• Questo topic ha 83 risposte, 11 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni, 2 mesi fa da Volontario.
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  • #6114
    Junipa
    Partecipante

      Ciao, spero di aver schiacciato correttamente cosa dovevo schiacciare perchè non sono molto pratica dei forum. Okay, allora, un bel respiro profondo, e un piccolo passo per volta. Nel forum mi chiamo Junipa, un soprannome carico di significato datomi dalla mia migliore amica tempo fa, quando tutto il mondo sembrava ricco di colori e nessuno ancora aveva provato a ferirmi. Due anni fa, mese più mese meno, sono stata ammessa alle superiori, uscendo dalle medie con un voto ottimale e con la testa piena di speranze. La mia passione per la scrittura e per i classici del Novecento (nonchè per la storia) mi hanno portato a scegliere il classico. Il latino non mi spaventava, forse il greco mi metteva un poco in soggezione a causa dell’alfabeto completamente differente a quello che conoscevo, ma ero sicura che con la perseveranza sarei arrivata lontano. Nulla mi poteva abbattere. Sarei stata la migliore. Avrei avuto tante amiche con cui parlare dei miei libri preferiti. Avrei visto tanti posti stupendi alle gite. All’università sarei stata facilitata dalla mia passata preparazione. Questo pensavo, delle piccole frasi che per me significavano molto. Fin da subito non si rivelò la scuola adatta a me. Fatto strano, alla mia classe vennero assegnati tutti professori con qualche disturbo, chi particolarmente sadico e chi troppo poco tollerante verso noi giovani e inesperti studenti. Ma continuai a perseverare, fino a rovinarmi la salute. Non mangiavo più, uscivo poco, quando uscivo mi guardavo attorno e scoppiavo a piangere senza motivo. I professori erano diventati per me un incubo, i 3 e i 2 piovevano sulle mie spalle lasciandomi lividi invisibili carichi di frustrazione e derisione. I miei non mi capivano, erano capaci solo a criticare, dicendomi che non studiavo abbastanza. Lo dissero, finchè mia madre non mi trovò una sera china sui libri, a leggere, a scrivere. Erano le 2 di notte. Presi a chiudermi nella mia stanza, ad abbassare le tapparelle anche in pieno giorno e ad ascoltare musica deprimente al buio, con le ginocchia strette al petto, in un angolo. I miei migliori amici sembravano essere cechi di fronte al mio dolore. Qualcuno sorrideva quando gli raccontavo come mi sentivo, qualcun altro, particolarmente stupido, mi chiedeva continuamente le medie dei voti, o di descrivergli un professore che odiavo. C’è da precisare che nella scuola che frequentavo la maggior parte dei docenti era strana, con un passato burrascoso alle spalle. Capisco i loro problemi, e non giudico il loro modo di ESSERE. Ognuno nella vita ha i propri ostacoli, e capita di inciamparsi in qualcuno di essi e di risollevarsi un po’ ammaccati, diversi. Ma loro … ci provavano gusto a vederci star male. Due miei compagni se ne sono andati via in tempo. Io no. Continuavo a dire “persevera persevera e arriverai al traguardo” senza rendermi davvero conto di avere ogni materia sotto, perfino religione. Caddi in depressione. Presi ad autoledermi … si, credo che si dica così. Per ogni parola cattiva dei miei genitori, per ogni occhiata derisoria dei professori, per ogni voto terribile, per ogni sorriso dei miei amici, calavo le forbici sulle mie braccia. Emo, penserete. No, non ancora almeno. Verso febbraio mia madre mi prese da parte e mi disse chiaro e tondo che dovevo assolutamente cambiare ambiente. Andammo in un liceo diverso, più piccolo, più tranquillo, ma senza cambiare indirizzo. Ancora traumatizzata, lì aprii gli occhi: il classico, no, non faceva proprio per me. Me ne accorsi dopo un mese passato a prendere altri 4 e 3. Non riuscii mai ad integrarmi nella nuova classe, e finii per rimanere un po’ isolata, mentalmente, nel mio mondo, mentre coloro che mi parlavano assieme ricevevano dei “si” meccanici. Ma mia madre aveva speso un capitale per i nuovi libri, e decisi di non aprire bocca. Nuove discussioni, nuovi litigi, nuovi tagli. Ne parlai con la mia migliore amica, che mi disse “Ascolta, ti rovini solo così e non serve a niente. Ascolta della musica buona, quella si che ti carica!”. Provai, e per un po’ funzionò. Quando vidi la scritta “BOCCIATA” accanto al mio nome, il mio cuore si liberò di un peso. Si, ero felice. Niente classico, potevo cambiare. Passai un’estate tranquilla, per poi tuffarmi a capofitto in un liceo di scienze umane. Mi piace la scuola, e vado molto bene. Psicologia è la mia materia preferita, insieme a pedagogia, diritto, italiano, storia e, si, latino, con una meravigliosa media dell’8 (alla faccia del mio ex prof!). Ma di recente il mio passato è tornato a tormentarmi, incrocio sovente il mio ex professore di greco e il mio cuore casca nella suola delle scarpe. Un mese fa, ho ripreso a tagliarmi, abbandonando le forbici e sostituendole con lame di coltello e lamette di righello. La mia bis nonna è a casa mia, non più autosufficiente, bisognosa di costanti attenzioni, e visto che mia nonna deve occuparsi della casa, mia mamma e mio padre del lavoro, io mi sono accollata la responsabilità di badare a lei. Di recente mio nonno è stato ricoverato in ospedale. Tra il tumore al polmone, un versamento pleurico, un infarto intestinale e qualche male che i medici non riescono a identificare, pensò che passerà il tempo che gli rimane lì dentro. La preoccupazione per lui ha fatto sì che i tagli divenissero più profondi, più marcati, e più nascosti, perchè i miei non lo sanno e non lo dovranno mai sapere. Col tempo, le persone a conoscenza di questa mia tendenza sono aumentate. Troppe domande sceme, dovevo delle spiegazioni. Poi, avvenne. Fiducia malriposta. Una mia “amica” andò a spifferare a tutta la classe il mio passato e i miei tagli, visibili e nascosti, nonché le varie cicatrici che adornano il mio corpo. Ora detesto entrare nella mia classe, tutti mi osservano, e nei loro occhi non leggo che compatimento, e in alcuni derisione. Ora… io sono qualcosa che mi spaventa. Fino a una settimana fa non pensavo di essere emo, e sinceramente, non lo penso tutt’ora. Coloro che si definiscono emo hanno tendenze suicide e affermano di odiare la vita. Io non la odio, e non ho mai provato il suicidio, però non posso sfogarmi in altro modo e mi immergo nel dolore fisico perchè per un momento mi sento meglio, e dimentico tutto. Una settimana fa, sabato sera, ero al bowling con i miei amici. Ha iniziato a tremarmi la mano destra. Un tremito fastidioso, insistente, pungente. Quella sera, mio nonno aveva vomitato sangue. Sono andata in bagno, da sola, chiedendo ai miei amici di non seguirmi, e … ho dato un pungo al muro, forte. Ho parecchia forza, quidni il colpo è stato doloroso. Solo allora il tremito ha smesso, e i 3 tagli che mi ero procurata mi fecero piangere dal sollievo. Il giorno dopo, stessa storia. Le mani iniziano a tremare, io inizio a sudare e cerco con gli occhi qualcosa di tagliente. Due giorni fa, visitando un blog sugli emo, ho letto che questo tremito può essere dovuto all’ansia, allo stress, ma anche a “crisi d’astinenza” … non capisco. Non posso più fare a meno di tagliarmi? è questo che sono diventata? davvero tutti i miei sogni sono destinati a fallire? Davvero ciò che ero da piccola è andato perso per sempre? Non riesco più a capire chi sono, e questo non mi spaventa più di tanto. Quello che davvero mi terrorizza, e questa ‘tendenza’ di tagliarsi in continuazione che mi lascia sfinita. Di recente un mio amico, che i vede sempre pallida e tremante, mi abbraccia sempre e mi chiede cos’ho. Non gli rispondo mai davvero, ma lui si accontenta di darmi sicurezza. è qualcosa che mi aiuta, ma NON E’ ABBASTANZA. Chiedo scusa per i miei errori grammaticali e per quelli di sintassi, ma ho fretta, è tardi, devo andare ad apparecchiare e non ho tempo per rileggere il testo. Ciao, spero di sentire presto qualcuno. Anche qualcuno che non ha le risposte che cerco. Mi piace parlare.[/i]

      #12795
      Junipa
      Partecipante
        Grazie per le tue parole, le ho molto apprezzate e sono sorpresa della velocità con cui mi hai risposto ^^ se devo essere franca, pensavo che questo fosse un forum dove si dicesse solo che eravate sempre presenti e che invece rispondevate dopo giorni e giorni, e invece, beh, mi sbagliavo.
        L’unica cosa che davvero noon riesco a levarmi dalla testa è … questo tremore. Questo insopportabile torpore agli arti, questi continui e incessanti movimenti a scatti che mi portano a cercare una lametta, e che si calmano solo allora … cosa sono? mi tormentano, non riesco a capire cosa sono e le cose che non conosco mi spaventano! la cosa che davvero non riesco a sopportare non è il mio passato, almeno credo che non lo sia, ma questi movimenti e questa .. voglia … assurda. Mi angoscia.

        ^^ Junipa ^^

        #12796
        Volontario
        Moderatore

          Cara Junipa, benvenuta sul forum!
          Ho riletto più volte la tua storia e sono colpita dalla quantità di dolore in cui sei immersa. Da quanto scrivi capisco che è da tempo che ti tagli, da quanto? Nessun adulto si è mai accorto? C’è qualcuno di cui ti fidi con cui puoi parlare sinceramente e raccontare quello che stai vivendo?
          A presto :-) :-)


          #12797
          avalon
          Partecipante
            Quote:
            Junipa


            Di recente un mio amico, che i vede sempre pallida e tremante, mi abbraccia sempre e mi chiede cos’ho. Non gli rispondo mai davvero, ma lui si accontenta di darmi sicurezza. è qualcosa che mi aiuta, ma NON E’ ABBASTANZA. Chiedo scusa per i miei errori grammaticali e per quelli di sintassi, ma ho fretta, è tardi, devo andare ad apparecchiare e non ho tempo per rileggere il testo. Ciao, spero di sentire presto qualcuno. Anche qualcuno che non ha le risposte che cerco. Mi piace parlare.

            cara Junipa,
            benvenuta nel forum :-)

            la scuola dovrebbe educare e far fiorire le giovani generazioni…. molto spesso invece è la scappatoia a un mondo di frustrazioni personali: io, se mai rivedessi gli insegnanti di filosofia e italiano, non so come mi comporterei.

            quoto l’ultima parte del tuo post: sii fiduciosa nel tuo amico, apriti a lui nei tempi e nei modi che vorrai ma non sprecare l’occasione che ti sta offrendo di tornare la ragazzina spensierata piena di sogni.

            un abbraccio forte

            focalizza il tuo obiettivo e non potrai che centrarlo

            #12798
            Volontario
            Moderatore

              Junipa ciao! :-)
              davvero la tua lettera è piena di dolore e molto intensa. intensa come devi essere tu in tutte le tue sfaccettature.
              sinceramente non so cosa possa significare i tuoi movimenti a scatti, l’insopportabile torpore che poi ti porta a tagliarti…se non appunto il tuo bisogno di farti del male per poi sentirti viva proprio come dice Euphralia.
              ma non preoccuparti! :-)
              qui sei nel posto giusto. insieme…piano piano capiremo e troveremo una soluzione.
              credici :-) come ci crediamo noi.
              Junipa…il tuo nik….perchè non ci racconti il significato di questo soprannome datomi dalla mia migliore amica tempo fa quando tutto il mondo sembrava ricco di colori……
              ti va?
              :-) :-)


              #12799
              Volontario
              Moderatore

                ah si…scusa.. ho dimenticato….

                complimenti davvero per il tuo italiano!
                ;-)


                #12800
                cappellaiomatto
                Partecipante

                  Junipa cara,
                  dimmi sinceramente se mi sbaglio, ma da quello che scrivi mi sembra che hai una mamma che cerca di capirti, e non è poco!
                  Intanto ti ha appoggiato nel cambio di scuola, anzi è stata lei a prenderti da parte e a dirti chiaro e tondo che dovevi assolutamente cambiare ambiente. Non ti ha colpevolizzato perchè andavi male, ma ha capito un tuo disagio grave ed è intervenuta, facendoti cambiare scuola ma mantenendo nello stesso tempo lo stesso indirizzo, in modo da darti la possibilità di capire da sola che il classico, anche se era nei tuoi sogni, non era però, di fatto, l’indirizzo più giusto per te. Quando poi sei stata bocciata, ci dici che ti sei sentita sollevata di un peso e quindi eri sicura che in casa avrebbero accettato e compreso. E’ così Juna? Ho interpretato bene?
                  Se me lo confermerai, guarda che hai un appoggio importantissimo, quello della mamma. Vedremo insieme come questo aspetto possa aiutarti ;-)
                  Del papà non ci dici nulla, vuoi parlarcene?
                  Aspetto di sapere, ti va?
                  :-) :-)

                  #12801
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                  Partecipante
                    Quote:
                    Junipa

                    [black] non capisco. Non posso più fare a meno di tagliarmi? è questo che sono diventata? davvero tutti i miei sogni sono destinati a fallire?

                    Carissima Junipa,

                    non è che tagliarti di aiuti a stare bene, anzi ti consiglio se vuoi di uscire di casa e farti una passeggiata se trovi il tempo di farlo. Cerca di distrarti il più possibile da questa tendenza. Io penso che avrai tanti interessi ed è buono davvero per te che ti possa rifugiare in questi piuttosto che farti del male. Comunque davvero sei in gamba come leggo, sei riuscita a rimediare con la scuola e perchè mai non puoi risolvere questo tuo problema? Certo che ce la farai.

                    #12802
                    euphralia
                    Partecipante
                      Quote:
                      cappellaiomatto
                      Junipa cara,
                      dimmi sinceramente se mi sbaglio, ma da quello che scrivi mi sembra che hai una mamma che cerca di capirti, e non è poco!
                      Intanto ti ha appoggiato nel cambio di scuola, anzi è stata lei a prenderti da parte e a dirti chiaro e tondo che dovevi assolutamente cambiare ambiente. Non ti ha colpevolizzato perchè andavi male, ma ha capito un tuo disagio grave ed è intervenuta, facendoti cambiare scuola ma mantenendo nello stesso tempo lo stesso indirizzo, in modo da darti la possibilità di capire da sola che il classico, anche se era nei tuoi sogni, non era però, di fatto, l’indirizzo più giusto per te. Quando poi sei stata bocciata, ci dici che ti sei sentita sollevata di un peso e quindi eri sicura che in casa avrebbero accettato e compreso. E’ così Juna? Ho interpretato bene?
                      Se me lo confermerai, guarda che hai un appoggio importantissimo, quello della mamma. Vedremo insieme come questo aspetto possa aiutarti ;-)
                      Del papà non ci dici nulla, vuoi parlarcene?
                      Aspetto di sapere, ti va?
                      :-) :-)

                      cappellaiomatto potresti presentarti? e mi dici anche come ha fatto a mandarti una mail Return (ammesso che te l’abbia spedita visto che ne parlavate in un’altra discussione) visto che hai un indirizzo che a quanto pare è fasullo?
                      grazie :-)

                      ai moderatori: potete controllare anche l’indirizzo IP per favore? non mi tornano un po’ di cose…non sarebbe il primo caso di multiaccount….

                      Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa, ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo.
                      #12803
                      Volontario
                      Moderatore

                        grazie per la segnalazione, non ti scappa davvero nulla,
                        se hai ragione non sembra essere una cosa pericolosa: a volte per un attimo può capitare di aver bisogno di dire e non dire, apparire e nascondersi.
                        Poi, quando ci si è rasserenati, tutto torna tranquillo.
                        Forse ogni comportamento contro le regole mostra debolezza, non forza, e quindi deve essere compreso.
                        se hai torto: allora non occorre nemmeno allarmarsi.

                        Quindi stai tranquilla come tranquilli siamo noi.
                        ciao


                        #12804
                        euphralia
                        Partecipante

                          No, non mi sto preoccupando credimi solo che trovo questo comportamento un po’ assurdo onestamente. Soprattutto perchè le persone, se così realmente fosse (sottolineo), non si sforzano nemmeno di rendere credibile la cosa.

                          Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa, ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo.
                          #12805
                          Return
                          Partecipante

                            vogliamoci bene gli uni gli altri :-)

                            #12806
                            euphralia
                            Partecipante
                              Quote:
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                              vogliamoci bene gli uni gli altri :-)

                              certo che queste uscite così c’entrano proprio tutto nel discorso eh…

                              @Junipa: scusa l’off topic negli ultimi post ;-)

                              Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa, ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo.
                              #12807
                              Junipa
                              Partecipante
                                Non fa niente anche voi avrete le vostre discussioni da fare ^^. Comunque .. uff quanti post e quante domande [|)] devo rileggermeli ancora una volta. Okay, ci sono. Allora, mi taglio da quasi due anni, se vogliamo parlare di un tempo periodico. Per amor della precisione, a fine terza media ho avuto il mio primo incontro con il taglio, ma era una cosa da nulla, non mi ero mai sfogata e il tenermi tutto dentro mi stava logorando l’anima. Ho dovuto raccontare che una delle due gatte che teniamo in casa mi aveva morso (non mi sono sempre tagliata … è brutto oltre che macabro dire che certe volte ho usato le forbici.). Nessun adulto se n’è mai accorto perchè nascondo sovente le braccia, anche a scuola. Porto le maniche lunghe finchè non sopporto più il caldo e i tagli più profondi sono stati fatti in modo tale da sembrare ferite da caduta o da morsi. Solo un adulto conosce la verità, la mia attuale professoressa di latino. Durante un tema in cui c’era da scegliere fra due tracce, lei si è avvicinata e mi ha passato un foglietto con una terza opzione: la depressione. Allora mi sono aperta, e ho scritto tutto quello che sentivo, senza pensarci. Mi ha dato 7,5 (ho sempre preso voti alti nei temi) e mi ha sorriso con aria complice. Mi ha deluso, però, chiedendomi di alzarmi e leggere ciò che avevo partorito in sole due ore di lavoro all’intera classe. Questo è un esempio di tema ben elaborato, corretto in tutte le sue forme. Ma non è per questo che vorrei che la vostra compagna lo leggesse: anche se voi potreste non crederci, Giulia ha qualcosa di importante da raccontare che vuole tenere nascosto. Giulia, vorresti cortesemente .. avrebbe voluto dire ‘iniziare con la lettura’ forse, ma non le ho dato il tempo. Le ho consegnato il tema e prima che potesse chiedermi il motivo di tanta improvvisa furia sono uscita dalla classe e sono andata a prendermi una cioccolata calda. Non sono abituata a far vedere agli altri quanto sono fragile, quindi solitamente assumo una maschera fatta di durezza e cattiveria. Pochi lo sanno, forse 5 o 6, ma l’aspetto duro che ho non è che un costume di carnevale ben confezionato, tenuto insieme dai fili del tempo e della pazienza. Dopo quell’episodio, né la professoressa né io abbiamo più accennato al tema, e conviviamo pacificamente continuando a mantenere stoicamente il rapporto alluna-docente che ci dovrebbe essere. Col passare dei mesi ho imparato ad apprezzarla. Forze pensava di potermi aiutare, ma l’ha fatto nel modo sbagliato. Ho sempre un sorriso per lei, comunque. L’anno scorso ha scoperto che il marito la tradiva, e nonostante sia un po’ troppo eccentrica in certe cose non posso che dire che mi spiace per ciò che ha dovuto passare.
                                Se mi con/fido di qualcuno? Sì e no. Da due giorni ho iniziato a raccontare la maggior parte delle cose che mi accadono al mio amico, ma anche con lui sto iniziando a tirarmi indietro. Ultimamente non fa altro che dirmi Non farlo più non farlo più guai a te se lo fai ancora mi in****o altrimenti come un mantra religioso e io, nonostante i suoi e i miei sforzi, non gli prometto mai quel sì che lui tanto vorrebbe sentire. E’ un caro amico, e sono contenta di averlo, ma si preoccupa tanto per me e mi spiace vedere l’ansia sul suo volto.
                                Secondo o terzo punto, non lo so, comunque … Junipa. Perchè Junipa? La mia migliore amica d’infanzia ed io avevamo iniziato a guardare per puro divertimento un cartone manga giapponese su una bambina dai capelli azzurri che si divertiva a intromettersi nelle faccende dei più grandi. Anch’io, quand’ero piccola, ero così, vivace e curiosa, con un desiderio ardente di crescere prima del tempo. Da quando il manga è stato sospeso, la mia amica mi chiama Junipa. Anche adesso, in un tempo fatto di pochi alti e tanti bassi in cui io sono giù e lei è stressata per la scuola, continuiamo a chiamarci Junipa e Cassiopea (<- Cassiopea era l’amica immaginaria di Junipa), tanto per mantenere l’illusione di un gioco bellissimo ormai perso con l’infanzia passata.
                                Cappelliaiomatto (complimenti per il nome ^^), per risponderti … mia mamma non mi ha colpevolizzata dopo che ha capito il disagio psicologico e fisico che stavo provando da 5 mesi, ma prima mi stava addosso come un gufo appollaiato su un ramo in attesa del topolino. Era sempre pronta a darmi la colpa per un 3, e non potevo darle torto nelle prime settimane perchè avevo preso il classico sottogamba, ma dopo, quando ce la mettevo davvero tutta, quando rinunciavo a quella mezz’ora di musica che mi aiutava a distrarmi per studiare ancora, le sue accuse pesavano su di me come macigni. Diceva sempre che aveva creduto di avere una figlia fuori dall’ordinario, una specie di ragazza superdotata, in grado di superare tutto e tutti con uno schioccar di dita. Mi detesto tutt’ora per averle dato una delusione simile. Lei credeva in me. Io ho smesso di credere in me dopo il primo mese. Credevo solo nell’andare avanti.
                                Il papà è una figura che esprime autorità anche se poi si rivela più morbido di mia madre. Detesto dialogare con troppe parole quando non c’è bisogno, e sopporto poco le persone che tendono a ripetersi nelle parole o che avvalorano la loro discussione con le frasi fatte trovate in chissà quale scatola di cioccolatini. Mio padre è chiaro ed esserziale, conciso ma preciso in ogni cosa che dice. Lo apprezzo molto per questo. Non ammette repliche, ma a differenza di mia madre quando dopo un paio di tentativi andati a vuoto cerca un dialogo aperto e moderato, anziché lo scontro aperto.
                                Ieri sia mia madre sia mia nonna sono venute a sfogarsi da me, perchè mi credono forte. Ecco due lati negativi del voler sembrare un muro di mattoni: le persone vengono da te a chiedere un abbraccio o una parola di conforto, piangendo e imprecando, quando tu saresti la prima a volerli chiedere. Secondo, quando cerchi per tanto tempo di trattenere le lacrime, dopo non riesci più a piangere. Ci ho provato, ieri, mi sentivo distrutta e abbattuta. Ho ascoltato la musica per un’ora e mezza (ormai è il mio secondo sfogo, l’unico motorio), poi non ce l’ho più fatta a reggere la tensione. Sarebbe stata anche la scena carina per un film. Con le note di ‘Don’t worry be happy’ e la voce di Bobby McFerrin di sottofondo, nascosta dietro al divano, chiusa in camera mia, avvolta dal buio se non per uno sprazzo di luce bianca che veniva dal compurer. Mia nonna piangeva al telefono nella camera a fianco,e sua nipote affondava con la lama del temperino nel braccio, proprio dove le vene erano in rilievo. Pochi attimi dopo, invece di continuare dove avevo iniziato, ho cambiato punto perforando e tagliando solo il lato del polso, per fortuna. Sono andata a ofndo, ma anche se avessi continuato l’opera iniziale non sarei mai arrivata a recidermi le vene. Continuo a ripetere che non ho manie suicide, ma vedere il sangue che esce dai tagli mi avvolge in uno stato di momentanea pace da cui poi ho un doloroso risveglio. Dopo ho passato la solita soluzione salina che ho preparato io stessa: brucia, certo, ma aiuta a riunire la pelle in modo tale che in superficie non sembri un taglio ma un semplice graffio. Sempre colpa della gatta, ho detto a mia madre. Vabbè, ieri è andata così …
                                Continuo a scusarmi per la mancanza di lettere o di errori grammaticali, e ringrazio per il commento sul mio italiano, mi ha fatto molto piacere leggerlo ^^ grazie di esserci, buonanotte!

                                ^^ Junipa ^^

                                #12808
                                Junipa
                                Partecipante
                                  Ah, volevo chiedervi scusa se ogni volta scrivo così tanto. E’ solo che ho molto da dire e poco tempo per dirlo. Volevo anche informarvi che ho cercato di rassicurare una ragazza che si taglia e che ha qualche dubbio sull’andare o no da uno psicologo, ho vissuto un momento simile e volevo esprimerle ciò che ho provato io. Si trova in questo blog, comunque. Ho fatto male?

                                  ^^ Junipa ^^

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