La mia storia

  • Questo topic ha 3 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 anni, 2 mesi fa da Volontario.
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  • #3371
    Anna P.
    Partecipante

    Salve a tutti,
    sono una nuova iscritta. Non sono più giovanissima, ho trenta anni. Non so però come fare per stare meglio. Ho una storia lunga e complicata. Non ho rapporti con la mia famiglia, sono orfana di madre, vittima di un padre violento, abito in un paese straniero, ho un passato di dipendenza dalla droga, disturbi alimentari e una sequela di fallimentari relazioni amorose con diversi gradi di violenza, un aborto. Non sono mai riuscita a laurearmi. Ho attraversato periodi di povertà, grande solitudine, profonda depressione. Soffro di un leggero autismo e le conseguenze dei complessi e traumi che hanno afflitto la mia infanzia e adolescenza. Sono stata in cura da alcuni psicologi. Sono anche stata in cura farmacologica da uno psichiatra.
    Ora sto meglio. Non prendo più medicine da un anno. Ho un appartamento, un gatto, un fidanzato. Oggi facciamo un anno insieme. Ho dei problemi finanziari, ma per ora tutto sommato va bene. Perché mi sento così triste e sola allora? Perché non riesco a vivere una vita normale? Ogni giorno in cui non vado a lavorare è un giorno di tristezza e stasi. Il mio appartamento è sporco, in disordine e occorrono riparazioni, mentre io non faccio nulla. Vado solo a lavorare. Esco solo con il mio fidanzato, di rado. Ordino tutto per posta.
    Vado avanti con la speranza che tutto si sistemi, molto lentamente. È questa la vita?

    #34435
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Anna,
    Benvenuta al Sorriso ! :-)
    Innanzitutto, ti ringraziamo per averci raccontato la tua difficile esperienza di vita e siamo contenti che oggi si intravvedono degli spiragli di felicità.
    Vorremmo, però, partire dalla tua domanda finale: qual è la vita che vuoi ? Qual è la tua definizione di vita normale ? Esiste una vita che si possa definire normale ?
    Rispondere a queste domande, ti potrebbe aiutare ad incanalare le tue energie verso il tuo obiettivo che però devi avere ben chiaro.
    Anche perché le cose non sempre si sistemano da sole. Certo, non deve mancare la speranza che le cose cambino (e nella tua vita ci sono stati dei passi in avanti nell’ultimo anno…), non tutto dipende da noi ma certamente noi dobbiamo fare la nostra parte.
    Nella tua vita, sei sicura di non poter contare su nessuno che ti possa spronare nel fare le cose ? Ci parli del tuo fidanzato con cui esci; non vivete insieme ? Non potrebbe aiutarti, in ogni caso, a sistemare la casa ? Come sono i rapporti con i tuoi colleghi ? Ce n’è qualcuno con cui hai stretto di più ?
    Vedi delle possibilità di allargare la tua rete di conoscenze ? Magari facendo del volontariato oppure frequentando dei gruppi con cui condividere i tuoi hobbies.
    Come vedi, ti abbiamo dato alcuni spunti per una riflessione sulla tua vita poiché a volte essa non ci è completamente chiara e questo non ci permette d’intraprendere la giusta strada di miglioramento.
    Hai voglia di farci partecipe di quello che scoprirai ?
    Un grande abbraccio !
    :cheer: :cheer: :cheer: :cheer:


    #34437
    Anna P.
    Partecipante

    Innanzitutto, grazie per il caro benvenuto.
    Per me, una vita normale sarebbe quella in cui riesco a fare le commissioni quotidiane come fanno le altre persone, andare al supermercato, fare una passeggiata, sbrigare le faccende, in serenità.
    Avevo un caro amico che mi spronava sempre ad andare avanti, intraprendere nuovi percorsi di crescita personale, ma il rapporto aveva attraversato una fase di amore ed era diventato per entrambi doloroso. Ho voluto allontanarmi.
    Soffro di ansia sociale, per cui non sono molto socievole. Sono cordiale, sorrido alle persone e le metto a loro agio, ma non coltivo amicizie. Con le donne non vado particolarmente d’accordo, non ne conosco nemmeno tante. Ho alcuni amici uomini e due amiche donne, tra cui la mia migliore amica. Anche lei non è felice della sua vita, è una ragazza chiusa e ha grandi aspettative sull’amore che vengono costantemente deluse, con conseguenti sofferenze. Tra i colleghi, ho due amici. Si sono entrambi invaghiti di me e, per non farli soffrire, li tengo quindi a distanza. Dovrei allargare il cerchio delle mie conoscenze, ma non ci riesco. Ho sempre paura di non potermi aprire, di non sentirmi capita e accettata o che ci si innamori di me che non ricambio – cose che mi accadono molto spesso e che non so gestire, in particolare gli amici che si invaghiscono e quelli che si offendono quando ho bisogno dei miei spazi.
    Non abito con il mio fidanzato. Lui un po’ mi aiuta, ma ha tempi molto lunghi.
    Io non ho un obbiettivo chiaro nella vita, questo è vero. Non ho ambizioni. Voglio solo una vita normale, andare a lavorare, curarmi della casa e del gatto, potermi togliere degli sfizi in termini di un bel vestito, una cena, ma niente di più. La cosa più importante è per me poter avere una casa, un luogo carino e accogliente, sicuro, come nella mia infanzia e adolescenza non ho avuto. In termini di sogni e carriera, non ho nessun particolare desiderio di realizzarmi. Potrebbe essere questo il problema?
    Grazie ancora per le parole gentili e l’attenzione.

    #34441
    Volontario
    Moderatore

    Cara Anna

    Leggere le tue ultime parole ci ha davvero colpito. Hai avanzato un’ipotesi molto concreta: e se mi servisse un obiettivo per poter arrivare ad avere ciò che desidero?
    Che poi, riteniamo che già il desiderare una vita semplice sia un obiettivo.
    Voler essere sereni non è sicuramente un sogno da poco; e allora come mai tutto questo senso di vuoto? Perchè la tua ricerca è demotivata?
    E se il tuo desiderio fosse, invece, qualcos’altro?
    Nell’infelcità che passi quotidianamente, senti di star rinunciando a qualcosa?
    Quanto il tuo vissuto ti tormenta?

    Sono interessanti i tuoi dubbi sulle relazioni.
    “Ho sempre paura di non potermi aprire, di non sentirmi capita e accettata”.
    Come mai pensi subito al doversi aprire?
    Le relazioni iniziano con un saluto; non è essenziale che da subito ci si apra. Basta “fiutarsi”: notare se in quella persona ci sono cose che ci incuriosiscono, modi di fare, abitudini, pensieri. Si inizia con un avvicinamento.
    La fiducia non è qualcosa che deve per forza essere data a tutti; è giusto avere il buon senso di darla solo a persone che abbiamo precedentemente “valutato”.

    Il tuo fidanzato che tipo è? Come ti trovi con lui?

    Ti aspettiamo, Anna
    A presto
    Un abbraccio


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