• Questo topic ha 10 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni, 7 mesi fa da Silvietta.
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  • #5169
    Silvietta
    Partecipante

      Ciao a tutti,
      scusate, starò per dire un sacco di cose, scusatemi se molte saranno cavolate ma sono stanca e non ce la faccio più, davvero. Oggi ho litigato con mia mamma, che considero sempre più come stronza, cattiva e malvagio. In pratica, pretendeva che io le raccontassi quello che dico alla mia psicologa, riguardo al problema del cibo; dico pretendeva perchè, anche se continuava a dire che non era un ricatto mi ha detto queste parole: Se non mi dici quello che provi, allora io qui non servo a niente e tanto vale che vada a raggiungere tuo padre, così tu fai la tua vita da sola e io faccio la mia perchè io vorrei stare con mio marito e stare qui è un grosso sacrificio. QUando io le ho spiegato che non volevo parlargliene e che il suo era un orribile ricatto, lei mi ha risposto che sono io a ricattarla con la mia malattia. Io ci sono rimasta malissimo, ho pianto per mezz’ora e lei se ne è totalmente fregata. A quanto ho capito vuole mettermi in un collegio o assumere qualcuno a tempo pieno che viva con me. Se questa è una madre.. a me sembra l’esatto contrario. Per fortuna mio papà la farà ragionare e certo non verrò messa in un collegio, ma mi ha fatto un male cane, mi ha ferita come non aveva mai fatto prima. è proprio una fottuta stronza.
      Scusate il linguaggio e gli errori, perchè non ho nemmeno controllato il testo.
      A presto
      Silvia

      #14438
      principe di maggio
      Partecipante

        perché non chiedi alla tua psicologa cosa rispondere a una richiesta del genere di tua madre? Lei ti saprebbe dire cosa le puoi dire e cosa no, e in che modo, o come spiegarle che non puoi dirglielo..

        #14439
        Volontario
        Moderatore

          Silvietta cara,
          ha ragione principe di maggio. Ti ha dato una risposta saggia.

          Certo, il comportamento di tua madre non è stato dei migliori, ma credo vada dissociato dalle sue intenzioni. Come sempre accade, a caldo escono parole che feriscono [:(].

          Un abbraccio.


          #14440
          Silvietta
          Partecipante

            Grazie a entrambi per le risposte. Il problema è che se anche io mi sforzo di migliorare, queste parole escono ormai per niente, spessissimo. Io mi comporto molto meglio di molte mie coetanee: vado bene a scuola, aiuto molto in casa, sono gentile e non bevo, non fumo, nè altro. Sono malata; non mangio. Lei me ne fa una colpa, dice che mi sono ammalata apposta per ricevere più attenzioni da quando mio papà si è trasferito. Inoltre, fosse per lei, mi metterebbe in un collegio; non sapete cosa darei per sostituire mio papà con mia mamma: starei con una persona a cui voglio un bene dell’anima, che, anche se non mi capisce, almeno si sforza. Sono stanca, mi sento malissimo, oggi a pranzo abbiamo litigato furiosamente, direi, di nuovo. A cena tutta gentile, non mi ha obbligata a mangiare, nè altro. Forse non sono io a essere malata, forse è lei che è completamente fuori di testa e la mia malattia ha fatto traboccare il vaso. Lei è in cura da uno degli psicologi del centro, ma io la vedo cambiare solo quando è meno stressata, quando ne ha voglia. Mi sento in prigione quando sono a casa e i pasti sono sempre tragici. Grazie, davvero, per sopportare i miei poemi da pazza
            A presto
            Silvia

            #14441
            Silvietta
            Partecipante

              Comunque, principe, con la psicologa ne ho parlato oggi, e lei ha detto che è assolutamente contraria, perchè questo va contro i principi essenziali, basilari, della psicanalisi; ha spiegato che quello che si dice in seduta, dovrebbe per regola rimanere in seduta. Ci possono essere eccezioni solo se l’interessata (cioè io) decide di sua spontanea volontà e senza lacuna pressione di raccontare quello che vuole; quindi non proprio il mio caso.

              #14442
              Volontario
              Moderatore

                Carissima Silvietta,
                non ho capito se il tuo non mangiare abbastanza sia già al punto da essere chiamato anoressia.
                Se è così, ti avranno già detto che è una malattia insidiosa ed è difficilissimo trovare la cause, anche perché nella maggioranza dei casi sono molteplici.

                Quando hai iniziato a trasferire al cibo il tuo disagio? Te lo ricordi? E’ davvero esploso con l’allontanamento di tuo padre per il lavoro, come sembra pensare tua madre?

                Tu dalla psicologa, la mamma dallo psicologo, tuo padre che torna il sabato e domenico e…tutto si aggiusta. E’ così?
                Durante l’weekend, quando tu ti senti più protetta e ralassata come va con il cibo? cambia qualcosa?
                Come era il rapporto con tua madre prima della malattia?

                E’ importante dare risposta a queste domande per fare chiarezza con se stessi e con gli altri.

                Abbi fiducia in te stessa e in chi ti sta aiutando, vedrai che tutto un po’ alla volta migliorerà.

                Ci risentiamo cara.
                Un grande Sorriso. :-)


                #14443
                Silvietta
                Partecipante

                  Ciao volontario! I rapporti tra me e mia madre sono ormai dalla prima media abbastanza tesi; allora il motivo dei nostri litigi era dovuto al fatto che io non la aiutavo, vivevo la casa come un albergo, aspetto del mio carattere che ora ho completamente modificato. Per un certo periodo siamo andate d’accordo, poi quando io ho cominciato a mangiare molto poco, verso luglio, lei si è mostrata quasi subito impaziente, a volte molto irritata, ma non l’avevo mai vista tanto rabbiosa. Non avrei mai pensato che avrebbe attribuito a ME il fatto che la nostra famiglia sta attraversando una crisi abbastanza profonda, non l’avrei mai creduta capace di questo. Al momento seguo una terapia di gruppo, mia madre ogni due settimane circa va a parlare con la creatrice del centro, che spiega ai genitori come comportarsi, li tranquillizza, ma quando è stressata per altre questioni, sembra che decida da sola come comportarsi, quasi avesse anni di esperienza in questo campo, con una presunzione spaventosa, secondo me. Mio papà di solito viene o ogni settimana o ogni due, ma ad esempio non verrà per tre settimane, per problemi vari, e penso che farò molta fatica a sopportare quasi un mese senza di lui con mia mamma che è per giunta sempre più scontrosa. Oggi non ci siamo dette niente, forse due frasi in tutto e non accenna a migliorare. Sulla scrivania ho trovato una stampa riguardante un famoso collegio di Milano, ho chiamato mio padre, lui dice di non preoccuparsi, io non so più come comportarmi o cosa pensare; ogni momento diventa sempre più pesante e sono ormai tre giorni che non vedo l’ora di andare a dormire e che l’ora dei pasti è automaticamente l’ora dei litigi, tranne oggi che eravano entrambe troppo arrabbiate per dire qualcosa.
                  Grazie e a presto
                  Silvia

                  #14444
                  principe di maggio
                  Partecipante

                    non è che odi i pasti solo perché sono i momenti in cui sei costretta a guardare tua madre e parlare con lei? Io quando litigo con i miei odio starci a tavola o in macchina perché sono costretto alla loro vicinanza… Se sei da sola o mangi con amici o con tuo padre..ti da così fastidio mangiare? O riesci a farlo?

                    #14445
                    Silvietta
                    Partecipante

                      No, è tutto uguale; la presenza dei miei peggiora la situazione perchè continuiamo a discutere su cosa mangiare, in che quantità, sul fatto che non ho mangiato pane e che non ho messo l’olio nell’insalata e che non si può andare avanti così. Io odio il cibo: quando lo vedo, sopratutto se di certi tipi, mi si chiude la bocca dello stomaco, mi viene da vomitare in partenza, mi prende l’ansia, il panico. Non è facile per i miei che io non mangi, ovviamente insistono sempre anche se al centro dicono a entrambi di non farlo. Il momento dei pasti diventa ancora più brutto anche per queste discussioni certo, ma non deriva da qullo. Grazie per la risposta principe
                      A presto
                      Silvia

                      #14446
                      principe di maggio
                      Partecipante

                        e da cosa deriva secondo te? Cioè…tu hai un problema con il cibo in sé o con l’ingrassare? Se esistesse un cibo che puoi mangiarne a chili senza ingrassare di un grammo lo mangeresti per far vedere ai tuoi che mangi? O viceversa se ci fosse un metodo x prendere qualche chilo senza mangiare, potresti attuarlo? Lo so sono domande cretine e ipotetiche ma vorrei capirci meglio perché, per come sono fatto io, non riesco a capire come il gesto di mangiare possa causare così disprezzo :-)

                        #14447
                        Silvietta
                        Partecipante

                          No non sono affatto domande cretine, immagino che non sia affatto facile capire, se non ci sei dentro. Io ho difficoltà a mangiare essenzialmente perchè ho paura di ingrassare: se ci fosse un cibo che mi piace e che non fa ingrassare probabilmente lo mangerei. Quando mi trovo davanti un piatto penso sempre alle calorie che contine: se sono relativamente poche lo mangio senza troppi problemi, se sono un po’ di più, non riesco a finirlo e ne mangio pochissimo. Alcuni alimenti come pasta, pane, riso e carne rosso li ho completamente esclusi. Le uniche volte che mangio il riso e quando mangio il sushi, anche se preferisco il sashimi, che ha il pesce crudo e non il riso.
                          Grazie per le risposte :D
                          Silvietta

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