• Questo topic ha 4 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 anni, 10 mesi fa da Volontario.
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  • #5273
    andre900
    Partecipante

      Ciao a tutti. Oggi volevo raccontare un po’ la mia storia, sperando abbiate la pazienza di leggerla!
      Sono Andrea, ho 22 anni, studio economia a milano e, come da titolo, passano i giorni e mentre tutti gli altri ragazzi della mia età escono e si divertono io sono qui solo a casa. Mi scuso se è un po complicato ma cercherò di spiegarmi al meglio. Partiamo dall’inizio: vivo in provincia in un paesino di meno di 2000 abitanti, dove più o meno ci conosciamo tutti, ma che si può dire che non abbia mai frequentato, se non lo scorso anno con risultati pessimi. Infatti, nonostante vivessi in questo paesino, ho sempre frequentato il paese accanto, ben più grande, dove ho fatto scuole elementari, medie e anche tutta la trafila dell’oratorio: fino alle medie mi sembrava di essere in un gruppo di amici, li frequentavo e ci giocavo e mi sembrava tutto “normale”, finché con la scelta della scuola superiore (dove io sono stato l’unico a scegliere una scuola diversa dal liceo del paese) mi sono reso conto che in realtà mi stavo solo illudendo: li frequentavo solo in occasioni “istituzionali” (oratorio estivo, attività connesse con la scuola..) e questo è diventato sempre più evidente con la “separazione” delle scuole superiori, in quanto ci sentivamo per messaggio sempre meno e, cosa più sconfortante, mi sono reso conto che ero sempre io a dover scrivere. Voltata questa pagina ho sperato che la scuola superiore sarebbe stata la mia salvezza, avrei conosciuto un sacco di nuovi amici e avrei avuto un’altra opportunità. Ma così non è stato: tra il mio non essere un animale sociale, il fatto di abitare lontano e quello di essere secchione non ho trovato un amico vero. In realtà alcuni dei miei compagni li sento ancora oggi e ci ho legato, ma per loro la nostra amicizia è solo secondaria, nel senso che hanno un loro gruppo “locale” di amici e escono con loro non noi, se non quelle pochissime volte per qualche occasione e li comprendo anche perché penso che se avessi i miei amici qui con cui sono cresciuto e mi trovo bene anch’io farei lo stesso. Arriviamo così ai tempi recenti, l’università. Come ho già detto studio a Milano e, nonostante sia abbastanza lontano da casa mia l’ho vista come l’ennesima opportunità per conoscere nuove persone. Ora sto quasi per laurearmi e posso dire che anche in questo caso non è andata come speravo: tra la lontananza dall’uni (che mi ha fatto soltanto frequentare le lezioni, nel senso che ad esempio dopo una mattinata di lezioni l’unica cosa che volevo era tornare a casa, visto la lunghezza di minimo 1 h e un quarto che mi aspettava), il fatto che ho trovato persone che erano interessate soltanto allo studio e non a conoscere nuove persone, si può dire che ho avuto solo rapporti “cordiali” con i miei compagni.
      Passando alla famiglia, purtroppo non ho neanche un gran rapporto con i miei genitori, non c’è molta comunicazione anche perché mi sono arreso al fatto che non mi capiscono: non è una lamentela adolescenziale, poiché riconosco che sono due bravissime persone, ferventi cattolici (io mi sono abbastanza allontanato dalla religione) non mi hanno fatto mancare nulla dal punto di vista materiale, ma purtroppo non sono stati in grado di aiutarmi dal punto di vista “sociale” (non so come chiamarlo, non è mancanza di affetto ma in sintesi non sono mai stati molto empatici con me), forse dovuto anche alle loro storie: mio padre ha iniziato a lavorare a 16 anni e in pratica ha saltato l’adolescenza mentre mia madre non aveva bisogno di amici essendo in una famiglia con 7 tra fratelli e sorelle. Voglio ribadire che però non voglio fargliene una colpa della mia situazione, perché lo so che gran parte della mia solitudine di oggi è colpa mia.
      Come scrivevo all’inizio, l’anno scorso mi sono buttato e ho provato a frequentare quelli del mio paese: ho colto l’occasione della festa annuale del paese offrendomi come volontario per aiutare. Il risultato è però stato pessimo: il gruppo di ragazzi di questo paese è molto chiuso, si conoscono da sempre e, non essendo io il ragazzo più socievole del mondo, non mi hanno mai coinvolto e mi hanno sempre guardato come quello estraneo.
      E quindi questa è la situazione: nessuno mi cerca mai per chiedermi di uscire o andare da qualche parte, quelli che consideravo amici mi hanno puntualmente deluso non considerandomi mai e infine ho davanti un’estate dove tutti andranno a divertirsi e io, se il gruppo delle superiori non farà la tradizionale 3 giorni in montagna, non andrò da nessuna parte. Lo so che dovrei buttarmi e fare qualcosa ma non so proprio da dove cominciare. La mia famiglia non ha problemi economici ma sono uno a cui non piace far spendere soldi ai miei così a caso, per attività per le quali non sono sicuro che mi aiuterebbero e, per quanto ami viaggiare, non me la sento di fare un viaggio da solo, soprattutto dato che ho paura che mi sentirei ancora più solo, vista la mia incapacità relazionale.
      Non so perché ho scritto qui tutto questo, spero di non aver fatto perdere tempo a nessuno. Nonostante tutto non mi sento depresso, ho ancora molte speranze verso il futuro. Ad oggi il mio sogno sarebbe quello di trovare un lavoro in città a Milano e trasferirmi lì, in modo di iniziare di nuovo e essendo indipendente.
      In realtà ci sono molte altre cose che vorrei scrivere ma devo dire che già aver scritto questo mi fa sentire meglio. Grazie a tutti!

      #33288
      Volontario
      Moderatore

        Ciao Andre, benvenuto nel nostro forum e grazie per avere condiviso con noi il racconto della tua vita :-) :-) :-)

        La prima riflessione che vorremmo fare con te è che crescendo noi cambiamo, cambiano le nostre esigenze ed i nostri bisogni oltre che le modalità di relazionarci con gli altri.
        Non a caso, come ci racconti, i cambiamenti più significativi nelle tue relazioni sono avvenuti in occasione del cambio dei cicli scolastici: da un lato forse c’era l’attesa del nuovo, delle nuove relazioni e dall’altro il desiderio di continuare a mantenere vivi i rapporti con i vecchi compagni.
        Non sempre tutto questo si realizza. :(

        Un altro fattore che contribuisce alla tua situazione è forse legato alla tua modalità di relazionarti con gli altri, come tu stesso scrivi “tra il mio non essere un animale sociale, il fatto di abitare lontano e quello di essere secchione non ho trovato un amico vero” .
        Per instaurare relazioni bisogna un pò “buttarsi e rischiare”: a volte le cose andranno bene, altre volte un pò meno, altre volte ancora potranno esserci delle delusioni…
        L’importante è provarci, uscire dalla nostra zona di comfort, cosa ne pensi? :-) :-) :-)

        Non ci scrivi dei tuoi interessi, a volte praticare uno sport oppure avere un hobby da condividere aiuta a creare legami dai quali potranno poi svilupparsi relazioni significative.

        Hai scritto che ami viaggiare; ci sono alcune associazioni che organizzano viaggi di gruppo molto interessanti. Prova a vedere i loro siti. C’è ad esempio Avventure nel Mondo, Kailas, Viaggi Culturali , ecc. prova a guardare su Internet e vedere se trovi qualche organizzazione che senti vicina ai tuoi interessi e prova a fare un viaggio con un gruppo che condivide gli stessi interessi. Potrebbe essere l’inizio, cosa ne pensi?

        Un grande abbraccio Andre e tanti sorrisi :-) :-) :-)


        #33406
        Volontario
        Moderatore

          Ciao Andre900,
          abbiamo letto ciò che hai scritto a Delos, credo che anche tu ti sia accorto che diverse persone
          se non c’è il lavoro che li occupano o se hanno la Domenica libera, oppure se vanno in vacanza si sentano sole.
          C’è da chiedersi come mai, con tutto quello che ci gira attorno, viaggi, feste, mezzi di comunicazioni, eppure non abbiamo amici, perché?

          Proviamo a pensare che dobbiamo iniziare a chiederlo prima a noi stessi, per trovare delle risposte.

          Come sto dentro a me stesso?

          Perché ci sono persone che con un libro non si sentono sole?
          Altri che guardando la natura rimangono così presi che si fanno compagnia da soli!

          Carissimo Andre900 la prima compagnia siamo noi, capire che cosa vogliamo, fare progetti ed essere operativi, “da cosa nasce cosa” si dice, sarà vero? Proviamoci!

          Aspettiamo di conoscere cosa ne pensi! Intanto ci siamo noi! :-) :-) :-)


          #33421
          andre900
          Partecipante

            Ciao Volontario. Grazie per esserti interessato a me. Mi sono sentito molto vicino alla situazione di Delos e per questo ho voluto scrivergli. Tuttavia, nonostante i molti aspetti in comune penso che le situazioni sono diverse. Io in effetti, come scrivi anche tu, sono una di quelle persone che sta bene da sola; mi piace leggere che sia un libro o una rivista di approfondimento, e mi piace pensare e riflettere. Da quel punto di vista dentro di me sto bene. Però allo stesso tempo sento delle grandi mancanze dentro di me, cioè quello delle esperienze che si possono vivere solo con degli amici. Nonostante tutto devo dire che io rimango ottimista per il futuro, a settembre ricomincio in una nuova università (per gli ultimi due anni di specialistica) e sarà sicuramente un’occasione da non buttare per fare nuove conoscenze. Inoltre non vedo l’ora di finire i miei studi, momento in cui potrò cercare un lavoro serio, che mi permetta di essere indipendente completamente e andarmene da questo paesino di provincia, che per me è ormai diventato una vera e propria gabbia. Come ho già detto i miei genitori non concepiscono la mia situazione, anzi spesso mi “deridono” davanti a famigliari e conoscenti pensando così di spronarmi ma questo non ha fatto altro che farmi chiudere in me stesso. Non ce l’ho con loro, lo so che lo fanno incosapevolmente.

            Forse ho divagato troppo dall’argomento. Il principale colpevole della mia solitudine sono io, lo so; ma avendo finora incassato solo esperienze non positive (che non significa negative ma solo non adeguate a me) nel “buttarsi” ho non poco sconforto in questo senso. La speranza per un futuro migliore rimane, ma nel frattempo mi ritrovo in questa situazione in cui non so più da dove iniziare per trovare amici veri.

            Mi scuso se forse non ho risposto a quello su cui hai provato a farmi riflettere, ma grazie ancora per l’interessamento

            #33444
            Volontario
            Moderatore

              Ciao Andre,
              Non è una colpa stare bene con se stessi; anzi è un ottimo punto di partenza. Molte persone che non sono in pace con se stesse continuano a riempire la loro vita di attività con altre persone proprio per sopperire a questa loro incapacità ma in realtà, pur sembrando felici, non lo sono realmente.
              Certamente è anche importante sviluppare una dinamica più sociale (l’uomo è un animale sociale) e per questo bisogna fare esperienze diverse per cercare quella che – come hai scritto giustamente – è più adeguata a te.
              Pertanto, t’invitiamo a sperimentare più cose diverse partendo da quelle che ti piacciono ma anche buttandoti su cose nuove se non addirittura su cose che non ti piacciono; magari scoprirai invece degli aspetti interessanti a cui non avevi dato la giusta importanza.
              Questo approccio richiede uno sforzo per superare la propria inerzia iniziale e a volte ci blocchiamo dalla paura di voler ottenere risultati subito.
              Hai visitato i siti internet che ti abbiamo suggerito ?
              Certamente trovare persone che condividano i propri interessi è importante e se non ci sono nel proprio piccolo paese… bisogna allargare i propri orizzonti ! ;)


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