Mi sento un vuoto a perdere

  • Questo topic ha 7 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 1 mese, 2 settimane fa da Volontario.
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  • #2904
    Bennie
    Partecipante

    Forse vi chiederete cosa vuol dire “ un vuoto a perdere”, be’ potrei anche dire che mi sento come se stessi facendo acqua da tutte le parti, un colabrodo insomma, ma non mi sembra che calzino la mia situazione o come mi sento.
    Ho rivisto che è il titolo di una canzone di Noemi, canzone che mi ha sempre fatto sempre sentire come se stesse parlando in parte della mia vita, ma quando ho aperto il post mi ero dimenticata della sua esistenza, inconsciamente qualcosa è rimasto sempre però, ergo il titolo del post.
    Comunque…
    Il fatto è che da dicembre sono rimasta senza più nessun genitore, mio padre è venuto a mancare per un malessere improvviso, mentre era al cinema e da quel giorno sono dovuta diventare un’adulta, anche se circa 10 gg dopo ho compiuto trent’anni e molti a quell’età già sono indipendenti e autosufficienti da tempo, anche con entrambi i genitori in vita.
    Mio padre era un uomo fantastico, intelligente, colto, spiritoso, socievole con tutti e con svariati interessi e sapeva fare praticamente ogni cosa o comunque sapeva sbrigarsela comunque anche se non lo sapeva.
    Io? Sono praticamente il suo opposto…
    A volte penso che quando si è abituati a fare tutto da soli, come lo era mio padre, ancor di più dopo la morte di mia madre nel 2016, forse non sai come includere tua figlia nelle vostre cose, con le migliori intenzioni per proteggerla e sgravarla da vari pensieri certo, ma a lungo andare che effetto ha avuto? D’altro canto con un padre come il mio credo che avrei potuto mostrare più interesse e rendermi più disponibile probabilmente. Chiamiamola essere una viziata figlia unica o semplicemente pigrizia, ma ciò non toglie che se mi avesse chiesto di fare qualsiasi cosa, anche se all’inizio sarei stata un po’ restia per timidezza e soprattutto per ignoranza, anche con il rischio di sbagliare, l’avrei fatta. Lui invece aveva più una mentalità del “lei non lo sa fare allora lo faccio io”, poi un giorno le spiego come si fa…
    Inutile dire che quel giorno non è mai arrivato per un sacco di cose…

    #36471
    Bennie
    Partecipante

    Ho affrontato entrambi i tipi di perdita, quella lunga e logorante con mia madre e quella improvvisa di mio padre ed entrambe hanno avuto lo stesso straziante potere distruttivo su di me e affronto ogni giorno il vuoto e la solitudine che hanno lasciato nella mia vita, anche se credo che loro comunque veglino sempre su di me.
    Adesso mi sento una nave alla deriva, in balia di tante diverse correnti, che cambiano tra loro, si alternano incessantemente senza rallentare la loro pressione su di me.
    E io vorrei solo essere forte e capace come lo era mio papà, che non mollava mai e riusciva in ogni obiettivo che si prefissava.
    Invece mi sento sempre stanca, quasi senza fiato, oppressa, senza animo, vedo la mia casa e la mia vita diventare un riflesso di come mi sento: una discarica caotica e disorganizzata. Per quanto veda e sappia quello che dovrei fare per migliorare non riesco a trovare mai la motivazione, la dedizione per agire.
    È un circolo vizioso, più non faccio qualcosa più la lista si allunga e più non voglio fare nulla fino a quando non posso farne a meno in alcuni casi. Anche se cerco la solitudine per staccare da tutto e tutti, alla fine non mi fa stare bene neanche quella, mi fa stare solo peggio il più delle volte.
    Ormai finisco per addormentarmi solo fino a quando non ce la faccio più a tenere gli occhi aperti, perché queste ore tra un giorno e l’altro sono quelle che sento davvero mie, in cui nessuno può darmi altro a cui pensare, altre cose da fare; solo io potrei, ma non l’ho mai fatto…
    Faccio il bucato, lo stendo, lo ritiro, lo piego anche il più delle volte, ma poi non lo poso nell’armadio, in parte perché anche quello avrebbe bisogno di una bella ordinata, in parte perché mi dico che tanto finirò per utilizzarli presto.
    La mattina è il momento più brutto, quando so che ho svariate cose, che dovrei fare: rendere migliore e accogliente la casa, passeggiare la mia cagnolina, studiare, pensare alla contabilità e ad altre mondanità, ma i pensieri che vincono quasi sempre sono “ non lo voglio fare” o “ poi lo faccio”.
    Quasi sempre mi sento anche inadeguata, stupida, lenta, come se potessi solo continuare ad essere in un limbo, ad essere una perdente. Non c’è nessuno scatto dentro di me la maggior parte del tempo e se c’è, è così flebile che si esaurisce in poco tempo.
    Mi sento come ai piedi dell’ Everest, prima dell’inizio della salita, ma già senza forze prima ancora di partire.
    Ho sentito dire che non bisogna aspettare il cambiamento, ma esserlo o comunque costruirlo, ma non sento di avere i mezzi per farlo.
    Trascorro ormai da circa 4 mesi gran parte delle mie giornate con la famiglia del mio ragazzo, mangio e passo il tempo con loro, ma incomincia a pesarmi anche questo, mi sento un ospite, una noia per loro, un di più.
    Mi sento ansiosa verso tutto quello che mi accade, non ho mai avuto attacchi di panico, però ad un certo punto non ce la faccio più e piango pensando a tutti i miei difetti, a quello che non riesco ad essere e quello che sbaglio, come ad esempio stamattina, quando ho iniziato a scrivere questo post, perché sentivo la necessità di buttare fuori tutta la negatività, tutti i problemi che ho e condividerli con qualcuno.
    Adesso la mia vita sotto molti aspetti è peggiore di quanto non sia mai stata, ma ho sempre avuto questo tipo di pensieri, questo modo di vivere, adesso quello che è accaduto a dicembre li ha peggiorati e non so come cambiare, se posso cambiare.
    Ho paura di non riuscire e che tutto peggiorerà sempre di più e non sarò mai soddisfatta di me stessa e della mia vita, che i miei sogni, i miei obiettivi rimangano sempre lontani, fermi in un punto che non è mai più vicino.

    #36522
    addiana
    Partecipante

    Cara Bennie ciao e benvenuta sul forum del Sorriso.
    Scusa se abbiamo impiegato tanto a rispondere ai tuoi messaggi, ma abbiamo avuto il forum in ristrutturazione e quando tornerai a scrivere dovrai cambiare la password.

    Hai una storia veramente difficile, perdere entrambi i genitori così da giovane è un’esperienza terribile. Ci possiamo solo immaginare il tuo stato d’animo e le 1000 complessità del vederti cadere addosso tutta la gestione della tua vita, della casa, le organizzazioni ecc.

    E’ una cosa buona che tu abbia potuto appoggiarti per questi primi mesi alla famiglia del tuo ragazzo, che – ci immaginiamo – avrà fatto del suo meglio per supportarti materialmente e con affetto in questo periodo doloroso e difficile.

    E’ giusto anche che tu ora ti ponga il problema di tornare più stabilmente a casa tua e riprendere a governare la tua casa e la tua vita in modo migliore.
    Ti possiamo chiedere: ma altri familiari non ne hai? Nonni, zii, cugini un po’ più grandi? Ci è venuto in mente che se qualcuno dei tuoi familiari potesse aiutarti per un periodo a “riavviare il meccanismo”, tutto ti sarebbe più facile. Ti viene in mente qualcuno che avrebbe la possibilità e il tempo materiale per darti un supporto per (magari) 2 o 3 settimane, aiutandoti a riprendere il controllo della casa e metterti quindi in condizioni di doverla poi solo “mantenere”?

    Torna presto a scriverci, che anche se non avessi familiari vicini possiamo continuare a pensare insieme a cosa ti potrebbe essere utile in questo momento.

    Un caro abbraccio e a presto!

    #36523
    addiana
    Partecipante

    Cara Bennie ciao e benvenuta sul forum del Sorriso.
    Scusa se abbiamo impiegato tanto a rispondere ai tuoi messaggi, ma abbiamo avuto il forum in ristrutturazione e quando tornerai a scrivere dovrai cambiare la password.

    Hai una storia veramente difficile, perdere entrambi i genitori così da giovane è un’esperienza terribile. Ci possiamo solo immaginare il tuo stato d’animo e le 1000 complessità del vederti cadere addosso tutta la gestione della tua vita, della casa, le organizzazioni ecc.

    E’ una cosa buona che tu abbia potuto appoggiarti per questi primi mesi alla famiglia del tuo ragazzo, che – ci immaginiamo – avrà fatto del suo meglio per supportarti materialmente e con affetto in questo periodo doloroso e difficile.

    E’ giusto anche che tu ora ti ponga il problema di tornare più stabilmente a casa tua e riprendere a governare la tua casa e la tua vita in modo migliore.
    Ti possiamo chiedere: ma altri familiari non ne hai? Nonni, zii, cugini un po’ più grandi? Ci è venuto in mente che se qualcuno dei tuoi familiari potesse aiutarti per un periodo a “riavviare il meccanismo”, tutto ti sarebbe più facile. Ti viene in mente qualcuno che avrebbe la possibilità e il tempo materiale per darti un supporto per (magari) 2 o 3 settimane, aiutandoti a riprendere il controllo della casa e metterti quindi in condizioni di doverla poi solo “mantenere”?

    Torna presto a scriverci, che anche se non avessi familiari vicini possiamo continuare a pensare insieme a cosa ti potrebbe essere utile in questo momento.

    Un caro abbraccio e a presto!

    #36761
    Bennie
    Partecipante

    Salve, scrivo solo ora perché avevo un po’ perso le speranze che qualcuno rispondesse, ehehe mi ero detta “forse sono troppo grande per il target del forum e quindi non mi risponde nessuno ….” Sono contenta di essermi sbagliata, perché anche se nei miei precedenti post poi non ho più risposto per vari motivi, non molto è cambiato dal mio ultimo post in questo thread..
    No, non ho praticamente nessuno oltre il mio ragazzo e la sua famiglia a cui appoggiarmi, perché i miei due cugini vivono lontani, anche se cercano di starmi vicini nonostante la distanza e dei miei tre zii, l’unico con cui mi sto” sentendo “ con con più regolarità e costanza, perché gli altri diciamo che hanno già i loro problemi, è il fratello di mio padre, ma il meno possibile francamente perché lui è fonte di ansia e stress per me, vi dico solo che ho messo come sua suoneria è la marcia imperiale di Star Wars, per distinguere le sue chiamate dalle altre.
    Purtroppo devo avere per forza dei contatti con lui-anche se vorrei moltissimo poterlo ignorare insieme a molti altri-perché abbiamo delle cose in comune, come lo erano tra lui e mio padre dopo la morte di mia nonna e per il momento dobbiamo gestirle insieme. Come ho detto, si occupava sempre di tutto mio padre, questo comprendeva anche le loro cose indivise, nonostante fosse il fratello minore, perché per farla breve che non è mai stato affidabile sotto molti aspetti, bugiardo ed egoista.
    Quindi ora diciamo che si sono invertiti i ruoli, perché sta finalmente riuscendo a gestire praticamente tutto come più gli aggrada. Per certi versi mi è utile che se ne occupi lui, come mi sottolinea a volte il mio ragazzo, ma temo che faccia qualche sbaglio e avventatezza, mi dica una cosa e invece ne faccia un’altra alle mie spalle. Il sistema ordinato, efficiente e ben oleato che aveva mio padre è andato a quel paese e questo mi spaventa molto.
    Avrei voluto essere, come molte persone e poter pensare solo alla mia casa e poco altro in più, come è successo al mio amico circa un mese fa, quando è venuto a mancare suo padre e adesso a parte qualche ultimo dettaglio sta quasi tornando alla vita di prima, anche se non sarà mai più la stessa.
    Io ho più responsabilità adesso, come non ne ho mai avute e sono quelle stesse responsabilità, che mi stanno permettendo di vivere senza un lavoro al momento, ma buttate addosso così dalloggi al domani non è affatto facile.
    Mettiamoci anche che voglio laurearmi e sono ancora alle materie del 3o anno su 6, dopo praticamente 10 anni, domani tutti si aspettano che io passi un esame, ma non sono riuscita a studiare quasi per nulla, anche se ho tranquillizzato tutti mentendo e dicendo che stavo studiando, perché come dicevo nei primi due post mi sento un guscio vuoto, una barca alla deriva che si lascia portare dalle correnti giorno dopo giorno e non ha decisione, ma non riesco a smettere!
    Vorrei vivere in una bolla lontana dal tempo e dallo spazio, dove poter stare tranquilla senza problemi e ansie per “leccarmi le ferite” in pace, senza dover affrontare sempre nuove problematiche, perché se c’è una cosa che ho imparato in questi mesi è che se si risolve un problema ne arriverà sempre uno nuovo e io in questo momento non mi sento in condizioni di vivere la vita così, ma allo stesso tempo non posso fare a meno di resistere e vivere sempre scontenta, mai soddisfatta di me stessa, mai veramente serena.

    #36762
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Bennie,
    Ci dispiace che tu avessi perso le speranze che qualcuno ti rispondesse ☹️ Nel nostro forum nessuno resta senza risposta! E infatti rieccoci. 😊

    Allora come è andato l’esame? 🤞

    Leggendo dell’eredità della nonna ancora non divisa, l’esperienza c’insegna che se questi beni che hai ereditato ti consentono di vivere senza lavorare, ti converrebbe interessarti personalmente di tutti i dettagli e decidere autonomamente che cosa ti conviene (a te possono convenire scelte diverse da quelle dello zio), appoggiandoti a un serio professionista che ti possa consigliare per il meglio.
    Per legge le successioni si fanno subito. Tu hai indietro ancora quella della nonna senza la quale non puoi fare quella dei genitori. È cosi? Cosa rischi a non farle? Bisogna saperlo. E te lo dice un notaio.
    A noi pare che a te converrebbe che la tua situazione economica fosse chiara, indipendente dallo zio e sotto il tuo diretto controllo, il più presto possibile.
    Essendo 10 anni che hai iniziato l’università, non sei piu una bambina! Sei una giovane donna adulta e puoi tranquillamente occupartene. Certo che all’inizio sembra difficile, piùgrande di te, ma è tutto assolutamente alla tua portata! Ci lascia un po’ perplessi sentire che il tuo ragazzo, anziché offrirsi di accompagnarti da un notaio, ti consigli invece di lasciare tutto in mano allo zio “bugiardo ed egoista”, che non è mai stato affidabile. 🤔
    In fondo al tuo cuore tu sei davvero tranquilla di lasciare fare a lui? Oppure ti ci adagi solo perché hai paura di affrontare l’impegno di renderti autonoma e indipendente? Sii sincera con te stessa 😊
    Non vogliamo spaventarti, ma in certi casi è molto meglio far da sé, in modo da non rischiare (a quante persone è successo…) di perdere un’eredità a causa di magheggi, fosse anche in buona fede, di qualche parente.

    La famiglia del tuo ragazzo non ti aiuta? Gli sta bene che tu viva a casa loro, ma non ti appoggiano nelle questioni pratiche ereditarie? I cugini lontani che dicono? Siete tutti incastrati in una successione comune? Non vorrebbero anche loro sistemare le cose una volta per tutte?

    Secondo noi se decidi di fissare un appuntamento per una consulenza da un notaio e vai con tutte le scartoffie a presentare la tua situazione e chiedere un consiglio, tornerai a casa più leggera, piu distante da quello che descrivi come sentirti “un guscio vuoto, una barca alla deriva che si lascia portare dalle correnti giorno dopo giorno e non ha decisione”.
    Per non sentirti in balia dalle cose, basta affrontarle, piano piano, un passo alla volta: il primo passo è trovare tra le conoscenze il nome di un valido notaio e fissare un appuntamento per consulenza su una doppia successione. Niente di trascendentale. Ma vedrai che, orientandoti verso questa scelta e poi mettendola in pratica, ti sentirai subito meglio!

    Non lo credi anche tu? Pensaci e facci sapere se possiamo aiutarti in qualsiasi modo!

    Un caro abbraccio e coraggio. Le cose che sembrano difficili prima di farle, diventano facili appena fatto il primo passo. Ci si guarda indietro e ci si dice, beh però pensavo peggio… 😉


    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi fa da Volontario.
    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi fa da Volontario.
    #36770
    Bennie
    Partecipante

    Salve, eccomi di nuovo qui dopo circa 20 giorni…
    Curioso-io ci credo in queste cose tutto sommato-ricevere una risposta il giorno del compleanno di mio padre …
    No non c’è nessuna doppia successione e poi successione e divisione dei beni possono essere due cose distinte e separate, soprattutto senza un testamento. L’aiuto notarile proprio non mi manca affatto e ne ho avuto fin sopra i capelli, perché i genitori del mio ragazzo per l’appunto sono entrambi notai e lui stesso aspira ad esserlo e non sono i soli a cui posso rivolgermi volendo, oltre alla mia fidata commercialista.
    La successione va fatta entro 12 mesi dal decesso senza sanzioni, quindi ho ancora tempo, soprattutto perché ci vogliono parecchie migliaia di euro. Una volta fatta quella procederò alla divisione dei beni con mio zio, altro dissanguamento monetario.e motivo per cui neanche mio padre era riuscito a farla con suo fratello.
    Non c’è nessun altro coinvolto nella situazione ereditaria.
    Riguardo all’esame mi sono fatta mettere nel prolungamento, che guarda caso è domani. Avevo 20 giorni per studiare bene e cosa ho fatto?! NULLA!!
    Io credo sempre più di avere qualche problema, a volte mi sento come un ludopatico, vittima della procrastinazione, senza una coscienza, una volontà e cado sempre nelle stesse abitudini, quelle sbagliate, mi lascio distrarre da cose non importanti, che mi danno una felicità effimera.
    Non riesco a camminare un passo dopo l’altro, giorno dopo giorno, mi sento come paralizzata, mi vedo camminare, riesco a pensare come fare, ma poi non riesco mai, da sempre.
    O forse sono solo ipocondriaca, viziata, non abituata a fare nulla e cerco solo scuse per continuare a perpretare le mie brutte abitudini senza sentirmi in colpa.

    #36771
    Volontario
    Moderatore

    Cara Bennie,
    Ti ringraziamo per questo tuo nuovo messaggio, che ci rassicura completamente sulle prospettive per la tua eredità! Capito che questo non è un problema per te e che sei perfettamente in grado di gestirlo, concentriamoci sul discorso procrastinazione.

    Sperando di non equivocare la situazione anche qui, noi capiamo che questo effetto procrastinazione c’era anche prima, ma ora si è drammatizzato.
    A parte lo studio, cos’altro che procrastini?

    Descrivi questo tuo atteggiamento come una dipendenza, qualcosa più forte di te, della tua coscienza, della tua volontà. Parli spesso di sentirti come svuotata…
    Ma più precisamente, quando procrastini, qual è il tuo stato d’animo? Quali sono i pensieri contrastanti e le emozioni più frequenti che ti attraversano?

    Facciamo dei possibili esempi solo per spiegarci:
    – Magari stai cercando di “dimenticare” il tuo dovere, come in preda a un ritorno all’infanzia senza doveri e problemi? Forse temi l’inizio della vita adulta?
    – Avverti un senso di colpa mentre tergiversi? E se si, come lo tieni a bada?
    – Perché sei poco motivata? Forse non hai fiducia nella laurea e non pensi che ti porterà un migliore lavoro? O magari non ti piace più il percorso di studi che hai scelto?
    – Ci dici che senti il bisogno di ricaricarti facendo cose futili. Qual è l’emozione di cui sei “alla ricerca” mentre ti distrai e ti svaghi? Riesci a goderti i lunghi momenti in modo spensierato oppure sono occasioni che attivano emozioni negative, come frustrazione, impotenza, sensi di colpa?
    – O forse si potrebbe trattare di una “crisi esistenziale”, cioè una fase di profonda crisi, in cui non si capisce piu il senso della vita e ci si pongono domande come: chi sono? da dove vengo? cosa ci faccio a questo mondo? dove sono diretto dopo la morte? che senso ha la mia vita? …?
    – C’è forse una componente “arrabbiata” o “ribelle”, o una rivalsa contro “un’ingiustizia” patita in questa tua procrastinazione? E se si, contro chi o contro cosa?
    – Riesci a ricordare qual è il “vuoto originale”, il nodo centrale? Cosa era successo appena prima che lo sperimentassi per la prima volta? A che cosa hai reagito rimandando?

    Vedi Bennie, per ogni comportamento, ci possono essere 1000 diverse “motivazioni”, e per venirne a capo, ognuno deve capire bene qual è LA SUA!
    Nello scavare, bisogna stare attenti a non darsi dei giudizi negativi, tipo “sono viziata”. Essere stati viziati non è una colpa e comunque, anche se fosse “colpa tua”, non stiamo cercando colpevoli, ma solo motivazioni! Se tu consideri di essere viziata, osserva questo fatto spassionatamente senza attribuire colpe, come un dato di fatto: adesso le cose sono così. Ma con la consapevolezza di chi sa che “rendersi conto” è la premessa indispensabile per poter cambiare ciò che abbiamo riconosciuto come limitante 😊

    Ti va di approfondire in te stessa questi temi di natura psicologica e vedere se insieme riusciamo a portare un po’ di chiarezza?

    Un grande incoraggiamento da parte nostra!
    Siccome non sappiamo quando ci risponderai, ti facciamo già un sacco di auguri di Buon Natale!!!
    Cerca di stare serena, tanto ormai l’esame di oggi com’è andato è andato 🤞 Forse potresti concederti una pausa “ufficiale” da tutti i tuoi doveri fino alla Befana. Darti una tregua, conscia e consapevole. Che ne dici?

    A presto!


    • Questa risposta è stata modificata 1 mese, 2 settimane fa da Volontario.
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