depressione…

  • Questo topic ha 26 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 1 mese fa da Volontario.
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  • #5942
    chat_noir
    Partecipante

    Ciao a tutti, vagando sul net ho trovato questo forum e mi è piaciuto e mi è venuta voglia di raccontare la mia storia; sono nata una ventina di anni fa e per la gioia di tutti son sempre stata una bimba dolce e affettuosa, non troppo estroversa ma felice,anche se la mia situazione famigliare non lo fosse: i miei infelici del loro lavoro e del loro rapporto, a parole loro, tenuto su solo dalla mia presenza. A scuola son sempre stata molto brava anche se spesso ho trovato problemi con compagni e insegnanti ma che dopo tutto possono essere inseriti in una infanzia normale. Ho frequentato il Liceo Classico e con una media brillante sono arrivata al terzo anno. Cambiati alcuni insegnanti sono iniziati i miei problemi. In particolare avevo un insegnante se così possiamo chiamarlo, che a poco a poco si è scelto le sue ragazze, quelle pronte a farsi toccare, che in cambio ottenevano voti decenti o le domande delle verifiche, anche quella della maturità. Tuttavia i miei voti rimasero alti. Il rapporto coi miei compagni continuava a peggiorare e pur avendo trovato un gruppetto con cui mi trovavo, loro erano la bocca che tramandava le ennesime voci di corridoio su di me: che i miei voti erano frutto solo di studio a memoria, che ero stupida e che avevo atteggiamenti lesbici o bisessuali (dopo che mi sono fidanzata). Le poche persone con cui parlavo di questi problemi non avevano il coraggio di farli presenti né a insegnanti né al preside.
    Avevo ormai deciso da due anni di fare Matematica, avevo una preparazione migliore rispetto alle materie umanistiche e poi mi piaceva, leggevo saggi sull’argomento e andavo spesso a conferenze. Non passarono molti mesi all’inizio dell’ultimo anno che il mio gruppo di compagni mi fece arrivare la voce che ero ritenuta innamorata della prof di Matematica e che i miei voti erano solo dovuti alle simpatie che lei aveva per me e che forse sì anche lei era un po’ innamorata.
    Ho iniziato a sentirmi io la causa dei miei mali, la mia testardaggine a non cadere a compromessi a non essere tra le altre a far vita facile . Io disprezzavo quelle persone e spesso lo davo a vedere, ne dovevo poi subire le conseguenze.
    Beh insomma volevo e dovevo manifestare la mia diversità e il mio male che avevo dentro. Ho iniziato a non mangiare e ogni volta che a casa i miei mi facevano mangiare qualcosa che non volevo di nascosto andavo a vomitare. Ho iniziato una commedia che è durata sei mesi di bugie. Mentivo, sempre di più. Il rapporto con i miei è peggiorato di giorno in giorno. Ero sempre più chiusa, non parlavo, studiavo e basta anche fino alle tre di notte. Era come una punizione per me. Dovevo sparire.
    Sono arrivata al peso di 45 chili, ne avevo persi sette nel giro di sei mesi.
    Ho iniziato le sedute dalla psichiatra (che ho terminato da qualche mese)che mi sono servite ad aprirmi ma spesso non mi ha dato un commento diretto su il perché certi fatti sono accaduti e sono sono stata nel complesso soddisfatta perchè certe cose non riesco ancora a parlarne. Perché mi hanno dato della lesbica? I miei si sentono superati nel ruolo di genitori e sono molto gelosi di tutte le persone che frequento e questo mi fa molto male.
    Mi sono iscritta a matematica e per togliermi dalla mia famiglia e mantenere un rapporto meno litigioso ho deciso di cercare una casa da sola nella città dove studio.
    Ora sono al secondo anno ma purtroppo non vado bene, faccio fatica a passare gli esami e da gennaio sono caduta in depressione. Sono solo indietro di un esame ma l’ambiente è teso. Sembra che invece di fare degli orali cerchino di vagliare il cervello. Ho perso oramai tutta la passione che avevo, ma non per la matematica in cui ho sempre creduto, quella che parla delle persone che l’han creata e non la spudorata tecnica, il saper fare esercizi senza che ci diano gli strumenti per imparare. Il mio rapporto coi miei è ulteriormente peggiorato, il dialogo è legato al minimo indispensabile e meno li vedo meno riesco a parlare…Vorrei fare qualcosa per me stessa ma non so cosa…vorrei tornare come ero una volta.

    #11097
    morpheus
    Partecipante

    Ciao chat_noir, benvenuta sul forum prima di tutto..
    Hai una storia piuttosto tormentata! Purtroppo il tuo racconto dimostra quanto si può essere cattivi ed ignoranti.. a volte quando non si sa come fare male a qualcuno si sparge la voce che è omosessuale, come se fosse una colpa (e purtroppo funziona pure, tu ne sei una delle prove viventi)! E’ brutto soprattutto vedere che ci sono ancora i cocchi del prof (lasciamo stare come fanno a diventarlo, lo hai già scritto tu) e quando uno va bene veramente per passione ed impegno..lo distruggono senza pietà.
    Il percorso che avevi intrapreso con lo psichiatra lo hai sospeso o continui ad andarci, mi sembra che qualche piccolo aiuto te lo avesse dato. Perchè hai smesso di parlare con i tuoi? Cosa fa dire loro che non sono superati? La gelosia può essere un modo per proteggerti (modo sbagliato evidentemente)?
    Ci sono un sacco di persone che hanno problemi all’università, prima o poi un momento di crisi può arrivare ma mi dispiace sentire che ti sta togliendo la passione che avevi, spero che sia solo una cosa passeggera (sei solo indietro di un esame, dai, non buttarti giù..).
    Scusa più che risposte ti sto facendo un sacco di domande ;-) ma è solo per conoscerti un po’ meglio..
    A presto

    firmaforum2e.jpg
    Un giorno senza un sorriso è un giorno perso :-).(Charlie Chaplin)

    #11098
    chat_noir
    Partecipante

    Ciao morpheus, prima di tutto GRAZIE!! per avermi risposto e ora cercherò io di rispondere alle tue domande..dunque il motivo per cui sono andata dallo psichiatra è stato quello dell’anoressia nervosa, il tutto è funzionato nel raccontare quel che mi era successo però purtroppo mi mancava una replica ai miei racconti…insomma io ho cercato anche di chiedere direttamente pareri e siamo giunti solo al punto che secondo questi avevo un’adolescenza ritardata a causa della morte di mio nonno che era sopraggiunta poco prima decidessi di non mangiare più.Il fatto è che è possibile abbia peggiorato le cose ma non era la causa dei miei mali!!Io ho cercato di spiegare che non ero d’accordo diciamo con la diagnosi ma non c’è stato nulla da fare. Ci sono andata per un anno e mezzo e poi stanca di andare a fare la cronaca settimanale ho lasciato perdere. Da parte mia ammetto non ci fosse molta apertura, però mi sentivo quasi una fine giornata, un’oretta e poi si cena, tanto ci son altri con problemi più gravi.Cosa dovevo dirle? che pensavo al suicidio?forse mi avrebbe ascoltato, invece ha sottovalutato i miei problemi scolastici e ha solo messo i puntini sul fatto che i miei, anche loro, eran provati dal lutto e non ha messo per nulla in conto che avessi problemi con loro.
    Il fatto che i miei si sentano superati nel loro ruolo credo sia perchè diciamo quando hanno scoperto che stavo male non l’hanno capito da soli ma sono state amiche e alcune insegnanti a farglielo presente, quindi sono molto gelosi di queste persone; non credo che sia per proteggermi anche perchè non manifestano disapprovazione quando le frequento, solo mostrano disinteresse per qualunque cosa dica di loro e ritengono che quando al liceo parlavo loro dei miei problemi mi incitassero al pettegolezzo peggiorando la situazione. Poi il fatto che dopo il liceo mi sia messa a frequentare le mie ex prof, che mi avevano aiutato e tirato su dal baratro che sono quasi coetanee loro, figuriamoci cosa non pensano…
    Il problema con i miei è molto complicato da spiegare…certe volte mi sembra che non accettino nulla di me, nè appunto le amicizie, nè le passioni, per loro sono rimasta una bambina, non hanno alcuna partecipazione in quello che faccio e qualsiasi discorso loro dicono di saperne di più oppure che è inutile. I dialoghi quando sono fuori casa si limitano a Hai mangiato?Vai a letto?. E il fatto che l’unico loro timore sia sempre quello del cibo e del sonno non mi aiuta a superare quello che ho passato, c’è sempre un timore, una vergogna un senso di colpa verso di loro.
    Il fatto è che credo di non aver superato un bel niente perchè il mio controllo sul cibo è costante, anche solo per il fatto che vivo da sola, apparte il fine settimana.
    Inoltre questo ultimo fatto della depressione mi porta a vedere in negativo qualunque cosa faccia; ho cancellato ogni progetto di futuro dalla mia mente ma anche ogni interesse presente, vado avanti per inerzia. E poi lo so l’università è spesso difficile ma quando per un minimo risultato devi fare una fatica enorme e ti sottrae tutto, allora diventa un tormento…
    Poi io lo so prendo male gli esami perchè mi agito molto e meno ho la certezza di passarli più è peggio.Da gennaio mi è venuta una specie di cardipalmo e da marzo ho iniziato a prendere il lexotan(sotto prescrizione medica)ma non funziona molto..dicono che è portato dall’ansia.Io sono amareggiata, ormai ho anche un po’ abbandonato tutte le amicizie perchè se mi trovo a parlare dei miei problemi poi mi sento in colpa; nessuno ha voglia di passare il sabato pomeriggio con una depressa, nessuno.

    #11099
    Anonimo

    Ciao chat noir, benvenutissima inanzitutto sul nostro forum :-)

    Devo proprio farti i complimenti perchè essere al secondo anno di matematica con un solo esame indietro è una cosa molto molto difficile e tu malgrado tutti gli ostacoli in cui sei incappata ce la sta facendo alla grande. Il che vuol dire che la strada è quella giusta :-) Sai, spesso quando si studia si è un po’ esasperati: troppo studio, troppi esami ravvicinanti, troppo difficili ecc ecc. Capita spesso anche di essere insicuri di ciò che si sta facendo, anche perchè a volte non è come ce lo si era immaginato, ma credo che per te sia solo un momento, ami davvero molto la matematica :-)

    Ci dici che ora stai attraversando un momento di depressione, ma c’è qualche altro motivo a parte il far fatica a passare gli esami? Perchè sicuramente passare gli esami d matematica non è una passaggiata (proprio no :-) ma tu ce la stai facendo benissimo!
    Ci dici anche che ultimamente hai un po’ lasciato perdere le amicizie, anche con le tue professoresse che tanto ti hanno aiutato? Penso che a loro non dispiacerebbe sentire i tuoi problemi e, se possono, anche darti una mano, no? Vivere da soli, (a proposito hai qualche coinquilino?) non è mai facile sopratt dopo ciò che ti è successo e il fragile appoggio che senti di avere dai tuoi. Quindi avere vicino qualcuno su cui contare sarebbe molto importante, non credi? :-)

    Per quanto riguarda i tuoi, ci dici che hai voluto cambiare città per stare da sola e quindi allontanarti da loro…E’ accaduto proprio questo credo: vi siete allontanati ancora di più di quanto non lo eravate prima. A volte non può che essere un bene perchè permette a tutte due di maturare separatamente per poi riaffrontarsi, però se tu (ovviamente) ci stai male, potresti provare a dirglielo chiaramente, che vorresti magari parlare di più con loro di cose che veramente per te sono importanti ecc. Che ne dici?

    Per ora ti saluto visto il mucchio di domande che ti ho fatto. :-) A presto!! E un sorriso

    *****

    #11100
    chat_noir
    Partecipante

    ciao Jordan!!Il fatto è che non si tratta del non passare gli esami in sè..è ovvio che anche venendo da un Classico abbia incontato difficoltà, ma ero pronta e me le aspettavo. Però non mi aspettavo un ambiente competitivo con insegnanti che non han molta voglia di spiegare e non danno gli strumenti per fare esercizi. Ma non si tratta neanche solo di quello, è tutto l’insieme di fattori, gli eventi passati, il sentirsi segnata dal passato, con un senso di colpa sulle spalle, il non riuscire più a prendere delle scelte anche piccole, anche solo comprare in un negozio. Poi nel quotidiano ci son momenti che non riesco a vivere per me stessa; è come se vivessi guardandomi attraverso uno specchio, studiandomi dall’alto.Non sono più naturale e spontanea, tutto perchè mi sento giudicata, da quelli che non conoscono la mia storia come se avessi una identità segreta, perchè da certi eventi si rimane segnati, la gente categorizza.Temo che certe cose possano riaccadere, forse perchè non ho capito in realtà perchè mi son state dette certe cose. E mi sento giudicata anche dai miei perchè non han mai capito il perchè abbia fatto certe cose e anche se è stupido dirlo non potrei mai spiegarglielo. E la verità è che ormai non ho neanche più intenzione di riprendere il dialogo, anche se ci soffro. Il fatto che gli abbia mentito per mesi per loro è stato come un tradimento e da allora il loro comportamento è cambiato. Io son diventata più fredda ma loro si son chiusi. MI sento completamente staccata dalle loro idee, di religione, di vita, di interessi. Ma non voglio cambiare le mie idee e loro non vogliono capire le mie.
    A presto e grazie..

    #11101
    morpheus
    Partecipante

    Ciao Chat (che ne dici se tolgo il noir?, va bene lo stesso?) ho letto la tua risposta a me e lo scambio con jordan.. certo che non è facile per un genitore accettare che qualcun altro di esterno si sia accorto che tua figlia aveva dei seri problemi, ti senti un fallito (e tu dici che si sentono infatti colpevoli) e allora provi più che gelosia forse una vera e propria avversione verso coloro che hanno invece dimostrato una grande attenzione verso di te (tra l’altro mi sembra bello che tu veda ancora le tue ex insegnanti che ti avevano aiutato). I tuoi però non vanno colpevolizzati in nessun modo, ci mancherebbe, da fuori le cose si vedono più facilmente e non solo in questi casi..la ritengo una regola generale per ogni situazione.

    I rapporti genitori/figli non sono mai idilliaci (giusto la famiglia Bradford era così..ma quello era un telefilm), bisognerebbe cercare di venirsi un po’ incontro, un passo alla volta accorciare la distanza. Magari potresti fare uno sforzo tu piuttosto che aspettartelo da loro, almeno all’inizio..può essere un’idea?
    L’università è proprio come la descrivi, un posto molto competitivo e può spaventare ci mancherebbe. I prof non sono così coinvolti, sono lì per insegnare (si spera ;-)) e uno si deve arrangiare; ecco bisogna fare affidamento sui compagni di corso, ce ne sarà qualcuno con cui magari scambiare opinioni o studiare insieme? mi hanno sempre detto che il bello dell’ambiente universitario (che non ho frequentato ;-)) erano i rapporti tra compagni di corso..non c’è proprio nessuno con cui ti piace stare?
    A presto

    firmaforum2e.jpg
    Un giorno senza un sorriso è un giorno perso :-).(Charlie Chaplin)

    #11102
    chat_noir
    Partecipante

    (Va benissimo Chat :-))Sì lo so hai ragione..io non voglio dare ai miei nessuna colpa..solo che se io frequento queste persone e sono felice, perchè loro devono darmi contro oppure non essere felici per me?Poi un’altra cosa è il fatto che hanno un comportamento e mi hanno dato un’educazione molto più simile a quella che i loro genitori avevano dato a loro e che loro stessi han sempre criticato…questo riguarga per esempio vacanze, uscite la sera, affrontare i problemi…è come se dovessero mostrare un ruolo in cui neanche loro si rivedono e sanno benissimo di sbagliare. Così ci riduciamo a una specie di formalità esteriore, come se l’importante fosse quel che pensano gli altri, genitori di altri, conoscenti etc…
    Per l’Università, io grazie al cielo ho trovato già dai primi mesi un gruppetto di sei o sette ragazzi e ragazze e studiamo insieme sempre, se non ci fossero loro in certi momenti sarei stata persa. SOlo che malgrado prepariamo insieme una parte dell’esame poi i risultati del gruppo sono vari..alcuni come i miei, altri peggio, altri meglio…comunque mi confronto sui problemi della preparazione..solo che certe volte non basta…i problemi e le tristezze rimangono in modi diversi magari a tutti, ma a me restano…
    scusate se magari tiro fuori problemi ma non è facile raccontare tutto..mi vengono in mente le cose a tratti…a presto…

    #11103
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Chat,
    benvenuta sul forum anche da parte mia. :-)
    ho letto la tua storia e mi sono fatta l’idea di una ragazza molto sensibile che riflette sulla vita e su se stessa con capacità di introspezione e decisamente con una testa sulle spalle.

    quanti anni hanno i tuoi genitori? a volte quando il gap di anni è ampio ci si scontra con mentalità così tanto diverse che quasi precludono un dialogo.

    le voci di corridoio….beh…lasciale andare purtroppo le persone sciocche esistono e non possiamo farci nulla. certo mi rendo conto che possono aver rovinato anni di scuola che dovrebbero essere stati,invece, spensierati ma, come già ho detto, mi sembri proprio una ragazza in gamba e capace di superare anche questi ostacoli.

    sono contenta di leggere che hai trovato un bel gruppo di amici con cui studiare e condividere le difficoltà. è una cosa importante.

    mi chiedevo se, oltre allo studio, hai altri hobby….che so..sport magari o canto…cinema…

    per adesso ti saluto e ti abbraccio
    noi siamo qui.
    tanti sorrisi
    :-) :-)


    #11104
    chat_noir
    Partecipante

    Ciao Albatros!Grazie per la tua risposta…i miei hanno poco più di 50 anni…insomma non è una differenza molto grande…persone della loro età hanno mente molto più aperta…
    ecco per quanto mi riguarda me ultimamente l’università mi ha portato via il poco tempo libero che mi son sempre dedicata…facevo sport e ora mi limito al nuoto non assiduo, per scaricare un po’ la tensione…mi piace conoscere, leggere, vagare su internet per sapere…mi piace molto l’arte insieme alla matematica. Non vivo senza cantare, mi piacerebbe coltivare il canto anche se non sono la tipica ragazza con una voce sensazionale, però la musica è indispensabile, sopratutto questi ultimi anni mi sono rifugiata in quella…poi ho una passione per il cinema, colleziono dvd…diciamo che voglio coltivare la ricerca di un senso di questa vita e nel mio piccolo cerco di trovare la risposta cogliendo qua e là notizie sul mondo, mi piace sapere come scrittori, musicisti e attori interpretano la vita e anche se so che un libro o una musica o un film non sono loro stessi ma una loro interpretazione, sono anche convinta che nessuno possa fare qualcosa senza mettere qualcosa di proprio e quindi indirettamente identifico quello che scrivono o i loro gesti in quello che per me loro sono. E il sognare e l’immedesimarsi in tutto ciò credo sia proprio quello che più amo fare.

    #11105
    Anonimo

    Hai davvero un sacco di interessi, complimenti! Mi sembri avere uno spirito poetico che non è facile trovare spesso in chi ha la mente matematica con questa combinazione puoi arrivare ovunque!

    Per quanto riguarda lo sport, se ti piace, riprendi a farlo costantemente perchè come dici tu è ottimo per scaricare la tensione, inoltre prenderti un po’ di tempo solo per te senza pensare all’università, ai tuoi ecc non ti farà altro che bene ;)

    Buona giornata :-)

    *****

    #11107
    Anonimo

    Ciao chat noir benvenuta anche da parte mia……..

    Qualunque cosa ci accada, piacevole o meno che sia, possiamo imparare una lezione: ricordarci di questo piccolo insegnamento dà un senso ai momenti difficili della vita.
    Non e necessario assistere a uno spettacolo comico per divertirsi, basta non prendersi troppo sul serio e avere voglia di ridere. Ogni piccola occasione di sorriso è da valorizzare. Il sorriso e contagioso e non bisogna stupirsi di quanto sia semplice alleggerire i momenti impegnativi della giornata con una bella risata.
    Ciascuno di noi merita ciò per cui si impegna, non c’è bisogno di fare nulla di particolare per meritare la felicità. E’ un diritto di tutti.

    #11108
    chat_noir
    Partecipante

    Sono così delusa da me stessa, credo di odiarmi, perchè mi piacerebbe vivere ma non sono in grado così mi odio, mi dispezzo. Le mie scelte son state sbagliate, avrei dovuto capire i miei limiti.

    #11109
    Anonimo
    Quote:
    chat_noir
    Sono così delusa da me stessa, credo di odiarmi, perchè mi piacerebbe vivere ma non sono in grado così mi odio, mi dispezzo. Le mie scelte son state sbagliate, avrei dovuto capire i miei limiti.

    Ehy chat, mi dispiace sentirti dire queste parole, cosa succede?? Perchè dici di non essere in grado di vivere? Non credo proprio sia così! E quali sono le scelte sbagliate che hai fatto?

    Facci sapere, mi raccomando

    *****

    #11110
    chat_noir
    Partecipante

    Non son capace a vivere perchè appena qualcosa va storto divento apatica, non ho più voglia di fare niente e mi sento così sola, anche parlassi mille ore di quel che ho. Vorrei solo andare avanti col tempo oppure fermare tutto per sempre, che sarebbe una risoluzione a tanti problemi. Rovino il rapporto con tutti perchè nessuno può aiutarmi ma comunque cercano di ascoltarmi e finisco solo per sentirmi in colpa, non è bello sentire una depressa. Dovevo capire prima che questa università non era per me e andarmene, invece una prova di coraggio e tenacia si è trasformata palesemente in una infantile incapacità di capire i miei limiti. Vorrei solo bere e dimenticare tutto.

    #11111
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Chat,
    perchè dici così! una ragazza così piena di interessi e di curiosità….non puoi abbatterti così.
    i momenti difficile ci sono sempre nella vita…e a volte sembrano insormontabili MA NON LO SONO.
    non pensare di aver fatto una scelta sbagliata all’università perchè, invece, sono sicura che quella è proprio la tua strada.
    te la sei scelta in salita certo….. :-)ma alla fine più dolce sarà la soddisfazione!
    non ti abbattere mai.
    noi siamo qui per ascoltarti in qualsiasi momento tu ne senta il bisogno senza mai annoiarci.
    scrivici ancora e parlaci di te…di cosa ti piace, cosa provi, le tue gioie e i tuoi dolori, i tuoi successi e anche le tue sconfitte perchè, ahimè, quelle ci sono sempre.
    a presto e tanti sorrisi
    :-) :-) :-) :-) :-) :-)


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