Mi abbufo…

  • Questo topic ha 19 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 7 mesi fa da Volontario.
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  • #5734
    emm
    Partecipante

    Mi abbuffo da più di quattro anni. E ne ho diciotto. Perdo il controllo di me stessa, mi sento in colpa, provo a vomitare e non ci riesco. Anche se sono piena mangio per il gusto (CATTIVO gusto) di mangiare. Mi dicono di regolarmi (e cosa direbbero se sapessero che mangio ancora di più rispetto a quello che loro sanno?). Sono aumentata di 25 chili a forza di riempirmi lo stomaco e chi per lui. E sono tanto stanca. Ogni tanto mi riprendo, mi dico “da oggi ce la farò”. Mangio di meno, mangio “meglio” relativamente, ma poi tutto torna come prima. Mi privo della cena ogni tanto, dopo essermi abbuffata per tutto il pomeriggio, ma non resisto e torno al frigo. Esco a cena fuori, mangio una pizza con qualche amico e poi torno a casa pronta per cenare di nuovo; e la scusa è sempre: “Ci siamo presi solo un pezzettino di pizza, ho una fame…”. E mangio di nuovo. E la mattina dopo, come tutte le mattine, come due o tre o quattro o più volte al giorno, salgo sulla bilancia e sbuffo. Perché piangere, disperarmi serve a poco, dato che la colpa è solo mia. Parlarne con amici non se ne parla, appunto. Ne ho pochi e non ho voglia di parlarne con loro, io dovrei essere quella forte, quella che sostiene, non quella debole che deve essere aiutata e sorretta. Ne parlo qui, per trovare una soluzione, o forse.. boh.

    #12076
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Emm!
    benvenuta nel forum del Sorriso. :-)
    sei nel posto giusto se ti va di parlare e di sfogarti. noi saremo sempre qui per ascoltarti.
    sicuramente questo potrebbe essere un inizio per cercare di capire il perchè di questa tua voglia incontrollabile di cibo e magari trovare, insieme, una soluzione.
    che ne pensi?
    :-)


    #12077
    emm
    Partecipante

    Innanzitutto, grazie per la disponibilità. DAVVERO.

    Se finalmente ho deciso di scrivere su questo forum è perché mi sembra giunto il momento di condividere anche solo per qualche secondo quelle che sono le ragioni che mi spingono a perdere il controllo. Non sono qui per farmi commiserare, ci tengo a precisarlo, ecco. E’ solo che non so proprio con chi parlarne, e spero ancora di potercela fare da sola. Cosa che mi appare sempre più difficile. Ora che finalmente inizia l’università sono molto più occupata, ma alla fine, anche dopo una giornata intera passata in facoltà, mi ritrovo a casa, a mangiare di nuovo senza freni. All’inizio davo per scontato che fosse una conseguenza dei litigi, dei silenzi, delle giornate noiose oppure irritanti che mi spingevano a consolarmi con il cibo. Ora, invece, anche dopo aver trascorso una giornata più o meno appagante, mi ritrovo nella stessa situazione. Non capisco dove è il problema, e forse non lo capirò scrivendo su questo forum, ma tentar non nuoce, soprattutto dopo quattro anni passati a sperare di farcela da sola. Forse mi manca la volontà, forse non sono abbastanza determinata. Non lo so.
    E scusatemi se scrivo così tanto, ma ogni tanto mi prende la mano e mi viene da dire finalmente tutto quello che mi passa per la testa. Ed ora esco di nuovo, cercando di occuparmi un altro poco, e sperando di tornare a casa abbastanza stanca da non avere neppure la forza di abbuffarmi.

    #12078
    Volontario
    Moderatore

    All’inizio davo per scontato che fosse una conseguenza dei litigi, dei silenzi, delle giornate noiose oppure irritanti

    Per questo argomento, questa frase è molto significativa. Com’era la tua vita, la tua famiglia, la scuola quando hai iniziato ad abbuffarti?
    O.K. l’Università, ma il resto è come prima?
    Ci parli del contesto in cui vivi? Ce la fai? E’ molto importante per noi conoscerlo.

    Ciao e… :-) :-) :-)


    #12079
    emm
    Partecipante

    Il problema è questo… non so precisamente con cosa abbia conciso l’inizio di questa situazione. Un anno prima avevo perso dieci chili in appena due mesi, e stavo fisicamente benissimo. I miei sono separati da molti anni. Da ragazzina ero molto meno timida quando stavo fra amici (prendevo sempre l’iniziativa, mi piaceva comandare gli altri e divertirmi come ogni bambino; non avevo timore di esprimere la mia opinione), anche se dalle medie in poi ho avuto sempre qualche problema a relazionarmi con l’altro sesso. Tanti hanno iniziato a scambiare la mia riservatezza con la timidezza, e per tanti versi ho perso un po’ tutto. Ho perso gli amici; poi ho fatto nuove conoscenze, ho perso anche quelle… Ne ho fatte di nuove, ed anche quelle sono andate. E tutto non per colpa altrui, ma per MIA colpa. Sono stata sempre io quella che scappava, prima che fossero gli altri ad allontanarmi (cosa che, oggi ne sono consapevole) non è detto che sarebbe accaduta. Ho sempre evitato molte situazioni, partendo prevenuta non nei confronti degli altri, ma rispetto a me stessa: mi dicevo che tanto nessuno avrebbe voluto parlare con me, e a volte me lo ripeto anche oggi, soprattutto da quando ho messo su tutti questi chili.
    Ho provato a trovarmi degli hobby. Per diversi anni ho fatto sport di squadra, poi ho smesso, e quindi le occupazioni del pomeriggio finirono lì. Ho provato altri sport, ma alla fine mi annoiavo sempre e comunque, e smettevo anche quelli. Se dovessi pensare al periodo più felice della mia vita, forse penserei a quando facevo la seconda elementare, poi da lì tutto in discesa, fino a che la mia personalità è diventata questa: una ragazza cupa, chiusa, che rimugina sempre su tutto. Oramai vedo anche nei miei familiari una certa stanchezza, nel senso che pensano di sapere come sono fatta e non provano neppure più a parlare con me. Tutti preferiscono sempre qualcun altro.
    A scuola sono sempre stata fra le più brave (e non lo dico per vantarmi, eh). Quindi, da quando in primo liceo è iniziata questa scalata al peso, mi sono vista fallire in tutti i campi, tranne in quello scolastico. Mi sono buttata sullo studio, perché unica cosa in cui potevo eccellere, senza l’aiuto di nessuno. E infatti così è stato, ce l’ho fatta, ed ora faccio e studio ciò che amo. Sto guardando a questo nuovo mondo come ad una seconda possibilità, e spero di sapermela gestire meglio di quanto abbia fatto fino ad ora con il resto della mia adolescenza. Resta il fatto che mi sento gli occhi puntati addosso, oppure totalmente invisibile.

    Durante l’ultimo anno di liceo, però, nonostante abbia perso davvero molte amicizie, ho trovato qualcuno con cui sto bene, e con cui mi sono Sforzata sin dal principio di mantenere un ottimo rapporto. Ho un’amicizia, nonostante a volte abbia avuto la tentazione di lasciare andare anche questa. Durante un viaggio ho conosciuto anche altre persone e mi sono legata a loro, sempre cercando di restare coerente e di sforzarmi di restare al loro fianco, malgrado la mia testa, a volte, mi dicesse di abbandonare di nuovo tutto perché posso stare bene anche da sola, perché l’amicizia va coltivata ed io non ho la voglia (anche se detto così sembra orribile). Sono sempre presente per gli altri, perché aiutare e consigliare mi piace e se gli altri sono felici, io sono decisamente molto ma molto meno triste. Ma per i miei problemi ho sempre e comunque un blocco. E questo perché credo fermamente che le persone non si comportino mai come noi ci aspettiamo, e quindi potremmo restare delusi dal loro scarso interesse nei confronti dei nostri problemi, dei nostri pensieri, della nostra vita.

    #12080
    Volontario
    Moderatore

    ciao Emm,
    innanzitutto complimenti per i tuoi successi scolastici! che cosa fai e studi che ami così tanto?
    ho letto questo tuo post più di una volta e non ti nascondo che personalmente mi sono presa anche un pò di tempo per rifletterci cercando( come sempre d’altro canto) una risposta che non fosse banale.
    è capitato spesso di leggere di persone che sono più o meno nella tua situazione ma che si fanno cruccio perchè gli altri, le altre persone, non li cosiderano.
    tu invece sei perfettamente consapevole di essere tu la causa della tuo modo di essere: dici di essere tu a rifuggere gli altri,a non sentirti a tuo agio, ad allontanarli.
    dimostri di aver già fatto un lungo percorso di introspezione.
    che è importantissimo.
    cara Emm, io credo proprio che tu sia sulla buona strada per uscire da questa situazione che, tu stessa ammetti, ti va stretta ormai: sei riuscita a stringere un’amicizia ( pur costandoti fatica)e ad intrattenere ulteriori rapporti con altre persone.
    sei stata brava Emm! :-)
    cercare di capire le cause e le ragioni nascoste dietro questo tuo modo di essere sicuramente è importante,tutto ciò che ti a portato ad assere ciò che sei, ma hai dimostrato di avere tutte le capacità di farcela e sono sicura che continuando così riuscirai a trovare una tua serenità perchè credo tu abbia capito che la vita va vissuta andandole incontro e cercando di sorriderle sempre anche se spesso è così difficile!
    sopratutto che il rapporto con le altre persone, imparare a fidarsi degli altri, è essenziale.
    sono anche sicura che a tuoi genitori interessa moltissimo, invece, capire cosa ti passa per la mente ma forse non trovano la strada giusta per affrontare la situazione.
    alla fine di questo tuo percorso, anche il tuo rapporto con il cibo, che è una delle valvole di sfogo più comuni, cambierà ed imparerai a non abusarne più perchè non ne avrai più bisogno.
    che ne pensi?
    :-) :-) :-)


    #12081
    Anonimo

    Ciao emm, benvenuta sul forum.
    Come dice il volontario del sorriso, ho letto questa tua lettera più volte, e mi hai fatto parecchio riflettere, visto che ce un qualcosa che mi rispecchia, pero non importa, parliamo di te.
    Quoto: sono contento che tu ti sia fatto un’amicizia, di cui ti fidi e ti confidi.
    Sono contento che sei consapevole dei tuoi errori, per quanto riguarda l’amicizia.
    Sono fiero, che tu sia brava a scuola, io mi perdo d’animo.

    Il cibo, e la nostra rovina, ma ti posso dire, che se ti piace aiutare il prossimo, e che poi di seguito ti senti felice di aver aiutato il prossimo, perché non cerchi di farlo in questo sito?
    Cosi invece di mangiare, puoi scambiare opinioni, puoi sfogarti, ma cerca di mettere il cibo in secondo piano, poco alla volta, ma cerca di farlo.

    Sono felice di averti conosciuto, spero di rileggerti, e scambiare due chiacchiere con te.

    Un forte e caro abbraccio a tutti.

    #12082
    emm
    Partecipante

    Grazie ad entrambi per le vostre risposte, innanzitutto.

    In questa settimana ho pensato a ciò che mi avete scritto, mentre cercavo di non pensare al cibo. E’ un’orribile ossessione, e me ne sento schiava, e la cosa mi infastidisce parecchio dal momento che tento di essere indipendente da tutto e da tutti e poi mi ritrovo a dipendere da una simile cosa. Il cibo.
    Mi sto scoraggiando, e non vedo una via d’uscita. Anzi, la vedo, la vedo eccome, ma pare quasi che per quanto sono grande non riesca a passare per quella porta e tornare alla normalità.
    Sicuramente ai miei interessano la mia salute, la mia vita, i miei pensieri, come sto io, e tutto il resto, ma hanno anche loro i loro problemi, e oramai anche il tempo materiale per parlare scarseggia… O forse sono solo io che non voglio trovare il tempo, tutto è possibile. Con mio padre, poi, non ci vediamo spesso, e quel poco tempo che passiamo insieme non mi va di passarlo a parlare dei miei problemi… Anzi, ormai non parlo più neppure con lui. E’ che, sinceramente, non mi interessa quasi più nulla, o meglio: ciò che magari può entusiasmarmi preferisco farlo da sola piuttosto che condividerlo con i miei oppure con qualche amico. A volte non mi va di fare nulla, neppure di uscire. Vorrei restare chiusa in casa per mesi, senza dover rendere conto a nessuno, rimettere a posto la mia vita, affrontare la situazione e ricominciare. Ma poi so per esperienza che, riuscendo di casa, noterei il resto della gente cambiata oppure no. In entrambi i casi tornerei al punto di partenza.
    Riguardo alla fiducia, non so se l’ho detto, ma si limita ai miei parenti più stretti, che so non farebbero mai nulla di male. Ma fidarmi degli altri… E’ una strada piuttosto lunga! Io non vedo soluzione. Anzi, ripeto, la vedo, so che ce n’è una, ma mi sta stretta.
    Evidentemente IO NON VOGLIO essere aiutata. E questa cosa è frustrante. (Sicuramente anche per chi, come voi, vorrebbe darmi una mano.)

    Vadim micheev, sicuramente tante cose fra queste che ho scritto ora oppure nei precedenti post le comprendi. E non perderti d’animo, che -almeno per me- è l’unica cosa che mi rimane. Spero ancora per un bel po’, che se perdo anche l’animo, la forza, quel briciolo di volontà e motivazione che ancora mi rimane, finirò a passare le giornate a muovermi meccanicamente oppure a stare sul letto senza muovere più un dito. Per ora, mi illudo di essere ancora forte… E sicuramente, e ripeto sicuramente, la forza ce l’hai anche tu. Sicuramente. Sicuramente.

    E magari questa risposta non ha neppure senso. Forse quello che mi è uscito oggi non era neppure quello che si voleva sapere, che mi avete chiesto. Ma oggi mi è sembrato giusto scrivere così. Grazie ancora.

    #12083
    Volontario
    Moderatore

    vedi Emm, tutto ciò che scrivi HA UN SENSO.
    per te, per noi che in realtà ( non preoccuparti) non chiediamo nulla…solo speriamo di poterti stare vicino e sopratutto aiutarti ad uscire da una situazione che tu vedi, forse, insormontabile ma che, credimi, può essere superata se si sta uniti: uno sforzo di più spiriti che si incontrano.
    e allora…..
    ti sei mai chiesta perchè tu NON VUOI ESSERE AIUTATA? sono sicura di si,che lo hai fatto.
    vuoi condivederlo con noi, cara Emm?


    #12084
    emm
    Partecipante

    Per essermelo chiesta, sì, l’ho fatto. Tante volte anche.
    Magari è perché preferisco farcela da sola, perché così -se mai riuscirò a venirne fuori- sarà stato solo grazie alle mie forze e non dovrò ringraziare nessuno e né essere in debito con nessuno. Di solito se qualcuno ti aiuta e fa qualcosa per te, vuole sempre qualcosa in cambio. Ovviamente parlo delle persone che ti sono vicine, quelle che vedi tutti i giorni e che magari hanno un motivo per volerti aiutare. Sembrerò egocentrica, ma di solito preferisco limitare a me stessa le cose.

    Poi ho preso in considerazione l’idea che, magari, non voglio essere aiutata perché mi sta bene questa situazione. E detto così sembra una scemenza, e in effetti lo è, forse mi devo spiegare meglio. Ho pensato che magari ora posso usare la scusa di essere fisicamente non giusta per poter giustificare il fatto di non avere molti amici, di non sapermi relazionare più, di non buttarmi nelle cose della vita cercando di godermela fino in fondo. E a volte penso che sicuramente tutto cambierà quando sarò più magra, e quindi più pronta alla vita. E mi immagino felice, a correre, a ridere, a divertirmi. Ma dietro questi sogni ad occhi aperti c’è sempre un fondo un po’ buio: e se nulla cambiasse? Se il problema non fosse il mio peso, ma IO? E a quel punto, forse, spero inconsciamente di non cambiare mai, perché a quel punto non avrei la ‘ciccia’ a proteggermi.

    Dopodiché, le mie riflessioni terminano qui… stranamente e per fortuna! [:p]

    #12085
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Emm, :-)

    Quote:
    Di solito se qualcuno ti aiuta e fa qualcosa per te, vuole sempre qualcosa in cambio.

    cosa ti fa credere che sia così?
    non credi che esista un piacere nel donare come nel ricevere e che sia tutto un ciclo inarrestabile?

    Quote:
    Poi ho preso in considerazione l’idea che, magari, non voglio essere aiutata perché mi sta bene questa situazione. E detto così sembra una scemenza,

    non è assolutamente una scemenza. anzi…esprime benissimo il tuo timore di esesre te stessa, di accettarti per quello che sei con i tuoi pregi e i tuoi difetti, le tue debolezze…..
    il concetto che esprimi è giustissimo per te come per molte altre persone…..una scusa per non affrontare una realtà che potrebbe non essere quella sognata ed agognata.
    ma perchè non dovrebbe esserlo poi……!perchè non potrebbe essere un po’ come nei nostri sogni?
    la vita ha sicuramente tanti tratti bui ma si possono superare.[8D]
    Cara Emm, sono sicura che sei una ragazza meravigliosa con tante cose da offrire e chi ti sta intorno.
    non avere timore di esprimere te stessa. non avere paura di affrontare i tuoi sogni e le tue paure.
    se credi che il peso sia IL TUO PROBLEMA non avere paura di affrontarlo! quello che sarà poi dopo….sarà!
    nel frattempo, però, ci siamo tolte un dubbio..no?
    :-) :-)


    #12086
    emm
    Partecipante

    Sì, ma nonostante pian piano riesca a capire un po’ – anche se forse una minima percentuale – di quello che mi sta succedendo da quattro anni a questa parte, la situazione non cambia. Nonostante mi impegni anche a trovare una soluzione e a scovare le ragioni di questo casino, non ho ancora risolto il problema.

    E dico che la gente vuole sempre qualcosa in cambio perché non ho mai incontrato persone che danno per la semplice voglia di dare. O almeno – anche se le ho incontrate – forse non le ho sapute riconoscere… E chi non desidera nulla in cambio, non pone neppure il giusto interesse nell’aiutarti.
    Insomma, o si aspettano lo stesso trattamento da te, oppure non sono davvero interessati a darti una mano.
    Mi piacerebbe trovare un aiuto disinteressato. Un affetto disinteressato.

    #12087
    Volontario
    Moderatore
    Quote:
    emm
    non ho mai incontrato persone che danno per la semplice voglia di dare. O almeno – anche se le ho incontrate – forse non le ho sapute riconoscere… E chi non desidera nulla in cambio, non pone neppure il giusto interesse nell’aiutarti.
    Insomma, o si aspettano lo stesso trattamento da te, oppure non sono davvero interessati a darti una mano.
    Mi piacerebbe trovare un aiuto disinteressato. Un affetto disinteressato.

    Hai proprio guardato bene intorno a te?


    #12088
    Volontario
    Moderatore
    Quote:

    Sono qui semplicemente per pura voglia di farlo, per la pura soddisfazione di dire io l’ho aiutata senza chiedere nulla e sono le stesse persone che poi lo fanno anche là fuori per cui non pensare che siano tutti uguali ;)

    Quote:

    grazie Euphralia per aver espresso il nostro pensiero.

    tu cosa ne pensi Emm?


    #12089
    emm
    Partecipante

    Grazie per la tua risposta euphralia. Hai descritto quasi perfettamente quello che mi passa per la testa.

    Il sentirmi obbligata a stare per forza con certe persone mi soffocava e alla lunga finivo per sentirmi appesantita dalla situazione, aggiungiamoci poi che gli amici spesso e volentieri ti costringono anche a uscire in momenti in cui si ha solo voglia di stare in pace con te stessa…beh morale? scappi.

    Ecco, questo è esattamente ciò che intendo, ciò che mi è successo e che ancora mi succede, ciò che sono tentata a fare ogni volta. Vivo i rapporti non dico con freddezza, ma cercando sempre di ritagliare del tempo per me, di non sentirmi – come dici anche te – obbligata ad uscire, oppure a telefonare. Certo, mi fa piacere trascorrere del tempo con quei pochi amici di cui mi circondo, ma vorrei che comprendessero il mio bisogno di stare sola ogni tanto. Ed è vero, potrebbe sembrare opportunismo, ma si tratta anche di saper fondare dei rapporti su qualcosa di solido, che si dimostri forte anche se non ci si vede ogni santo giorno. E quello che vorrei è trovare qualcuno disposto al medesimo rapporto, qualcuno a cui non devo pensare ogni cinque minuti per paura di offenderlo con la mia assenza e le mie rare telefonate. Vorrei creare un rapporto con qualcuno che non scompare solo perché non mi sente, ma che mi resta vicino ed è pronto a starmi vicino senza sentirsi e senza farmi sentire in obbligo per qualcosa. Per questo dico che mi è costata della fatica coltivare e mantenere quelle amicizie che ho ora, perché sono dovuta andare incontro a persone non abituate a questo tipo di relazione.

    Mi sono spesso chiesta cosa mi manca. Ho pensato che potesse essere un’amicizia, oppure la stima della mia famiglia. Quest’ultima, la stima, sicuramente la possiedo, ma resta sempre e comunque legata all’ambito, che ne so, scolastico. I miei parenti non mi conoscono per ciò che sono, e mi sembra di essere giudicata in continuazione, di essere sempre e comunque vista come quella ragazza che non riesce ad interagire. E la situazione col tempo è peggiorata proprio perché oramai mi sento a disagio anche con i miei stessi parenti, addirittura con mio padre, e quindi evito le situazioni. Ecco, se dovessi descrivere la mia vita ora con una parola, userei il verbo EVITARE. E questo, mi sembra logico, ha dato inizio ad un circolo vizioso dal quale non sono riuscita ad uscire. E’ che vorrei vivere tranquillamente, non essere sempre tesa, camminare per strada senza sentirmi ingombrante, vestirmi senza pensare a quale maglietta mi fa meno grassa – anche perché non è che sono una patita degli abbinamenti perfetti, quindi infilarmi un paio di jeans al volo ed una maglietta semplice per me sarebbe il massimo della libertà e della leggerezza -, muovermi come se fossi davvero libera. Mi precludo – e lo faccio tutto da sola, è questo che mi fa incavolare!!! – tante occasioni che potrebbero rendermi più serena.
    Mi manca anche un affetto ‘più profondo’. Non nego – ed è qui che lo ammetto per la prima volta – che quando ascolto le mie amiche che parlano dei loro ragazzi mi sento quasi quasi ancora più distante e diversa da loro. Non mi faccio pressioni, non ho intenzione di lanciarmi fra le braccia del primo che passa solo perché ora forse ho bisogno di una figura con cui condividere esperienze diverse da quelle che si possono affrontare con delle amicizie. So benissimo che anche in questo caso il rapporto che vorrei sarebbe sempre e comunque un rapporto tranquillo, che mi lasci degli spazi in cui starmene tranquilla.
    Anche se, parlare di cose che mi mancano, mi fa sentire un po’ stupida. Non dovrei davvero lamentarmi. Quindi sono convinta che sotto sotto non mi manca niente, e che è tutta una mia fantasticheria. In realtà ho tutto, ma non so come gestirlo. Forse.

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