Sfogo

  • Questo topic ha 72 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni, 11 mesi fa da london.
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  • #6103
    Alisiu
    Partecipante

    Ciao ragazzi, è l’1 e mezzo del mattino… stavo per mettermi a letto ma qualcosa dentro di me è scattato. Non ce la faccio piu a stare zitto, qualcuno nel mondo deve saperlo: sono gay.
    Lo vorrei ulrare al mondo, vorrei smetterla di nasconderlo a tutti ma ho paura, come tanti altri… Come avrete capito non lo sa nessuno. E quando intendo nessuno, intendo nemmeno una formica :D E non posso dire con certezza che è una sofferenza interiore. E’ come se fossi sconosciuto a chiunque… non che una persona si giudichi solo dalle sue preferenze è normale ma è una sensazione che pochi possono capire. Stare con i tuoi amici che fanno battute poco carine sugli omosessuali e tu devi stare li a sentire e voler dire vedi che ti sbagli di grosso ma nonm puoi, hai la bocca cucita dalla paura. Devi stare zitto, te lo imponi. E io sto scoppiando, grazie al cielo ho trovato questo forum. Certo non è la stessa cosa, richiede molto meno coraggio, ma è sempre qualcosa vi assicuro che mi aiuta. Posso dirvi che mentre sto scrivendo sorrido di piacere. in 22 anni di vita questa è la prima volta che nè parlo veramente apertamente con qualcuno, è la prima volta che descrivo la sofferenza che provo da quando ho 13 anni.
    Ma facciamo un punto della situazione: Io sono gay e con me stesso è una cosa che accetto. Non sto dicendo oh no, sono gay, e ora come cambio!?. Lo sono e basta. E’ ovvio che spesso penso che la mia vita sarebbe molto piu semplice se non lo fossi, sarebbe un grossoo peso che mi toglierei dalle spalle, ma non è così. Probabilmente vi starete chiedendo se ho mai avuto storie con ragazzi e la risposta è no. Nell’ambiente bigotto in cui vivo non è facile trovare una persona con cui aprirsi ( anche se forse l’ho trovata e la incontrerò tra un paio di mesi). Sto scrivendo questo post senza porre particolari domande, sto scrivendo solo per scaricare un po di sofferenza, un piccolo pezzo ma come dicevo è già qualcosa. Sono stufo marcio di aver paura, anzi sono stufo marcio DI NON POTER ESSERE ME STESSO. E’ la cosa piu brutta che ci sia dentro di me… fa quasi ridere. Conosco tante persone ma nessuno conosce mè. Nessuno sa chi sono veramente e la cosa mi fa in qualche modo sorridere. E’ una sensazione comica e agghiacciante allo stesso tempo: è come non esistere. Io esisto solo per me stesso.
    Ma andiamo con ordine: Mia madre è l’unica persona a cui, se trovassi il coraggio, potrei dirlo. Ma la paura della sua reazione, la paura di cosa potrebbe pensare ( le parole e i pensieri avvolte non coincidono) il terrore di deluderla in qualche modo e di vederla guardarmi in modo diverso mi uccide.
    Mio padre… non accetterebbe, comunque non subito. Probabilmente all’inizio mi leverebbe il saluto ma CREDO che dopo qualche tempo comincerebbe ad accettarmi ( vi dico solo che mio nonno gli comprava i giornalini porno dicendogli di essere maschio… quando me lo raccontò pensai che violenza implicita). E i miei amici… la maggior parte non mi accetterebbe, non ho proprio idea quale potrebbe essere la loro reazione. Molti mi allontanerebbero e qualcuno continuerebbe a stare con me… ma il rapporto sono sicuro che cambierebbe. Ho paura di rimanere solo. Non sono una persona che ha molti amici e che se ne fa di continuo, ma i pochi che ho me li sono sempre tenuti stretti. Voi mi direte se ti allontanano non sono veri amici, ma io sotto sotto li capirei. La paura è stronza, fa fare cose senza volerlo e nessuno è escluso. Ma almeno adesso qualcuno lo sa… e vi assicuro che parlarne è una sensazione nuova per me. Sono come un bambino che sta scoprendo qualcosa di nuovo. Sono un ragazzo normalissimo, parlo di ciò che parlano tutti, faccio le cose solite cose che fanno tutti… non chiedo aiuto, non ho bisogno di essere aiutato, io sono così. Chiedo comprensione…
    Grazie per aver letto.

    #11330
    Volontario
    Moderatore

    Grazie a te d’aver scritto.
    Siamo contenti che questo forum ti ha aiutato a farlo.
    Ciao caro. Sorridi Sorridi Sorridi!!! :-) :-) :-) :-) :-)


    #11331
    miky_83
    Partecipante

    Ciao!

    #11332
    miky_83
    Partecipante

    Scusa mi è partito l’invio! ^_^
    Dicevo… ciao! E sì è una confessione che può essere difficile, immagino, magari qualcuno del forum che ci è passato ti potrebbe dare qualche consiglio…
    Secondo me è già una cosa buona il fatto che accetti te stesso, di sicuro questo è un problema in meno, poi potersi confidare con qualcuno si sa che è un passo su un terreno instabile. Anche perché questi amici di cui parli bisogna vedere quanto amici sono. Però pensaci bene: magari anche solo uno di loro ti sembra una persona più incline all’apertura mentale, o è una persona di cui ti fidi un po’ di più? E gli amici di infanzia? Nemmeno tra quelli ce n’è uno che sai ti starebbe sempre vicino? Cerca di valutare il più obiettivamente possibile come sono queste persone che ti circondano, magari la paura te le fa vedere peggio di quanto non siano.
    D’altra parte posso solo immaginare quanto sia difficile trovare la persona giusta.. e qualche amica ce l’hai? Magari con una ragazza ti può risultare più semplice aprirti?
    Ah sì, non preoccuparti dei genitori per ora, quando sarai abbastanza forte per confessarglielo e rispondere alle loro reazioni lo saprai e lo farai.

    In bocca al lupo!

    #11333
    Alisiu
    Partecipante

    Il mio amico d’infanzia… è mio cugino. Siamo amici da quando siamo nati praticamente. Ultimamente i rapporti si sono infreddoliti perchè ci vediamo poco ma comunque il rapporto c’è ed è anche buono. Solo che lui viene da una famiglia profondamente cristiana e lasciatemelo dire, che sfocia nel bigottismo. Mio cugino non è casa e chiesa come i suoi o come suo fratello piu grande, ma senza dubbio è influenzato da questo tipo di ambiente. Sono sicuro che se lo dicessi qualcosa cambierebbe per sempre.
    Si ho qualche amica, ma non sono così strette da sentirmi di dirlo… Sono amiche e basta con cui qualche volta mi ci vedo il sabato o andiamo al cinema, ma nulla di piu. All’uni ho conosciuto una ragazza con cui parlo spessissimo ( sembriamo fidanzati a poco) ma la conosco da troppo poco per aprirmi. Adesso posso pure dirla tutta, io studio lingue non solo perchè mi piace il mondo ma anche per andarmene e cominciare una nuova vita in qualche posto dove possa essere mè stesso. E senza dubbio uno dei motivi per cui mi sono trasferito è anche questo (adesso sono a casa comunque dato che le lezioni sono finite). Sono sicuro di essere il milionesimo ragazzo che soffre per questo motivo ma solo passandoci sai cosa vuol dire essere sconosciuto al mondo.

    #11334
    Volontario
    Moderatore

    Caro Alisiu,
    sono contenta che tu abbia, finalmente, trovato la forza di dire apertamente chi sei.
    è un passo importante che ti renderà sicuramente più forte.
    è vero che ci sono ancora ahimè persone che si permettono di giudicare e che non sarà facile per tuo padre accettare sopratutto se appartiene ad un’altra generazione di pensiero, ma sono certa che ce la farai e che sarai felice!
    :-)


    #11335
    miky_83
    Partecipante

    Be’ anche se sei il milionesimo per te è comunque la prima volta ^_^ la tua sofferenza non è di certo minore perché non sei il primo a esserci passato.
    Penso che al di là di tutto, che i tuoi amici, o tuo cugino, siano bigotti, oppure chiusi, l’importante è capire se c’è una persona di cui pensi di poterti fidare. Che non ti giudichi appunto, come diceva la volontaria qui sopra. Spero capirai presto chi tra le conoscenze potrà essere la prima persona a cui rivelare te stesso. Magari poi ti aiuterà ad affrontare anche tutto il resto.

    Per il fatto di andarsene via, be’ non vederla solo come un fuga, ma come un arricchimento, per te e per il resto del mondo che ti conoscerà ;-) il mondo è grande, è comunque un peccato non esplorarlo!

    #11336
    Volontario
    Moderatore
    Quote:
    miky_83
    Be’ anche se sei il milionesimo per te è comunque la prima volta ^_^ la tua sofferenza non è di certo minore perché non sei il primo a esserci passato.
    Penso che al di là di tutto, che i tuoi amici, o tuo cugino, siano bigotti, oppure chiusi, l’importante è capire se c’è una persona di cui pensi di poterti fidare. Che non ti giudichi appunto, come diceva la volontaria qui sopra. Spero capirai presto chi tra le conoscenze potrà essere la prima persona a cui rivelare te stesso. Magari poi ti aiuterà ad affrontare anche tutto il resto.

    Per il fatto di andarsene via, be’ non vederla solo come un fuga, ma come un arricchimento, per te e per il resto del mondo che ti conoscerà ;-) il mondo è grande, è comunque un peccato non esplorarlo!

    Quoto Miky :-) mi hai tolto le parole di tastiera ;) aggiungo solo che è una grande fortuna accettarsi per ciò che si è, una cosa che è molto difficile, ma che è fondamentale per raggiungere la felicità. E tu ce l’hai :-) questo è già un presupposto molto positivo per il tuo futuro ;-) Posso chiederti da quanto tempo sai di essere gay? E non ti è mai venuta l’idea d dirlo a qualcuno anche se poi ci hai ripensato?

    a presto ;)


    #11337
    atlas
    Partecipante

    Mi fa piacere che tu abbia finalmente trovato il desiderio di aprirti ma posso dirti che l’avevo già intuito? Alcune allusioni che avevi fatto negli ultimi post riguardo ad altri problemi, oltre a quelli in famiglia di cui ci avevi parlato, mi hanno fatto sospettare che potesse essere questo che intendevi. Quindi ora possiamo parlare liberamente, senza doppi sensi. :-)

    Non è affatto vero che gli amici veri accettano tutto di noi, è un luogo comune. Sarebbe bello e giusto, ma ci sono cose che per alcuni sono profondamente intollerabili e nemmeno l’amicizia riesce a farcele accettare. Magari ti vogliono comunque un bene del mondo ma per loro questo è troppo.
    Accade che si vada d’accordissimo con qualcuno per anni e poi una semplice rivelazione, un dettaglio insostenibile, rovina tutto. Certo, ragionandoci sopra può essere che se qualcuno ti vuole veramente bene e tiene alla tua compagnia e amicizia, possa anche accantonare il disturbo causato dalla scoperta. Ma può anche non accadere, e questo non è necessariamente sintomo di rapporto falso o incapacità/non volontà a comprenderti, non so se mi spiego…

    Dato che da come ti descrivi immagino tu non sia effeminato, e quindi immediatamente classificabile, ora sta a te capire chi fra i tuoi amici potrebbe non dico accettare ma almeno ascoltare senza scappare a gambe levate. Se con tuo cugino siete così legati fin dall’infanzia, potrebbe esserci una speranza con lui (il fatto che la sua famiglia sia purtroppo bigotta non necessariamente implica che lo sarà anche lui, come tu stesso fai notare).
    Inoltre magari, e dico MAGARI quindi senza certezze, qualcuno che conosci è nella stessa situazione e aprirti con lui/lei potrebbe aiutarlo a fare altrettanto.

    Genitori e parenti: anche qui scegli i tempi e modi più adatti, soprattutto visto le precedenti tensioni famigliari. Considera anche che i genitori tendono a vedere nell’omosessualità del figlio un proprio fallimento, oppure si preoccupano per la discriminazione e i problemi che dovrai affrontare a causa della tua sessualità (reali e ben presenti anche oggi, in questa epoca falsamente libera).

    Un’ultima cosa: questa persona che hai conosciuto e con la quale prevedi di incontrarti… vuoi parlarcene un po’, senza entrare troppo nella tua privacy se non te la senti?

    Coraggio Alessio, hai fatto il primo di una serie di passi importanti e, come dico sempre, passo dopo passo le cose miglioreranno. ;-)

    #11338
    Alisiu
    Partecipante

    Grazie a tutti, in particolare ad Atlas che vedo capisce perfettamente cosa intendo quando dico che la paura può cambiare le cose piu incredibili.
    Allora l’anno scorso sono stato a Londra per 3 settimane ( un’esperienza fantastica, non solo per la città in se che amo, ma per la sensazione di libertà. sono stato quasi me stesso per 3 lunghe settimane). E durante questo periodo ho conosciuto un po di persone, ragazzi e ragazze con cui ancora mi sento. In particolare ho stretto amicizia con un ragazzo ( che abita piuttosto lontano da me). Tra passioni comuni, scambi culturali abbiamo chiacchierato tantissimo e andavamo in giro per le strade di Londra. Mi disse piu di una volta ti devo confessare una cosa e poi un giorno della terza settimana mi disse di essere gay. Aveva capito che fossi una persona molto aperta al dialogo ma io, a causa di una abitudine ormai radicata in me, non mi rivelai ( me nme sono pentito comunque dopo pochissimo tempo). Durante uno degli ultimi giorni comunque glielo feci capire ma non lo dissi apertamente… e me ne pentii di nuovo ( di non riuscire ad essere chiaro eh). Pensavo ( avevo il timore) che l’amicizia cadesse da quell’estate a questa ma non è successo. Ci siamo continuati a sentire via msn e via telefono e la cosa mi ha fatto sempre molto piacere. Adesso ci incontreremo di nuovo questa estate, e questa volta lo dirò apertamente. Questa volta, almeno per 1 mese, voglio essere me stesso.
    I miei si chiedono perchè ci tengo tanto a tornare a Londra a rinunciare a qualsiasi cosa pur di avere i soldi per andare e ovviamente gli sembra strano. Non sanno che li c’è il vero me, lontano da tutti. Secondo me è stato il destino a farmi incontrare questa persona, qualcuno nella mia vita con cui essere mè ( questo mè stesso lo sto usando fino all’oltraggio, ma è davvero quello il fulcro di tutto).
    Adesso vivo nell’attesa di tornare a Londra, non esiste nient’altro. Per quanto riguarda i miei amici, sicuramente gli voglio molto bene. Io sono una persona che si affeziona difficilmente alle persone ma quando mi affeziono è difficile che mi stacco. Ed è proprio per questo che mi sembra una possibilità impossibile fare il così detto coming out. In ogni caso un giorno, quando vivrò per conto mio, spero di trovare il coraggio di dirlo. In ogni caso cerco di non viverla come una tragedia, la mia sessualità ( forse emglio dire i miei gusti) riguarda solo mè. Ma come dicevo, quando sento delle persone a mè vicine dire cose che nemmeno capiscono, cose che sono lontane dalla loro mente milioni di kilometri ma pensano di capire… e sopratutto quando sminuiscono situazioni come questa m’in***** come una belva ma devo stare zitto. Qualche mio amico è, giustamente, preoccupato per il lavoro o per lo studio e mettono questi problemi al centro del mondo. Ma tra i problemi di studio e il non poter essere ciò che sono c’è tutta la differenza del mondo. E’ come se ti venisse a mancare la base per fare tutto il resto, ma lo devi fare, devi stare zitto almeno fino a quando ti senti pronto o meglio, fino a quando avrai la possibilità di ricostruire tutto.

    @Volontatio del sorriso: Da quando ero piccolo, sui 13-14 anni, solo che all’epoca era un sospetto. Era un pensiero a cui davo pure poca importanza sinceramente. Verso i 18 anni me ne resi conto piu distintamente. E verso i 20 mi sono arreso all’idea :-)

    #11339
    atlas
    Partecipante
    Quote:
    Alisiu
    Non sanno che li c’è il vero me, lontano da tutti. Secondo me è stato il destino a farmi incontrare questa persona, qualcuno nella mia vita con cui essere mè ( questo mè stesso lo sto usando fino all’oltraggio, ma è davvero quello il fulcro di tutto).

    E’ proprio vero sai? A volte il destino ci porta su strade prima impensabili, verso scoperte (o persone) che ci cambiano la vita. Inoltre nota un particolare di questa tua esperienza: il tuo amico londinese ha deciso dopo qualche settimana di aprirsi con te, senza sapere (immagino) che anche tu sei omosessuale.
    Questo è ciò che dicevo potrebbe accaderti: non puoi essere sicuro che tutte le persone che conosci non sono gay soltanto perché non lo dicono o non lo danno a vedere nell’atteggiamento…

    Come poi giustamente noti, e come ho sottolineato, essere te stesso è il fulcro di tutto.
    Molti non se ne rendono conto, tendono a dimenticarlo o evitarlo per inserirsi meglio e avere vita più facile (ma sarà altrettando soddisfacente??). E’ una strada ardua ma ti aiuta a capire chi sei e cosa vuoi.
    Però non dovrebbe essere lontano da tutti, capisci? Sarebbe insostenibile alla lunga poter essere te stesso solo durante una vacanza londinese… e il resto dell’anno? Quindi entra il gioco il discorso che facevamo prima, cercare qualcuno qui con cui potersi aprire e confidare, togliendosi la maschera. Qualcuno che ti comprende c’è sicuramente, magari proprio la persona più insospettabile.

    #11340
    Alisiu
    Partecipante

    Si non sapeva nulla, tra l’altro io sono piuttosto insospettabile (abituato alla mia società…)
    Purtroppo non sono una persona coraggiosa che se ne frega dei commenti altrui, non ancora almeno. E’ ovvio che non si diventa impavidi da un momento all’altro, ma adesso di sicuro non lo sono. E’ solo un mese, solo 30 giorni (pure qualcosa di meno considerando che il giorno d’andata e ritorno sono bruciati), ma è tutto quello che ho. Ringrazio il cielo di essermi accorto di poche semplici cose che sembrano sconosciute a persone piu grandi, e spero di non dimenticarle mai.
    Lo stare bene con sè stessi è un concetto che va svanendo, che passa in secondo piano. Ma è la base di tutto, la base per vivere. Io sto imparando a vivere nel modo in cui mio padre credo non abbia ancora imparato.
    Ho un amico che è un po snobbato da altri miei amici per i suoi modi trasgressivi. E’ un amico di vecchia data. E’ una di quelle persone che sa perfettamente ( senza volerlo) metterti in imbarazzo. Sarebbe capace di entrare in banca e canticchiare davanti al direttore motivetti stupidi tipo mario bros XD oppure alzare la voce in strada e far girare tutti verso di te. Sono comportamenti che personalmente non amo ma accetto e certe volte lo invidio per il suo modo estroverso con cui si approccia alla vita. E’ una persona con cui potrei confessarmi, ma non nè ho il coraggio. Anche solo per il fatto che conosce tutti i miei amici… lo so che non c’entra nulla ma il solo collegamento mi spaventa. Ho tanta strada da fare… Per adesso non me la sento di confessarmi a nessuno, devo prima maturare qualcosa dentro di me che non so ancora cosa. Anche se nè soffro, voglio continuare a stare zitto, nell’attesa che il momento giusto arrivi. Cerco di stringere i denti, ed essere mè stesso con mè stesso è già qualcosa.

    #11341
    Volontario
    Moderatore

    Come dici anche tu, il tuo promo traguardo l’hai raggiunto: essere te stesso con te stesso. Magari in questa vacanza a Londra riuscirai a liberare completamente il tuo vero io e poi quando tornerai avrai ancora un po’ più di forza per rivendicare la tua esistenza così come sei e magari ti aiuterà anche a capire chi può essere quel qualcuno a cui dirlo :-) A proposito, hai più volte nominato i tuoi amici, che a volte fanno battute non proprio positive verso gli omosessuali, questi sono amici del tuo paese o dell’università? E sono proprio tutti così? non c’è nessuno che va contro corrente e non sia d’accordo con queste cose? Per capire effettivamente cosa una persona ne pensa potresti tirare in ballo uno dei tanti (purtroppo) fatti di cronaca che coinvolgono violenze o soprusi nei confronti degli omosessuali… magari scopri che sotto la superficie, magari goliardica, c’è una solidarietà maggiore di quello che ci si può aspettare


    #11342
    Alisiu
    Partecipante

    Sono amici della mia città, e no non l’ho mai fatto. Non so perchè, anche se ci ho già pensato. Probabilmente mi spaventa ciò che potrei sentire. Conosco comunque la posizione di una mia amica al riguardo ( che comunque non è un’amica stretta), nella quale condividiamo perfettamente. Ma sinceramente, non la ritengo la persona giusta, anche perchè lei ( è la ragazza di mio cugino) mi vede piu come ” l’amico del mio ragazzo” e per forza di cose io la vedo ” la ragazza del mio amico”. Parliamo e tutto ma non ci sono mai entrato in stretta confidenza. Tra l’altro (piccolo aneddoto che mi fa sorridere) siccome mio cugino non va d’accordo con gli amici di lei ( mio cugino a rapporti sociali è una frana D :-), quando escono tutti assieme lei spesso mi chiama perchè sennò mio cugino si rompe le scatole ( e a me fa un po piacere questo attrito XD) perchè da quando si è fidanzato il nostro rapporto si è infreddolito, anche se la ritengo una cosa normalissima e la rispetto. Insomma tirando le somme non è la persona adatta, almeno secondo me potrei anche sbagliarmi. Poi dovete capire che una persona nella mia posizione diventa paranoica, il solo tirare in ballo l’argomento mi fa sentire colpevole di ipocrisia. Mi fa sentire… non lo so nemmeno io una sensazione molto vicina all’ipocrisia ma che non lo è. Non so come spiegarmi meglio >.<

    #11343
    Volontario
    Moderatore

    Certo è anche difficile parlarne semplicemente visto che cmq parlandone devi omettere ciò che sei, è sicuramente comprensibile! E invece amici dell’università? Nella mia università c’erano parecchi ragazzi e ragazze omosessuali che non si facevano alcun problema a renderlo pubblico, da te?


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