• Questo topic ha 4 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni fa da Volontario.
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  • #4996
    euphralia
    Partecipante

      Sono mesi che non scrivo o racconto di me.
      Ho chiuso i battenti per un po’, avevo bisogno di riflettere e, così come fa ogni negozio degno di una clientela, ho messo fuori il mio bel cartello immaginario. E la gente lo ha più o meno capito.

      Il bello di ciò è che le persone non ti fanno domande, nasce una sottile intesa che non ha bisogno di spiegazioni.
      E’ quel filo che poi fa da conduttore a tutto il resto, non sei più tu quella a dover tenere il passo…improvvisamente sono gli altri a prendere il tuo ritmo. Miracolosamente la gente riesce ancora a stupirmi.

      Già, la gente. Ne sto vedendo parecchia nell’ultimo periodo, nonostante però certe questioni non dovrebbero stupirmi, invece, lo continuano a fare.
      Non avevo mai notato la cattiveria delle persone così da vicino, non avevo capito davvero ancora fino a che punto potesse arrivare.

      Un esempio banale lo sono i professori, torni dopo una lunga assenza e il loro primario bisogno non è tanto conoscere il motivo del tuo non-esserci…no…il loro primario bisogno diventa l’avere assolutamente un tuo voto, poi che importa se tu sei arrivata sull’orlo di una crisi nervosa.
      La paura di un ispettore minaccia-reputazione è maggiore rispetto alla comprensione umana che forse potrebbero invece sforzarsi di mostrare.

      I compagni, poi, ma anche i colleghi in generale in qualsiasi contesto sociale penso riescano a tirare fuori il peggio di sè quando davvero hanno voglia di romperti le palle.
      Non c’è più teoria sociologica che tenga, la crudeltà diventa di casa.
      Così senza che nessuno dica niente, anche se poi tutti in realtà se ne stanno rendendo conto senza dir nulla, comincia quell’inesorabile demolizione reciproca… quasi come spettasse un premio a chi riesce a far di più lo s.t.r.o.n.z.o
      Poi chi se ne importa se scoprissero quanto più semplice e bello sarebbe studiare/lavorare senza farsi così tanti cazzi con la gente che sta loro intorno.

      La gente di oggi è così, frustrata, nell’eterno dubbio dell’avere o dell’essere.
      Oggi ti costringono anche a questa scelta, o sei o hai.
      Nella tua vita puoi decidere se concentrare la tua felicità su dei valori, sull’essere quindi, oppure su ciò che possiedi e puoi mostrare.

      Ed eccomi come mi sono ritrovata, rientro a scuola e agli insegnanti poco interessa che cosa ho combinato. Ai compagni ancora meno.
      Tutte le mattine, poi, e ditemi pure che sono una scema, sto profondamente male quando vedo mio padre salire in macchina con il suo collega e andare al lavoro.

      Mio padre ha veramente tanti difetti, ma su una cosa mai l’ho biasimato: il lavoro. Mi rode da un lato vederlo senz’auto, dopo l’incidente non siamo ancora nelle condizioni di prendere una nuova.
      Li ricordo bene i sacrifici che si son fatti per prenderla con 4 anni di rate….e lui era contento. Lo so, lo percepivo.
      C’era più soddisfazione nel sforzarsi se poi il tutto si traduceva in felicità e serenità. Poi in 30 secondi, per merito di una cogliona, è andata in mille pezzi.
      Son eventi che ti segnano e che ti pesano, ma che alla fine ti mettono in condizioni di ricominciare e ti ridanno la possibilità di rimetterti in gioco.

      Rinasco dalle ceneri signori, così dopo un periodo di estrema negatività mi è tornata voglia scavare a mani nude nei miei sogni. O, comunque, ci provo.

      Ciauz ragazzi.

      Ottobre,Novembre,Dicembre,Gennaio. Il tempo passa.
      Anche quando sembra impossibile.Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite.Passa in maniera disuguale,tra strani scarti e bonacce prolungate,ma passa.Persino per me.

      #10841
      atlas
      Partecipante

        Che ritorno alla grande, con varie riflessioni interessanti! ;-)

        Sulla cattiveria della gente ce ne sarebbe da scrivere ma meglio sorvolare: diciamo solo che molti magari lo fanno inconsciamente, ma molti altri invece ci godono nel demolire la stima, la tranquillità (e talvolta la vita) delle persone che gli stanno attorno! Cosa li spinga a far questo non lo so, forse una cattiveria innata in taluni o forse la terribile superficialità della società moderna, con i suoi distorti modelli. Concentrarsi sui valori e sull’essenza della persona, come dici anche tu, non è di moda…

        Sulla superficialità e la mancanza di professionalità e UMANITA’ di molti professori ho già abbondantemente scritto altrove in questo forum, quindi non ricomincio, anche se è un tristissimo dato di fatto. Però, come appunto ho già consigliato altrove, cercate sempre quei pochi insegnanti che davvero valgono, in ogni scuola ce n’è almeno uno! Affidatevi a loro, qualcuno che ancora tiene ai ragazzi più che alla propria carriera esiste ancora!

        Mi colpisce poi leggere la preoccupazione per la situazione di tuo padre. Con tutto quello che ti ha fatto passare, ci si aspetterebbe livore o perlomeno disinteresse verso di lui, invece riesci a dimostrare compassione. Brava Euphralia, non è facile mantenere questo atteggiamento quindi è da apprezzare.

        E brava anche quando dici: Rinasco dalle ceneri signori, così dopo un periodo di estrema negatività mi è tornata voglia scavare a mani nude nei miei sogni. O, comunque, ci provo.
        E’ esattamente il modo giusto di porsi davanti a una difficoltà o una crisi, forse l’unico per riuscire davvero a superarla.
        Come la Fenice, a volte risorgiamo e ricominciamo, magari con le piume un po’ scolorite rispetto alla nostra precedente incarnazione ma con la stessa voglia di volare…

        Non perdere mai il desiderio di volare, lo dico a te come a tutti i ragazzi. Anche dopo essere caduti c’è sempre il modo per curare le proprie ali e risollevarsi! :-)

        #10842
        Volontario
        Moderatore

          :-) :-)Ciao Sara-Euphralia, ti scrivo da questo topic perché ti volevo fare qualche domanda sulla scuola e perché con questi post sei rinata a nuova vita.
          Dovrebbe per te essere finita la scuola, o mi sbaglio e devi fare gli esami di maturità?
          Comunque, come è andata?
          I professori: secondo me l’esame di stato per avere l’abilitazione all’insegnamento, dovrebbe consistere in un bel interrogatorio psicologico per inquadrare la persona e lo scritto dovrebbe consistere in una serie di CASI dove dovrebbero descrivere i comportamenti più idonei.
          Ci arriveremo mai? Con la scuola e i sindacati di oggi no di sicuro, pensano solo a ridurre l’orario di lavoro, gli studenti per classe e aumentare gli stipendi. La gestione dei ragazzi sembra sia un argomento tabù.
          Rileggendo il tuo post, mi è venuta in mente un’esperienza vissuta da me quando avevo quindici anni. Dopo mesi di malattia, tra l’altro molto seria e in quel momento senza sicurezza sulla guarigione, passaggi in vari ospedali, ecc. torno a scuola in primavera avanzata e dopo i primi convenevoli molto freddi, mi si dice che è necessario che io mi metta alla pari in quindici giorni!
          Da notare che i quindici giorni, che sembravano ragionevoli per una materia, valevano per tutte le materie! L’ho fatto presente, ma mi è stato risposto: ma io ho bisogno di un voto!
          Vedi Sara non è cambiato nulla!
          Per fortuno io non mi aspettavo nulla, e avevo una certa facilità a capire e a memorizzare, ma ti assicuro che in quel momento la scuola dove essendo sempre andata bene, non mi ero accorta dei suoi grandi limiti, mi è sembrata una nemica UMANA.

          Sono andata fuori tema, ma quel ricordo è ancora in me molto presente.

          Per quanto ti riguarda, come è andata a te? parlo sia della scuola, sia della ripresa fisica e psichica dallo schock, che della ripresa di tutta la famiglia.

          L’assicurazione ha già pagato e siete riusciti a comprare un’altra vettura?

          Ciao Sara tanti auguronie :-)


          #10843
          atlas
          Partecipante
            Quote:
            euphralia
            Qualche giorno fa sono andata a trovare mio nonno in ospedale, sta sempre peggio.
            Sta continuando con le cure palliative che lui accetta perchè ignaro della reale gravità della situazione, ripete che è fiducioso ed è convinto di riuscire a farcela.
            Quando lo guardo è come vivere a ritroso, i ricordi prendono possesso di me. Non sono ricordi negativi, anzi, ma sono talmente nitidi da fare male.
            Finisco esattamente con il guardarlo come si farebbe con qualsiasi altra persona che sai potresti non rivedere mai più, guardo il più possibile il suo viso e ascolto attentamente la sua voce per non avere paura di dimenticare tutto troppo velocemente.
            Mi passerà?

            In quanto al resto il mio collo è ancora dolorante, chiunque mi visiti ormai lo tocca annuendo e scuotendo la testa.
            Cristo santo ! Nessuno che mi dica mai però com’è realmente messo, è chiaro che non ci sia troppo di positivo ma vorrei sapere e nessuno mi dà delle risposte chiare e precise.

            Mi spiace tantissimo per tuo nonno, spero soltanto che in questo periodo non stia soffrendo e che continui ad avere quella speranza e fiducia di farcela, che lo aiuta a non abbattersi e vivere meglio tutto il tempo che gli resta. Il fatto che gli siete vicino con affetto sicuramente è un’ottima cosa.
            E non temere i continui flashback che hai stando in sua presenza, sono una cosa positiva perché dimostrano quanto è stato importante nella tua vita e quanto gli sei affezionata.
            Ti auguro che possa vivere ancora a lungo, ma fai bene a passare il tempo con lui in modo intenso, così i ricordi che avrai in futuro saranno ancora più vividi e belli. E’ qualcosa che dovremmo fare sempre, anche con coloro che non stanno per lasciarci, invece di darli per scontati…

            Per quanto riguarda il collo, per favore senti il parere di vari medici e fai tutte le visite possibili.
            Sei giovane e puoi riprenderti in fretta, ma è necessario prevenire eventuali peggioramenti in ogni modo. Mi raccomando!

            #10844
            Volontario
            Moderatore

              Ciao Sara!
              Atlas ha proprio ragione sai…devi assolutamente farti vedere il collo. sei troppo giovane per portarti questo acciacco dietro!!
              non so dove sei già stata, chi ti ha visto.. ma vorrei suggerirti di provare i centri di riabilitazione post traumatica ( fisiatria) degli ospedali. bologna vanta degli ottimi ospedali. provaci.
              per quanto riguarda la scuola….certo gli insegnanti sanno spesso esesre dei veri idioti e non si soffermano a pensare però, se mi permetti, quello che la tua insegnante di spagnolo ti ha detto non è del tutto sbagliato. il contensto forse non era quello giusto e in quel momento ci si sarebbe aspettato altro ma…..è vero che la scuola dovrebbe servire anche a socializzare, ad aprirsi e a relazionarsi con gli altri prof e ragazzi.
              da quello che ho capito nessuno a scuola sa nulla di te, della tua situazione familiare(il fatto stesso che credono che tu non faccia vedere gli avvisi che mandano lo dimostra), del fatto che devi fare tutto da sola perchè i tuoi genitori sono completamente assenti…, di quanto tu ti senta sola.
              non hai individuato un’insegnate con la quale potresti aprirti e raccontarle di te? almeno anche loro saprebbero e non si permetterebbero più di giudicarti.
              sarebbe bello se le persone potessero capire al volo le situazione…ma purtroppo a volte ( quasi sempre!)bisogna renderle evidenti.
              cosa ne pensi?


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