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  • #37095
    Dede
    Partecipante

      Non scrivo qua da molti anni, ora ne ho 23
      Sono stati anni difficili in cui ho dovuto affrontare molte cose del passato. A novembre ho avuto un periodo di depressione e sono attualmente in terapia con un antidepressivo. Frequento inoltre una psicoterapeuta. Le ultime sedute mi hanno scosso parecchio, in primis perchè stando a quello che ha detto lei, e che poi ha detto anche il mio psichiatra, ho subito violenza sessuale da un ragazzo quando avevo 16 anni, lui ne aveva 21. Ragazzo con il quale poi ho avuto una relazione. Io non ricordo nulla di quella sera, so solo che avevo bevuto e ad una certa eravamo nel letto e lo stavamo facendo. Inoltre dopo un po sono venuta a sapere che, essendo stata la mia prima volta, ed avendo perso sangue, lui ha mostrato a tutta la compagnia di persone presenti in casa le lenzuola sporche. Io fino ad oggi non ho mai riflettuto su questa cosa. Le mie successive relazioni con il sesso sono state di vario tipo, alle volte lo volevo ed ero consenziente, altre volte non volevo ma non riuscivo a dire di no. Mi è succedo che un ragazzo abbia tentato di violentarmi fuori da una discoteca, un ragazzo mentre dormivamo insieme mi toccava in modo prepotente le parti intime. Alle volte mi dissocio durante l’atto sessuale.
      Quando ero piccola (10 anni credo) mio padre mi ha palpato il sedere, e più avanti quando mi sono formata ha fatto apprezzamenti sul mio corpo e le mie forme.
      Di tutto ciò ne ho già parlato sia con la psicologa che con lo psichiatra, i quali entrambi sostengono che sono stava violentata, ma io non riesco a comprenderlo, sono molto disconnessa da questa cosa e mi sembra come se non sia successo a me. Premetto inoltre che lo psichiatra mi ha diagnosticato un disturbo borderline di personalità. Comunque ciò di cui avrei bisogno è solo sapere se è normale il modo in cui mi sento, ovvero che non sono triste, non mi sento dispiaciuta, non sento nulla di nulla, e non capisco la mia reazione.

      #37096
      Volontario
      Moderatore

        Ciao Dede! Bentornata al Sorriso 😊
        Ci dispiace sentire delle situazioni in cui ti trovi.
        Per collegarci un po’ alla tua storia siamo andati a rileggere i tuoi vecchi messaggi, cosa che puoi fare anche tu cliccando semplicemente sul tuo Nickname in verde, sopra al tuo post.

        Anche 6-7 anni fa lamentavi situazioni analoghe, molestie ricevute, approcci a cui non sapevi dire di no e il fatto che quando avresti voluto avere il primo rapporto ti sentivi in colpa e non riuscivi a lasciarti andare.

        Per la domanda che ci poni, noi pensiamo che sia assolutamente possibile sentirsi disconnessi da una lunga serie di vecchi traumi che non sono ancora metabolizzati e risolti. È uno dei modi che trova la nostra mente per distaccarsi dal problema, come difesa. Crediamo che sia una prima fase a cui deve seguire quella dell’elaborazione, per la quale naturalmente ci vuole tempo, per cui bene che tu sia seguita da un terapista.

        Per ampliare e sostenere il lavoro psicologico che stai percorrendo, vorremmo consigliarti il libro
        IL CORPO ACCUSA IL COLPO: Mente, Corpo e Cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche, di Bessel Van der Kolk, che sembra veramente adatto al tuo caso. Ti copiamo qua sotto la presentazione:

        “Una lettura essenziale per tutti coloro che cercano di
        capire, prevenire e trattare l’immensa sofferenza causata da un trauma psichico.
        Van der Kolk amplia radicalmente lo spettro delle cause e delle conseguenze del trauma, dando speranza e fornendo spiegazioni chiare a chiunque ne sia colpito. Sulla base di trent’anni di esperienza e pratica clinica, evidenzia che il terrore e l’isolamento, aspetti centrali del trauma, rimodellano radicalmente sia il corpo sia il cervello.
        Le nuove conoscenze sull’istinto di sopravvivenza spiegano perché le persone traumatizzate sperimentino un’ansia e una rabbia intollerabili, e permettono di capire l’impatto del trauma sulla capacità di concentrazione e di memorizzazione,
        e sulla possibilità di instaurare relazioni basate sulla fiducia, sentendosi “a casa” nel proprio corpo.
        Integrando i recenti progressi delle neuroscienze e degli studi sull’attaccamento, l’autore indica nuovi percorsi di ricerca, che consentono di ricablare il funzionamento cerebrale, contrastando il senso di
        impotenza e invisibilità associato al trauma e facendo sì che adulti e bambini possano recuperare la padronanza del proprio corpo e della propria vita.”

        Esiste anche una terapia verbale e corporea che si chiama BIOENERGETICA che potrebbe fare al caso tuo, magari puoi guardare qualche informazione su Google.

        Ci auguriamo di esserti stati utili e restiamo a tua disposizione quando vuoi
        Un caro abbraccio


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