La storia del Sorriso


Com’è organizzata l’Associazione?

“L’Associazione è costituita in una forma che le dà diritto ad essere una “Onlus”. La sua struttura organizzativa è costituita da 1 Presidente, 1 Comitato Direttivo, e un’assemblea di tutti i volontari che si riunisce tutti i mesi.

Le telefonate ricevute in un anno sono mediamente 6.000. Al telefono si avvicendano circa 40 volontari, prevalentemente giovani, di età ed estrazione sociale diverse.

Il numero molto significativo delle telefonate ricevute è il risultato di un grosso sforzo, anche economico, volto a far conoscere l’esistenza del servizio ad un numero sempre maggiore di giovani.

Prima di iniziare a prestare il loro servizio, i volontari seguono un corso di formazione specifico sul disagio giovanili, in cui intervengono specialisti su argomenti specifici quali: adolescenza e sue caratteristiche, i genitori dell’adolescente, i genitori che si lasciano, disturbi alimentari, alcolismo, depressione ed ansia, tossicodipendenza, omosessualità, parafilie, AIDS, ricerca identità sessuale, contraccezione e malattie a trasmissione sessuale, tecniche di counseling.

Al termine del corso, prima di iniziare a rispondere autonomamente al telefono, i nuovi volontari svolgono anche un periodo di affiancamento della durata di circa due mesi. Segue poi una formazione permanente che comprende sia seminari su tematiche relative all’ascolto telefonico (assertività, counseling consapevole, costruzione della relazione con l’altro, potenzialità e limiti del mezzo telefonico), che incontri mensili, con il supporto di uno psicologo. I responsabili dell’Associazione partecipano anche ai corsi e/o incontri e seminari a loro dedicati dalle Strutture Pubbliche, dal Ciessevi, dal Coral e dalle Università.

L’Associazione non ha entrate fisse, vive con il contributo dei volontari, di alcuni ex volontari, di qualche amico particolarmente sensibile e di piccoli contributi dagli Enti Pubblici.

In occasione di spese che migliorano decisamente il servizio reso, come l’informatizzazione del Centro Ascolto, abbiamo elaborato un progetto che abbiamo presentato alla Provincia di Milano ed è stato finanziato. Purtroppo non abbiamo ancora trovato un finanziatore per far conoscere maggiormente il servizio.

Considerando la crescita del fenomeno del disagio giovanile e la scarsa diffusione di linee di aiuto telefonico sul territorio nazionale è estremamente importante dare visibilità al servizio. Mettere in condizione i giovani, ovunque si trovino su tutto il territorio nazionale, di raggiungere l’aiuto che stanno cercando e che non trovano nel sistema formale e/o informale (famiglia, scuola, amici, rapporti d’amore) è semplicemente doveroso.

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