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  • Questo topic ha 6 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 anni, 8 mesi fa da Volontario.
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  • #3442
    Raspberry
    Partecipante

    Ciao a tutti,
    Mi chiamo Nathalie, ho 27 anni e ho scoperto casualmente questo forum, spinta dal bisogno di esprimere il mio malessere che ormai mi accompagna da tempo.
    Soffro di ansia e depressione, sono in cura psichiatrica e allo stesso tempo sono seguita anche da uno psicoterapeuta. Ogni giorno per me è una lotta continua, mi sento sola e sbagliata. Odio svegliarmi al mattino, perdo la motivazione di lavorare e studiare, nonché svolgere le normali attività quotidiane. Voglio trovare un motivo, un pretesto in più per vivere. Mi sento spacciata, perché non trovo più una via di uscita. Stasera è una delle tante sere in cui sono nella più totale disperazione. Grazie a tutti voi che leggete queste righe.

    #35112
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Nathalie e benvenuta sul forum del sorriso ;) Come sta andando in questi giorni?
    Hai fatto benissimo a scrivere qua della tua ansia e della tua depressione. L’espressione del proprio malessere è molto importante!
    Possiamo chiederti da quanto tempo ti trovi in questa condizione?
    La tua famiglia ti è vicina o ti trovi sola?
    Capiamo benissimo il tuo odio per lo svegliarti al mattino senza motivazione per fare nulla, neanche le normali attività quotidiane. I farmaci che assumi non ti offrono sollievo? Non ti danno un po’ di carica? Come valuti l’efficacia delle terapie che stai seguendo, trovi benefici? E’molto che le segui?

    Noi ci auguriamo che tornando a confidarti con noi tu possa sentire che non sei sola e soprattutto non sei sbagliata! Potremmo dire che tu ti trovi in una fase di rielaborazione interiore, verso nuovi equilibri! Ognuno di noi è unico e irripetibile, coi suoi talenti e le sue inclinazioni. Il tuo travaglio è chiaro: tu vuoi trovare un motivo per vivere! E vuoi farlo in fretta…
    Secondo te quali possono essere dei buoni motivi per vivere? Tu hai una tua idea a questo proposito?

    Sperando che tu torni presto a chiacchierare con noi, intanto ti salutiamo con un grande sorriso!


    #35113
    Raspberry
    Partecipante

    Buonasera,
    Innanzitutto vi ringrazio per la risposta.
    Dunque, si può dire che soffro di ansia e angoscia da quando ero bambina, gli attacchi di panico sono subentrati circa da due annetti, con frequenza variabile, a seconda del vissuto specifico. Ho cominciato a chiedere aiuto concreto un anno fa e tutt’ora non so se la terapia farmacologica sia efficace. Intanto vedrò lo psichiatra questo fine settimana, mentre vedrò invece lo psicologo tra una settimana abbondante. Credo che la psicoterapia colloquiale possa essere un valido aiuto e so che ci vuole del tempo perché possa avere dei miglioramenti.
    La mia famiglia mi è vicina, certo, ma fisicamente non è qui, perché i miei genitori abitano dall’altra parte d’Italia e li vedo sì e no un paio di volte l’anno.
    Sono grata di potermi aprire con voi, sapendo di non essere sola, né l’unica ad avere questo brutto malessere.
    Quali sono dei buoni motivi per vivere? È una bella domanda, apparentemente banale, ma in realtà non è così “scontata”. Non ho maturato un’idea, purtroppo. È come se vivessi di inerzia, perché esisto. È tutto molto raccapricciante, ho paura che da un momento all’altro possa incorrere ad altri episodi di natura depressiva e ho anche paura dell’ansia stessa. È orribile vivere così.

    #35114
    Raspberry
    Partecipante

    Ci tengo inoltre aggiungere che in particolare negli ultimi giorni, soprattutto durante la sera, quando non lavoro, ho questi episodi depressivi che mi fanno sentire agitata, disperata e con un forte bisogno di recarmi in ps e magari essere ricoverata (malgrado sappia benissimo che non ne abbia alcun bisogno). Desidero poter stare a lungo in una stanza vuota senza le pressioni di tutti i giorni. Mi capita di pensare di voler morire e arrendermi alla vita. Apparentemente mi succede senza un motivo scatenante.

    #35115
    Volontario
    Moderatore

    Cara Nathalie,
    ci dispiace che anche ieri sera tu abbia avuto un episodio depressivo che ti ha fatto sentire agitata, disperata e con un forte bisogno di recarti in ps e magari essere ricoverata…
    Come hai reagito per evitare di chiamare il 118? Hai chiamato casa? Qualche amico? Forse l’ansia ti viene di sera perchè ti trovi improvvisamente da sola?
    A parte “l’ansia di avere l’ansia” o i fenomeni acuti senza apparente motivo scatenante, possiamo chiederti quali sono le maggiori pressioni materiali o psicologiche che subisci attualmente nella tua vita? Ci sono anche preoccupazioni di lunga data che ti assillano da più tempo, magari anni?

    Ci fa comunque piacere che nonostante tutti questi forti disturbi tu riesca a proseguire le tue attività lavorative! Contrastare l’ansia (che è tutta nella mente) con la fattività, tenendo occupata la mente a fare cose, è una strategia che gli esseri umani usano da millenni!

    Ci ha colpito il fatto che tu dica di non essere sicura se la terapia farmacologica ti è d’aiuto… in genere, nell’arco di un paio di mesi, si capisce se il farmaco ci dà beneficio oppure magari ci intontisce troppo, ha altri effetti indesiderati o semplicemente non ci migliora la vita. Se tu non avverti concreti benefici dopo un anno, c’è da rifletterci su. La tua psichiatra sa che tu non sei sicura che la terapia sia efficace? Visto che nel weekend la vedrai, che ne pensi di condividere con lei questo “dubbio”? Magari ci sono dosaggi diversi o altre formule che possono esserti più di sostegno e che potresti provare. O forse lei ti potrebbe aiutare a focalizzare dei benefici che a te attualmente non appaiono evidenti… Ti sembra una buona idea?

    Il tema “quale può essere per me un buon motivo per vivere”, potrebbe invece essere un punto di discussione di un eventuale futuro colloquio con la psicologa ;) da parte nostra proviamo a darti uno spunto: forse per poter arrivare a capire “qual è il motivo per cui vivere”, si potrebbe prima chiedersi: “chi sono io e perché sono nato?”
    Ci hai mai riflettuto sopra? Magari in adolescenza quando tutto cambia e improvvisamente ci troviamo alle prese con queste domande esistenziali che non capiamo da dove sorgano e ci lasciano annichiliti, come di fronte all’abisso…?

    Come ti fanno sentire i nostri spunti? Tornerai a condividere con noi le tue riflessioni?
    Noi ti aspettiamo :)


    #35117
    Raspberry
    Partecipante

    Buonasera,
    Ieri sera ho sentito mia madre al telefono e parlando mi sono sentita un po’ meglio. In genere quando sto davvero male, chiamo la mia coinquilina (soffre anche lei di depressione, appunto per ciò, riesce a starmi vicino). A lavoro non sempre va tutto liscio, proprio a causa della mia ansia che a volte subentra all’improvviso e quando succede, ho ovviamente un calo del rendimento.
    Ho assolutamente delle preoccupazioni che mi perseguitano da anni: in primis quella di non essere abbastanza, non mi dò molto valore e di conseguenza vivo col terrore di non riuscire a trovare un posto nella società (sto attualmente studiando ad un corso di laurea specialistica). Penso che nella società non ci sia posto per persone molto ansiose e sensibili come me purtroppo. Mi sento una persona perlopiù mediocre e ciò mi fa soffrire tantissimo perché vorrei invece essere brillante. L’eccessiva ansia mi rense “goffa” ed insicura, basta una critica, una cosa andata male che ne faccio una questione di vitale importanza. Ho inoltre paura del futuro, per questo sono anche disperata. Vorrei trovare serenità.

    Certamente affronterò questi temi con lo psicologo. Grazie ancora.

    #35131
    Volontario
    Moderatore

    Carissima Nathalie Perdonaci il ritardo inusuale con cui ti rispondiamo :(
    Da tutto quello che ci scrivi sembra che il fuoco, il punto centrale problematico per te siano le aspettative che tu hai su te stessa che non coincidono con quello che sei e che fai.
    Ti sei mai soffermata a guardare le cose in questo modo? Come è possibile che le tue aspettative siano così distanti dalla tua realtà? Non sarà che forse queste aspettative ti sono state indicate come esempio oppure imposte da altri, ma in realtà non sono tue, non coincidono con quello che tu sei, vuoi e pensi davvero nel profondo?

    Per farti un esempio collegandoci a quello che può essere “il senso della vita”, dipende uno che cosa pensa, perché se per esempio pensa che nella vita le cose importanti siano: essere sereni, avere dei begli affetti, avere degli amici, non ha molta importanza il lavoro che si fa o il ruolo che si ricopre, perché risulta per la persona secondario rispetto al benessere degli affetti. Per essere estremamente sintetici c’è chi vuole avere, e chi vuole essere.
    Vuoi avere un buon posto o vuoi essere felice? Che relazione c’è o ci potrebbe essere tra la tua felicità (o la tua ansia) e il tuo posto di lavoro?
    ;)
    Pensi ti sia utile provare a ragionare in questo modo?

    Facci sapere, Noi ti aspettiamo!


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