Intolleranza alla situazione di incertezza

  • Questo topic ha 15 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 1 anno, 4 mesi fa da Volontario.
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  • #4921
    Lupo
    Partecipante

    Ciao. Non avevo mai scritto su questa categoria. Mi conoscete, sono Lupo e i miei trascorsi li potete trovare sul topic “DELUSIONE E RABBIA”. Vorrei parlarvi di un altro problema che mi riguarda. Circa tre anni fa ebbi un violento scontro con un utente facebook il quale, sotto ad un mio articolo (era una delle mie prime collaborazioni), inveì contro di me e mi diffamò. Fin qui, normale amministrazione. Il problema, invece, è scaturito allorquando costui mi ha dato dell’ignorante.
    E’ come se avessi perso il controllo della situazione.
    Da allora ho cominciato compulsivamente a cercare informazioni sull’argomento dell’articolo, per cui egli mi dette dell’ignorante, quasi per dimostrare a me stesso che gli ero culturalmente superiore.
    Che ero più competente.
    Mi sono informato un pochino e – benché inizialmente pensavo che la mia fosse intolleranza alle opinioni diverse dalle mie – ho compreso che, forse, la mia è, piuttosto, intolleranza alla situazione di incertezza.
    Come posso capirlo?
    Come posso affrontare e risolvere il problema?
    Ho ripreso a pensarci un paio di giorni fa, e, di nuovo, a cercare compulsivamente informazioni, ecc.
    Ovviamente mi da ancora fastidio l’aver dovuto ricevere quelle offese, ma credo che il problema principale sia l’intolleranza suddetta.
    In questi tre anni, tranne all’inizio, la cosa non mi ha creato grossi problemi… ogni tanto mi tornava in mente, ma la quotidianità me ne distraeva.
    Da qualche giorno, tuttavia, il problema si è ripresentato.

    #35640
    Volontario

    Caro Lupo

    abbiamo capito che ti sei offeso per questo violento scontro su Facebook riguardo ad un tuo articolo perché questo utente ti aveva diffamato e addirittura dato dell’ignorante.
    Ci fai capire l’argomento dell’articolo?

    Troviamo tuttavia normale e sinonimo di intelligenza approfondire il tema trattato per dimostrare anche a noi stessi che stiamo parlando a ragion veduta e che siamo competenti.
    E’ normale se ci si ferma prima di farlo diventare un’azione compulsiva.
    Usi sempre le parole in maniera adeguata e ben ragionata e per questo ti chiediamo: sei sicuro che sia stata una ricerca “compulsiva” che ti ha portato anche ad altre conclusioni?

    Inoltre abbiamo bisogno di capire meglio verso cosa ti riferisci parlando di “intolleranza alla situazione di incertezza”.

    Non potrebbe essere che l’offesa sia stata talmente bruciante che ancora non è stata digerita?
    Se ti ritrovi a ripensarci dopo tre anni, non potrebbe essere che davvero
    tu non l’abbia ancora superata e sia rimasta come brace sotto la cenere?

    Vuoi provare a riflettere su questi spunti e ad aiutarci a capire meglio il tuo punto di vista?
    A presto :)

    #35643
    Lupo
    Partecipante

    Ciao,
    l’argomento dell’articolo era il debito che la Spagna vanta riguardo alla cultura arabo.musulmana. Per il resto potrebbe essere come dite voi. Per intolleranza alla situazione di incertezza mi riferisco ad un problema di natura psicologica che si riferisce alla mancanza di controllo di una situazione. Nel mio caso la situazione di incertezza era, forse, il fatto di non sapere se lo stronzo in questione avesse torto realmente. Sono convinto che avesse torto, dopo aver studiato l’argomento. Però il problema rimane. Nel senso che io sono fatto cosi. Quando perdo il controllo della situazione, mi sento smarrito e voglio, assolutamente, riacquistare detto controllo.

    #35645
    Lupo
    Partecipante

    Beninteso, l’intolleranza alla situazione di incertezza non è una mia invenzione, bensì un problema riconosciuto dalla psicologia. Infatti, uno psicologo online, a cui avevo chiesto consulto, mi ha indicato che potrei esserne “affetto”. Secondo me, stante quello che vi ho sopra indicato, potrebbe essere cosi.

    #35649
    Volontario

    Ciao Lupo,

    l’intolleranza nella situazione di incertezza è più o meno presente in tutti noi. Ovviamente dobbiamo gestirla, altrimenti ci arrabbieremmo in continuazione, soprattutto se si parla di storia lontana e quindi di argomenti che difficilmente conosciamo a fondo. :(

    Se nella vita di tutti i giorni sai gestire le situazioni, non dare troppa importanza agli scontri sull’web dove molto frequentemente trovi “saputelli” che sono convinti di saperne più degli altri. :-) :-) :-)

    Inoltre, non dare molta importanza al consulto telefonico degli psicologi riguardo a problemi complessi: loro tendono a mettere troppo facilmente una etichetta. Poi cosa vuol dire “potrebbe essere” ? Potrebbe essere tante cose……
    Noi lavoriamo con gli psicologi da quando siamo nati (1993) e li troviamo molto utili per molti nostri “casi”, ma noi facciamo dibattiti con loro. Non li ascoltiamo come oro colato alle prime parole. Infatti non accettiamo volontari psicologi come volontari, proprio perché il nostro servizio non è domanda/risposta e non possiamo né vogliamo fare “analisi psicologiche”.

    Sei in gamba!

    SORRISI :P :-) :-)

    #35650
    Lupo
    Partecipante

    La storia lontana la possiamo conoscere abbastanza, basta studiare. Basta non essere mossi da frustrazioni e razzismi vari, come quell’imbecille. Non capisco la puntualizzazione sugli psicologi. A me sembra plausibile l’intolleranza alla situazione di incertezza nel mio caso. I “sintomi” paiono coincidere. Lo psicologo con cui ho parlato, inoltre, non ha affatto messo etichette con facilità, ha fatto tutte le domande che il mezzo consentiva, e ha poi fatto un’ipotesi. Io, dopo, mi sono informato e ho scoperto che si tratta di un problema conosciuto alla disciplina. Non vedo cosa ci sia di sbagliato. Io, invece, credo che avrei bisogno di un’analisi psicologica, ma non posso permettermela.

    #35651
    Lupo
    Partecipante

    Inoltre, abbiate pazienza, ma se fosse facile “non pensarci” all’arrabbiatura con quel bastardo l’avrei già fatto, non vi pare?

    #35662
    Volontario

    Carissimo Lupo, :-)
    Per quanto riguarda la persona con cui hai avuto lo scontro su facebook, tu gli stai dando un grande potere ossia quello di toglierti la “serenità”.
    Certamente non è bello venire insultati ed essere tacciati d’ignoranza ma se tu sei sicuro di quanto hai affermato nel tuo articolo, perché pensarci ancora ?
    Probabilmente il problema non è lui ma il fatto che temi di essere considerato ignorante nel senso di non sapere le cose e – conoscendoti per gli scambi avuti – sappiamo quanto questo per te possa essere un’accusa difficile da digerire.
    Soprattutto se leghi il fatto di conoscere delle cose al controllo sulla vita.
    Ma crediamo anche che proprio l’esperienza del Covid-19 ci abbiamo messo di fronte ai nostri limiti, alla nostra mancanza di controllo assoluto sulla vita.
    E’ bastato qualcosa d’infinitesimale per stravolgere la vita di ognuno, a farci rendere conto che il controllo che crediamo di avere sulla vita è qualcosa di assolutamente falso. Il fatto che i programmi che facciamo, gli appuntamenti che fissiamo si concretizzano è assolutamente casuale.
    Non vogliamo dire che non dobbiamo organizzare la nostra vita ma che dobbiamo sviluppare ed allenare la capacità di accettare le cose che ci succedono, anche se vanno contro i nostri programmi e ad adattarci ai cambiamenti vedendoli come opportunità più che come ostacoli.
    Tu come li vivi i cambiamenti ? Sei incline ad assecondarli o li contrasti ? Li vedi come opportunità o come ostacoli ?
    Purtroppo, alcuni dei essi sono ineludibili e non dipendono da noi.
    Un abbraccio e a presto !
    :cheer: :cheer: :cheer: :cheer:

    #35664
    Lupo
    Partecipante

    Oh cavolo! Averci pensato prima che bastava “non pensarci”.
    “Probabilmente il problema non è lui ma il fatto che temi di essere considerato ignorante nel senso di non sapere le cose e – conoscendoti per gli scambi avuti – sappiamo quanto questo per te possa essere un’accusa difficile da digerire.
    Soprattutto se leghi il fatto di conoscere delle cose al controllo sulla vita”. Diciamo che, sostanzialmente, è così. Per quanto riguarda l’interpretazione dei cambiamenti… dipende! In genere tendo a contrastarli, ma, fino ad ora non me ne è mai capitato uno positivo. Tornando all’esempio di Dachau: io sarei, forse, morto combattendo. In quel caso una sola delle due parti aveva ragione: i prigionieri. Una sola aveva torto: i nazisti. Questi non meriterebbero alcun rispetto, meriterebbero di essere passati per le armi. In realtà, i prigionieri, avrebbero usato le armi, probabilmente, per liberarsi… ma questa è un’altra storia. Quando allo stronzo che m’ha dato dell’ignorante: perchè non debbo consideralo un esemplare di quell’Italia di merda a cui bisogna sputare in faccia? L’italia razzista, che dice “buon appetito ai pesci” quando quel farabutto, con la sua miserabile politica razzista, si rifiutava di soccorrere frotte di poveracci. Non ho nulla da imparare da stronzi del genere? Come per i prigionieri di Dachau, a me interessa la libertà. Libertà di non essere attaccato da una merda, subumana, razzista e frustrata. Certo, non posso usare le armi, non posso coprirlo di merda viste le leggi liberticide di questo paese, ma il problema rimane. Come i prigionieri di cui sopra, sono “disarmato”. Questo è il punto. Magari se avessi il deretano al caldo, forse, e dico forse, potrei finanche filosofeggiare alla vostra maniera. Ah, a proposito, io non nego che certi ostacoli siano ineludibili. Comunque, vi terrò aggiornati.

    #35666
    Volontario

    Caro Lupo,

    Va bene non essere passivi davanti a critiche che ci vengono rivolte, ma non per questo bisogna arrivare ad uno scontro a fuoco! :unsure:

    Se sei sicuro di ciò che dici e pensi, e’ necessario per te arrivare ad un vincitore e ad uno sconfitto?
    Per quanto le idee altrui possano sembrarci aberranti sono comunque da rispettare e lo scambio reciproco non può che portare ad un arricchimento interiore per entrambe le parti.

    Il tuo arricchimento potrebbe essere proprio quello di aver fatto delle riflessioni su te stesso, cercando di capire come mai l’averti dato dell’ignorante ti abbia cosi’ profondamente colpito.
    Prendila come una opportunità di auto-osservazione e riflessione. ;)

    Ci scrivi che a te interessa la libertà.
    Libertà non è anche poter dare il valore che vuoi tu a questa situazione e decidere tu in che modo utilizzarla?

    Aspettiamo i tuoi aggiornamenti.

    Un grande SORRISO :-) :-)

    #35667
    Lupo
    Partecipante

    Condivido la vostra opinione, eccetto laddove parlate di arricchimento reciproco. Non è questo il caso. Cosa fare? Credo che l’unica cosa che posso fare, ora come ora, è rivolgermi ad un professionista psicologo. L’ho già fatto. Ho fatto solo una seduta, spero di attenuare il problema quanto prima.

    #35668
    Volontario

    Ciao Lupo.

    hai fatto bene a voler andare da uno psicologo.
    Fare questa scelta non è facile, ma riteniamo che può essere un’occasione di aiuto per districare una matassa di pensieri, impulsi ed emozioni.

    Hai fatto una sola seduta, e la seconda quando è programmata?
    Il cammino psicologico, come tu saprai, per poter essere significativo è composto da più incontri.

    Potrebbe essere un percorso non sempre facile, ma pensiamo che dovrebbe offrirti degli strumenti in più per affrontare i fatti della vita.
    Ci terremmo sapere, se avrai voglia di raccontarcelo, come ti sei trovato,e sentito.

    Con un grande abbraccio, ti aspettiamo. :-) :-) :-)

    #36003
    Lupo
    Partecipante

    Ciao, eccomi di nuovo!

    #36006
    Volontario

    Ciao Lupo bentornato! :P

    Come stai?
    che ci racconti di nuovo?
    Hai proseguito con gli incontri dallo psicologo riguardo ciò di cui abbiamo parlato nei posts precedenti? :-)
    Raccontaci, siamo tutt’orecchi, un abbraccio! ;)

    #36007
    Lupo
    Partecipante

    Sto male! Sono disperato per il mio “non futuro” a causa della disoccupazione. Sto continuando le sedute dallo psicologo e sembra che queste stiano dando frutto. Ho imparato a fare i conti con me stesso: ho accettato di aver sempre voluto vivere in una campana di vetro per paura di maturare. Ora sto cercando di superare questo status mentale.

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