religione

  • Questo topic ha 608 risposte, 46 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 mesi fa da Volontario.
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  • #29359
    IloveKaori
    Partecipante

    Io sono laureato in Scienze religiose e posso dire che la religione per me ha una grandissima importanza: oltretutto, quando vado a Messa e quando parlo dei miei studi mi parte un’emozione incredibile! Ovviamente io sono un credente praticante, e da quando mi sono laureato vivo davvero una gioia immensa. Questi miei studi però mi stanno creando anche dei problemi, in quanto delle persone più piccole di me che per sfottermi appena mi vedono ridono tra loro e dicono: «Guardate! È arrivato lo sfigato che parla della Bibbia!». Addirittura sono stato preso in giro per il fatto di essere credente praticante. Questo è avvenuto sull’autobus: c’era un ragazzo più piccolo di me (che penso andasse alle superiori) che mi vede salire sull’autobus con un libro che raccoglie i pronunciamenti più importanti del magistero della Chiesa; quando mi chiede di vederlo, io gli dico che poso anche farglielo vedere, ma gli dico anche con chiarezza che ci capirebbe ben poco, in quanto il libro in questione è per studiosi provetti (quando sono andato ad acquistarlo, infatti mi hanno detto: «Allora hai intenzioni serie!»); poi quel ragazzo comincia a sfottermi perchè dico che quando ho fatto un’esperienza forte ho visto il Signore; allora io ho cominciato davvvero a dirgli cose veramente pesanti.

    #29391
    Volontario
    Moderatore

    Ciao IloveKaori,

    come mai secondo te ti prendono in giro? Cosa vedono di ridicolo?

    Come hanno reagito dopo che hai detto loro cose pensanti e come ti sei sentito tu?
    Pensi di aver reagito in maniera coerente con quello che senti di essere?

    Un salutone!


    #29395
    IloveKaori
    Partecipante

    Secondo me tutti questi attacchi sono dovuti alla convinzione ben precisa che più hai cultura più sei pericoloso/a, perché puoi distruggere delle convinzioni ben radicate. Secondo me il problema è che o sei laureato in materie classiche come ingegneria, architettura o medicina, oppure molti ti vomitano addosso tanta di quella rabbia che non ne hai idea. C’è poi chi dice che chi è laureato inscienze religiose come me e che chi come me è cattolico praticante è malato di mente, in quanto secondo questa gente credere in Dio nel 2016 è inutile. Peccato che tutte queste cose vengono spesso dette in modo aggressivo e con l’intenzione di prendere in giro in modo piuttosto pesante.
    Quando rispondo in modo piuttosto pesante mi sento come rinato, anche perché quando dico certe cose non le dico perché me le invento, ma perché la realtà è quando parlo delle questioni relative alla mia laurea mi sale un’emozione incredibile e spesso mi commuovo anche. Se fossi convinto di aver studiato su un libro di fantascienza non mi commuoverei e non mi emozionerei così tanto. Poi devi sapere che tutti gli attacchi che ricevo non fanno altro che rinforzarmi; infatti più vengo attaccato più io sono orgoglioso di avere studiato Scienze religiose. Un altro motivo per cui ricevo degli attacchi è che dico sempre che la materia in cui sono laureato la amo con tutto me stesso e, se la vita me lo concederà finisco il mio percorso di studi finendo la specialistica e conseguendo Baccalaureato, licenza e dottorato. Mi viene sempre detto che mi devo fare una famiglia, che bisogna far questo, far quello e fare tutto quello che richiede la società: fare figli, e vivere tutto il tempo a correre freneticamente. I a questi attacchi rispondo sempre così: se anche io voglio studiare fino alla fine dei miei giorni, qual è il tuo problema?” Ecco perché dico che questi attacchi sono dettati dalla paura: meno studi più sei manovrabile e ti possono far credere quello che vogliono, foss’anche la possibilità che eistono gli asini che volano; mentre più studi più la società ti percepisce come pericoloso perché, come ripeto, puoi sfatare moltissimi luoghi comuni.

    #29396
    IloveKaori
    Partecipante

    Secondo me tutti questi attacchi sono dovuti alla convinzione ben precisa che più hai cultura più sei pericoloso/a, perché puoi distruggere delle convinzioni ben radicate. Secondo me il problema è che o sei laureato in materie classiche come ingegneria, architettura o medicina, oppure molti ti vomitano addosso tanta di quella rabbia che non ne hai idea. C’è poi chi dice che chi è laureato inscienze religiose come me e che chi come me è cattolico praticante è malato di mente, in quanto secondo questa gente credere in Dio nel 2016 è inutile. Peccato che tutte queste cose vengono spesso dette in modo aggressivo e con l’intenzione di prendere in giro in modo piuttosto pesante.
    Quando rispondo in modo piuttosto pesante mi sento come rinato, anche perché quando dico certe cose non le dico perché me le invento, ma perché la realtà è quando parlo delle questioni relative alla mia laurea mi sale un’emozione incredibile e spesso mi commuovo anche. Se fossi convinto di aver studiato su un libro di fantascienza non mi commuoverei e non mi emozionerei così tanto. Poi devi sapere che tutti gli attacchi che ricevo non fanno altro che rinforzarmi; infatti più vengo attaccato più io sono orgoglioso di avere studiato Scienze religiose. Un altro motivo per cui ricevo degli attacchi è che dico sempre che la materia in cui sono laureato la amo con tutto me stesso e, se la vita me lo concederà finisco il mio percorso di studi finendo la specialistica e conseguendo Baccalaureato, licenza e dottorato. Mi viene sempre detto che mi devo fare una famiglia, che bisogna far questo, far quello e fare tutto quello che richiede la società: fare figli, e vivere tutto il tempo a correre freneticamente. I a questi attacchi rispondo sempre così: se anche io voglio studiare fino alla fine dei miei giorni, qual è il tuo problema?” Ecco perché dico che questi attacchi sono dettati dalla paura: meno studi più sei manovrabile e ti possono far credere quello che vogliono, foss’anche la possibilità che eistono gli asini che volano; mentre più studi più la società ti percepisce come pericoloso perché, come ripeto, puoi sfatare moltissimi luoghi comuni. Io normalmente non attacco mai, ma quando lo faccio è perché so che quello che studio non lo faccio per farmi accettare dai miei amici, ma lo faccio perché mi sento di farlo. Secondo me è coerente con quello che sto cercando e con la mia persona, perchè se lo faccio è solo perché amo la mia facoltà con tutto me stesso.

    #29411
    Volontario
    Moderatore

    Carissimo
    Che differenza c’è tra spiritualità e religione?
    Che differenza c’è tra credere ed essere fanatici?
    Come si comporta un fanatico e come si comporta un credente?

    Ci sono moltissime persone credenti anche nel 2016, spesso la spiritualità è vissuta intimamente, non perchè ci sia una vergogna ma perchè è la parte più profonda di noi, che sentiamo di dover proteggere. E’ la parte dei nostri valori, dei nostri ideali, di ciò che sentiamo di essere. E’ i nostro nucleo morbido… delicato…

    La spiritualità si manifesta in tante forme, magari anche chi ti prende in giro a suo modo lo è, magari potresti chiedere in che modo sono spirituali, in quali volori credono, cosa è essenziale per loro… farli riflettere sarebbe una bella cosa… Gli insulti non portano a nulla,loro ti provocano e tu reagisci, è proprio quello che cercano…

    La rabbia accende la rabbia… se si insultano le persone che ci aggrediscono non facciamo altro che mettere benzina sul fuoco,in realtà non siamo in pace neanche con noi stessi…

    Un salutone


    #29415
    IloveKaori
    Partecipante

    Dunque, io ti posso dare la mia risposta, non pretendere che io possa dare le rismlste che hai dato tu; uno di Scientology mi ha fatto la stessa identica domanda, ma non mi ha lasciato finire il discorso. Dunque: la differenza che io riscontro tra spiritualità e religione è che la spiritualità é un guardarsi dentro alla luce ad esempio della religione cristiana; mentre la religione è quel qualcosa attraverso cui si esplica la spiritualità. Tra credere ed essere fanatici una differenza c’è ed è che il fanatico non ragiona con la promria testa, mentre il credente sì. Io tra l’altro non so più come chiedere rispetto alle persone: vengo additato come una mer*a, come una persona che non apre la sua mente, uno che non sa cosa sia veramente la Chiesa, uno che non capisce niente, uno che è laireato in un qualcosq che non vale niente, poi mi dicoko che noi cqttolici facciamo schifo perché “idolatriamo” un’entità ch
    e non esiste (peccato che chi mi dice questo idolatra Franco Battiato e mi dice vhe Battiato tira fuori delle cose di cui mi vergogno solo a leggere (una tra le tante: “tutti i sacerdoti sono dei figli di putt…”; poi mi dice che lui ha letto la Bibbia, ha studiato l’Islam, ha studiato il buddhismo, etc. questa persona mi dice sostanzialmente che io devo stare zitto perché non capisco niente e che l’unico che merita rispetto è Battiato e tutti coloro che la pensano come lui). Io invece esigo soltanto rispetto ma non so più come chiederlo

    #29428
    Volontario
    Moderatore

    Forse anziché arrabbiarti con certe persone, sarebbe meglio lasciarle perdere e ignorarle.
    Se uno idolatra Battiato, beh…..c’è chi idolatra la cipolla, la luna (già meglio), ecc.

    Forse è il tuo modo di reagire che li fa diventare più “nemici”.

    Dio non esiste? Te lo sanno dimostrare? Nessuno è mai riuscito, mentre sul fatto che esiste, ci sono molti profeti, molte scritture e fatti storici.

    Chi lo nega è soltanto perché è una persona arida che vuole vivere alla giornata senza troppe riflessioni.

    Comunque, ciascuno è libero di pensarla come crede, ma ha il dovere di rispettare il credo degli altri.

    Non credi?
    :-) :-) :-) :-)


    #29430
    IloveKaori
    Partecipante

    Beh, io posso anche lasciare perdere, per carità! Infatti mi viene anche da ridere quando leggo frasi del tipo: “Battiato ha capito tutto nella vita”, “Battiato sa più di te chi è dio”, “Quando parli con Battiato chiamalo maestro”, “Inginocchiati di fronte a Battiato”, “Battiato quando parla ti cambia e ti zittisce subito lasciandoti senza argomentazioni”, eccetera. Mi viene proprio da ridere quando sento delle argomentazioni di questo tipo, perché a mio avviso non sono altro che delle grandi cavolate. Poi molte volte questa persona ha minacciato di denunciarmi perché sono cattolico, perché secondo lui studio stipidaggini, secondo lui studio su libri di fantascienza, e così via. Peccato che con me non fanno altro che fare i conti senza l’oste, perché più sparano a zero più l’amore per la mia facoltà aumenta, anche la mia fede aumenta.

    #29441
    Volontario
    Moderatore

    Ciao IloveKaori,

    ben trovato, rispondiamo con un po’ di ritardo, ma eccoci!

    Leggendo attentamente i tuoi post emerge la tua profonda convinzione negli studi fatti e anche una fede forte, che sa sopportare le angherie: ci sembra una bella cosa, saper sostenere i propri ideali e valori anche a costo di pagare di persona, soprattutto se si tratta di qualcosa che permea e dà significato alla vita, quindi di qualcosa di importante.

    Vorremmo sapere allora se hai ricevuto prese in giro solo dai ragazzi sull’autobus di cui ci hai parlato o anche da altre persone, se magari sei stato criticato o scoraggiato anche da persone per te più rilevanti, quali amici o parenti. A proposito, come vanno le amicizie? C’è qualche persona che ti è vicina e con cui magari condividi il tuo percorso spirituale e umano?

    Se, in fin dei conti, le prese in giro vengono solo da dei ragazzini che magari non hanno avuto l’occasione – o non l’hanno voluta cogliere – di incontrare Gesù (o altri maestri) e la fede, pensiamo che tutto sommato si possa anche lasciar perdere. Certo, essere derisi dà quasi sempre fastidio, ma ci sapresti descrivere cosa fa scattare in te?

    La rabbia è un’emozione umana, comprensibilissima, che denota un’alterazione da uno stato di benessere ed equilibrio e crediamo sia importante essere consapevoli di ciò che ci fa perdere questa situazione. Probabilmente la risorsa per superare questa emozione, se è ciò che provi, sta proprio nelle Scritture e in particolare nel Vangelo: “Beati i miti perché erediteranno la terra” Mt 5,5 e “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.” Mt 5,11. Aiuta anche la misericordia, a cui papa Francesco ha dedicato il Giubileo tuttora in corso, e che letteralmente significa: avere pietà con il cuore, provare compassione profonda per le miserie altrui. Potremmo aggiungere: essere umilmente grato per il dono prezioso della fede e in preghiera perché anche il tuo prossimo possa ottenerlo, giungendo alla tua stessa sapienza del cuore.

    Che ne dici? Intanto, un forte abbraccio e buona estate! :-)


    #29450
    IloveKaori
    Partecipante

    Dunque, beh, sono stato preso in giro varie volte: alcuni ragazzi delle superiori quando mi vedevano ridevano tra di loro e dicevano: “Guardate! È arrivato lo sfigato che parla della Bibbia!”; poi quando frequentavo la triennale alcuni ragazzi mi chiedevano insistentemente: “Chi è Dio?”; io sulle prime ho risposto, ma poi, vedendo che continuavano a farmi questa domanda con insistenza, ho risposto: “Cercate nel vostro cuore la risposta. Non vi posso dare le mie risposte!”; infatti so per esperienza che le risposte che si danno sono cariche di vissuto, per cui se uno mi chiede di dirgli chi è Dio e la persona che mi pone quella domanda ha appena iniziato un cammino di fede, rischia di vedersi scaraventare addosso un vestito che non è della sua taglia, non so se riesco a rendere bene il concetto. Mi è anche capitato con dei ragazzi parlando della Pasqua ebraica mi contraddicevano per sfottermi!: io infatti dicevo: “gli ebrei, quando festeggiano la Pasqua, non ammazzano più l’agnello, ma mettono una tavoletta di pane azzimo sotto il tovagliolo. Il motivo di questo è che gli ebrei non hanno più il Tempio”, ma loro mi contraddicevano dicendo: “No, ti sbagli: non hanno più tempo”; allora a quei ragazzi ho detto: “Fregami una volta e non mi freghi più”. Un’altra volta (ma qui la mia fede non c’entra nulla) ho avuto a che fare con dei ragazzi delle superiori: uno di loro mi sventola sotto gli occhi un depliant di una discoteca dicendo: “Guarda! Vieni! Qui si balla, vedrai: ti divertirai!”; me l’ha ripetuto per ben sei volte: io ero lì che mi facevo i cavoli miei (stavo scrivendo un file con l’elaboratore testi del mio vecchio cellulare); al che il suo amico dice: “Lascialo perdere: è un povero ragazzo Down”. Allora sono esploso, nel senso che ho detto: “Ma in che razza di pianeta pensi di vivere?” (Oltretutto, la mia migliore amica è una ragazza Down, e grazie a lei ho vissuto la mia primissima emozione forte che addirittura mi portava a dire: “Non voglio andare a dormire!”, anche perché sapevo che se mi addormentavo non facevo altro che sognarla. Non avevo paura di andare a letto, ma cerc1vo in ogni modo di vivere tutto l’immenso affetto che ho per lei da sveglio: pensa, io considero la mia migliore amica come la mia mamma spirituale: è lei che mi ha fatto capire che la mia strada universitaria è quella di studiare e di approfondire la sacra Scrittura. Oltretutto, io mi sentirei perso senza la sua amicizia! Se hai presente la battuta che Frodo dice a Sam per difendere Smeagol nel terzo capitolo della saga fantasy “Il signore degli anelli” (“Il Ritorno Del Re”): “Se scappa siamo persi”, anche perché lei mi ha indicato un cammino da percorrere e non ho intenzione di deviare da questo cammino nemmeno un passo). Con lei ho condiviso tante esperienze, ma il mio cammino spirituale e umano per adesso lo devo fare da solo, anche perché finora ho sempre conosciuto persone o atee, o credenti non praticanti; mi è capitato addirittura di conoscere persone a cui fa schifo avere a che fare con i cattolici praticanti.
    Beh, il fatto di avere a che fare con persone che mi sfottono per la mia fede mi fa venire da sorridere (a volte anche da ridere), perché non siamo più nei primi secoli della Chiesa, in cui i cristiani per riunirsi dovevano andare nelle catacombe: siamo nel 2016!

    #29482
    Volontario
    Moderatore

    Caro Ilovekaori,

    non capisco tutta questa sofferenza nel vivere la tua fede.

    Parlaci un po’ di te: La tua famiglia, la tua infanzia, la tua adolescenza. Forse sta lì questa tua spasmodica necessità di approvazione e di capire meglio te stesso.

    Hai amici? a parte la deliziosa ragazza down?

    Cosa fai nella vita? Come ti mantieni?

    Come sono i tuoi rapporti con la chiesa cattolica e i sacerdoti a te vicini?
    Forse potresti renderti utile in questo ambito dove i tuoi studi e le tue conoscenze sono apprezzate e possono anche essere utili al prossimo.

    Non essere troppo rigido! Apriti al prossimo e lascia perdere i ragazzini delle superiori che si divertono a farti arrabbiare!

    Tanti auguri caro e….Sorridi!!!!!!


    #29493
    IloveKaori
    Partecipante

    Eccomi a voi! Pace e bene! Della mia infanzia ricordo soltanto che ho rotto il manico della chitarra di mio papà e poi ho detto: “Papà, io vorrei imparare a suonare il pianoforte”: avevo 9 anni. A parte questo ricordo precisissimo, di altri aspetti della mia infanzia sono o vaghissimi o sono assolutamente assenti. Della mia adolescenza ricordo invece tutti gli insulti che ho ricevuto alle medie e il fatto che negli spogliatoi della palestra i miei compagni mi costringevano ad abbassare le mutande e a mostrare il mio organo genitale: questo lo facevano perché erano invidiosi della mia peluria. Poi, sempre a scuola, mi ruttavano in faccia, mi prendevano in giro in ogni modo; e sono arrivato ad un certo pjnto che non ne potevo davvero più: è stato il momento in cui ho dato un bello schiaffone ad un mio compagno! E devo essere sincero: ricordo benissimo che durante la lezione di italiano ha chiesto alla professoressa di uscire perché gli bruciqvq l’occhio. Un’altra volta, sempre perché non ne potevo proprio più di sentirmi sfottere, ho dato una man rovescia ad un altro mio compagno e ho rischiato che si rompesse il naso; ma per fortuna questo non è successo. Ho reagito così perché non sono mai riuscito a farmi rispettare a parole! Alle superiori poi i miei compagni non facevano altro che darmi del pedofilo, del maniaco sessuale, del gay (solo perché suono il pianoforte), della persona che non capisce niente, della persona che sbaglia tutto, della persona che fa uno schifo micidiale per cui nessuna ragazza si fidanzerà mai con me, mi dicevano che io non potevo dire le mie opinioni, perché le uniche opinioni che valevano (secondo loro) erano quelle dei miei compagni (però una volta li ho quasi fatti piangere: c’era una ragazza con disabilità che veniva sempre ad aspettarmi fuori nel cortile della scuola per parlare con me e c’erano i miei compagni che cercavano di distrarmi: in primo luogo io li ho affrontati e ho detto loro di smetterla, ma dato che non la smettevano, durante una lezione di italiano, ho detto ad un mio compagno, con voce piuttosto sostenuta e decisissima, di vergognarsi, in quanto lui è uno scout e un articolo della legge scout dice testualmente: “Gli scout sono amici fra di loro e amici e fratelli di ogni altra guida e scout”; dato che quel mio compagno mi sfotteva per quell’amicizia (cosa che a me dà sempre categoricamente fastidio), a mio avviso non può che significare che non crede nei valori che gl insegnano gli scout. Inoltre, quando sono stato operato agli occhi per distacco di retina inferiore (l’intervento ha avuto luogo nella casa di cura “Santa Maria” di Castellanza), i miei compagni non mi sono mai venuti a trovare in ospedale nemmeno una volta. Dunque devo essere sincero: molti che si dicevano miei amici mi hanno completamente abbandonato, non mi cerca quasi più nessuno, tutte le volte che esco devo uscire da solo. Gli unici amici che ho sono una ragazza sordocieca che abita a Riva del Garda (che ho conosciuto grazie al film documentario “Il colore dell’erba”), e un ragazzo che abita a Saronno e due suore domenicane irachene che adesso sono nella loro patria. Gli altri sono tutti o sposati o fidanzati. Adesso non lavoro ancora, però mi sto divertendo a studiare: anche se ho sospeso le frequenze alla specialistica (con immenso dispiacere! Le ho sospese per la semplice ragione che mi stava venendo la nausea, ma se quando troverò lavoro avrò ancora voglia riprenderò le frequenze alla specialistica, anche perchè ho frequentato tutto il primo anno [e ho già dato tre esami] e devo frequentare tutto il secondo. Il guaio è che questo percorso finisce prima che io me ne accorga :( e poi sembra che non ci sia niente di difficile per me nella specialistica: mi piacciono tutti i corsi e riesco a seguire tutti i corsi con lo stesso entusiasmo). Adesso ad esempio sto lavorando alla traduzione di alcuni testi dal francese all’italiano: sto collaborando con un’associazione di volontariato.

    #29507
    Volontario
    Moderatore

    Carissimo Llovekaori :-)

    dopo quello che ci hai raccontato sulla tua adolescenza si capisce la tua sensibilità e reazione alle offese e provocazioni… :angry: le hai subite parecchio in atti di bullismo,
    perché di questo si tratta, nei tuoi confronti e questo ti rende molto sensibile e suscettibile giustamente. Forse quella ferita non si è ancora rimarginata, che ne pensi?

    Ora però sei adulto e ti puoi difendere abbondantemente rispetto a queste provocazioni, ovviamente a parole anche decise, piuttosto che con le mani(e se ben ti ricordi Gesù chiedeva di pregare per i propri nemici! Cioè per il cambiamento delle persone poco consapevoli) :woohoo:

    Inoltre puoi sceglierti le persone e gli ambienti da frequentare. ;)

    La spiritualità cristiana è molto improntata sul senso della comunità, dello stare insieme, della condivisione che tra l’altro è la cosa che a noi tutti fa bene al cuore. :P ci sono molte esperienze in questo senso che si possono fare in ambito cattolico.

    Bello per esempio che fai del volontariato, non incontri lì persone a te più affini?
    Tante volte desideriamo amicizia e comprensione dagli altri ma non sempre siamo disponibili a darla per primi…

    E che ci dici della tua famiglia, come sono i rapporti con i tuoi genitori e fratelli se ne hai?

    Un abbraccio e a presto da tutto il Sorriso :-) :-) :-)


    #29515
    IloveKaori
    Partecipante

    Eccomi a rispondervi! Pace e bene a tutti voi! Beh, si sta rimarginando questa ferita, in quanto mi dispiace solo per queste persone che attaccando me si sono distrutte da sole e si sono offese da sole! Adesso mi fanno solo ridere: infatti ad uno di loro,dato che in un primo tempo mi aveva accettato la richiesta di amicizia su Facebook e poi mi ha rimosso dagli amici, gli ho detto che dovrebbe solo vergognarsi e che mi fa solo ridere.
    Per quanto concerne il volontariato, quella con cui sto collaborando è un’associazione di volontariato online. Mi diverto perché tradurre quei testi per me significa studiare! Mai avrei sospettato che lo studio mi piacesse così tanto, ma soprattutto mai avrei sospettato che tutte le emozioni che vivo, anche le più forti, mi aumentano esponenzialmente il desiderio di studiare. Molti dicono che chi studia oltre una certa età diventa una persona tutta mente e una vera e propria m**da dal punto di vista emozionale; io invece dico sempre che se io desidero studiare fino alla fine dei miei giorni, sarà un vero onore per me, e non deve rappresentare un problema per gli altri. Oltretutto, il mio é un corso di laurea che amo con tutto me stesso, e non permetterò che la gente mi dica di non portare avanti gli studi in una materia che amo con tutto me stesso. Per quanto concerne il rapporto con la mia famiglia, come ho già scritto in un amtro topic (se non erro si tratta di “Questione aperta I”), mio papà è venuto a mancare quando io avevo 17 anni: siamo rimasti io, e mia mamma: abbiamo un rapporto molto molto bello! Io posso parlarle di tutto ciò che sento di parlare e lei mi ascolta senza alcun problema. Tra l’altro, adesso da qualche giorno, sto cercando di tenere a memoria l’intera serie dei ventuno Concili ecumenici della Chiesa cattolica (li ripasso anche mentre sto facendo la doccia) e lei mi ha detto di stare attento, perché se continuo potrei prendere la brutta abitudine di ripeterli quando sono fuori in mezzo agli altri. Ho cercato di condividere con mia mamma la mia passione per i Jethro Tull, ma ha detto che non sono il suo genere. Mia mamma poi mi incoraggia sempre, in quanto le piace sentirmi suonare il pianoforte e molti dei brani che suono. Non ho fratelli né sorelle, amici: sono figlio unico.

    #29528
    Volontario
    Moderatore

    Ciao IloveKaori,
    è molto bello che tu abbia delle passioni forti che ti divertono e che difendi infischiandotene di cosa pensino gli altri. È anche vero che comunque scoccia avere sempre molta gente contro, non essere o essere poco sostenuti e sentire giudizi pesanti e insensati su di noi, ti crediamo che ne sei stufo, anche se ci ridi su! Forse hai davvero superato la tua ferita e applichi le beatitudini sopportando senza reagire come avresti fatto anno fa e con dignità. E hai trovato ambienti più affini.

    Immaginiamo tu sappia che c’è un modo Per far sì che le divergenze con alcune persone ti facciano via via meno male, fastidio e lascino degli echi negativi. Prova a fare un cammino nelle scritture alla ricerca di tutti gli sguardi di Dio che è misericordia, la legge essenziale che ha iscritto nel cuore dell’uomo e che necessita della collaborazione dell’uomo per farsi concreta su questa Terra. Puoi partire dal salmo 136 o da Luca 15.Prova a metterti nei panni di tutti i personaggi delle scene narrate e a sentire gli sguardi che cadono si ciascun personaggio. È un po’ un esercizio teatrale, ma val la pena provarci! Un abbraccio forte e buon fine agosto!


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