• Questo topic ha 29 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni fa da Alisiu.
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  • #5912
    Alisiu
    Partecipante

      Non è una cosa facile, ma proverò a farvi capire la situazione che mi mette in difficoltà ormai da parecchi anni, e per farlo ho bisogno di descrivere un po la mia situazione familiare.
      In famiglia siamo 4, i miei genitori io e mio fratello, piu grande di me di 4 anni. Da piccolo andavo molto d’accordo con tutti ero un bambino a casa molto spontaneo e fuori casa molto timido per cui a scuola ho avuto la mia dose di bullismo, anche se sono sempre stato bravo a trovare le persone giuste e fare amicizia, per cui gli amici non mi sono mai mancati. Da piccolo andavo molto piu d’accordo con mio padre che con mia madre anche se episodi poco simpatici ci sono stati anche con mio padre, ma credo che già da allora tra me e mio padre ci fosse poca comunicazione ( mi ricordo che dopo una litigata io salivo in camera mia a piangere, e mio padre frimaneva davanti la tv mentre mia madre saliva in camera mia per parlare e cercare di convincermi di chiedere scusa e cose così).
      Comunque sono cresciuto e il mio carattere è cominciato a cambiare, dinventando un ragazzo piuttosto serio e diciamolo pure anche responsabile. Ma a causa del bullismo, dello sbagliato metodo di studio, dei professori che non sapevano fare il loro lavoro ho abvuto dei problemi alle superiori che culminarono nella mia bocciatura al 3 anno. Quell’episodio veramente non causo forti litigi con i miei genitori ma io sono un subdolo autolesionista. Mi faccio del male da solo quando qualcosa va male in senso psicologico. Ricordo che quell’estate ( andavo sempre nella casa al mare con alcuni miei amici) è stata una delle piu terribili, ogni sguardo altrui mi uccideva, mi sentivo veramente diverso. Dentro di me ho un sistema autopunitivo che funziona troppo bene e che tutt’ora mi causa sofferenza. Le persone accanto a me non sapevano cosa stesse succedendo esattamente dentro di me ( forse solo mia madre aveva una piccola idea perchè cpn lei riesco ad esprimermi un po meglio) ma una parola di rimprovero soltanto unita a tutto l’autolesionismo che mi ero inferto in quel periodo non solo mi umiliava, ma mi toglieva quella poca sicurezza che mi rimaneva. Successivamente le cose a scuola andarono meglio, nella nuova classe mi treovai molto meglio e probabilmente con la forte sofferenza che provai in quel periodo mi fece maturare, e imparai come trattare con certe persone. Purtroppo però la situazione a casa peggiorò, in particolare il rapporto con mio padre. C’era poca comunicazione, e il mio carattere cominciò a stabilizzarsi sempre di piu e risultà essere molto simile a quello di mio padre, il problema è che abbiamo due mentalità diverse come il sole e la luna. Mio padre è stato cresciuto con una mentalità siciliana dello scorso secolo ( mio nonno ha fatto anche la guerra, quindi immaginatevi) e io… studio lingue come ho detto in un post precedente, amo conoscere persone con modi di vita opposti al mio eccetera, penso che comprendiate da soli l’incomunicabilità tra di noi. Credetemi non c’è niente di peggio dall’avere caratteri uguali e mentalità opposte. In quel periodo comunque mio padre ( che poverino, è frustrato dal lavoro) scaricava i suoi nervi piu che altro con mio fratello, poichè è una persona a cui piacerebbe vivere di rendita e non fare nulla ( io e mio fratello siamo gli opposti in QUALSIASI cosa) e tra il fatto che fu’ bocciato quasi 2 volte ( trasferitosi in istituto parificato) e quando cominciò a lavorare presso lo studio di mio padre era fin troppo chiaro che la sua voglia di lavorare rasentava lo zero. Dovrei anche aggiungere che mio fratello molto spesso faceva visite nel portafoglio di mia nonna molto spesso, e arrivò addirittura a prenderle qualcosa tipo 2000 euro in una volta sola dalla carta di credito, tanto che mia nonna ( non sapendo chi fosse il ladro) lo stava denunciando, fortunatamente è finita bene. Forse un po per questo, forse un po perchè mio fratello giudica il bene che gli si vuole con i soldi, mio fratello comincia a dire di tutto e di piu alle spalle del miei nonni ( o forse lo faceva per far piacere a mio padre, perchè tra di lui e la famiglia di mia madre non scorre buon sangue). Io invece sono molto attaccato ai miei nonni e sentirlo sparlare in quel modo alle spalle mi faceva ( e mi fa) salire un nervoso che non potete nemmeno immaginarlo. Le volte che ho provato a dirglielo abbiamo litigato pesantememnte e la cosa mi fa soffrire parecchio, per cui alla fine ho deciso di sopportare. Fatto sta che adesso che mio fratello bene o male lavora ( anche se il suo lavoro NON gli piace) e dato che lavora nello studio di mio padre ha sviluppato un certo feeling con mio padre ( che io non ho), adesso lui dopo tutto ciò che ha combinato si comporta dal perfetto figlio che non sbaglia mai. Dal perfetto figlio che lavora e non gli si può imputare NIENTE perchè lui lavora e fà ciò che è giusto ed è esperto della vita ecc ecc. Io che invece ultimamente ho avuto i miei problemi sono diventata la pecora nera. Io che non mi sono mai sognato di rubare, che non sparlo ai miei familiare un secondo prima e un secondo dopo ci parlo come niente fosse, io che non punto il dito a qualcuno non appena uno prende la multa o cose simili. Ultimamente ho pure perso alcuni miei amici, per cui sto piu tempo a casa davanti al computer cosa per cui sia mio padre che mio fratello mi criticano e mi umiliano. Mi fanno sentire un diverso, un buono a nulla un fallito da parecchio tempo. Mio padre non mi vuole male attenzione, per me i suoi sacrifici li ha fatti, ma non capisce che iul suo comportamento andrebbe bene per una persona come mio fratello che nemmeno sa cosa voglia dirsi sentirsi in colpa. Ogni rimproverò è una umiliazione, me la tengo dentro per giorni finchè poi non me la dimentico ma allo stesso tempo rimaqne un fatto irrisolto, e purtroppo come ho detto prima con mio padre c’è poca comunicabilità.
      Adesso mi ritrovo in questa situazione dove anche il solo scendere a pranzo per me è una sofferenza, ho prorpio perso completamente il piacere di stare in famiglia. E se non stai bene in famiglia, dove allora?
      Ho deciso di trasferirmi in una università lontana da casa mia prorpio per poter finalmente vivere per conto mio, non dover sopportare la vista di mio fratello che si comporta come un subdolo rompi**** e mio padre che mi crede un ritardato mentale. Fortunatamente con mia madre ho un buon rapporto, io e lei abbiamo caratteri diversi ma mentalità simili. Ma non so davvero come reprimere la mia rabbia, non spaccare la testa a mio fratello e gridare a mio padre di non aggredirmi ogni benedetta volta. Avete presente quando sentite una persona che parla e dice ahh ma querl testa di **** non sa manco dove sta di casa e vi viene voglia di dire ma tu che ***** ne sai cosa ha vissuto quella persona? come puoi dare un giudizio che manco lo conosci? come puoi essere così’ superficiale?
      Sono cose che non riesco a digerire, ma non per il fatto in sè ma per il fatto che è la mia famiglia.

      #10673
      Anonimo

        Ciao Alessio!

        Non è proprio facile convivere e affrontare ogni giorno un padre e un fratello che sono così distanti da te, questo è sicuro. La diversità di carattere o di mentalità purtroppo o per fortuna non si possono cambiare, ma si può magari migliorare la comunicazione :-)

        perchè dici che tuo padre ti crede addirittura un ritardato mentale?? Solo perchè stai studiando invece di lavorare e perchè stai spesso al computer? Avete mai provato a spiegarvi? Magari sarebbe utile chiarire le cose con lui, senza tuo fratello, e magari con l’aiuto di tua madre che mi sembra molto disponibile in questo senso, che ne pensi?

        Ci dici anche che ultimamente hai avuto i tuoi problemi, vuoi parlarne? Non ho capito inoltre se già ora ti sei trasferito in un’università lontana o è un tuo progetto per il futuro?

        Quanto a tuo fratello…che dire…forse ora ciò che ha fatto di brutto è stato momentaneamente azzerato perchè tuo padre ha visto un po’ di buona volontà visto che si è messo a lavorare con lui (a proposito ci dici che ha uno studio, che lavoro fa?) Chissà magari tuo fratello migliorerà, oppure tornerà a fare i vecchi errori e anche tuo padre dovrà ricredersi.

        Per altro si ricrederà sicuramente anche su di te! Visto che sei una persona seria e impegnata che studia per costrursi un ottimo futuro :-)

        A presto alessio, un abbraccio !

        *****

        #10674
        Alisiu
        Partecipante

          Dire ritardato è stati piu uno sfogo che la verità dei fatti, fondamentalmente siccome sono il piccolo della famiglia crede che non sia una persona capace di cavarmela. Ogni cosa che faccio per lòui non è quella giusta e quando me lo fa notare, rincara la dose facendomi sentire come un ritardato.
          Anzitutto piccolo appunto, ho perso alcuni anni all’università perchè ho cambiato 2 volte. Prima economia ( cercavo di farlo perchè mio padfre è commercialista e ovviamente laureandomi in economia avrei avuto il lavoro assicurato) ma davvero non mi ci trovavo, poi sono andato in giurisprudenza ma, anche se lo studio non mi dispiaceva il richiamo delle lingue ( maturato col tempo) è stato piu forte per cui ho abbandonato e adesso mi sono iscritto appunto in lingue.
          Mio padre, che è una persona fortemente materialista e pratica, vede il mio studio come una perdita di tempo. Ovviamente spera che riesco a farmi una posizione ma allo stesso tempo npon riesce a nascondere il suo disappunto verso la mia scelta. Mia madre è una sorta di bilancere; quando litigo con mio padre viene da me e cerca di calmarmi e farmi capirte le sue ragioni e la stessa cosa fa con mio padre, ma quando arriva lo scontro diretto nessuno si mette in mezzo, forse perchè il clima è abbastanza teso e nessuno vuole mettersi in mezzo. Mio padre cerca di creare quell’ambiente familiare di stampo patriarcale dove ciò che dice lui è legge ma con me non ci riesce nemmeno per sbaglio, ovviamente creando situazioni decisamente spiacevoli. Ora come ora sono a casa mia perchè non ho lezioni, ma fortunatamente in genere sto nella città dove seguo l’uni però ovviamente tipo i finesettimana torno a casa per vedermi con i pochi amici che mi sono rimasti.
          Io spero solo che mio fratello migliori, ma non nel lavoro, ma come persona. un po di tempo fa in una litigata mi fa almeno io non butto le giornate come fai tu, e io essendo una persona sanguigna, avevo voglia di dire tante cose ma stavo già soffrendo e sapevo che se le avessi dette, avrei rovinato un rapporto già in bilico per tanto tempo. Ma non potete capire per quanto tempo quelle parole mi sono rimbombate in testa e che rabbia repressa mi ha causato. Avrei voluto dire come ti permetti tu, che solo poichi anni fa hai portato a casa i tuoi speudo amici che hanno pure rubato a tua madre? ( mio fratello è stato sfortunatissimo negli amici), come ti permetti tu che hai rubato ai tuoi nonni e ti permetti di insultarli alle spalle, come ti permetti che una volta ti sei fatto scoprire con della droga nello zaino?. Ma non potevo, o forse non volevo essere così nudo e crudo perchè qualcosa sarebbe cambiato irreversibilmente di sicuro.
          Adesso, io non dico di vivere con i sensi di colpa, ma almeno comprendi cosa sia l’umiltà perchè io al tempo piu che puntarti il dito contro ti proteggevo sempre. Alla fine io l’ho detto chiaro e tondo a mia madre In famiglia ci sto male e preferisco vivere per conto mio, magari un giorno, tra 20 anni, le cose cambieranno.

          #10675
          Holly
          Partecipante

            Caro Alessio,
            non sono una bigotta ma leggere il tuo post mi ha fatto venire immediatamente alla mente la parabola del figliol prodigo.
            Ora senza addentrarsi in discorsi filosofico-religioso, sono certa che tuo padre ti ami; ma Tu sei il figlio del quale non ha bisogno di preoccuparsi perchè sei bravo ed assennato, stai tracciando la tua strada e hai degli obiettivi.
            Credo che tu da ragazzo intelligente e sensibile quale sei, hai capito cosa intendo.
            Hai mai provato a vederla da questo punto di vista?

            Sai quando si ha dei fratelli (io ne ho due) a volte ci si sente non capiti come vorremmo da uno dei due genitori come se a volte o spesso lui o lei parteggiasse per l’altro, invece di vedere noi, quello che siamo o facciamo.
            Crescendo si capisce che non è così, spesso dipende dal nostro stato d’animo e da come noi ci approcciamo da figli al complicatissimo e delicato rapporto figli-genitori.
            Un abbraccio Alisiu :-)

            iovalgo.jpg
            ..Dal tuo cuore mi sono giunte le tue parole… (N.Hikmet – Le fate Ignoranti)

            #10676
            Alisiu
            Partecipante

              é vero ciò che dici Holly e questo è il pensiero che mi ripeto piu e piu volte per calmarmi. Ma ogni volta che sento la porta di casa aprirsi e chiudersi, inconsciamente, il mio cuore spera che non sia nè mio padre nè mio fratello. E mio faccio schifo da solo per questo. é come un riflesso condizionato, un impulso irrefrenabiule che dipende da quella parte del cervello che non riesci a comandare.
              é un qualcosa radicato in me, e quando sono sicuro che è uno dei due mi viene una specie di sensazione di soggezione, di insicurezza. Col tempo ho realizzato che una delle cause della mia insicurezza sia prorpio la mia famiglia.

              #10677
              atlas
              Partecipante
                Quote:
                Alisiu
                Col tempo ho realizzato che una delle cause della mia insicurezza sia prorpio la mia famiglia.

                Purtroppo quello che scrivi è valido per molte ragazzi sai?
                Se in famiglia non esiste un clima di fiducia, comprensione e soprattutto sostegno, si cresce nervosi, insicuri, indecisi. E per quanto si possa avere o sviluppare un carattere forte e complesso (come mi pare sia il tuo), rimane quell’incertezza di fondo che mina le scelte e le azioni future.

                Fortunatamente con tua madre almeno il rapporto è positivo, e spero davvero che riuscirai a trovare un punto comune con tuo fratello in modo da arrivare a comprendervi e volervi bene, dato che un fratello è una cosa molto importante.
                Per quanto riguarda tuo padre… come tu stesso dici lui ti vuole bene ma a modo suo, ed evidentemente è il modo sbagliato per una persona come te.
                Anche questo accade spesso, dimostrare affetto nel modo che si pensa corretto quando invece si ottiene solo l’effetto contrario…

                Credo proprio che la soluzione per te sia vivere da solo e frequentare i tuoi a piccole dosi, in modo da non subire la situazione famigliare come un peso continuo ma come qualcosa alla quale attingere quando te la senti.
                In questo modo si allenterebbero le tensioni e si potrebbe arrivare a un compromesso che magari porta a nuovi sviluppi relazionali.
                Sono solo alcuni spunti di riflessione, anche un po’ banali ma che spero possano aiutarti.

                #10679
                Alisiu
                Partecipante

                  A conferma di ciò che dici, da quando faccio avanti e indietro dal posto in cui studio a casa, le cose sono andate un po meglio, piu che altro nella mia testa. Non posso pretendere di cambiare le persone, una persona non cambia dall’oggi al domani. Penso che la scelta di studiare fuori casa sia stata una delle piu azzeccate che abbia fatto negli ultimi 4 anni.
                  Mio padre mi diceva secondo me dopo qualche mese nn nè potrai piu di fare avanti e indietro, ma si sbagliava. Il vagabondaggio e il cambio costante rendono la mia vita piu stressante ma in un modo positivo. Vi capita mai di avere la sensazione che quel posto è meglio abbandonarlo per un po di tempo perchè voi nn vi appartenete? A me capita continuamente, e l’unico modo per levare questa sensazione di essere nel posto sbagliato riesco a eliminarla solo andandomene fisicamente da quel posto, almeno per un po :-)

                  #10680
                  Volontario
                  Moderatore

                    Ciao, Alisiu.
                    Come va la vita?
                    E’ da qualche giorno che non ti sentiamo. Se vuoi, facci avere tue notizie.
                    Tanti sorrisi.


                    #10681
                    Alisiu
                    Partecipante

                      Ciao a tutti, scusatemi se mi faccio sentire così poco, ma è un periodo universitariamente parlando veramente faticoso :-)
                      Alla fine mi sono semplicemente arreso ai fatti, non c’è nulla da fare apparte stare in famiglia col contagocce. Ultimamente facevo pure degli esperimenti su me stesso, nel senso che attenzionavo il mio stato d’animo. E non poteva essere piu che ovvio che il primo giorno della settimana in cui tornavo ( in genere il venerdì) andava tutto bene mentre il giorno successivo dentro di me scatta già qualcosa, come un campanello d’allarme. E’ ovvio che non è colpa solo di mio padre o mio fratello ma è un qualcosa ormai radicato nella mia mente. Ma va beh, penso di aver imparato a sopportare questa sensazione.

                      #10682
                      atlas
                      Partecipante
                        Quote:
                        Alisiu
                        E non poteva essere piu che ovvio che il primo giorno della settimana in cui tornavo ( in genere il venerdì) andava tutto bene mentre il giorno successivo dentro di me scatta già qualcosa, come un campanello d’allarme. E’ ovvio che non è colpa solo di mio padre o mio fratello ma è un qualcosa ormai radicato nella mia mente. Ma va beh, penso di aver imparato a sopportare questa sensazione.

                        Come ti sei accorto anche tu, la tensione che vivi in famiglia non è dovuta soltanto al discutibile comportamento di tuo padre e di tuo fratello, ma al fatto che ormai esiste una specie di barriera creatasi in questi anni che ti impedisce di rilassarti in loro presenza.
                        Non è una cosa impossibile da cambiare ma ci vorrà molto tempo e soprattutto partecipazione e desiderio da entrambe le parti.

                        Sopportare la situazione, come scrivi, non è esattamente la cosa migliore da fare non credi? Certo, piuttosto che litigare è decisamente meglio, però alla lunga ci si abitua alla sopportazione e non si tenta più di cambiare le cose.
                        Cerca di non dare ascolto a quel tuo campanello d’allarme, affronta ogni giorno per quello che è, senza pregiudizi. Magari andrà comunque male, però ci avrai provato, e provandoci contribuirai a farlo andare meglio o, come minimo, ad eliminare la tensione in famiglia.

                        #10683
                        Alisiu
                        Partecipante

                          Il tuo ragionamento è piu che giusto visto da una posizione estranea. Io so essere molto logico e mi rendo conto io stesso che questo è il come dovrebbe essere. Ma se facessi così comincerei a prendermela di nuovo con loro senza poter esternare ciò che penso ( sennò litigaatee). Se fossi mè stesso in famiglia sarebbero risate amare. Come hai detto tu è un fatto di riconoscere il problema.
                          Purtroppo lo riconosco solo io, solo io e mia madre. ( che ahimè ha un carattere piu rinunciatario del mio lol) E come poter dire al prorpio padre papà mi dispiace non è colpa tua e non è colpa mia, ma io in tua presenza mi blocco, non riesco a sentirti umano
                          Siccome questa temrinologia può risultare un po alinea vi riporto una analogia. Avete presente quando siete ( o siete stati) interrogati a scuola o all’università da una di quelle persone che sembrano non avere bisogno nemmeno di dormire perchè sono delle macchine? ecco la sensazione. Spiacevolissima.
                          Non voglio ferire nè mè stesso nè lui, per cui opto per il silenzio. Prima o poi arriveranno i momenti dove potrò essere mè stesso, e questo pensiero mi consola :-)

                          #10684
                          atlas
                          Partecipante
                            Quote:
                            Alisiu
                            Purtroppo lo riconosco solo io, solo io e mia madre. ( che ahimè ha un carattere piu rinunciatario del mio lol) E come poter dire al prorpio padre papà mi dispiace non è colpa tua e non è colpa mia, ma io in tua presenza mi blocco, non riesco a sentirti umano
                            Non voglio ferire nè mè stesso nè lui, per cui opto per il silenzio. Prima o poi arriveranno i momenti dove potrò essere mè stesso, e questo pensiero mi consola :-)

                            Evidentemente tua madre, con la quale hai un rapporto migliore, ti ha passato più o meno involontariamente un po’ di quel carattere rinunciatario di cui parli.
                            Però le parole che usi subito dopo, quelle che vorresti rivolgere a tuo padre ma dici di non poter fare, vanno benissimo! Magari messe giù in un’altra maniera, meno brusco o più comprensibile per lui, però è quello che senti ed è quello che devi fargli capire. E’ la barriera che dovete abbattere, in un modo o nell’altro.
                            Non temere di ferirlo, anche se accadesse sarebbe una ferita utile ad aprire gli occhi e si rimarginerebbe in fretta: tuo padre dopotutto ti vuole bene, al di là delle incomprensioni, è questo che mi sembra di aver capito dai tuoi post. L’incomunicabilità è un grave problema in molte famiglie, ma fortunatamente se non è accompagnata da abusi, violenze o indifferenza, può essere superata o perlomeno arginata.

                            Il silenzio non risolve MAI nulla, credimi! Aiuta al limite soltanto a tirare avanti situazioni irrisolte, finché esplodono. E tu sono certo che vuoi evitare l’esplosione, vero?
                            Quindi trova il coraggio di parlare a tuo padre apertamente. Provaci. Come ti ho scritto nel post precedente, magari non risolverà nulla, non ti prometto cambiamenti miracolosi… ma avrai PROVATO. E questo è importante per sbloccare qualunque situazione problematica. Restare immobili può servire ma può anche fare altri danni che vengono alla luce solo quando è troppo tardi…

                            Pensaci, se vuoi cercheremo assieme il modo migliore per farlo, ma alla fine la risposta sta dentro di te. Coraggio. ;-)

                            #10685
                            Alisiu
                            Partecipante

                              Esiste una fonte del coraggio? perchè io non la riesco a trovare. Penso che sia una cosa che debba essere fatta per gradi: prima devo sentirmi piu sicuro per trovare il coraggio di farlo. Non sono così sicuro che la ferita si rimanrginerebbe in poco tempo come dici, e la cosa mi spaventa. Purtroppo sono una persona dall’equilibrio poco stabile e se qualcosa andasse storto non riuscirei piu a concentrarmi nello studio che al momento è il mio primo obiettivo… In genere il coraggio lo trovo quando mi faccio trasportare dalle emozioni, solo che dalla bocca mi escono tutt’altro che parole gentili [xx(]
                              Tra l’altro poi, siccome sia io che mio padre siamo persone impulsive, vi lascio immaginare cosa succede dopo ._.

                              #10686
                              atlas
                              Partecipante
                                Quote:
                                Alisiu
                                Esiste una fonte del coraggio? perchè io non la riesco a trovare. Penso che sia una cosa che debba essere fatta per gradi: prima devo sentirmi piu sicuro per trovare il coraggio di farlo. Non sono così sicuro che la ferita si rimanrginerebbe in poco tempo come dici, e la cosa mi spaventa. Purtroppo sono una persona dall’equilibrio poco stabile e se qualcosa andasse storto non riuscirei piu a concentrarmi nello studio che al momento è il mio primo obiettivo…

                                Purtroppo la fonte del coraggio non esiste, ognuno deve attingere dalla propria che, a volte, è poco attiva… però c’è! Di questo non devi dubitare.
                                Giustamente fai notare che devi essere sicuro delle tue azioni, senza andare allo sbaraglio, quindi dovrai cercare il momento giusto per parlare a tuo padre, che non deve essere necessariamente ora.

                                Se poi il tuo equilibrio è a rischio, fai bene a concentrarti su ciò che più ti preme al momento, però non rimandare all’infinito. Come ti ho detto, aspettare troppo potrebbe condurre allo stagnamento o, peggio, allo sviluppo di tensioni represse poi difficili da risolvere.
                                In quanto all’essere entrambi impulsivi cosa intendi? Che verreste alle mani? Spero di no, comunque tirare fuori quello che si sente e si pensa serve sempre a mettere le cose in chiaro, ovviamente senza insulti e cattiverie gratuite che non servirebbero.

                                Riflettici e pazienta, arriverà il momento più adatto per te e per la tua famiglia… e allora il coraggio verrà, vedrai.;-)

                                #10687
                                Alisiu
                                Partecipante

                                  Grazie per i consigli, cercerò di tenerli a mente il piu possibile, per quando il momento verrà ;)

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