imbattere io stessa.

          Ho sempre pensato che la genuinità, l’essere se stessi, trasparenti siano le cose migliori. Ma se il mio essere non va bene per mia madre, se non vengo capita, apprezzata da chi dovrebbe essere il mio punto di riferimento, come posso pretendere che gli altri lo facciano? E’ solo una presa in giro la loro, o credono veramente in me stessa? Mi confonde il comportamento di mia madre, quando stiamo in buoni rapporti mi da consigli, parliamo, ci divertiamo…ma quando litighiamo (che poi lei ha la capacità di parlare dalle 10 della mattina fino alle 2 di notte ininterrottamente…non so veramente come faccia, tanto meno io ad ascoltarla!) mi rinfaccia tutto, dice l’opposto. A cosa credere? Lei afferma che se sono così è colpa della mancanza di mio padre nella mia vita. Che non sono capace di scegliere un buon ragazzo, che so solo farmi prendere in giro…cose del genere. Quindi oltretutto sto anche col pensiero…e se anche questo non piace a lei?

          E dunque non so mai come relazionarmi con qualcuno che mi piace se questo qualcuno non è il primo a rompere il ghiaccio. Ed anche se fosse starei con il pensiero di quello che potrebbe pensare mia madre di lui.

          Ho bisogno di uscirne fuori da tutto questo. Ho bisogno di capire come fare a non farmi ferire dentro da quelle parole, come fare a non farmi influenzare,ad aspettare conferme ed approvazioni da lei prima di prendere decisioni sulla mia vita.

          Spero di aver chiarito..!

          #16017
          Volontario
          Moderatore

            Ciao Audrey, molto chiara!
            Ti possiamo dire solo delle parole, ma ti assicuro che non sono dette tanto per dire…
            Sei insicura perchè tua madre alterna momenti di livore in cui critica fortemente tutto quello che sei, ad altri in cui invece esprime il suo affetto e la sua stima.
            Questa è la situazione che vivi, è il tuo ambiente. Ma non sei tu.
            E’ lei che non riesce a mentenere un equilibrio, nei momenti difficili perde le staffe e attacca. Non credo che sia convinta delle offese che ti rivolge, credo al contrario, che sia una valvola di sfogo, sei la persona a lei più vicina e non si rende conto del dolore che ti causa. Sei tu a doverti rafforzare, considerando le sue uscite come uno sfogo, maldestro quanto si vuole, ma solo uno sfogo. Se riesce ad essere anche una madre affettuosa e attenta concentrati solo su quella sua capacità. Non ci hai raccontato le vicende nei dettagli, e forse non le conosci nemmeno tu, ma per una donna può davvero essere drammatico essere lasciata dall’uomo con cui aveva sognato un futuro, una famiglia. Non è giusto che lei sfoghi la sua rabbia su di te, ma forse è l’unico modo che trova per non soccombere.
            Non farti frenare nella tua vita sentimentale dal timore di essere in qualche modo inadatta, e tanto meno la preoccupazione che le tue scelte non siano condivise da tua madre, o da qualcun’altro. Perchè dovresti essere fraintesa, o apparire noiosa, o frivola? Sii te stessa, le relazioni si costruiscono un passo alla volta, così come le conversazioni, basta provare, se hanno motivo di esistere sapranno prendere la giusta direzione…puoi iniziare con un pensiero qualsiasi, ne impegnatissimo ne troppo scontato, e vedere come va, o qualche domanda, buttata lì un pò per caso…dai, prova! ti va?
            ciao cara, sorrisi :-) :-)


            #16025
            Audrey_
            Partecipante

              Grazie ancora della risposta!

              La cronistoria dei miei genitori non mi è affatto un mistero. Praticamente mia madre e mio padre hanno undici anni di differenza. E dopo qualche anno di fidanzamento si sono sposati. Lei aveva solo ventun’anni. E non era nemmeno tanto sicura di volersi sposare. La famiglia di mio padre nemmeno la trattava tanto bene a dir la verità. Invece la sua famiglia si è disgregata, suo padre era violento, quindi lei e sua madre si sono separate da lui. Per la serie: chi la fa l’aspetti, mio nonno, a cui le belle donne sono sempre piaciute, si è sposato con la badante russa più giovane di mia madre e dopo essere stato picchiato è fuggito al paese della sorella, e lì è deceduto. Mia nonna anche si è fatta un compagno, che a mia madre non è mai piaciuto, ma è morta anche lei a causa di un tumore quando io ero ancora piccola. Dopo la sua morte mia madre non ha avuto più rapporti con nessun parente. Da qualche anno è riuscita a recuperare il rapporto con la zia. Dunque mia madre, che comunque a ventun’anni già aveva un lavoro fisso e poteva mantenersi, è stata spinta a sposarsi con mio padre. Infatti lei a pochi giorni dal matrimonio aveva proposto ad una sua amica di partire. E sono perfettamente convinta che sarebbe stato meglio se la sua amica avesse acconsentito. Finché mia nonna materna era in vita era lei che riusciva a fare da mentore per tenere unito il matrimonio. Poi si è ammalata. Mio fratello era viziatissimo, io ero ai primi anni di vita. E mia madre ha deciso di fare una pausa dal lavoro per crescere me. E questa cosa me la rinfaccia. Mio padre non è stato un marito fedelissimo…diciamo che la notte, nel sonno, era lui stesso a dire il nome di una donna. Sempre la stessa. Una volta si è anche sbagliato e mi ci ha chiamata! Io ero tipo appena nata. Mia madre fece finta di niente. Mio padre inoltre è un abile economo…e “qualche” soldo se l’è fregato dal conto corrente di mia madre. Stavo alle elementari e non c’era notte che i miei non litigassero. Pregavo affinché si separassero. E così è stato. La decisione di separarsi è stata presa da mia madre, quindi è lei che ha lasciato lui. Mio padre non voleva. Non ho sofferto di questa separazione proprio perché fino a qualche anno fa riuscivamo ad essere uniti in qualche modo. Poi, appunto, mio padre ha deciso di non seguire più la sentenza di separazione…ma per andare contro mia madre ci ho rimesso praticamente io. Mio padre non mi ha cresciuta, mi ha solo vista crescere. Ed incolpa mia madre se il clima in famiglia è così teso. Quando in realtà basterebbe che lui si accordasse con gli avvocati una volta per tutte. Ora davanti al giudice dovranno andarci questo autunno. Mio fratello con la separazione ci ha abbastanza sguazzato. Lui doveva cominciare l’università, mentre io ero piccola. Quindi mia madre doveva occuparsi più di me. Quando mia madre ha ripreso di nuovo in mano la situazione (mio padre non le è stato di grande aiuto…) mio fratello non le dava molto retta. Però almeno, aiutava a fare la spesa. Quando ho compiuto diciotto anni e ho preso la patente mi ha detto che ora lui aveva chiuso con la casa e che la “zavorra” passava a me. E le liti sono peggiorate. Dice che non ha chiesto di venire al mondo, offende sessualmente, una volta ha chiamato me e mia madre “p****ne”. Senza alcun motivo. E ha il brutto vizio di parlare male della sua famiglia con la fidanzata di turno o con gli amici. Non reputo questo un comportamento maturo per un uomo. Di qui si capisce come mia madre non conti più su di lui. Praticamente si fa la bella vita alle spalle mie.

              Io non dico di essere una santa. Sicuramente anch’io mi sarò comportata male con mia madre. Siamo stati tutti adolescenti e qualche capriccio è immancabile. Ma in fin dei conti a scuola sono sempre andata bene, ho sempre detto la verità su dove andavo e con chi andavo quando uscivo, l’unica volta che ho marinato la scuola è stato con le mie amiche a pochi giorni dalla maturità…e glielo avevo detto il giorno prima! Ho sempre fatto sport, non mi sono mai ubriacata, mai fumato erba o drogata. Al massimo ho provato una sigaretta…e mi ha fatto anche abbastanza schifo. Mi occupo della casa insieme a lei e l’aiuto nella contabilità. Non mi tiro indietro in caso di necessità o urgenza. Certo, è vero che a volte sono stanca e mi innervosisco perché magari vorrei avere più tempo per studiare o per andare a farmi una passeggiata al centro. Ma una risposta data acidamente od una sbuffata è davvero così deleteria per lei, per noi…dopo tutto il mio impegno? Ci sono ragazze all’università che non sanno nemmeno come si stira una camicia, ma come si applica lo smalto lo sanno alla perfezione…io almeno so fare tutte e due!

              Questa è un po’ la panoramica della mia storia.

              Grazie ancora a chi leggerà e vorrà rispondermi!
              Proverò comunque a seguire il Vostro consiglio e provare a rischiare a are il primo passo la prossima volta! (:

              #16029
              Volontario
              Moderatore

                Ciao Audrey,

                mi associo al volontario cheti ha fatto i complimenti per la bella persona che sei.

                Non penso proprio, data la lucidità e obiettività che intravedo nei tuoi racconti, che tu abbia nulla da rimproverarti, esistono dei ruoli : tu sei una figlia e non spetta a te il ruolo di madre. E’ assolutamente sacrosanto andarsi incontro ed aiutarsi in famiglia e, da ciò che racconti, penso proprio tu posso essere fiera di te da questo punto di vista.

                Spostandoci invece sull’argomento “ragazzi”, credo sia comune bloccarsi davanti ad un ragazzo che ti piace, entrano in gioco dei fattori che fanno la differenza: gli piacerò? Sarò abbastanza interessante per lui?, domande che invece non ti poni nell’ambito dell’amicizia, dove tutto è molto più spontaneo e se si ha qualcosa in comune l’amicizia procede, altrimenti va scemando senza problemi per nessuno.

                Riporto uno stralcio di un tuo post:

                “Ho sempre pensato che la genuinità, l’essere se stessi, trasparenti siano le cose migliori. Ma se il mio essere non va bene per mia madre, se non vengo capita, apprezzata da chi dovrebbe essere il mio punto di riferimento, come posso pretendere che gli altri lo facciano? E’ solo una presa in giro la loro, o credono veramente in me stessa? Mi confonde il comportamento di mia madre, quando stiamo in buoni rapporti mi da consigli, parliamo, ci divertiamo…ma quando litighiamo (che poi lei ha la capacità di parlare dalle 10 della mattina fino alle 2 di notte ininterrottamente…non so veramente come faccia, tanto meno io ad ascoltarla!) mi rinfaccia tutto, dice l’opposto. A cosa credere? Lei afferma che se sono così è colpa della mancanza di mio padre nella mia vita. Che non sono capace di scegliere un buon ragazzo, che so solo farmi prendere in giro…cose del genere. Quindi oltretutto sto anche col pensiero…e se anche questo non piace a lei?”

                Mi sembra di capire da questo messaggio che cerchi un ragazzo al quale “affidarti” ma c’è tutto un percorso di conoscenza prima che dovrebbe aiutarti a capire che persona hai di fronte, i fattori che entrano in gioco all’inizio di una conoscenza/relazione sono rilassanti secondo me: dal semplice avere piacere di stare in compagnia di quella persona, al sentirsi a proprio agio, avere un buona sintonia, divertimento, interessi in comune e via via poi tutto il resto della relazione. Non dimenticare che non è AD un’altra persona che devi affidare la tua vita ma è CON un’altra persona che la devi volere trascorrere.

                Spero di averti fatto comprendere il mio pensiero. Tanti sorrisi e in bocca al lupo!


                #16061
                Audrey_
                Partecipante

                  Ho compreso il tuo messaggio.

                  Sì, certo, in una relazione si è in due. Il percorso si costruisce e si percorre insieme. Comunque io, di preciso, non cerco qualcuno a cui affidarmi. In generale non sono proprio io la persona che va alla cerca. Nel senso: se devo uscire con un’amica per un aperitivo, non sto col pensiero che sto andando in quel posto nella fortuna di conoscere un ragazzo. Se mi devo fare carina, lo faccio a prescindere, per me stessa. E’ più un qualcosa che capita. Se poi capita non idealizzo il concetto di Amore in quella determinata persona, come se niente fosse. Anche perché come può capitare che nasca un qualcosa di profondo, può capitare che nasca una bella amicizia, ma anche di tirare le somme e, come dice mia zia, “sei bello ma non balli”. Non so, forse non mi riesco a spiegare appieno.

                  In questo momento poi non saprei proprio dire se vorrei veramente avere un ragazzo o meno. Nel senso, con l’università sono piena, per seguire il mio percorso studi forse in autunno dovrò anche fare un trasferimento di università…e su questo ancora ci sto meditando, e non è una scelta facile. Quando penso di aver preso la decisione ufficiale, c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi faccia ripensare. In più ho tantissimi pensieri ed opinioni contrastanti quando chiedo delle informazioni. A casa, almeno fino alla sentenza, sempre in autunno, sarebbe meglio non creare altre pressioni. Dico fino alla sentenza, perché al dopo non ci voglio nemmeno pensare. Se fosse positiva per mamma, papà come la prenderebbe? Se fosse negativa per mamma? Quindi non so se gestire anche una conoscenza e nel caso una relazione potrebbe risultare un carico di emozioni eccessive, od aiutarmi nel distrarmi. Però dall’altra parte, tutte le mie amiche ed i miei amici sono fidanzati. Chi perché è innamorato, chi per status sociale, chi per noia, chi perché non sa stare da solo. Quindi non capisco perché anche a me non dovrebbe capitare di innamorarmi.

                  Comunque, anche quando ho avuto la mia prima relazione seria, avevo difficoltà ad esternare completamente i miei sentimenti. Solitamente una persona quando magari litiga in casa, o c’è qualche screzio con se stessi, problemi all’università, si confida e ne parla col ragazzo. Io veramente di rado. A meno che non sia un qualcosa di veramente importante, ho sempre fatto in modo di vedermela da sola, gestire i problemi come meglio credevo. Un po’ per orgoglio, un po’ perché mi darebbe fastidio risultare come un peso.

                  Grazie per le risposte che mi avete dato fino ad ora!

                  #16065
                  Volontario
                  Moderatore

                    Ciao Audrey,

                    sai anch’io, a suo tempo, la pensavo come te circa il tenere per me i miei problemi e cercarne la soluzione. Col tempo ho imparato invece che se non dai a chi ti sta vicino la possibilità di capirti, non riuscirà a farlo ed in qualche modo ad esserti di aiuto. Non tutti sanno o vogliono leggere tra le righe dei nostri pensieri, ed anche se lo facessero potrebbero arrivare a delle conclusioni sbagliate o diverse dalle nostre.

                    Certo, deve “valerne la pena” non lo faccio con chiunque, ma ora se mi trovo davanti ad una persona che reputo “valida ed affidabile” sia nel campo delle amicizie che degli affetti, ci provo; mi sentirei un peso se pensassi che tocca agli altri risolvere i miei problemi, ma se cerco confronto e/o sostegno allora sì che mi pare di vivere un vero rapporto di amicizia/affetto che, a mio avviso, significa anche scambio.

                    E’ vero quello che dici, l’amore… quando arriva arriva, fai benissimo a vivere senza l’ansia dell’aspettativa, anzi credo sia proprio il modo “più sano” di affrontare la vita, attenta però a non scartare a priori l’idea, a causa delle situazioni di difficoltà che ti trovi a fronteggiare sia in casa che fuori. Avere una relazione sentimentale potrebbe giovarti e non sei obbligata a raccontare “tutto d’un fiato” i tuoi problemi. Puoi farlo gradatamente quando e se lo riterrai opportuno, affrontando ogni situazione nel momento in cui ti si presenta.

                    Ti abbraccio!! tanti sorrisi :-) :-)


                    #16079
                    Volontario
                    Moderatore

                      Cara Audrey

                      nei tuoi giovani 21 anni già osservi che i problemi non mancano al nostro vivere, cioè in questo caso cose che non vanno e che generano problematiche e affanni anche nella vostra famiglia; cosi come segnali nei tuoi post.

                      I rapporti con tua madre, soddisfacenti fino a poco tempo fà, ora sctauriscono in litigi, brontolii e insulti che ti addolorano. Puoi serenamente chiedere a tua madre che è possibile discutere delle cose di famiglia senza arrivare a giudizi, a offese che solitamente non si pronunciano verso le persone a cui si vuol bene, in particolare se queste persone mettono a disposizione, come tu fai, tempo e sacrifici in aiuto della famiglia stessa.

                      I rapporti con tuo fratello, se non si vuole seguire una cultura maschilista in famiglia, non possono che essere alla pari,cioè tu lascia a lui la libertà di rigovernare la sua stanza, di lavare e stirare le sue camicie,ecc…. . Per accompagnare tua madre nei giorni di spesa al mercato tu semplicemente gli dici che ti alternerai con lui alla guida dell’auto, e così farai
                      per altri impegni familiari.

                      I rapporti con tuo padre: una volta che siano corretti e affettuosi da parte tua puoi fare a lui presente che tu sei nata da lui come tuo fratello e che loro, i genitori, vi hanno fatto nascere, quindi se esiste uguale affetto per i figli anche in altre cose dovrebbe esserci la stessa considerazione per i figli cosi nei piccoli regali, nelle piccole mance, in particolare in questo momento in cui tu studi e non lavori.

                      Questi piccoli chiarimenti credo possono essere tranquillamente fatti in famiglia da adulto ad adulto. Auguro giorni sereni a una 21enne molto in gamba.


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