Non ho un senso

  • Questo topic ha 10 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 anni, 4 mesi fa da Volontario.
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  • #4014
    Claudia0298
    Partecipante

    Penso troppo ultimamente. Ho un passato di cui vergognarmi. Non sono mai stata la persona che volevo. Mi sento persa, smarrita, confusa. Non trovo punti di riferimento, ho paura di me stessa; di ciò che sono capace di fare. Non mi fido di nessuno, ho perso le speranze per le persone. Non ho più occhi per nessuno, tanto meno per me stessa. Circolo tra la gente, ma sono un fantasma. E per qualche motivo l’idea mi fa stare bene. Non mi è mai piaciuta la gente. Non mi sono mai piaciuti gli sguardi.
    Indosso robe più pesanti, più larghe, più lunghe. Nascondermi mi fa sta stare bene. Ho avvelenato la mia personalità. Faccio spesso sogni inquietanti, malvagi. A volte ho paura di addormentarmi per come potrei svegliarmi: nella angoscia più totale. Temo che le mie paure possano prendere il sopravvento, ma questo mi fa sentire anche potente, come se vivessi nel corpo di un mostro e nessuno sapesse. Mi sento piena di demoni, oscurità. Uccisa dalle illusioni, dalla cattiveria della gente, dal veleno delle parole, dalla falsa speranza, dalle delusioni, dall’amarezza della depressione.
    Mi sento sporca. Mi avevano promesso che il mondo fosse diverso, ma si sono sbagliati. Da sempre.
    Ogni giorno ho la sensazione di vivere una vita che non è la mia. Io non la voglio questa vita, non l’ho mai voluta. Mi sento bloccata in una specie di maledizione, come se fossi costretta a provare certe emozioni. Mi ripeto che domani può andare meglio, ma so che è solo una presa in giro che faccio a me stessa.
    Quando mi guardo allo specchio non vedo quello che voglio. Evito i riflessi. Mi odio, ma preferisco starmene da sola, lontana da tutto e da tutti. La maggior parte del tempo mi chiudo in me stessa, mi punisco come se fossi in prigione e non poter vedere nessuno. La verità è che io sto meglio da sola. Non posso fare del male a nessuno, tranne che a me stessa. Le cicatrici sul mio braccio mi ricordano chi sono veramente, il mio passato mi ricorda che cosa sono.
    Non posso dimenticare, non riesco. Vorrei poter scomparire, addormentarmi e svegliarmi nel futuro. Dicono che togliersi la vita sia da egoisti. Io lo sono. E sento di avere il potere di togliermela quando e come dico io. E’ mia, di nessun altro. Mi basterebbe solo avere più cattiveria dentro. E ogni giorno riappare più forte di prima. Riemerge dalle mie scelte, dai miei errori. E lascio che mi uccida pian piano…
    Sono solo un’anima morta in un corpo apparentemente vivo. Morire dentro è la cosa peggiore che possa capitare a qualcuno.
    Oggi ho 22 anni, ma sono morta quando ne avevo 15.
    E questo non potrà cambiarlo mai nessuno. Provo pena per me stessa.

    #35365
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Claudia, benvenuta!;)
    Iniziamo dalla fine del tuo post, ti andrebbe di spiegarci la tua ultima frase “Oggi ho 22 anni, ma sono morta quando ne avevo 15.
    E questo non potrà cambiarlo mai nessuno”.
    Ti aspettiamo! :)


    #35376
    Claudia0298
    Partecipante

    Quand’ero in terza media ho vissuto brutte esperienze dovute all’invidia degli altri nei miei confronti. Ho sofferto di bullismo verbale e cyberbullismo. A 15 anni sono entrata nel tunnel dell’autolesionismo e ho fatto il mio (primo) tentativo di suicidio, fallendo miseramente.
    Ce ne sono stati altri ovviamente, ma tutti inutili.
    Da 15 anni in poi è stato tutto un degrado, una rovina. Sono crollata psicologicamente ed emotivamente. Ho cominciato ad avere sintomi di depressione e DCA. Passavo dal mangiare ogni cosa che trovavo in casa, al digiuno per giorni. Più rimanevo in casa, più mi rendevo conto che non avevo voglia di uscire e incontrare gente, ma in un certo senso sono stata costretta a farlo e i risultati non hanno tardato ad arrivare. Andare a scuola era un peso, uscire la sera era un peso. La gente, le occhiate, i pregiudizi erano diventati un peso. E più andavo avanti, più peggioravo il rapporto che avevo con me stessa e con i miei coetanei. Ero la prima ad escludersi nei gruppi, mi rifiutavo. Stare tra la gente mi innervosiva: avevo sviluppato una sorta di fobia sociale, ma ancora non lo sapevo.
    Ogni scelta sbagliata che prendevo, ogni errore commesso era una punizione. Mi incolpavo di tutto anche il banale e l’autolesionismo assecondava tutti i messaggi che il cervello trasmetteva.
    Ho avuto un’adolescenza da schifo. Io ho fatto schifo. E tutti i tentativi per finirla, mi hanno realmente uccisa. La società mi ha uccisa ed oggi mi prendo la colpa per averlo permesso.
    Oggi, che ne ho 22. Ma come pretendi di capire quando hai solo 15 anni e un cervello influenzabile?

    #32680
    Volontario
    Moderatore

    Cara Claudia

    Ripercorrendo tutti i messaggi che ci hai mandato, notiamo che c’é in questi ultimi una profonda sofferenza.

    Ti avevamo seguito fino a luglio 2018 e avevamo sempre parlato di argomenti comprensibili per una ragazza della tua etá ma oggi abbiamo bisogno di capire cosa é successo fino a ora, marzo 2020. Adesso ci troviamo di fronte una ragazza sensibile e intelligente che peró ci parla con un vocabolario del tutto diverso.

    Aiutaci a capire cosa vuoi dire con “Mi odio” Mi sento sporca” “mi sento piena di demoni, oscuritá” perché il tuo grido di aiuto é molto forte e noi vorremmo comprendere.

    Abbiamo bisogno di una fotografia della tua vita attuale: dove vivi? Vai sempre all’universitá? I tuoi genitori percepiscono la situazione che stai vivendo?

    Ti chiediamo queste cose per capire meglio come possiamo aiutarti e per confermarti che capiamo il tuo malessere in questo momento.

    Noi siamo certi che tu sei una persona piena di valore, sensibile e coraggiosa, e questo lo si capisce da come ci racconti le tue cose in modo intelligente e lucido.

    Proprio per questo noi siamo sempre qui per supportarti e darti forza!!!
    Ti mandiamo un abbraccio affettuoso


    #35418
    Claudia0298
    Partecipante

    La Claudia del luglio 2018 era solo una copertura. Le richieste, i consigli erano solo una copertura, la vera Claudia è questa. Non esce mai, perché nessuno capirebbe. Nessuno sarebbe interessato ad una storia così triste, perché questo è: una storia triste. E allora sarei un soggetto ‘problematico’. Ma se non lo dico, e lo tengo per me, è come se non fosse reale. Se non mi racconto, non esisto. Scriverlo qui probabilmente mi serve per ricordarmi ‘cosa’ sono, perché spesso me ne dimentico.
    La mia vita attuale non è così interessante. In realtà, non lo è mai stata. Si, sono ancora all’università. Mi sono trasferita, vivo fuori già da qualche anno. E questa è l’unica cosa che mi “soddisfa”. Preferirei avere un posto tutto mio, stare letteralmente da sola. Non dover condividere la quotidianità con nessuno, ma spesso nella vita capita di doverci accontentare. Dopotutto, non durerà per sempre. Chi convive con me, non durerebbe.

    #35422
    Volontario
    Moderatore

    Benvenuta vera Claudia,

    Anche se sembri triste e sola, cominciamo col dirti che noi siamo sinceramente interessati alla tua storia anche se cosí triste.
    E non abbiamo problemi nemmeno se tu pensi di essere/sei un soggetto “problematico” perché vorremmo davvero provare ad aiutarti a fare chiarezza nei tuoi pensieri.
    Parlare e scrivere fa comunque bene, condividere aiuta a portare il peso delle cose.

    Cosa ti viene in mente che potrebbe soddisfarti, per rendere anche la tua vita piú interessante?

    Ci farebbe piacere se tu volessi provare a farci entrate un po di piú nelle tue situazioni per approfondire qualche aspetto.

    Siamo sinceri se ti diciamo che é un’illusione il tuo “se non mi racconto non esisto” perché come diceva Cartesio vale il principio del “penso, dunque sono” e tu, cara Claudia sei troppo intelligente e sensibile per non essere d’accordo.

    Se ti va, aiutaci a capire come possiamo fare un po di strada insieme, nella ricerca di quel qualcosa che ti manca per stare meglio.

    Un abbraccio, a presto :)


    #35433
    Claudia0298
    Partecipante

    Da quando ho cominciato a notare la gravità della situazione ho iniziato a chiedere aiuto in maniera diretta ma nessuna delle mie richieste è stata soddisfatta, causa vari motivi. Sono uscita da una situazione più grande di me, da sola. Ma non ho mai risolto il problema: l’ho soffocato. Oggi mi sento ancora “rotta”, come quando cerchi di riparare un vaso distrutto in mille pezzi. Questo è il risultato di un percorso fatto male. Vorrei poter rimediare, ma da sola mi è impossibile, me ne rendo conto ogni giorno che passa. Sento di aver fatto abbastanza. Non sono capace di pensarlo, forse perché sono stanca o forse perché ho imparato a conviverci. Non lo so…

    “Cosa ti viene in mente che potrebbe soddisfarti?”
    Guarire il mio passato.

    E’ l’unica cosa che penso tutto il tempo. Ho tante ferite semiaperte, abbandonate lì. Se potessi farcela da sola, non sarei nemmeno qui a raccontarlo perché sarei una persona migliore, serena. E di conseguenza la mia vita sarebbe più interessante; lo sarei io. Qualcosa che mi soddisferebbe è chiudermi in un centro di riabilitazione e probabilmente non uscire più. Sentirmi al sicuro, lontana dal mondo. Prendermi il tempo di guarire, se c’è una possibilità. Ci sarebbero tante cose che mi soddiferebbero. Se dico di volere una casa più grande o un bel paio di scarpe, sembro viziata, ma nessuno conosce la mia situazione economica familiare. Non ho il padre che avrei sempre voluto e desiderare quello degli altri mi fa sembrare ingrata, ma nessuno sa che averne uno “assente” è peggio di non averlo proprio. Nonostante ciò non oso lamentarmi; dirlo non risolverebbe il problema.
    E’ semplicemente così, e basta.

    #35439
    Volontario
    Moderatore

    Cara Claudia,

    il tuo chiedere aiuto in un momento di difficoltà è stato un atto di grande consapevolezza e forza interiore

    E’ una dimostrazione che dentro di te è ancora presente la voglia di vivere e di riprendere in mano la tua vita. ;)

    Ci dici che in passato la tua richiesta di aiuto, sebbene diretta, non è stata accolta per vari motivi.
    Ti andrebbe di raccontarci a chi l’avevi rivolta e quali sono stati i motivi per i quali non sei stata ascoltata ?

    Il tuo pensiero costante in questo momento è di guarire dal tuo passato.
    Prendersi cura di se stessi è fondamentale ed è lo scopo più “alto” che la vita ci richiede.

    “Tante ferite semiaperte. Abbandonate lì”.
    Per poterle richiudere insieme, è importante che tu ce ne parli meglio indicandocene una a una.

    Noi siamo qui per aiutarti, ma per fare questo abbiamo bisogno di conoscere di te ancora qualcosa in più.
    Come è la tua famiglia ? hai sorelle o fratelli ?
    Quando dici di avere un padre “assente” che cosa intendi esattamente?

    Forza! Noi ci siamo.

    Un grande abbraccio :-) :-) :-)


    #35460
    Claudia0298
    Partecipante

    Quando confessai a mia madre cosa mi facevo, mi feci coraggio e le dissi che da sola sarebbe stato difficile uscirne. Lei all’inizio cercò di resistere e convincermi che mi avrebbe aiutata lei… era convinta che una terza persona, seppure più competente di lei, mi avrebbe detto le stesse cose che lei diceva a me. Ma non si può psicoanalizzare un familiare, tanto meno una figlia e questo lei non voleva capirlo. Forse perché pensava di conoscermi bene… eppure così non è mai stato.
    Non mi permisi di richiedere uno specialista privato; i costi andavano oltre le nostre possibilità.
    Così trovammo un consultorio familiare, poco fuori città. Le prime settimane furono difficili, perché non riuscivo ad aprirmi: era più complicato di quanto mi aspettassi. Dopo un mese circa, cominciarono a disdire e rimandare gli appuntamenti perché erano occupati con le questioni familiari: divorzi, bambini. Una 16enne autolesionista non c’entrava nulla lì.
    Passarono le settimane in silenzio, e con loro anche le mie speranze.
    Non ci ho più creduto da allora.

    Il giorno del mio 17esimo compleanno spensi le candeline desiderando solo una cosa: il coraggio di salvarmi da sola. Perché che nessuno l’avrebbe fatto, e forse ne sono sempre stata consapevole, ma non volevo crederci.
    Quattro mesi dopo, ne ero uscita. Esausta, consumata, ma ero fuori.

    Ho un fratello maggiore, poco più grande di me. Non abbiamo mai avuto un forte legame. Voglio dire… certo siamo fratelli, da piccoli eravamo molto affiatati. Ma la sua precedente relazione l’ha tenuto impegnato per tutta la nostra adolescenza, e questo mi ha negato le sue attenzioni. Non lo biasimo, anche io mi isolavo. C’è un periodo di 5-7 anni che ci siamo persi l’uno dell’altra, è come se mancassero dei pezzi al nostro puzzle. Divertente, vero? Mi piace la metafora…

    …avrei voluto averlo vicino, in quei momenti. Mi dispiace essermi sentita figlia unica a volte. Oggi stiamo cercando di recuperare, anche se è difficile. A volte è come se non ci conoscessimo, ma è la verità, dopotutto, no?

    E poi c’è mio padre. Che padre non lo è mai stato. Non voglio sembrare dura quando parlo di lui, ma credetemi se vi dico che non mi esce nient’altro dalla bocca. Ognuno di noi ha pregi e difetti, anche lui ha i suoi pregi. A volte è divertente, ci fa ridere. Poi… poi basta. Mi dispiace ammetterlo ma è il suo unico pregio; come se puntasse tutto sulla simpatia. Ma la simpatia non è tutto, anzi. La simpatia non è niente se non c’è la gentilezza, la bontà, l’amore.
    Io non ho un padre. Ho un bambino che vive nel corpo di un grosso pezzo di marmo.
    Da prima della nostra nascita, le cose tra i miei genitori non sono mai andate lisce. Lui faceva sempre qualcosa che rovinava tutto: un rimprovero, una lamentela, un’offesa, un “no”. Negare ogni richiesta che gli veniva fatta. Anche quando io ero piccola, mi veniva sempre negato di fare qualcosa. E ce l’ho sempre avuta con lui per questo motivo.
    Quando mia madre era fuori per lavoro, affidava a lui il piacere (perchè non dovrebbe mai essere un dovere) di portarci a fare una passeggiata, andare a giocare al parco.
    Le volte in cui siamo usciti con lui non arrivo nemmeno a contarle sulla mano.

    Non ha mai preso l’iniziativa di nulla, a volte lo guardavo e mi chiedevo se aveva almeno voglia di vivere, o se era la sua vita che non gli piaceva. Ma come può lamentarsi? Mia madre lo trattava come un re e non era la regina di nessuno.
    Non gli abbiamo mai fatto mancare niente, ma lui si. A noi, ha fatto mancare tutto. Anche i piccoli gesti, sopratutto quelli.

    Questa è una delle ‘ferite’ che va di pari passo con un’altra, apparentemente simile: l’assenza di mia madre. Sarò chiara: è la figura materna migliore che una figlia possa mai desiderare. Attenta, amorevole, sempre sorridente, divertente, premurosa e gentile. Tanto gentile. Come ho detto, anche lei ha i suoi difetti, ma il valore dei suoi pregi è cento volte più grande. Peccato però, che quando si hanno due genitori sugli estremi opposti, il risultato non è dei migliori.
    Da quando sono nata, il suo lavoro l’ha tenuta lontana da casa, per tutta la mia infanzia. E quando si è molto piccoli certe situazioni non si possono capire. Per me, lei non c’era.
    Sono cresciuta con due uomini. Mi è mancata la figura femminile, mi è mancata lei. E più la cercavo, più rimanevo delusa. Mi capitava di rivolgermi a mio padre sempre e solo con una domanda: “dov’è mamma?”, e la risposta aveva sempre quel tono freddo, scocciato, irritato.
    Così mi isolavo con le mie bambole e mentre cullavo loro, piangevo io. Scena comica.

    Purtroppo oggi posso far ragionare la Claudia del presente, ma non la Claudia bambina.
    Lei è ferita, e io non posso far niente per cambiare le cose.

    #35463
    Volontario
    Moderatore

    Cara Claudia
    Hai avuto davvero una vita complicata, ma se oggi davvero vuoi aiutarti “da sola”, puoi farlo, non è indispensabile andare da uno specialista. Ma “da sola” non vuol dire “andare alla cieca”, senza una traccia, un metodo comprovato da provare a seguire. Non credi? ;) chi più chi meno tutti hanno un bambino interiore ferito con cui fare i conti! ;)

    Ci sono tantissime persone esperte che su internet rendono servizio all’umanità condividendo gratuitamente metodi efficaci.

    Ti presentiamo Mauro Scardovelli, psicoterapeuta e divulgatore molto attivo sui social
    Facebook https://bit.ly/39OkpQv
    Youtube https://bit.ly/2x0k93J
    Sito https://bit.ly/34p3dA8

    Noi ti consiglieremmo di perderti ad ascoltare quello che pubblica, tantissimi video e anche i seminari in diretta proprio in questo momento su FB.
    Secondo noi ti sarebbe molto utile ascoltare come lui inquadra i problemi che gli vengono presentati e come lavora per superarli, in diretta tu ascolterai il suo metodo e una volta capito e assimilato, potrai utilizzarlo per te stessa.

    Tra i tanti abbiamo scelto di presentarti Scardovelli, che non solo è uno dei migliori, ma la sua tecnica si occupa proprio di RISANARE LA BAMBINA INTERIORE FERITA che ognuna di noi ha dentro!

    Perchè non è vero che tu NON PUOI FARE RAGIONARE LA TUA PARTE BAMBINA! Lo puoi e lui lo fa e lo insegna in diretta con chi frequenta e ascolta online i suoi seminari. Che vengono trasmessi in diretta e poi restano disponibili GRATIS, perchè tutti ne possano approfittare.

    Leggendo le tue parole,

    Quote:
    Purtroppo oggi posso far ragionare la Claudia del presente, ma non la Claudia bambina. Lei è ferita, e io non posso far niente per cambiare le cose.

    non poteva non venirci in mente lui, che del lavoro per risanare il nostro “bambino interiore ferito” ha fatto la sua tecnica più efficace!

    Ci auguriamo che tu possa trovare ispirazione, non avere fretta in questo tempo sospeso.
    Fai con calma, non avere premura, cerca di permettere che le cose nuove che sentirai abbiano il tempo di lasciare un segno dentro di te. Ascolta l’effetto delle sue parole su di te. Noi siamo sicuri che chiunque, e tu in particolare, possa trovare GRANDE BENEFICIO nel conoscere queste tecniche. E torna a scriverci quando vuoi!

    :-)


    #35464
    Volontario
    Moderatore
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