perche’ non riesco a evitare di finire la spesa appena fatta?

  • Questo topic ha 16 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 10 mesi fa da Volontario.
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  • #5478
    paola
    Partecipante

    buongiorno a tutti.
    devo per forza premettere che in quanto a disturbi alimentari io sono abbastanza navigata. sono stata spedita dal medico a 13 anni per un pericolo anoressia che non esisteva e tale ‘medico’ mi ha trattata con molta violenza e molto,molto poco rispetto per indurmi a prendere peso come voleva mia madre,che con me,senza offesa, non ha mai saputo comunicare(ne’ ascoltare). poi sono stata bulimica per circa 6 mesi al liceo perche’ ero osessionata dalla magrezza,poiche’ non avevo niente altro che l’aspetto a mio modo di vedere..ero completamente vuota e inutile. da li’ e’ degenerato tutto in un binje eating disorder pesantissimo che no,non e’ la fantasiosa malattia dei golosoni, e’ una dipendenza dal cibo che in alcuni casi,come il mio, e’ psicologicamente (oltre che fisicamente) devastante e non la auguro a nessuno. poi ci sono anche ciccioni felici e simpatici per carita’. anche belli se e’ per questo. ma non era il mio caso.
    be’ bene. tirate un sospiro di sollievo adesso, perche’ non vi sto chiedendo consiglio su questo che fa parte del passato. nel presente i problemi sono infinitamente piu’ piccoli,pero’ siccome mi danno fastidio lo stesso scrivo a voi.
    in questi anni mi sono abituata a fare la spesa quasi ogni giorno comprando piccole quantita’,cosi’ da sentirmi piu’ tranquilla perche’ il frigo pieno mi angoscia. mangio molta frutta e verdura,pochi cibi raffinati e di alimentazione sono decisamente informata. so le calorie a memoria di praticamente tutto ma scelgo di non pensarci quando scelgo cosa mangiare.pero’ anche ora, che sono dimagrita e sto bene, uando faccio la spesa per piu’ di un giorno spesso non riesco a non finirla. ed e’ irritante.
    per esempio oggi sono andata al mercato e ho preso 3 chili fra frutta e piselli..dovevano bastare per un 5-6 giorni almeno. invece ho finito tutto in due ore. capite che anche se sono vegetali la quantita’ e’ tantina per una persona mentalmente sana.
    molte volte mi viene proprio un nervosismo di fronte a una confezione di creacker integrali(confezione da 300 gr) che non mi passa finche’ non l’ho finita. non capisco perche’ mi trovo ancora invischiata in queste cose. poi mi gonfio,mi sento a disagio e non ho voglia di fare e di uscire. senza contare che se lo faccio tutti i giorni e’ abbastanza ovvio che ingrassero’. ri-ingrassero’,e non voglio proprio. non riesco a non finire quello che ho comprato, ma perche’?? non mi affamo giuro,cerco anzi di stare molto tranquilla quando mangio. qualche idea o soluzione?
    p.s. non parliamo di cosa succede quando il frigo non e’ il mio,ed e’ quindi pieno. solitamente di roba che non e’ nemmeno di mio gusto. be no a quello non ci pensiamo,rimaniamo a casa mia.
    grazie

    #15878
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Paola! Che brutta esperienza che ci descrivi dal medico quando avevi 13 anni…come mai ne parli come violenza? Il medico ti obbligava a mangiare forse? Sicuramente è già questo di per sè un atto invasivo…ne parlavi con la mamma all’epoca? Com’è ora il tuo rapporto con lei?

    Tornando al presente: beh sicuramente 3 kg di frutta e verdura mangiati in un giorno sono parecchi, ma hai mangiato solo quelli? Forse non è il momento per te di mangiare “troppo sano” ma di mangiare vario e “normale” (senza andare nel fast food eh, intendo una pasta o un po’ di carne). Forse il tuo corpo ti sta dicendo questo…che ne pensi?

    Mi sembra di capire che vivi sola, posso chiederti cosa fai nella vita? Forse questa voglia di finire il frigo può anche essere dovuta alla noia? E’ abb usuale mangiare perchè non si sa bene che fare.
    Ci racconti anche che non hai voglia di fare o uscire, è una cosa dettata dal fatto che ti “gonfi” e basta o magari c’è qualcos altro?

    tanti sorrisi Paola!!! :-)


    #15879
    paola
    Partecipante

    buongiorno a voi.
    non ho prorio lintenzione di raccontare qui tutta la mia vita e scrivere tutte le cose che non vanno,non penso ce ne sia motivo,oltrettutto.non amo il dramma,ancor meno quello al passato. per me meglio un confronto “sgrassante”,focalizzarsi su una cosa specifica su cui volevo chiedere consiglio,e vedere se ualcuno ha qualche idea.
    comunque in breve. 1)il medico non mi ha fatto un tipo di violenza per cui si va in prigione, mi ha chiusa a chiave nel suo studio e ha intavolato a macchinetta un discorso dove non mi ha mai ascoltata e ha calpestato bellamente qualsiasi mio sentimento. sono state parole molto violente nei miei confronti,non nei suoi. piu’ le lacrime sgorgavano dai miei occhi e terrorizzata cercavo di dire la mia,piu’ assumeva l’atteggiamento del dottore severo che parla a una ignobile bestia scema.invece io ho un cervello. ha insistito in argomenti legati alla sessualita’ o allo sviluppo corporeo che ora mi danno meno fastidio,ma allora erano un grande problema e lo si capiva benissimo dal panico nei miei occhi e dal mio educato e civile(e vano) tentativo di dire la mia. mi sono ingozzata forzatamente per non doverci tornare piu’, della serie “e’ chiaro che il mio corpo deve appartenere a voi e non a me”. questo e’ passato,chiuso,volevo solo dare uno spunto ma non c’e’ piu’ molto da dire. 2)il rapporto con mia madre si e’ normalizzato 3)no,certo che non ho mangiato solo quello. nella mia vita ho mangiato quantita’ di cibo che non si riescono nemmeno a far stare su un tavolo per 8,non lo dico con orgoglio ovviamente,ma solo per dire che nel bene ma anche nel male ho parametri di riferimento non convenzionali. 4)non mangio “troppo sano”,mangio vario e roba che fa bene,il mio problema e’ la quantita’ e questo meccanismo strano del finire la spesa che mi da molto molto fastidio.(a riguardo,non e’ noia. a quella si rimedia presto) 5)non vivo affatto da sola. il frigo e’ sempre vuoto perche’ mia madre si e’ stufata di vedersi finire qualsiasi cosa appena dopo averla comprata, quindi o mangia fuori,o mangia cose che non mi piacciono(ora questo provvedimento funziona,anche se talvolta no), o compra poche cose che tiene nel frigo e io so che sono sue(le mie cose le metto nel piano piu’ alto..e sono tendenzialmente le mie cose che non riesco a non finire anche se sono quantita’ esagerate per un giorno) oppure nasconde i suoi alimenti in posti strategici della casa cosi’ li ritrova come li ha lasciati. 6)no,la mia vita e’ strana e non funziona a dovere.per mia grande fortuna,nel contesto non ci sono problemi,nessuno in famiglia e’ malato o aggressivo o con problemi finanziari. sono io che sono allo sbando e senza un genitore che si preoccupi di crescermi,mai avuto,ma non sto accusando nessuno,ognuno fa quel che puo’e comunque mia madre ha fatto tantissimo(mio padre non esiste). ma degli altri aspetti vergognosi della mia vita non voglio parlare qua,mi da fastidio e svia il discorso verso lidi sconfinati,visitati i quali poi di solito l’interlocutore sano mi manda a quel paese.
    grazie della vostra attenzione, sorrisi anche a voi e a tutto il mondo.

    #15883
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Paola!
    Riprendo parte del tuo post
    “ma degli altri aspetti vergognosi della mia vita non voglio parlare qua,mi da fastidio e svia il discorso verso lidi sconfinati,visitati i quali poi di solito l’interlocutore sano mi manda a quel paese”
    Le persone sono complesse, ed ogni cosa risulta da un insieme. Se hai voglia di parlarne noi non ti daremo soluzioni, ma spunti di riflessione che costruiamo con te.
    Hai scritto molto in diverse sezioni, e mi sembra che proponi diversi argomenti ma poi non vuoi discuterne. Io credo che sarebbe interessante, per noi e soprattutto per te cercare se possibile, un pò il filo conduttore.
    Ho l’impressione che tu sia molto arrabbiata, e forse temi di ricevere risposte spiacevoli.
    Sei libera di esprimere quello che ritieni opportuno, non credere che ti manderemo a quel paese, al contrario.
    Riguardo lo specifico argomento di cui chiedi, come non finire la spesa in tempi esageratamente brevi, oltre agli stratagemmi adottati da tua madre, hai mai provato ad impegnarti in un’attività che ti distragga e che ti tenga occupata nei momenti in cui ti viene voglia di mangiare tutto? Questi episodi si verificano quando è il momento di mangiare, e poi perdi il controllo,o in momenti in cui non dovresti mangiare perchè sei sazia?
    Ciao sorrisi :-) :-)


    #15909
    paola
    Partecipante

    mi spiace davvero molto se sono sembrata arrabbiata,scrivendo non me ne rendo conto, cercavo solo di non intavolare una conversazione confusa e di non fare l’apologia dello psicodramma(si dice?mah). ovviamente non sono arrabbiata con nessuno di voi! :)
    si,un po’ temo di ricevere risposte spiacevoli,perche’ attualmente ho una gran paura di dover affrontare una durezza della vita e un livello di stress(che molti considererebbero “normale”) che preferirei pensare come solo legato a situazioni particolari e passeggere, o a un allontanamento dalle proprie inclinazioni/capacita’ che puo’ essere invertito,o a una errata gestione delle emozioni sulla quale la persona puo’ sempre intervenire, e non ,invece, fisiologico della routine quotidiana.per quello vorrei chiamare,ma non ho ancora avuto modo di rimanere sola in un luogo silenzioso.
    l’ossessione nevrotica di finire la spesa si verifica dopo aver iniziato a mangiare una parte della spesa stessa. mi preparo il pranzo con calma,allestisco il contorno e poi va a finire che confezione dopo confezione la spesa per diversi giorni “deve essere finita”, la sazieta’ non placa questa cosa. cio’ si ripercuote sull’umore per giorni,facendomi diventare una persona peggiore,oltre che sulla forma fisica.
    ciao garofani&margherite

    #15911
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Paola :-)
    Puoi chiamarci anche su skype, se trovi maggior privacy a casa, è attivo la sera dal lunedì al venerdì.
    Come sono organizzate le tue giornate? Sei sola durante i pasti?
    Se tu avessi solo poco tempo per mangiare, o se ci fosse qualcuno con te, cambierebbe la situazione?
    Sorrisi e margherite anche a te :-) :-)


    #15948
    paola
    Partecipante

    si sono sola quando mangio, sono sola la maggior parte del tempo. ma quando mangio e’ una scelta mia. per esempio qualche giorno fa ho provato a sedermi a tavola per una grigliata fatta in casa con due parenti..ma non ce la faccio. mi viene l’angoscia. questo non lo ritengo un grosso problema perche’ posso sempre alzarmi e mangiare da sola,cosa che continuo a fare perche’ e’ meglio per me. la solitudine di quando non si sta mangiando invece e’ altra cosa. quindi rispondendo a quello che mi chiedi credo che il fatto di avere poco tempo per mangiare,ossia di avere un impegno subito dopo, potrebbe aiutarmi direi due volte su tre.la terza volta farei saltare l’appuntamento anche fosse un matrimonio,ma ormai quelle “volte” sono rarissime per fortuna. avere invece una persona con me mentre mangio peggiora la situazione,mi manda in confusione e potenzierebbe il comportamento negativo. grazie.

    #15955
    Volontario
    Moderatore

    cara Paola,

    hai iniziato a parlare di disturbi alimentari dicendo
    “devo per forza premettere che in quanto a disturbi alimentari io sono abbastanza navigata”

    Quindi sembra che tu ora necessiti solo di qualche suggerimento miracolistico.
    Sai che non è così. Come tu stessa dici, qualunque situazione tu riuscissi a creare per mangiare meno la accetterensti molto temporanemente, per poi mandare tutto all’aria per poter mangiare quello che vuoi e quanto vuoi. I disturbi alimentari, come ben tu sai, richiedono una pratica in solitario. Solo così danno soddisfazione e si riesce a giustificare lo sfogo, altrimenti non ci si sente liberi nella realizzazione della propria vita.
    La soluzione di comprare poca roba per evitare “abbuffate” di cibi che fanno male, è già una azione importante per limitare i danni.
    Ma tu non sei contenta e chiedi aiuto per avere un atteggiamento più controllato anche con la frutta e la verdura che in sé non fanno troppo male alla linea, non intossicano, ma gonfiano lo stomaco, l’intestino e, soprattutto non ti fanno sentire “normale”.

    Che fare? noi potremmo aggiungere altre malizie per evitare questo, ma tu sai benissimo che durerebbero poco e saresti punto e a capo.

    Beh, ci devi raccontare qualcosa di più di quello che ci hai fatto conoscere finora.
    Per esempio la brutta avventura dei 13 anni con quel medico che ti ha lavato il cervello, come è proseguita? Ti sei messa a mangiare solo un po’ di più o ti ha sconvolto il tuo rapporto con il cibo?
    E con tua mamma che ti ha inviato da quel medico per timore che finissi anoressica, i rapporti come sono diventati? Non parlo solo dei rapporti “ufficiali”. Tu le portavi rancore?
    Quanto tempo è durato?.
    Dalla tua risposta a Chiara sembra che ci sia stato uno scontro forte, e probabilmente non solo per quello. Poi hai capito che certe cose sbagliate, come quella, li aveva fatte pensando di crescerti bene, non il contrario.
    Da allora sono trascorsi ben 8 anni. Come sono trascorsi? Hai studiato superando gli anni regolarmente? Sei stata più anoressica o più bulimica? Con i tuoi amici e compagni di scuola come erano e sono i rapporti?
    Dici che il papà non esiste. In che senso? E’ sparito appena è stato annunciato il tuo arrivo oppure e mancato prematuramente o vi ha lasciato ad un certo punto? Quanto tu hai sofferto per questa mancanza?

    Dici che sei “navigata” circa i disturbi alimentari, ma sei mai stata in cura?
    Vedo che sei di Milano, do c’è tutto il possibile per queste forme. Ti sei avvicinata a un Centro per i disturbi alimentari o hai utilizzato solo uno psicologo per una terapia personale?

    Come vedi ti ho riempito di domande, ma questo proprio perché non esistono azioni specifiche “miracolistiche”, ma solo terapie di vario tipo come sono molto diverse le cause di questo disturbo ancora non perfettamente conosciuto.

    A Milano ci sono diversi Centri. Ogni ospedale ha un Centro per disturbi alimentari dove interagiscono più professionalità: lo psicologo, lo psichiatra, il dietista, ecc.
    All’Ospedale S. Paolo c’è anche uno sportello dove uno può procurarsi tutte le notizie che desidera e chiedere un colloqio per poi stabilire come procedere.
    All’Ospedale Niguarda fanno anche la “terapia della famiglia”, quando si pensa che nel disturbo alimentare hanno influito e influiscono certi comportamenti familiari.
    E’ la terapia che percentualmente ha i maggiori successi, ovviamente se tutti collaborano.

    Come vedi è un discorso molto ampio. E’ importante però affrontare il problema e non rimandarlo con iniziative che possono illudere temporaneamente.

    Io sono stata molto chiara, almeno spero, e tu cosa ci dici?

    Vorremmo tanto poterti aiutare in modo concreto e duraturo, ma sei tu che ci devi dare la possibilità.
    Comunque, hai tante strade, vedi tu come proseguire.

    Noi ci siamo e ci saremo sempre, al Forum, per e-mail e al telefono, come ti è già stato detto.

    Tanti tulipani, margherite e…Sorrisi!
    :-) :-) ;)


    #15957
    paola
    Partecipante

    vi ringrazio per il tentativo di aiutarmi e per esservi impegnati in una risposta lunga. francamente non capisco e non condivido il vostro atteggiamento prevenuto che mi attribuisce una serie di ragionamenti che non faccio,e altri che mi appartengono ma non ne vedo proprio la tossicita’..perche’ oggettivamente non c’e’. io sto decisamente bene rispetto al passato,so di essere fortunata. purtroppo alcuni quando vogliono aiutare tendono a rendere patologica qualsiasi cosa che osservano. traete conclusioni che mi fanno sorridere,e mi chiedo perche’ una persona come me dovrebbe cercare un aiuto,seppur su problemi non esistenziali, se dicendo le cose come stanno viene quasi accusata di mentire o di sottovalutare la sua psiche o di non sapere cose su se stessa che voi immaginate di sapere. a me non interessa rientrare in una casistica, ne’ tantomeno descrivere l’anoressia o qualsiasi altro disturbo alimentare per come si dovrebbe presentare o per come lo “testimonio” io. le persone vengono prima, i disturbi e le malattie psichiatriche sono state catalogate dopo. quindi se una persona vi parla credo che possiate anche immaginare che sia una persona che descrive qualcosa per come e’. ripeto,mi dispiace la dietrologia..e’ prassi comune per molti psicologi e credo che in certi contesti,non questo,possa anche fare danni. io non vivo di dogmi,pregiudizi o “miracoli”,sono proprio un altro genere di testa. fa niente,capisco che lo facciate pensando di aiutare di piu’.

    #15958
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Paola! :-)
    I volontari della nostra associazione non sono né psicologi, né medici, né assistenti sociali.
    Siamo persone che vengono da esperienze molto diverse e siamo formati sull’ascolto delle problematiche adolescenziali. Non abbiamo soluzioni precostituite, non adottiamo strategie proprie della relazione terapeutica, non collochiamo nessuno in una casistica. Rispondiamo a quello che ci viene detto, da persona a persona.
    Se vuoi, quando vuoi, noi siamo qua.
    Sorrisi :-) :-)


    #16022
    Volontario
    Moderatore

    Cara Paola,

    come ti è stato già detto, qui nessuno vuole mettere etichette ad alcuno, quindi se stai bene continua come ora. ;)

    Però :
    . ti sei iscritta fra i Disturbi Alimentari
    . ci hai parlato dell’argomento come di un problema che è iniziato quando avevi 13 anni
    . ci dici che non sei capace di controllarti se ti trovi davanti a un frigo pieno,
    ma che ti senti “normale” e che stai bene.

    Non stai per caso sottovalutando il problema?
    Questo è quello che vorremmo tu riflettessi.

    Ci hai dato pochi elementi per poter inquadrare bene il problema e quindi ci siamo limitati ad invitarti a non prendere alla leggera certi comportamenti e ti abbiamo dato qualche indirizzo dove puoi chiarirti le idee su un argomento molto importante.
    Te la sei presa? Ci spiace molto del malinteso.

    Ciao cara e tanti Sorrisi ed auguri.
    :( :-) ;) :-)


    #16034
    paola
    Partecipante

    continuo a non apprezzare la risposta dell’ 1/06 (quella lunga, perche’ la trovo molto scortese e ingiusta. in sostanza mi sono sentita dare della malata, aggiungendo motivi di preoccupazione anche laddove non ci sono, perche’ chi ha scritto non si e’ fidato di me e di quello che dicevo, e questo si vede chiaramente. quindi io, aprendomi e chiedendo aiuto/consiglio, mi sono vista disprezzata,in modo probabilmente non intenzionale, e quello che traspare da quella risposta non e’ che sono una persona con una via di uscita, ma che sono una malata che probabilmente lo restera’ per sempre perche’ non vuole uscirne. non so come potete permettervi di dirmi che non voglio uscire da una malattia, e’ estremamente offensivo della mia intelligenza, del mio mondo emotivo e della mia buona fede. non mi diverto a inventare falsi problemi, non mi diverto ad averne e non mi diverto nemmeno a essere compatita. in quella risposta il livello di indagine dei miei disturbi psichici e’ debordato oltre la misura dell’onesta’ e della fiducia, e chi ha risposto deve aver provato il brivido di esaltazione di scoprire inganni e manipolazioni da parte mia verso me stessa che non esistono. per questo non mi e’ piaciuta. ve lo dico, cosi’ lo sapete. passiamo oltre.
    @ultimo moderatore che mi ha gentilmente risposto:
    non so se sei lo stesso moderatore dell’altra risposta, ma non fa comunque nessuna differenza. non me la sono presa, nel senso di offendersi, ma ho ritenuto che la comunicazione fosse diventata improduttiva. sono tornata sul forum per comunicare a tutti una spiegazione al mio comportamento che mi e’ venuta in mente oggi. ve la dico subito sotto. intanto rispondo volentieri ai tuoi dubbi cortesi. si, io ho avuto e forse ho dei disturbi alimentari. lo so,e non li sottovaluto. sono anche stata seguita psicologicamente(ma non e’ la panacea di tutti i mali..ci sono talmente tanti incompetenti! ..e qualcuno anche bravo per fortuna). ho fatto di tutto col cibo,proprio di tutto. il mio peso e’ oscillato di decine di chili piu e piu volte. e sono solo esternizzazzioni di un mostro depressivo che avevo dentro,una cosa tremenda,al cui confronto la morte e’ desiderabile. quando dico che sto bene (molto bene!) mi rendo conto di dare un messaggio ambiguo ma dovete provare a vedere le cose dal mio punto di vista..non sono piu’ depressa da un paio d’anni, ho fatto enormi progressi in tutti gli ambiti problematici, sono viva! in confronto alla fase peggiore che ho lasciato alle spalle, sto davvero da dio!!! mi sembrerebbe strano dire che sto malissimo(sono anche davvero fortunata), ma comunque degli strascichi negativi fastidiosi e talvolta inspiegabili rimangono ancora…e percio’ vi ho scritto. il problema non lo sottovaluto,semplicemente perche’ non posso farlo,lo conosco troppo da vicino. conoscere non e’ la stessa cosa di risolvere,ad ogni modo. :) grazie per il nuovo post “partecipativo”

    #16035
    paola
    Partecipante

    forse ho capito! ..il perche’ non riesco a non finire la spesa..
    stavo leggendo un libro sull’educazione dei figli, e si diceva del subconscio dei bambini e di come la loro relazione con gli adulti sia influenzata fortemente anche dal subconscio di questi ultimi. io alla storia del subconscio non ci ho mai creduto, ho cominciato a farlo quando,con l’esplosione del disturbo alimentare, mi sono trovata in dissociazione col mio corpo, a vedere braccia che si alzavano(le mie) e passi che giravano in completa autonomia dal mio comando, e simili.
    comunque,dicevo,nel subconscio andrebbero a finire tutti quei pensieri impulsivi che facciamo o quelle emozioni che proviamo e che giudichiamo pero’ cattive tanto che non vogliamo che esistano, e le vogliamo cacciare via da noi perche’ la coscienza e l’intelletto non sono d’accordo. il problema e’ che spesso queste cose rimangono nell’inconscio e spingono,guidano i comportamenti, ma non essendo piu’ coscienti la persona fa ancora piu’ fatica a correggersi come vorrebbe e le rimane solo un senso di gran confusione.
    mentre leggevo queste cose mi e’ venuto spontaneo chiedermi “cosa e’ stato rimosso? cosa ho rimosso di questa situazione della spesa che “devo” finire nervosamente?”
    la risposta e’ anche abbastanza semplice in effetti: il mio subconscio mi spinge a finire tutto per non “dover mangiare” piu’,ossia per non dover avere piu’ nel tempo quel tarlo nel cervello, quel pensiero ansioso di cosa e quanto sia opportuno mangiare perche’ non sia ne troppo ne’ troppo poco, equilibrato, buono, e che mi faccia pure stare tranquilla a riguardo. certo! tranquillissima! ahah ..per non pensarci troppo al cibo in realta’ ci penso sempre,nel subconscio. e’ una sorta di martellino pneumatico,di spia luminosa che mi dice “attenzione! attenzione! ricordati di essere tranquilla quando mangi,che devi mangiare tra cinque ore, e farlo nel modo giusto” ma io non sento coscentemente queste voci nei momenti che non sono quelli dei pasti,quando magari sto facendo altro,pero’ in realta’ penso che ci siano sempre. finire la spesa per me significa non dover piu’ pensare,anche nel subconscio, a tutte le responsabilita’ verso me stessa che mangiare per me comporta. una volta finita la spesa,anche se da tremila calorie, sarebbe la logica,ho finito il compito di raccolta, distribuzione corretta nel tempo e organizzazione del cibo. voi che ne pensate di cio’? trovate dei pensieri-antidoto? o semplicemente..qualcuno ha qualcosa da dire? grazie,ciao :)fiordalisi

    #16036
    Volontario
    Moderatore

    Ciao Paola,

    che ammirazione per te ho provato nel leggere il tuo post!

    Mi ha davvero rapito il tuo modo acuto di analizzare il tuo comportamento e la “rivelazione” che hai avuto.

    Non conosco adeguatamente le problematiche legate al cibo per poterti dare un mio parere, :( ma mi fido della tua interpretazione; mi sembra assolutametne calzante con la situazione che ci hai raccontato.

    Se fosse come dici, mi pare che fare la spesa quotidianamente e quindi poca per volta, al momento potrebbe aiutarti ad “allenare” il subconscio a restringere il lasso di tempo legato a quel pensiero, che ne dici? Magari ci hai già provato, se sì con quali risultati?

    Tanti sorrisi!! :-) :-) :-)


    #16041
    Volontario
    Moderatore

    Cara Paola,

    esternizzazzioni di un mostro depressivo che avevo dentro, una cosa tremenda al cui confronto la morte e’ desiderabile. quando dico che sto bene (molto bene!) mi rendo conto di dare un messaggio ambiguo.

    Non dai affatto un messaggio ambiguo, almeno con i chiarimenti dati negli ultimi due post, ma anzi molto chiaro e chi ha anche appena sfiorato il mostro della depressione lo comprende benissimo.

    Complimenti Paola! di essere riuscita con tanta volontà e con qualche aiuto a raggiungere la situazione attuale.

    Noi siamo qui e se ti possiamo essere in qualche modo utile, contaci.

    Con tanto affetto e tanti Sorrisi
    ;) :-) :-) :-)


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