• Questo topic ha 9 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 8 mesi fa da Volontario.
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  • #4848
    paola
    Partecipante

      x

      #16445
      Volontario
      Moderatore

        ?


        #16452
        Volontario
        Moderatore

          Ciao carissima Paola,

          d’accordo non aver voglia di parlare, ma così! ;) :ohmy:
          Certo la depressione non fa neppure venire voglia di alzarsi il mattino, ma visto che ti sei alzata, hai acceso il PC e il nostro forum, dài sfogati!

          Già parlando ci si sente meno soli e meno depressi, così dicono gli esperti.

          Hai messo la tua X di presenza e ci fa mooooolto piacere.
          Ora, come continuiamo?

          Un forte abbraccio e tanti Sorrisi.
          :-) :-) :-) :-)


          #17005
          paola
          Partecipante

            la gente crede che la comunicazione “parliamone” sia la chiave di risoluzione delle sofferenze, ma nessuno pensa che essa non e’ altro che un veicolo,una funzione del contenuto e della volonta’ di chi interagisce con una persona che soffre, di aiutare e di amare e di portare del bene. quante volte ho sentito le persone a me piu’ care dire “ma certo che ti aiuto..parliamone..spiegami”, ma questo e’ il piu’ atroce dei comportamenti quando e’ unito a una ferma presa di posizione di fondo per la quale il tanto gentile interlocutore non si pone minimamente il problema di ascoltare, dopo averti spronato a parlare, e non e’ disposto a mettere in discussione un millimetro quadro di se stesso per il bene della progressione del confronto o al fine di creare un nuovo “bene” piu’ utile a entrambi per il futuro. succede questo: la gente(nel mio caso i miei famigliari tutti,sono 3, e non ho nessun altra persona con cui relazionarmi o cui chiedere una mano per riuscire a fare la cosa giusta) quando e’ stronza ti aggredisce o ti ignora, quando e’ “buona”,come e’ tanto buona mia sorella, ti trapana le orecchie dalla mattina alla sera dicendoti che ti vuole bene,che ti vuole aiutare,che ti ascolta per trovare una soluzione,che e’ sempre li’ per cercare umilmente di capire..balle. io non sono una persona manipolatrice ne’ volontariamente egoista. mi sono SEMPRE messa in discussione nella mia vita credendo cosi’ di imparare di piu’ e invece e’ un metodo del cazzo,tanto che ha fatto di me solo una persona pesante cui tutti si rompono a dare spiegazioni. ma siccome cerco volentieri nuovi stimoli e di comprendere a fondo le ragioni di chi nella vita ce la fa, illudendomi sempre di poter stare meglio anche io facendo del bene anche a chi mi circonda, ho riflettuto anche su questo: mi sono fatta un po” meno pesante, ho dato ascolto a mia mamma che mi diceva di prendere le cose con piu’ leggerezza. insomma,io nei miei limiti mi ci impegno sinceramente a cambiare,a imparare,ad amare,a pensare agli altri e ai loro limiti o esigenze..ma le due persone che ho vicino,e alle quali non potrei mai rinunciare per una pura e semplice questione di sopravvivenza(lasciamo da parte l”affetto per un attimo,che comunque e’ un passo successivo) sono dei fenomeni,come tutta la popolazione mondiale che riesce a condurre felicemente la propria vita credo, a ribaltarti tutti i problemi al mittente..se non si fa qualcosa non e’ perche’ loro non si danno una mossa,ma perche’ sono tanto buoni e preferiscono starti vicino ed aiutarti ben sapendo che una nuova iniziativa “potrebbe turbarti” (spiegarmela? provare? proporre e fare squadra voi e io insieme? metterci tutti,alla pari,alla prova?noooo…), ma d”altra parte qualsiasi cosa io cerchero’ mai di dire nessuno di loro mettera’ in gioco un briciolo di se stesso,delle proprie insicurezze,della propria immaginazione creatrice,dei propri dubbi, per il bene della comunicazione. e’ tutto un “ciao carissima!oggi ti aiuto” e poi come risposta a cio’ che,costretta dalle condizioni di sofferenza o dal ricatto affettivo che ti fa sentire ben accetta e incentivata alla comunicazione, faticosamente ma speranzosamente dici, ci sono grandi silenzi,facce neutre,alcun cambiamento o tentativo di modifica nei loro modi di fare. il succo? NESSUNO METTE IN DISCUSSIONE UN BEL NIENTE DI NIENTE DI NULLA DI UN BRICIOLO DI POLVERE SOTTO LE SCARPE DI SE STESSO, MENTRE IO,per buona volonta’ E perche’ ne sono costretta siccome sto male,MI METTO SEMPRE IN DISCUSSIONE QUANDO COMUNICO,PARLO,MI APRO,CERCO DI CAPIRE,MI PONO DOMANDE,MI SFORZO DI IMMAGINARE SCENARI DIVERSI E ANCHE DI QUESTI NE PARLO,TENTO PICCOLE COSE NUOVE,SORRIDO.. er questi fanno gli angeli custodi facendo la loro vita solita dove io sono il polo inerte su cui indirizzare la propria gratificazione per essere stati tanto buoni a “ascoltarmi”. ed e’ tremendamente difficile trovare la forza di fidarsi di qualcun altro con queste premesse..nessuno ha interesse a parlare con onesta’ per il bene comune. non so se si capisce quel che dico ma,vogliate scusarmi,odio a morte comunicare in questo modo dove mi espongo solo io e odio ancor di piu’ l’atroce realta’ di non avere nessun altra alternativa. oggi mi sono tagliuzzata la pelle,due graffietti no allarmismi,e sono stata per un attimo meglio e in grado di sopportare la solitudine emotiva piu’ insopportabile. almeno ho retto l”illusione di vivere,e successivamente mi sono scolata un po’ di porcate edibili,tutto quel che ho trovato,tanto non avevo assolutamente niente da fare. perche’ sono pure una scansafatiche? no,perche’ cerco di fare cose giuste e di vivere con buona volonta’ e cazzo non ce la faccio,o vivere non mi piace abbastanza.

            #17006
            paola
            Partecipante

              ho anche scritto in un pessimo italiano,lo so

              #17014
              Volontario
              Moderatore

                Ciao Paola! :cheer: :cheer:
                Ho letto e riletto il tuo post. Ammetto che non mi è chiarissimo, ma provo a isolare varie parti per farti qualche domanda

                wrote:
                la gente crede che la comunicazione “parliamone” sia la chiave di risoluzione delle sofferenze, ma nessuno pensa che essa non e’ altro che un veicolo,una funzione del contenuto e della volonta’ di chi interagisce con una persona che soffre, di aiutare e di amare e di portare del bene. quante volte ho sentito le persone a me piu’ care dire “ma certo che ti aiuto..parliamone..spiegami”, ma questo e’ il piu’ atroce dei comportamenti quando e’ unito a una ferma presa di posizione di fondo per la quale il tanto gentile interlocutore non si pone minimamente il problema di ascoltare, dopo averti spronato a parlare, e non e’ disposto a mettere in discussione un millimetro quadro di se stesso per il bene della progressione del confronto o al fine di creare un nuovo “bene” piu’ utile a entrambi per il futuro. succede questo: la gente(nel mio caso i miei famigliari tutti,sono 3, e non ho nessun altra persona con cui relazionarmi o cui chiedere una mano per riuscire a fare la cosa giusta) quando e’ stronza ti aggredisce o ti ignora, quando e’ “buona”,come e’ tanto buona mia sorella, ti trapana le orecchie dalla mattina alla sera dicendoti che ti vuole bene,che ti vuole aiutare,che ti ascolta per trovare una soluzione,che e’ sempre li’ per cercare umilmente di capire..balle.

                Sicuramente la frase fatta “parliamone” può essere utilizzata in molte occasioni, e non sempre chi la pronuncia è poi davvero disponibile all’ascolto. Anche in buona fede, tra pensare di essere in grado di ascoltare, e esserne davvero capaci, passa una differenza. Non vuol dire però che venga sempre pronunciata in modo superficiale. Sono pienamente d’accordo con te che una comunicazione sincera e non solo univoca sia una vera occasione di creare nuovi scenari, ed un maggior (o nuovo) bene comune.Da quanto ci racconti ne hai molto riflettuto, e hai una chiara aspettativa. Ci hai sempre detto che tu esprimi le tue richieste. Sei sicura di farlo in modo chiaro? O che i tuoi interlocutori diano alle tue parole il significato che tu attribuisci loro? Parli di affetto, e l’affetto muove la preoccupazione. Se gli intenti sono comuni, si possono modificare gli schemi della comunicazione?

                wrote:
                io non sono una persona manipolatrice ne’ volontariamente egoista. mi sono SEMPRE messa in discussione nella mia vita credendo cosi’ di imparare di piu’ e invece e’ un metodo del cazzo,tanto che ha fatto di me solo una persona pesante cui tutti si rompono a dare spiegazioni.

                Cosa intendi? Perchè è un metodo che non ritieni valido? In che senso ti ritieni pesante, e che spiegazioni ti vengono negate a causa della pesantezza?

                wrote:
                ma siccome cerco volentieri nuovi stimoli e di comprendere a fondo le ragioni di chi nella vita ce la fa, illudendomi sempre di poter stare meglio anche io facendo del bene anche a chi mi circonda, ho riflettuto anche su questo: mi sono fatta un po” meno pesante, ho dato ascolto a mia mamma che mi diceva di prendere le cose con piu’ leggerezza. insomma,io nei miei limiti mi ci impegno sinceramente a cambiare,a imparare,ad amare,a pensare agli altri e ai loro limiti o esigenze..ma le due persone che ho vicino,e alle quali non potrei mai rinunciare per una pura e semplice questione di sopravvivenza(lasciamo da parte l”affetto per un attimo,che comunque e’ un passo successivo) sono dei fenomeni,come tutta la popolazione mondiale che riesce a condurre felicemente la propria vita credo, a ribaltarti tutti i problemi al mittente..se non si fa qualcosa non e’ perche’ loro non si danno una mossa,ma perche’ sono tanto buoni e preferiscono starti vicino ed aiutarti ben sapendo che una nuova iniziativa “potrebbe turbarti” (spiegarmela? provare? proporre e fare squadra voi e io insieme? metterci tutti,alla pari,alla prova?noooo…), ma d”altra parte qualsiasi cosa io cerchero’ mai di dire nessuno di loro mettera’ in gioco un briciolo di se stesso,delle proprie insicurezze,della propria immaginazione creatrice,dei propri dubbi, per il bene della comunicazione. e’ tutto un “ciao carissima!oggi ti aiuto” e poi come risposta a cio’ che,costretta dalle condizioni di sofferenza o dal ricatto affettivo che ti fa sentire ben accetta e incentivata alla comunicazione, faticosamente ma speranzosamente dici, ci sono grandi silenzi,facce neutre,alcun cambiamento o tentativo di modifica nei loro modi di fare. il succo? NESSUNO METTE IN DISCUSSIONE UN BEL NIENTE DI NIENTE DI NULLA DI UN BRICIOLO DI POLVERE SOTTO LE SCARPE DI SE STESSO, MENTRE IO,per buona volonta’ E perche’ ne sono costretta siccome sto male,MI METTO SEMPRE IN DISCUSSIONE QUANDO COMUNICO,PARLO,MI APRO,CERCO DI CAPIRE,MI PONO DOMANDE,MI SFORZO DI IMMAGINARE SCENARI DIVERSI E ANCHE DI QUESTI NE PARLO,TENTO PICCOLE COSE NUOVE,SORRIDO.. er questi fanno gli angeli custodi facendo la loro vita solita dove io sono il polo inerte su cui indirizzare la propria gratificazione per essere stati tanto buoni a “ascoltarmi”. ed e’ tremendamente difficile trovare la forza di fidarsi di qualcun altro con queste premesse..nessuno ha interesse a parlare con onesta’ per il bene comune. non so se si capisce quel che dico ma,vogliate scusarmi,odio a morte comunicare in questo modo dove mi espongo solo io e odio ancor di piu’ l’atroce realta’ di non avere nessun altra alternativa. oggi mi sono tagliuzzata la pelle,due graffietti no allarmismi,e sono stata per un attimo meglio e in grado di sopportare la solitudine emotiva piu’ insopportabile. almeno ho retto l”illusione di vivere,e successivamente mi sono scolata un po’ di porcate edibili,tutto quel che ho
                trovato,tanto non avevo assolutamente niente da fare.

                Il tuo malessere è dovuto all’incapacità delle persone di capire cosa intendi, o è dovuto al rapporto con quelle persone? Metti in discussione il tuo essere, il tuo reagire, il tuo comportarti, e ti sembra di non soddisfare le aspettative altrui? O ti sembra che il tuo nuovo modo non soddisfi te stessa? Vorresti che anche loro si mettessero in discussione per cambiare il loro atteggiamento con te? Come ti piacerebbe che fossero? Non mi è chiaro il passaggio sulla mancanza di iniziative per non turbarti…cosa intendi?

                wrote:
                ‘ sono pure una scansafatiche? no,perche’ cerco di fare cose giuste e di vivere con buona volonta’ e cazzo non ce la faccio,o vivere non mi piace abbastanza.

                Qualcuno ti reputa una scansafatiche? Perchè dici che non ce la fai? Cosa ti piacerebbe? Cosa ti darebbe gioia, soddisfazione, serenità?
                Te l’abbiamo già scritto in un altro contesto, le risposte che dai ad altri ragazzi sono ricche di riflessioni e stimoli. Quali sono quelli che ti aspetti da altre persone?
                Il nuovo anno scolastico è iniziato, stai frequentando qualche corso?
                Un abbraccio forte…Sorrisi :-) :-)


                #17032
                paola
                Partecipante

                  mi commuove che tu lo abbia letto. in quel marasma hai cercato pure di capire. ormai uso il tu perche’ ho sempre usato il voi,visto che non vi identificate personalmente, ma e’ evidente che tra voi c’e’ solo un “tu” che mi sta rispondendo ora e in questo modo. quando ho visto la risposta ho pensato “evviva!per fortuna mi hanno scritto!”.grazie.

                  voglio continuare la discussione nel modo piu’ razionale e aderente alla realta’ oggettiva che mi riesce,ci provero’.

                  <"Sono pienamente d'accordo con te che una comunicazione sincera e non solo univoca sia una vera occasione di creare nuovi scenari, ed un maggior (o nuovo) bene comune.Da quanto ci racconti ne hai molto riflettuto, e hai una chiara aspettativa. Ci hai sempre detto che tu esprimi le tue richieste. Sei sicura di farlo in modo chiaro?">
                  esatto. la comunicazione e’ di fatto e di fondo univoca(= solitudine dell’anima) e l”ascolto solo superficialmente attivo. per rispondere mi si risponde,ma solo con parole vuote. eh si,esprimo le mie richieste in modo davvero chiaro e calmo e pensato e vario,tanto che mi viene a noia la quantita’ di parole che scambio su di me e che non e’ minimamente bilanciata dal mettersi in gioco dei miei interlocutori. le discussioni “costruttive” di famiglia,quelle che dovrebbero essere tali,non sono altro che una carrellata ripetitiva dei miei psicodrammi,o almeno questo e’ cio’ che ne risulta mio malgrado perche ogni volta che parlo per concentrarmi sulle soluzioni,mia mamma e mia sorella non fanno nulla se non dirmi quanto hanno capito il mio problema-lo dicono a parole comunque,in stile blabla- e riflettono solo su quello,usandolo anche come scusa per cio’ che loro non hanno il coraggio di fare. per esempio,se tutti temporeggiano per organizzare un viaggio,viene fuori che non si parte per “proteggere” me,perche’ non si sa come potrei reagire e quindi si preferisce non urtare il mio equilibrio (????). equilibrio che,nella solitudine e nell’apatia, e’ ovviamente-e questo l’ho detto forte e chiaro- un trilione di volte piu’ a rischio che nel fare insieme delle cose rischiando e impegnandosi e volendosi bene e provando e facendo squadra. cosa che nella mia famiglia non avviene mai,e tutti si ostinano a dire quanto mi amino e cerchino di sopportarmi..ehm ehm! aiutarmi,volevano dire.
                  mi trovano sinceramente insopportabile e si sentono buoni perche’ non me lo fanno pesare,ok,grazie, ma il fatto e’ che io faccio di tutto per essere meno insopportabile,ossia per migliorare,capire il loro punto di vista, vedere i miei errori e trovare la forza e l’equilibrio necessari a me per fare qualcosa di nuovo in una direzione. ma sono sempre ultra sola di fondo,e per forza ne esce una conversazione pesante se converso solo io con persone che sopportano cio’ che dico invece che lavorare con me a tentare un nuovo scenario. questo modo di fare si ripercuote sulla mia capacita’ di avere fiducia nella vita e nelle relazioni,e mi sento a volte cosi’ tanto abbandonata,ignorata,considerata uno zero,senza alcun valore..che amare e fidarmi e’ quasi diventato uguale a soffrire per me,o piu’ o meno lo e’ sempre stato. io giuro,mi impegno a capire,ad abbassare aspettative irrealistiche di perfezione o telepatia,chiedo sempre cosa ne pensano e cosa credono che dovrei cambiare e spiego perche’ in una certa situazione mi sono sentita ferita..insomma,come loro mi chiedono di fare,cerco di evitare fraintendimenti ma in sostanza,apparte il fatto che divento molto pesante come persona per loro, mi espongo solo io,sempre,tantissimo e rimane il mio marcio li sospeso..e mi sento mille volte piu’ sola.
                  loro non hanno aspettative su di me,e questo da una parte sembra bello,ma il rovescio della medaglia e’ che non importa loro nulla di essere coinvolti davvero nel meccanismo di soluzione e costruzione degli strumenti necessari alla mia vita. mi piacerebbe che fossero presenti quando dicono di esserlo,e invece sono solo dediti a proteggere se stessi da me il mostro.
                  mi piacerebbe che:
                  – pensassero se stanno facendo qualcosa di sbagliato o se hanno fatto un errore di valutazione o se possono,secondo loro,non secondo me, migliorare qualche loro aspetto e lo dicessero.
                  – parlassero qualche volta delle strutture piu’ profonde del loro animo,appena un poco,giusto per bilanciare la conversazione e le vulnerabilita’
                  – che fossero felici di trovare nuovi spunti che potrebbero essermi utili e che quando hanno tempo o ne stiamo parlando proponessero scenari nuovi a cui hanno sinceramente pensato e che hanno creato in modo personale e son felici di proporre
                  – fossero onesti con me quanto io lo sono con loro, e lo fossero anche con se stessi
                  – che volessero davvero migliorare loro stessi oltre a me,e la situazione generale,per il gusto di fare bene le cose e creare bonta’ e benessere e gioie nuove

                  <"Qualcuno ti reputa una scansafatiche? Perchè dici che non ce la fai? Cosa ti piacerebbe? Cosa ti darebbe gioia, soddisfazione, serenità?
                  Il nuovo anno scolastico è iniziato, stai frequentando qualche corso?”>
                  ho 21 anni,ho finito il liceo 2-3 anni fa,e non sono andata all’universita’ che per qualche mese, anche se l’avevo scelta con una ricerca ampia,convinta e consapevole. odio studiare perche’ l’ho sempre odiato da matti dalla prima media fino alla quinta liceo,anche se fino alla quarta avevo voti splendidi..mi facevo un mazzo quadro odiando me stessa e lo studio a morte. a posteriori direi che indirizzavo in modo disfunzionale le mie energie non sapendo come fare a essere brava o a riuscire nelle cose.
                  ho una fortuna enorme e sfacciata: ho in mente un lavoro che mi piacerebbe davvero fare e che richiede solo la conoscenza delle lingue(per questo sto imparando da poco il francese,l’inglese lo so per via del liceo) anche se lo stipendio non e’ molto,ma non importa, non ha prezzo non odiare a morte quel che si deve fare.
                  altra cosa che mi piacerebbe da morire e’ imparare a guidare l’elicottero,c’e’ una patente che si chiama di pilota privato e che costa pero’ dai 18mila ai 21mila euro. tantissimo. la mia famiglia e’ ricca e non si fa problemi a spendere,cosa che a me fa sentire sola spesso,anche se mi rendo conto che dovrei essere piu stronza e approfittarne.me lo dice anche mia mamma. io tendo a risparmiare e a spendere molto poco,nessun extra inutile,vestiti pochi e da decathlon(che comunque mi piacciono come stile),guardo le offerte se vado al cinema una volta al mese..cose cosi’,nel quotidiano. mi sembra sbagliato sprecare i soldi e ancor piu’ mi sembra altamente diseducativo che la mia famiglia non voglia darmi nessun senso del denaro e dell’impegno-ricompensa-fiducia, ma cosi’ e’..e il risultato e che io so risparmiare ma non so assolutamente guadagnare i soldi..che senso ha cosi’?
                  a volte mi arrabbio con mia mamma su questo e le dico che mi sarebbe di maggior aiuto se lei avesse un progetto educativo con me,ma lei si scoccia e ogni volta che esco mi allunga banconote o comunque ha il portafoglio pieno di soldi da cui io posso attingere senza dire una parola. ma non lo faccio quasi mai,mentre mia sorella si’,e si compra una marea di vestiti uguali e cose inutili e cellulare costoso senza motivo,ed esce a cena e se fa un giro a piedi si compra l’acqua in bottigli a 2 euro invece che portarsela da casa…ma in realta’ fa molto meglio di me,perche’ e la stessa persona che studia e fa una carriera universitaria che la sta portando da qualche parte ed e’ in generale una persona molto piu’ capace di fare e di vivere di me. e che di fondo,se ne sbatte.
                  be’ dicevo..la patente dell’elicottero. lavorativamente non porta a nulla,primo perche per lavorare bisogna fare la patente commerciale dopo aver fatto la prima(e partono altri soldi) e secondo perche’ portare gli elicotteri e’ un lavoro che non rende e non ripaga,me lo hanno detto i gestori stessi di una scuola di elicotteri(andando quindi contro i loro stessi interessi pur di dire la verita’). quindi e’ “solo” una passione,un’avventura non pagata. so che mi piace perche’ sono salita su un elicottero recentemente per fare un volo turistico e ho pianto,mi sono molto emozionata anche se di solito ho difficolta’ a provare entusiasmo per qualsiasi cosa. amo volare,lo sogno,e mi sento me stessa quando accade. il brevetto di elicottero per ora costa cosi’ tanto, pensavo meno mentre cercavo su enternet,ma poi ho chiamato svariate scuole e i prezzi che avevano sui loro siti sono risultati doppi. la patente turistica di areoplano costa la meta’,ma ho provato a volarci e non da soddisfazione secondo me,perche’ non sembra di volare ma di stare in una panda con proiettati i paesaggi sui vetri.
                  questo solo per parlare di cose che mi rendono felice.
                  altre cose che mi rendono felice, MA CHE NON PAGANO,anzi,richiedono grandi spese!(motivo per cui non le faccio):
                  – snowboard(oddiooo!)
                  – sport: danza,boxe,pattinaggio
                  – cantare
                  – viaggiare, anche con progetti di volontariato
                  altro motivo non meno importante per cui non faccio le cose e’ che mi sento talmente sola sempre,che non trovo amplificatori del mio entusiasmo quando mi servono..e finisce per sembrarmi tutto piatto o inutile, come se io fossi solo un elemento di fastidio che non c’entra nulla con la situazione,classe di danza o coro che sia. capacita’ sociali mie: zero,da sempre. non ho mai avuto amici tranne che un paio in terza e quarta liceo. ora ho due persone con cui ogni tanto parlo,una delle due era al liceo con me e si e’ appena laureata in ingegneria biomedica, e’ una ragazza adorabile,solare,intelligente e super in gamba,piena di altri amici ovviamente, e capirete quindi perche’ mi senta in difficolta’ a vederla piu’ il tempo passa e io non faccio niente.
                  da ultimo, ho un vicino di casa molto carino e che vorrei conoscere perche’ e’ di poco piu piccolo di me e mi ispira simpatia, ma lo incontro solo per le scale ogni tanto,non so come si fa e, as always, non ho la men che minima capacita’ di fare amicizia e semplicemente non so cosa dire.
                  evviva! ho scritto un sacco ma ho parlato di cose forse un poco piu’ simili ad azioni che a problemi,e magari sara’ meno pesante del post prima da leggere. speriamo.. :)
                  GRAZIE

                  #17052
                  Volontario
                  Moderatore

                    Ciao Paola! :cheer:
                    già, questo post ha un’intonazione diversa. Non mi riferisco alla pesantezza, non la trovavo nemmeno nell’altro, ma alla presenza di un impulso all’azione. Forse è proprio questo che fa la differenza nella quotidianità. Stare immobili a pensare permette di andare molto in profondità nelle proprie riflessioni, di sondare spazi non concreti interessanti, e anche gratificanti a volte, come può fare uno speleologo che si cala in una grotta mai scoperta prima, ricca di segreti da conoscere e decodificare, ma che resteranno un godimento privato, improbabile condividerlo con chi è interessato ad altro, o semplicemente, funziona in un altro modo. Al contrario, muoversi e fare impedisce di andare troppo in profondità alla ricerca dell’essenza significante delle cose, ma permette di goderle. Permette di sperimentare una gamma infinita di emozioni e stati d’animo che il pensiero da solo non può fornire.Possono essere perfezionate, sia le azioni che le emozioni, prove da ripetere per un risultato migliore. Ma danno un senso completamente diverso da quelle solo immaginate. Ci parli della tua famiglia come di un nucleo molto diverso da te. Forse la vostra comunicazione non funziona non perchè manchi il desiderio, ma perchè parlate, ragionate, siete strutturate in modi diversi. Tu conosci bene il tuo interiore, e non ti senti in un rapporto alla pari perchè loro non esternano il proprio. E se non avessero i mezzi per farlo? Se non avessero la chiarezza per identificarlo? O se proprio, funzionando in un altro modo, non avessero il bisogno di farlo, non per non rispondere a te, ma perchè non fa parte delle proprie esigenze- modalità? Non c’è un modo migliore di un altro, e ognuno è davvero unico. Nel vostro rapporto ti vedi bisognosa, e ti senti valutata come tale.E se tu rovesciassi il punto di vista, e in quanto a comprensione profonda, fossi tu in grado di capire loro, e fossero loro bisognosi di essere capiti e accettati, oltre alle parole che non dicono e che non cercano?
                    Non so, si possono fare ipotesi in quantità, sono solo spunti di riflessione.
                    Riprendo qua il filo del discorso di un post che hai scritto a Nirvana. Ti va di raccontare cosa ha tanto mandato tuo zio fuori di sè per la rabbia? Può essere qualcosa che lo ha spaventato?
                    Ciao cara. Sorrisi :-) :-)


                    #17218
                    paola
                    Partecipante

                      la tua risposta e’ un lampo di chiarezza in un cielo di incomprensioni. rispondo solo adesso ma l’ho letta il giorno stesso in cui l’hai scritta e ne ho anche parlato con mia madre,leggendogliela. poi non ci ho propriamente riflettuto oltre,essendo gia’ cosi’ chiaro, ma mano a mano vedo che mi sto un po’ mettendo nella dimensione dell’azione e della vita “in presa diretta”. a volte e’ stato difficile e mi ha fatto panicare per la sensazione di perdere il controllo. ma insomma,vediamo. volevo solo ringraziarti tanto per questa perla di comprensione alla quale non trovavo una risposta sensata. grande,stupenda

                      #17233
                      Volontario
                      Moderatore

                        Grazie a te cara… per essere con noi, per le risposte che dai, per quello che sei. Noi siamo qua…se anche voi ci siete!:lol:
                        Sorrisi :-) :-)


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