Io non ce la faccio più. Sto rigettando la mia vita.

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  • #4724
    Annalisa.ania
    Partecipante

    Eccomi qui; dopo l’ennesima abbuffata: debolezza e stomaco dolorante, nausea e depressione.
    Sto male, parecchio. Sto male per un’ossessione che mi attanaglia anima e corpo e che dura ormai da quattro lunghi anni: la perfezione.
    Tutto è iniziato, come sempre capita, con una dieta, o meglio, un semi digiuno non sofferto, anzi, sentivo di averne bisogno e, a lungo andare, riuscivo a trarne dei benefici sia dentro che fuori me stessa, nella sfera del sociale.
    Sono sempre stata una fanatica del perfezionismo, della serie “la vita è una, va vissuta alla perfezione, altrimenti tanto meglio farla finita”.
    La cosa è andata avanti fino ad arrivare a 50 kg, niente di grave per una ragazza alta 1.70, ma abbastanza da farmi perdere il ciclo mestruale.
    Poi, a causa di un abbassamento di pressione, ho dovuto riprendere una normale alimentazione, e da quel momento è iniziato il calvario: abbuffate, diete drastiche, nuove perdite di peso e nuove abbuffate; il tutto per quattro anni e lo scorso anno ho condito il tutto con 5-6 mesi di depressione, non riuscivo ad alzarmi dal letto, mi sentivo in carcere.
    Poi abbiamo consultato una psicologa, e per lo meno sono riuscita ad alzarmi.
    Ora sono a Milano, studentessa fuorisede che crede di aver trovato il luogo e la facoltà adatti a lei; ma la bestia non va via, anzi, si fa sentire ancora di più perchè sono sola.
    Il mio vivere qui l’ho preso come un modo per controllarmi maggiormente, controllare la mia vita, la mia alimentazione.
    Ho conosciuto un ragazzo fantastico che credo proprio di amare e voglio apparire impeccabile ai suoi occhi: la fase digiuno-abbuffata è peggiorata da quando sto con lui.
    Siccome ho esagerato col digiuno, ieri ed oggi non ce l’ho fatta e ho mangiato tutto quello che avevo comprato, nonostante mi fossi ripromessa di consumare tutto a piccole dosi.
    Mi rendo conto di star male dopo queste abbuffate che iniziano per fame e finiscono per sfizio.
    E’ in questi momenti che mi rendo conto di sentirmi terribilmente sola, e riconosco di avere un problema. Quando invece sono nella fase “non mangio/mangio l’indispensabile” mi sento una regina, senza alcun problema, studio, rido, sono una persona fantastica; peccato che prima o poi mi svegli dal sogno per poi tornarci. E non ce la faccio più.
    Ragazzi vi chiedo di non dirmi di consultare uno psicanalista perchè ora come ora non posso permettermi di spendere soldi e sono già stata in terapia. Voglio solo comprensione e qualche consiglio.
    Grazie mille :(

    #17670
    Volontario
    Moderatore

    Ciao annalisa :-)
    Benvenuta nel forum B)

    Ci spiace x la tua situazione…
    La tua famiglia ne è interamente al corrente? Sa come stai oggi? Gliene hai mai parlato recentemente anche se ora vivi lontana?
    Come ti trovi nella nuova città? Hai nuovi amici all università? Che facoltà stai frequentando?

    Scusa le infinite domande, ma vogliamo conoscerti meglio :)

    Ancora due domande B) :
    1) non hai piu avuto contatti con la psicologa che ti aiutò all epoca? Magari potrebbe esserti utile ricontattarla anche solo telefonicamente… Altrimenti ci sono degli ottimi consultori GRATUITI in cui potresti trovare valido supporto senza spese, potresti valutare di andarci…
    2) il tuo ragazzo sa dei tuoi problemi col cibo? Se tiene a te sinceramente, non gli interessa che tu sia perfetta! Anche xche nessuno lo è :P

    Coraggio e sorrisi :cheer:


    #17678
    Annalisa.ania
    Partecipante

    Ciao :) Grazie del benvenuto!
    Cercherò di rispondere a tutte le domande :)

    La tua famiglia ne è interamente al corrente?
    Allora, la mia famiglia non è al corrente della situazione; quando ci sentiamo al telefono io sono sempre felice, non voglio farli preoccupare.
    Mia madre sa che con il cibo non ho ottimi rapporti, ma sottovaluta molto la cosa: vede semplicemente che sono a dieta a periodi alterni, “come tutte le ragazze della mia età”.
    Lei viene da una generazione diversa, è difficile per loro immedesimarsi e capire bene la situazione, anche perchè nella sua famiglia c’era così tanta povertà che ci si accontentava davvero di un pezzo di pane con un bicchiere di latte a cena, non riuscirebbe ad entrare nell’ottica, quindi quando cercavo di spiegarle cosa provassi lei mi diceva che mi fossilizzavo su queste cavolate perchè non avevo niente di meglio da fare.
    Mio padre non sa nulla e non capirebbe peggio di mia madre (come tutti gli uomini d’altronde).

    Sa come stai oggi? Gliene hai mai parlato recentemente anche se ora vivi lontana?
    Niente, non ho accennato alla cosa. Ogni tanto mi chiede “ma mangi?? Mi raccomando!” e io mi limito ad un “sì sì, non ti preoccupare”.
    Loro sanno che io qui sto bene perchè, fondamentalmente, io sto bene, se non fossi per questi momenti di crisi.

    Come ti trovi nella nuova città?
    Mi trovo benissimo, ho sempre tutto quello che mi serve e la facoltà che frequento è fantastica, professori compresi. Ho parecchio lottato per arrivare dove sono.

    Hai nuovi amici all università?
    Sì, ho fatto amicizia con una ragazza in particolare, tranquilla e gentile, ci troviamo bene, ma non ci siamo mai viste fuori dall’università.

    Che facoltà stai frequentando?
    Frequento la facoltà di Lettere moderne.

    1) Non ho più sentito la psicologa.
    Beh, è una brava persona, ma sinceramente, dopo 5-6 sedute (50 euro l’una), sebbene mi sentissi meglio, mi sono resa conto che mi sarebbe bastata una serata con le amiche (che erano tutte fuori lo scorso anno purtroppo), avrei avuto lo stesso effetto e comunque adesso sono al punto di partenza, perchè è nella mia indole, non posso cambiare più di tanto, mi sentirei persa, senza scudo.

    2) Nessuno qui sa dei miei problemi con il cibo: è il mio più profondo segreto.
    So che a lui non interessa; dopotutto è a me che interessa, mi interessa per sentirmi bene con me stessa e quindi per star bene con lui.

    Inoltre mi trovo in casa con 3 coinquiline con cui non riesco ad instaurare un rapporto sincero perchè hanno abitudini completamente diverse dalle mie a partire dagli orari; dunque mi limito ad un “ciao, tutto bene?” e ad un saluto quando entro ed esco di casa.

    Grazie mille della considerazione1 :-)

    #17691
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Annalisa,
    dici che tutto è iniziato 4 anni fa.
    Volevo chiederti…in quel periodo, in cui hai iniziato a seguire quella dieta, è successo qualcosa di particolare che ti ha indotto pensieri particolari sulla perfezione e sul cibo? Prima di quel periodo com’eri?
    Hai mai pensato di parlare un pò di questi tuoi problemi con la tua amica di università?
    Nella tua lettera parli di momenti di “solitudine”: hai provato a cercare il modo di sentirti meno sola? Ad esempio vedere questa amica anche al di fuori del contesto universitario? O, ad esempio, cercando prossimamente di trovare un contesto di condivisione-casa con altre persone con cui sentirti meno sola?
    Abbraccio


    #17692
    Annalisa.ania
    Partecipante

    Sinceramente ho ricordi un po’ annebbiati di quel periodo. Avevo già cercato di mettermi a dieta qualche mese prima del “digiuno”, ma durava massimo una settimana; poi, da un momento all’altro, ho come perso la fame, nel senso che proprio non sentivo questo semi digiuno come un sacrificio, anzi! Ricordo però che volli iniziare la dieta perchè sarei andata in vacanza al mare con le mie migliori amiche, e, ovviamente, dovevo essere la migliore e la più apprezzata fisicamente, anche per cercare magari un ragazzo con cui iniziare una storia d’amore (io e i miei ideali romantici).
    Sono tutti pensieri che farebbero fuoriuscire gli occhi dalle orbite a tutti quelli che mi conoscono e mi apprezzano per la rara maturità e saggezza che mi caratterizzano (dicendo questo voglio solo farvi capire questo mio sostanziale “dissidio interiore”).
    Ed anche per questo motivo non ne parlo, nè se ne parlassi riceverei attenzione, proprio perchè non darebbero peso alla cosa dal momento che “ci arrivo benissimo da sola”.
    Sono sempre stata una ragazza timida e insicura, ma, paradossalmente, più divento bella e più l’insicurezza e il terrore di apparire come non voglio aumentano.
    Però posso dire che prima di quella dieta, quando avevo una sola immagine di me allo specchio, conducevo una vita normale, ero “tranquilla”, più socievole (tranne alcuni alti e bassi), non mi ponevo troppi problemi se non per la scuola (avevo la media del nove).
    La ragazza che frequento in università non mi sembra molto “aperta” a questi discorsi; lei stessa è abbastanza “intimorita” quando mi parla. Però ho un’amica della mia città che vive a Milano e con cui mi vedo spesso, a lei ho accennato qualcosa, ma si tratta sempre di discorsi aleatori e chi non ha vissuto direttamente l’esperienza non può proprio capire, credetemi.
    Il mio timore più grande credo sia la paura di essere abbandonata. Mi rendo conto che quando sto con quel ragazzo mi sembra di avere tutto ciò di cui ho bisogno; tuttavia lui in questa settimana è rimasto a casa (causa influenza) e non ci siamo visti: è bastato questo a farmi sentire persa, sono andata in tilt, non solo, mercoledì ho anche un test all’università: sono due pretesti più che sufficienti a far partire l’abbuffata se non fosse che non posso adesso scendere a fare la spesa, e non so come riesca a trattenermi.
    Il punto non è trovare un contesto in cui sentirmi meno sola; il punto è riuscire ad inserirsi in tale contesto :(

    #17693
    Annalisa.ania
    Partecipante

    No, scusami! Ora che ci penso! Io iniziai quella dieta perchè mi chiese di frequentarci di nuovo il mio ex ragazzo di cui mi innamorai follemente a 16 anni! Credo sia stato l’unico che mi abbia fatto credere nell’amore eterno e l’unico che mi abbia fatto soffrire come un cane, per quanto fosse durata poco la storia e per quanto fossimo dei “ragazzini”…

    #17709
    Volontario
    Moderatore

    :-) cara annalisa, :-)
    come sai i disturbi legati all’alimentazione non sono come gli stati influenzali che passano all’arrivo della bella stagione…

    E’ una malattia, infida e strisciante, non una “fissa”.. x il cibo, x il corpo o altro.

    Dalle tue parole si sente che sei preoccupata e questo ancor più per il fatto che sei “fuori dal controllo” dei tuoi genitori. Anche se dici che comunque non capirebbero. Non ne parli con nessuno e lo conideri un segreto.
    Sembra che vorresti risolvere la questione da sola, però scrivi che non ce la fai più!

    Dai disturbi alimentari si esce, e tu parlandone, hai fatto un passo importante.
    con noi , qui scritto nero su bianco, hai consegnato il tuo segreto!
    E noi lo prendiamo sul serio!

    E’ingiusto attribuire le cause a questo o a quello: sono pretesti e occasioni.
    Il fatto è che pian piano la mente è catturata dall’ossessione per il cibo e per quello che rappresenta, poco o tanto digiunando o mangiando in eccesso.
    Ma prima ce se ne rende conto, prima si agsce, più veloce è la guarigione e sicura è la cura.

    Il primo passo è la determinazione a guarire, la certezza che i comportamenti che si adottano debbano essere corretti. Anche se non hai la forza per cambiarli devi avere il coraggio di guardarla negli occhi!

    La vera cura è la determinazione a guarire e la grande forza che hai dimostrato in ogni cosa che fai deve diventare ora la forza per reagire… affrontando la questione dandole tutta l’importanza che chiede!

    Questa risposta ti sembra troppo dura?
    Cosa ne pensi?
    sei una persona intelligente e ho voluto arrivare al nocciolo di ciò che mi è parso leggere fra le righe che hai scritto. Dici che non parli con gli amici di questo nè ne riceveresti attenzione perchè sei considerata saggia e matura.
    Noi accoglianmo il tuo messaggio e ti chiediamo
    cosa TU vuoi per TE ?
    quanto tempo TI dai?
    quanto bene Ti vuoi?

    un abbraccio forte ed un sorriso


    #17746
    Volontario
    Moderatore

    ciao cara annalisa,

    come hai passato questi giorni?
    come stai?

    forse la risposta data ai tuoi messaggi è stata troppo “forte” o forse anche “sbagliata”,
    puoi liberamente scrivere quello che pensi :-)
    vuoi riprendere a raccontarci di te?

    :-) un abbraccio e un augurio di buon 2013 :-)


    #17749
    Volontario
    Moderatore

    Cara Annalisa,

    le notizie che ci dai di te stessa sono il denominatore comune delle ragazze che soffrono di disturbi alimentari: precise, brave a scuola, sempre tendenti ad ottenere il massimo. I comportamenti “normali” non sono per loro.

    Non puoi cambiare il tuo carattere ma attenuare qualche aspetto sì; puoi cominciare a pensare, ti darà fastidio lo so, che: un kg in più o in meno non guasta, le persone perfette sono considerate talvolta troppo impegnative, ecc. Questo per dirti di essere più indulgente con te stessa.

    Se riesci a limitare il digiuno, sarà più facile non abbuffarsi.
    Ricordati che a un cenone non devi digiunare ma solo limitarti un po’. Vedrai che poi nel giro di due/tre giorni, mangiando normale perdi i due-tre etti recuperati.

    Sono convinta che tu sai già tutte queste cose, ma proprio perché il digiuno ti viene più facile, non esagerare; sai già che dopo il digiuno ci sarà una abbuffata ed è quest’ultima che distrugge l’autostima; quindi se riesci a non digiunare, vedrai che le abbuffate saranno sempre meno frequenti.
    Perché l’istinto all’abbuffata e meno gestibile dell’istinto al digiuno?
    Il nostro corpo è studiato in modo da stare bene. Dopo un digiuno il corpo si sente debole, depauperato e quindi mette in moto il desiderio forte di mangiare. Ora, a differenza di tua madre, trovi tutto a portata di mano e questo non aiuta certamente.
    Comunque, non dare troppa importanza a qualche abbuffata non controllabile, cerca però di renderle sempre meno frequenti.

    Circa la malattia, perché di malattia si tratta, non mi sembra allo stato attuale molto grave, però è bene affrontarla prima possibile, per una guarigione sicura e più veloce.
    Si tratta di un disturbo che ha alti e bassi, ma che tende a peggiorare.
    A Milano ci sono diverse strutture che curano gratuitamente. Tutti i maggiori Ospedali ne hanno una. L’Ospedale S. Paolo ha anche uno sportello. Informati e recati presso la struttura che ti è più comoda. Talvolta non basta lo psicologo, ma la collaborazione tra più figure. Affidati con fiducia e non aspettare.

    Tanti auguri e Sorrisi.
    :( :-) :-) :-)


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